
{"id":64214,"date":"2025-10-04T11:47:59","date_gmt":"2025-10-04T10:47:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64214"},"modified":"2025-10-04T11:55:32","modified_gmt":"2025-10-04T10:55:32","slug":"lopzione-cruciale-che-dovrebbe-essere-proposta-agli-elettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64214","title":{"rendered":"L&#8217;OPZIONE CRUCIALE CHE DOVREBBE ESSERE PROPOSTA AGLI ELETTORI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Oggi la divisione che pi\u00f9 conta \u00e8 tra chi riconosce la centralit\u00e0 dell&#8217;UE e chi la rifiuta &#8211; L&#8217;alternativa destra\/sinistra rimane, ma il processo di integrazione europea ha finito per destrutturare sia la prima, sia la seconda &#8211; Per rendersi\u00a0pi\u00f9 comprensibile\u00a0la politica nazionale dovrebbe ristrutturarsi sulla base di quest&#8217;altra alternativa decisiva<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nEditoriale <strong>di Sergio Fabbrini<\/strong> pubblicato su <\/em>Il Sole 24 Ore<em>\u00a0del 21 settembre 2025 &#8211;\u00a0<\/em><em>L\u2019Autore \u00e8 Professore Emerito di Scienza politica e Relazioni internazionali alla Universit\u00e0 Luiss di Roma: il suo ultimo libro \u00e8 <\/em>Nazionalismo 2.0. La sfida sovranista all\u2019Europa integrata<em>\u00a0(Mondadori Universit\u00e0, 2025) &#8211; Gli altri scritti online su questo sito dedicati allo stesso tema sono raccolti nel portale\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41749\">Il nuovo spartiacque della politica mondiale<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_45769\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45769\" class=\"size-medium wp-image-45769\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-45769\" class=\"wp-caption-text\">il prof. Sergio Fabbrini<\/p><\/div>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>La politica fa fatica a capire che il processo di integrazione ha portato alla formazione di una nuova divisione nella politica nazionale, tra partiti che riconoscono la centralit\u00e0 europea e partiti che la rifiutano. Tale divisione non ha sostituito quelle precedenti, ma ne ha cambiato la natura. La divisione tra destra e sinistra rimane, ma il processo integrativo ha finito per destrutturare sia la prima che la seconda. Tant\u2019\u00e8 che l\u2019attuale governo italiano \u00e8 diviso al proprio interno, come lo \u00e8 l\u2019opposizione. Le posizioni della Lega sono sistematicamente convergenti con quelle del M5S, ma anche dell\u2019Alleanza Verdi e Sinistra, anche se, nella politica nazionale, quei partiti si collocano ai poli opposti. Lo stesso vale per le componenti europeiste del governo (come Forza Italia) e dell\u2019opposizione (i centristi e il Pd), che hanno molto pi\u00f9 in comune, nella loro visione dell\u2019Europa, rispetto ai loro alleati sul piano nazionale. Il 9 settembre scorso, Forza Italia, Fratelli d\u2019Italia e il Pd hanno votato insieme, nel Parlamento europeo, a favore della Relazione della Commissione europea che condanna \u201ccon la massima fermezza\u201d l\u2019aggressione russa dell\u2019Ucraina, chiedendo di accelerare \u201cl\u2019adesione di quel Paese all\u2019Unione\u201d. Mentre Lega e M5S hanno votato contro. Anche qui, per\u00f2, ambiguit\u00e0 non mancano. Fratelli d\u2019Italia non sa come coniugare la sua identit\u00e0 di destra nazionalista con le esigenze di non essere esclusa dalla governance europea. Il Pd non sa come tradurre la propria visione europeista in proposte che rafforzino l\u2019Ue. La politica europea (ed estera), anche nei partiti che contano, \u00e8 subordinata a quella nazionale.<\/p>\n<p>Insomma, la politica italiana pensa con le categorie nazionali, derivate dall\u2019esperienza del secolo scorso, mentre la realt\u00e0 ha i piedi saldi nell\u2019esperienza del XXI secolo, caratterizzata da un ridimensionamento degli stati nazionali. Il governa si adatta ai condizionamenti europei che impongono la stabilit\u00e0 dei bilanci, limitandosi ad un\u2019azione di retroguardia nelle politiche strategiche, come la sicurezza. Galleggia, ma non nuota. Si dice che sia \u201cprudente\u201d, in realt\u00e0 non pu\u00f2 fare niente perch\u00e9 rischia di dividersi al proprio interno. Esattamente come avviene nell\u2019opposizione. Di qui, l\u2019inazione dell\u2019Italia nelle istituzioni europee. Se le cose stanno cos\u00ec, chiunque vincer\u00e0 le prossime elezioni nazionali, continueremo ad avere un governo ed un\u2019opposizione internamente divisi. Ci faranno parlare di altro, ma non della cosa che davvero conta, l\u2019Europa. E\u2019 possibile evitare questo esito?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la divisione che pi\u00f9 conta \u00e8 tra chi riconosce la centralit\u00e0 dell&#8217;UE e chi la rifiuta &#8211; L&#8217;alternativa destra\/sinistra rimane, ma il processo di integrazione europea ha finito per destrutturare sia la prima, sia la seconda &#8211; Per rendersi\u00a0pi\u00f9 comprensibile\u00a0la politica nazionale dovrebbe ristrutturarsi sulla base di quest&#8217;altra alternativa decisiva . 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