
{"id":64160,"date":"2025-05-23T10:22:47","date_gmt":"2025-05-23T09:22:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64160"},"modified":"2025-05-23T10:22:47","modified_gmt":"2025-05-23T09:22:47","slug":"promemoria-per-il-sindacato-del-prossimo-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64160","title":{"rendered":"PROMEMORIA PER IL SINDACATO DEL PROSSIMO FUTURO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il sindacato oggi deve impegnarsi molto di pi\u00f9 <em>a)<\/em> per l&#8217;assistenza alle persone nel mercato del lavoro; <em>b)<\/em> per l&#8217;assistenza ai lavoratori delle imprese in crisi nella ricerca, su scala mondiale, del nuovo imprenditore; <em>c)<\/em> per lo sviluppo della contrattazione aziendale che incentivi l&#8217;aumento della produttivit\u00e0 e ne distribuisca i frutti\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><em>Intervista a cura di Cinzia Brunazzo, pubblicata sulla rivista dell&#8217;Ordine dei Commercialisti <\/em>Noi &amp; il Lavoro<strong>\u00a0<\/strong><em> 21 maggio 2025 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito,\u00a0 la mia intervista pubblicata sul quotidiano <\/em>il Riformista<em>, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64070\">Come si pu\u00f2 rilanciare la contrattazione di secondo livello<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-53309 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Skill-shortage-300x277.png\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Skill-shortage-300x277.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Skill-shortage-150x139.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Skill-shortage.png 652w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/>Professor Pietro Ichino, quale ruolo vede per i sindacati, nell\u2019era dell\u2019automazione spinta e dell\u2019intelligenza artificiale?<br \/>\n<\/strong>Proporrei una distinzione tra il medio e il lungo termine. Di quest\u2019ultimo vi chiedo di consentirmi di non parlare: stante il ritmo dell\u2019innovazione tecnologica, nessuno pu\u00f2 seriamente fare previsioni sul sistema delle relazioni industriali e di lavoro fra trenta o cinquant\u2019anni. Se ci limitiamo a un discorso sul prossimo decennio o quindicennio, per quel che riguarda l\u2019Unione Europea vedo una situazione di generale carenza di manodopera rispetto alla domanda espressa dal tessuto produttivo, a tutti i livelli professionali e in tutti i settori. Il compito del sindacato, in questo contesto, \u00e8 principalmente quello di assicurare a ogni persona che vive del proprio lavoro \u2013 soprattutto a quella pi\u00f9 debole \u2013 la possibilit\u00e0 effettiva di \u201cusare il mercato\u201d agevolmente, dunque di fruire di tutti i servizi necessari per questo, dall\u2019orientamento professionale a una formazione di cui sia capillarmente monitorata l\u2019efficacia, all\u2019assistenza e sostegno per la mobilit\u00e0 geografica. \u00c8 questo il modo in cui si rafforza il potere contrattuale della singola persona; ed \u00e8 il migliore servizio che si pu\u00f2 fare ai lavoratori per garantire loro libert\u00e0, dignit\u00e0 e valorizzazione anche economica del loro lavoro.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno, immagino, le obietter\u00e0 che questa \u00e8 una visione molto individualistica del movimento sindacale, della difesa degli interessi dei lavoratori.<br \/>\n<\/strong>Ho detto che l\u2019azione volta al rafforzamento della posizione nel mercato di ciascuna persona, e in particolare di chi \u00e8 pi\u00f9 debole, \u00e8 ci\u00f2 di cui c\u2019\u00e8 bisogno pi\u00f9 urgente. Con questo non intendo sminuire l\u2019importanza dell\u2019azione che un sindacato al passo coi tempi deve svolgere sul piano collettivo. Al livello nazionale questa azione si concreta nella negoziazione e stipulazione dei contratti nazionali collettivi di settore, che \u2013 a mio modo di vedere \u2013 dovrebbero prevedere soltanto lo standard minimo applicabile di <em>default<\/em>, in assenza di un contratto stipulato a un livello pi\u00f9 vicino al luogo di lavoro: dunque al livello regionale, provinciale o soprattutto aziendale. Ma siamo nell\u2019era della globalizzazione, un processo che non pu\u00f2 certo considerarsi superato: n\u00e9 Putin n\u00e9 Trump possono far pi\u00f9 che rallentare, ma non certo arrestare il progressivo abbattimento delle barriere alla mobilit\u00e0 delle persone, dei beni, delle informazioni; e in questo nuovo contesto un sindacato al passo coi tempi ha anche una nuova funzione cruciale: assistere il collettivo dei lavoratori di un\u2019azienda in crisi nella scelta del nuovo imprenditore tra i molti possibili candidati provenienti da qualsiasi parte del mondo.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-61095\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-5-300x129.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-5-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-5-150x64.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-5.jpg 342w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Pu\u00f2 spiegare meglio?<br \/>\n<\/strong>La globalizzazione ha un effetto sfavorevole per i lavoratori di un Paese economicamente sviluppato, perch\u00e9 li espone alla concorrenza di quelli dei Paesi pi\u00f9 poveri. Ma questo effetto pu\u00f2 essere compensato da quello favorevole ai lavoratori, consistente nel fatto che la stessa globalizzazione pone gli imprenditori di un Paese in concorrenza con quelli di tutto il resto del mondo non solo nel mercato dei beni e dei servizi, ma anche in quello del lavoro. Come mi sono proposto di mostrare nel libro <em>L\u2019intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l\u2019imprenditore<\/em> (Rizzoli, 2020), i dipendenti di un\u2019azienda in crisi si trovano assai frequentemente nella condizione di poter essere loro a selezionare il proprio nuovo datore di lavoro e \u201cingaggiarlo\u201d. In quella situazione \u2013 che si \u00e8 verificata, per esempio, per i dipendenti di Alitalia nel 2008 e nel 2017, per quelli della Fiat nel 2010, per quelli dell\u2019ex-Italsider di Taranto in questi ultimi anni, e in diversi altri casi \u2013 un sindacato pu\u00f2 svolgere il ruolo dell\u2019\u201cintelligenza collettiva\u201d che consente ai lavoratori dell\u2019azienda in crisi di valutare ciascuno dei possibili imprenditori, provenienti da qualsiasi parte del mondo, che siano interessati a rilevarla; \u00e8 solo il sindacato-intelligenza collettiva che pu\u00f2 valutare l\u2019affidabilit\u00e0 di un imprenditore sul piano tecnico, finanziario e anche su quello etico, valutarne il piano industriale, e se la valutazione \u00e8 positiva negoziare con l\u2019interlocutore migliore la scommessa comune sulla nuova strategia imprenditoriale. \u00a0Ma questo \u00e8 un mestiere che solo una parte mainoritaria dei sindacati italiani considera proprio ed \u00e8 in grado di svolgere.<\/p>\n<p><strong>Sta di fatto, per\u00f2, che la contrattazione collettiva aziendale in Italia copre soltanto un terzo del totale della forza-lavoro nel settore privato.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 cos\u00ec. Per rilanciare la contrattazione di secondo livello sarebbe molto utile che tutti i contratti collettivi nazionali istituissero un premio di produzione determinato secondo una formula elementare, suscettibile di applicarsi in qualsiasi impresa, ma destinata a essere riscritta dalla contrattazione aziendale secondo le esigenze e caratteristiche specifiche di ciascuna unit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p><strong>Come dovrebbe funzionare questo meccanismo?<br \/>\n<\/strong>Il contratto nazionale potrebbe prevedere un monte-premio, da distribuire ai dipendenti in proporzione alla loro paga-base, pari al 20 o al 30 per cento dell\u2019aumento del margine operativo lordo registrato nell\u2019ultimo anno rispetto a quello precedente, se aumento c\u2019\u00e8 stato. Il m.o.l. \u2013 che molti preferiscono chiamare EBITDA \u2013 \u00e8 un dato molto grezzo, di cui per\u00f2 necessariamente dispone qualsiasi impresa, anche individuale. Il contratto nazionale stesso potrebbe prevedere esplicitamente che questa clausola si applichi solo in assenza di un contratto aziendale che disciplini diversamente la materia: cos\u00ec le imprese sarebbero incentivate ad attivare la contrattazione aziendale. E il premio di produzione negoziato al livello aziendale dovrebbe godere di un trattamento fiscale di favore anche pi\u00f9 generoso di quello gi\u00e0 oggi in vigore.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-61382\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-300x209.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-300x209.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-150x104.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-768x534.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE.png 868w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Le associazioni imprenditoriali obietteranno che il meccanismo \u00e8 troppo oneroso.<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 cos\u00ec, dal momento che lo stesso contratto nazionale in cui viene inserita questa clausola terr\u00e0 necessariamente conto dell\u2019impatto del \u201cpremio di produzione di <em>default<\/em>\u201d nel determinare la parte fissa della retribuzione, i c.d. \u201cminimi tabellari\u201d. Sar\u00e0 comunque l\u2019accordo tra le parti nazionali a decidere quanta parte del monte-salari complessivo spostare dallo zoccolo fisso alla parte variabile. Ma questa operazione \u00e8 comunque indispensabile se vogliamo tornare a incentivare l\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro \u2013 che in Italia ristagna ormai da tre decenni \u2013 e con esso l\u2019aumento delle retribuzioni.<\/p>\n<p><strong>La sensibilit\u00e0 diffusa rivolta alla sicurezza dei lavoratori si esprime spesso con allarmi sociali rilevanti: quanto effettivamente il sistema sanzionatorio pu\u00f2 ridurre l\u2019incidenza degli infortuni sul lavoro?<br \/>\n<\/strong>A ogni infortunio grave sul lavoro, dunque quasi tutti i giorni, i media condannano, i sindacati protestano, le autorit\u00e0 promettono giri di vite nella disciplina anti-infortunistica e rafforzamento delle attivit\u00e0 ispettive. Ma la misura pi\u00f9 concretamente utile, gi\u00e0 prevista dalla legge, \u00e8 rimasta inattuata per otto anni, e poi \u00e8 stata abrogata alla chetichella l\u2019anno scorso nell\u2019indifferenza generale. Salvo il giorno dopo ricominciare a stracciarsi le vesti contro la strage continua.<\/p>\n<p><strong>A quale misura si riferisce?<\/strong><br \/>\nAlla riorganizzazione unitaria degli ispettorati del lavoro, attualmente ripartiti in quattro organici distinti e tra loro scollegati: quello del ministero, quello dell\u2019Inps, quello dell\u2019Inail e quello delle Aziende sanitarie locali. L\u2019unificazione era stata disposta da uno dei decreti attuativi del Jobs Act, il n. 149 del 2015. Ma i sindacati di categoria si sono opposti strenuamente alla sua attuazione, per la tutela di interessi di bassissimo rilievo. E alla fine il governo li ha accontentati, con un minuscolo comma nascosto nell\u2019articolo 31 del decreto legge n. 19\/2024, che ha cancellato il decreto n. 149\/2015. Nessuno ha fiatato, nessun giornale ne ha parlato.<\/p>\n<p><strong>Con la legge di iniziativa popolare approvata nei giorni scorsi dal Parlamento, si \u00e8 aperto, uno spazio nuovo per la partecipazione dei lavoratori in azienda prevista dall\u2019articolo 46 della Carta costituzionale; quale futuro prevede su questo terreno?<br \/>\n<\/strong>Questa legge ha un solo merito: quello di avere posto di nuovo il tema della partecipazione dei lavoratori nelle imprese al centro dell\u2019agenda del sistema delle relazioni industriali in Italia. Cio\u00e8 in un Paese che su questo terreno fa registrare un notevole ritardo rispetto al resto della UE. Per\u00f2 la nuova legge non fa altro che menzionare buone pratiche in questo campo, che potevano benissimo essere oggetto di contrattazione aziendale anche prima; non contiene n\u00e9 incentivi fiscali adeguati per la diffusione della partecipazione azionaria dei lavoratori, n\u00e9 le correzioni necessarie di alcuni ostacoli normativi che oggi frenano la partecipazione nelle societ\u00e0 a governance duale.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-62725\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BES-Benessere-equo-e-sostenibile-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BES-Benessere-equo-e-sostenibile-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BES-Benessere-equo-e-sostenibile-3-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BES-Benessere-equo-e-sostenibile-3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BES-Benessere-equo-e-sostenibile-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BES-Benessere-equo-e-sostenibile-3.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/>Soltanto fumo e niente arrosto?<\/strong><br \/>\nNon mi spingo a dire questo. Mi sembra, per\u00f2, che per superare l\u2019ostilit\u00e0 tradizionalmente dominante nel movimento sindacale italiano contro la partecipazione dei lavoratori in azienda occorrerebbe una riforma pi\u00f9 incisiva e incentivi adeguati. Da noi \u00e8 ancora troppo diffusa l\u2019idea che l\u2019imprenditore sia un soggetto socialmente pericoloso; in qualche caso pu\u00f2 anche essere vero, ma dobbiamo tutti convincerci che non pu\u00f2 esserci buon lavoro senza un buon imprenditore. Cos\u00ec come non pu\u00f2 esserci buona impresa senza buon lavoro. Che ci sia un conflitto di interessi tra le due parti sulla divisione dei frutti del lavoro comune \u00e8 naturale; ma occorre superare l\u2019ideologia dell\u2019antagonismo necessario tra impresa e lavoro.<\/p>\n<p><strong>La parit\u00e0 di genere in Italia \u00e8 ancora molto lontana. Ritiene che ci possano essere strumenti oltre a quelli in essere per agevolare questo traguardo?<br \/>\n<\/strong>Ne vedo uno solo: quello proposto dagli economisti del lavoro Alberto Alesina e mio fratello Andrea nel libro <em>L\u2019Italia fatta in casa <\/em>(Mondadori, 2009) e ripreso nel <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8046\">disegno di legge n. 2102<\/a> presentato dal senatore Morando e da me nel 2010. L\u2019idea \u00e8 quella di una grande \u201cazione positiva\u201d volta a contrastare la \u201cdiscriminazione sistemica\u201d che tuttora penalizza il lavoro delle donne nel nostro Paese, consistente in una detassazione selettiva dei redditi di lavoro autonomo e subordinato femminile: secondo i calcoli che facemmo in funzione della presentazione di quel disegno di legge, basterebbe ridurre del 25 per cento l\u2019Irpef su questi redditi per determinare un forte incentivo alla redistribuzione dei compiti di cura familiare tra uomini e donne. Per la copertura finanziaria basterebbe un aumento di circa il 5 per cento dell\u2019Irpef sui redditi di lavoro dei maschi, che produce tre quarti del gettito dell\u2019Irpef. E forse basterebbe anche meno, poich\u00e9 per un verso l\u2019offerta di manodopera maschile \u00e8 relativamente rigida: dunque non subirebbe una riduzione apprezzabile per effetto dell\u2019aumento del prelievo fiscale; per altro verso, l\u2019aumento della partecipazione delle donne alla forza-lavoro, dovuto alla maggiore elasticit\u00e0 della loro offerta di manodopera, genererebbe un aumento netto del gettito fiscale Irpef. Insomma, sarebbe un grande gioco a somma positiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sindacato oggi deve impegnarsi molto di pi\u00f9 a) per l&#8217;assistenza alle persone nel mercato del lavoro; b) per l&#8217;assistenza ai lavoratori delle imprese in crisi nella ricerca, su scala mondiale, del nuovo imprenditore; c) per lo sviluppo della contrattazione aziendale che incentivi l&#8217;aumento della produttivit\u00e0 e ne distribuisca i frutti\u00a0 . 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