
{"id":64087,"date":"2025-04-29T20:59:33","date_gmt":"2025-04-29T19:59:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64087"},"modified":"2025-04-29T21:05:06","modified_gmt":"2025-04-29T20:05:06","slug":"primo-maggio-risparmiateci-lipocrisia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64087","title":{"rendered":"PRIMO MAGGIO: RISPARMIATECI L&#8217;IPOCRISIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La Festa del Lavoro ha un senso positivo soltanto se \u00e8 l&#8217;occasione per una riflessione seria sui problemi pi\u00f9 gravi e urgenti del mondo del lavoro: la quale implica l&#8217;accantonamento di ogni retorica e il far luce sulle ragioni della paralisi attuale di ogni politica del lavoro nel nostro Paese<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Intervista a cura di Alessandra Ricciardi pubblicata sul quotidiano <\/em>Italia Oggi<em> il 30 aprile 2025 &#8211; In argomento v. anche il mio articolo pubblicato il giorno prima sul sito <\/em>lavoce.info<em>, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64066\">Le parti dimenticate del Jobs Act <\/a><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-52639\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Primo-Maggio-2.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Primo-Maggio-2.jpg 261w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Primo-Maggio-2-150x111.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/>La festa del Primo Maggio\u00a0ha ancora senso solo \u00abse sgombriamo il campo dalla retorica e dall\u2019ipocrisia\u00bb, dice <strong>Pietro Ichino<\/strong>, giuslavorista dell\u2019Universit\u00e0 di Milano, ex senatore del Partito democratico, considerato il padre del Jobs act, la riforma del lavoro contro cui il Pd di <strong>Elly Schlein\u00a0<\/strong> ha scagliato la pietra dei referendum abrogativi proposti dalla Cgil. Un esempio di ipocrisia? \u00abA ogni infortunio grave tutti a stracciarsi le vesti, ma la misura pi\u00f9 concretamente utile, quella di riforma dell\u2019ispettorato,\u00a0\u00e8 rimasta inattuata per otto anni e ora l\u2019hanno cancellata\u00bb. E circa i referendum abrogativi su cui si vota l\u20198 e il 9 giugno: \u00abNe penso molto male\u00bb, risponde Ichino,\u00a0\u00ab\u00e8 un\u2019iniziativa dettata da un rifiuto fazioso del Jobs Act, che mira solo a cancellarlo, un po\u2019 come si fece vent\u2019anni fa contro la Legge Biagi, senza alcun obiettivo serio di politica del lavoro\u00bb. E non mancano i paradossi, evidenzia Ichino:\u00a0\u00abSe dovesse passare il s\u00ec al ripristino dell\u2019articolo 18 versione Fornero,\u00a0i dipendenti delle imprese sopra i 15 vedrebbero il proprio indennizzo massimo, in caso di licenziamento, ridursi da 36 a 24 mensilit\u00e0, mentre per il licenziamento nelle piccole imprese verrebbe previsto un indennizzo illimitato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Domanda. Primo Maggio, ci risiamo: professore, un rito un po\u2019 stantio o che ha ancora senso?<\/strong><br \/>\n<strong>Risposta.<\/strong> Ha ancora un senso se cogliamo l\u2019occasione di questa festa per fare due cose: una forse pi\u00f9 facile, che \u00e8 chiederci a che punto siamo sulle questioni-chiave della politica del lavoro; l\u2019altra certamente molto problematica.<\/p>\n<p><strong> D. Incominciamo da quella pi\u00f9 problematica.<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Sgombrare il campo dalla retorica e dall\u2019ipocrisia.<\/p>\n<p><strong> Qualche esempio?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>A ogni infortunio grave sul lavoro, dunque quasi tutti i giorni, i media condannano, i sindacati protestano, le autorit\u00e0 promettono giri di vite nella disciplina anti-infortunistica e rafforzamento delle attivit\u00e0 ispettive. Ma la misura pi\u00f9 concretamente utile \u00e8 rimasta inattuata per otto anni, e poi abrogata alla chetichella l\u2019anno scorso nell\u2019indifferenza generale. Salvo il giorno dopo ricominciare a stracciarsi le vesti contro la strage continua.<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-47252\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Ispettorato-Nazionale-del-Lavoro-300x145.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Ispettorato-Nazionale-del-Lavoro-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Ispettorato-Nazionale-del-Lavoro-150x73.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Ispettorato-Nazionale-del-Lavoro.jpg 322w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>A quale misura si riferisce?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Alla riorganizzazione unitaria degli ispettori del lavoro, attualmente ripartiti in quattro organici distinti e tra loro scollegati: quello del ministero, quello dell\u2019Inps, quello dell\u2019Inail e quello delle Aziende sanitarie locali. L\u2019unificazione era stata disposta da uno dei decreti attuativi del Jobs Act, il n. 149 del 2015. Ma i sindacati di categoria si sono opposti strenuamente alla sua attuazione. E alla fine il governo li ha accontentati, con un minuscolo comma nascosto nell\u2019articolo 31 del decreto legge n. 19\/2024, che ha cancellato il decreto n. 149\/2015. Nessuno ha fiatato.<\/p>\n<p><strong> Passiamo alle questioni-chiave aperte in tema di politica del lavoro.<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Politiche attive del lavoro: siamo ancora all\u2019anno zero, o quasi. L\u2019Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro-ANPAL, cui il Jobs Act affidava la funzione di controllare il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni da parte delle Regioni e di intervenire in via sussidiaria nei casi di inefficienza pi\u00f9 grave, \u00e8 stata abolita; ma nessuno ha chiarito chi e come dovrebbe svolgere, ora, la sua funzione: certo non \u00e8 in grado di farlo l\u2019apparato ministeriale.<\/p>\n<p><strong> La ministra del lavoro Calderone, per\u00f2, ha annunciato l\u2019entrata in funzione del SIISL, il Sistema Informativo che dovr\u00e0 dare nuovo impulso ed efficienza ai servizi per l\u2019impiego.<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> Gi\u00e0, il SIISL, che doveva essere in funzione gi\u00e0 dall\u2019inizio del 2024. Ma risulta che a tutt\u2019oggi nessun Centro per l\u2019Impiego abbia potuto avvalersene: a un anno e mezzo di distanza ancora buio totale. Poi il dl\u00a0n. 60\/2024 ha stabilito che il SIISL debba avvalersi dell\u2019ntelligenza Artificiale per controllare l\u2019efficacia della formazione professionale finanziata con i soldi pubblici, molti miliardi ogni anno, per met\u00e0 della Ue; ma quel monitoraggio era gi\u00e0 previsto dal Jobs Act\u00a0e a dieci anni di distanza ancora non si \u00e8 neppure incominciato ad attuarlo.<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-60607\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Mattarella-rieletto-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Mattarella-rieletto-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Mattarella-rieletto-150x82.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Mattarella-rieletto.jpg 303w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Salari bassi, ne ha parlato anche il Presidente della Repubblica come di uno dei problemi del nostro sistema. In Italia le retribuzioni oggi sono pi\u00f9 basse del 2008, abbiamo la performance peggiore dei paesi del G20. Perch\u00e9?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> Perch\u00e9 ristagna la produttivit\u00e0 del lavoro. Per farla crescere sono indispensabili due cose: smettere di tenere in vita a tutti i costi le aziende marginali e persino quelle sub-marginali, magari tenendole in Cig a zero ore per anni, chiudere le imprese cosiddette in house tenute in vita inutilmente da Comuni, Regioni e Stato nonostante livelli di produttivit\u00e0 vicini allo zero, e creare i percorsi di formazione e addestramento per portare i loro dipendenti a occupare le centinaia di migliaia di posti che restano permanentemente vacanti nelle imprese pi\u00f9 produttive, le quali,\u00a0 come mostrano i dati Unioncamere, in met\u00e0 dei casi non trovano il personale di cui hanno bisogno.<\/p>\n<p><strong> In una situazione di bassa produttivit\u00e0 i contratti a tempo determinato non rappresentano una ulteriore causa di incertezza per i lavoratori?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> La quota di contratti a termine sul totale dell\u2019occupazione dipendente, in Italia, \u00e8 perfettamente in linea con la media europea: in termini di stock, poco meno di un contratto su sei. Non mi sembra questo il problema. Certo, nel flusso delle nuove assunzioni, i contratti a termine sono pi\u00f9 di quelli stabili, perch\u00e9 l\u2019inserimento nel tessuto produttivo avviene normalmente cos\u00ec; ma, appunto, cinque volte su sei il rapporto di lavoro poi si stabilizza.<\/p>\n<p><strong> L\u20198 e 9 giugno si voter\u00e0 sui quesiti referendari sul lavoro promossi dalla Cgil. Che cosa ne pensa?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Ne penso molto male: \u00e8 una iniziativa dettata da un rifiuto fazioso del Jobs Act, che mira solo a cancellarlo, un po\u2019 come si fece vent\u2019anni fa contro la Legge Biagi, senza alcun obiettivo serio di politica del lavoro e senza preoccuparsi se per i lavoratori ne deriva in concreto un vantaggio.<\/p>\n<p><strong> Il ripristino dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non costituirebbe un vantaggio?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>Se prevalesse il \u201cs\u00ec\u201d, si tornerebbe per tutte le imprese sopra i 15 dipendenti alla disciplina prevista dalla legge Fornero del 2012, con un effetto paradossale e del tutto irragionevole.<\/p>\n<p><strong> Dov\u2019\u00e8 il paradosso?<\/strong><br \/>\n<strong>R. <\/strong>I dipendenti delle imprese sopra i 15 vedrebbero il proprio indennizzo massimo, in caso di licenziamento, ridursi da 36 a 24 mensilit\u00e0, mentre per il licenziamento nelle piccole imprese verrebbe previsto un indennizzo illimitato! Un risultato davvero insensato.<\/p>\n<p><strong> Al referendum c\u2019\u00e8 anche il quesito che mira a estendere la responsabilit\u00e0 dell\u2019impresa committente agli infortuni sul lavoro che accadono nell\u2019impresa appaltatrice: non sarebbe un\u2019arma in pi\u00f9 per la sicurezza dei lavoratori?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> Questa riforma avrebbe un senso se fosse limitata ai casi in cui tra l\u2019impresa committente e l\u2019appaltatrice c\u2019\u00e8 un rapporto di dipendenza economica: cio\u00e8 quando la seconda lavora solo o quasi soltanto per la prima. Oppure quando la seconda opera all\u2019interno del perimetro aziendale della prima. Altrimenti la cosa non ha molto senso: perch\u00e9 mai la piccola o media impresa committente dovrebbe rispondere per un difetto di organizzazione di una appaltatrice totalmente indipendente sul piano economico ed operativo, che fornisce i propri servizi a centinaia di altre imprese?<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-63040\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cgil-e-Uil-1.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cgil-e-Uil-1.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cgil-e-Uil-1-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/>Cgil e Uil non rinnovano i contratti pubblici, la Cisl s\u00ec; per\u00f2 si ritroveranno assieme per il concertone del Primo Maggio. L\u2019unit\u00e0 sindacale \u00e8 ormai solo di facciata?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> Direi che l\u2019unit\u00e0 non esiste pi\u00f9 da tempo. Ma non sarebbe un dramma, se ci fosse un quadro di regole legislative chiare entro il quale la competizione tra modelli di sindacato diversi potesse svolgersi, senza tradursi in paralisi. Invece la legge sulla rappresentanza e la contrattazione \u00e8 ancora ferma al palo.<\/p>\n<p><strong> Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, invoca la rivolta sociale, la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, il dialogo con il governo. Il sindacato oggi che ruolo ha o dovrebbe avere?<\/strong><br \/>\n<strong>R.<\/strong> La metterei cos\u00ec. La Cgil oggi \u00e8 un sindacato che rivendica diritti, certezze. La Cisl \u00e8 un sindacato che rivendica partecipazione, disposta a valutare il piano industriale innovativo e, se la valutazione \u00e8 positiva, guidare i lavoratori nella scommessa comune con il buon imprenditore su quel piano. C\u2019\u00e8 spazio per entrambi i modelli, nel nostro sistema; e la competizione \u00e8 utile a entrambi. Purch\u00e9 le regole siano chiare e ci sia chi le fa applicare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Festa del Lavoro ha un senso positivo soltanto se \u00e8 l&#8217;occasione per una riflessione seria sui problemi pi\u00f9 gravi e urgenti del mondo del lavoro: la quale implica l&#8217;accantonamento di ogni retorica e il far luce sulle ragioni della paralisi attuale di ogni politica del lavoro nel nostro Paese . 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