
{"id":64380,"date":"2026-01-10T12:52:00","date_gmt":"2026-01-10T11:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64380"},"modified":"2026-01-10T12:52:00","modified_gmt":"2026-01-10T11:52:00","slug":"la-vera-accademia-del-rebus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64380","title":{"rendered":"LA VERA &#8220;ACCADEMIA&#8221; DEL REBUS"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Un noto rebussista, figlio d&#8217;arte, argomenta la propria scelta di assumere come <em>benchmark<\/em>\u00a0di qualit\u00e0 dei propri giochi la loro idoneit\u00e0 per la pubblicazione sulla <em>Settimana<\/em> <em>Enigmistica<\/em>,<em>\u00a0<\/em>ovvero la\u00a0rivista del settore pi\u00f9 diffusa in Italia (e, a quanto risulta, nel mondo intero)<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervento di\u00a0Luca Fiocchi Nicolai, in arte <\/em>Lucignolo<em>, 2 gennaio 2026 &#8211; Dello stesso Autore v., su questo sito, l&#8217;intervento del 17 marzo 2025\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63976\">Esiste ancora la critica, nel m0ndo dell&#8217;enigmistica?<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<em>Questo articolo rispecchia ovviamente soltanto l&#8217;opinione del suo Autore; ma ritengo utile che esso sia disponibile <\/em>online<em> per tutti gli interessati, anche per l&#8217;avvio di un eventuale dibattito, che difficilmente pu\u00f2 svilupparsi in altra sede e per il quale, dunque, questo sito resta a disposizione\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_60598\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60598\" class=\"size-medium wp-image-60598\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica-104x150.jpg 104w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica.jpg 599w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><p id=\"caption-attachment-60598\" class=\"wp-caption-text\">Il primo numero della Settimana Enigmistica, uscito nel gennaio 1932<\/p><\/div>\n<p>Alla domanda di quale sia la sede in cui vengono fissati i canoni della classicit\u00e0 in campo enigmistico bisogna rispondere risolutamente che essa \u00e8 da sempre quella che ospita <em>La Settimana Enigmistica<\/em>. Questa rivista quasi centenaria che ogni italiano conosce costituisce, colla sua indiscussa autorevolezza, il riferimento obbligato in fatto di gusto per tutti coloro che vogliano cimentarsi a un buon livello come autori o solutori con i giochi di parole. Esistono da decenni alcune riviste per abbonati ben note agli addetti ai lavori (meno alla pi\u00f9 vasta platea dei fruitori dei periodici stampati per le edicole), che vi destinano per la pubblicazione la loro produzione pi\u00f9 sofisticata; ma, appunto per questo, tali riviste sembrano garantire meno il rispetto di quel rigore formale e di contenuti, di quell\u2019equilibrio compositivo che soli consentono ai giochi creati di superare il giudizio del tempo. Infatti non perch\u00e9 un gioco presenti elementi di preziosit\u00e0 o difficolt\u00e0 solutoria o concettosit\u00e0 \u00e8 degno per questo di assurgere ad esempio di perfezione, ch\u00e9 anzi, come la storia della letteratura insegna, colla contrapposizione tra classicit\u00e0 e barocco, o classicit\u00e0 e romanticismo, a ci\u00f2 si richiedono pi\u00f9 facimente semplicit\u00e0 di concezione, chiarezza, linearit\u00e0, simmetria, qualit\u00e0 tutte ascrivibili al concetto di classico in arte e letteratura.<\/p>\n<p>Se l\u2019enigmistica cosiddetta classica ambisce ad elevarsi al rango di arte minore non pu\u00f2 ignorare il problema della formazione nel tempo di un canone, magari articolato per generi, di opere enigmistiche esemplari per i requisiti predetti; l\u2019importanza di modelli a cui il collaboratore possa riferirsi essendo tanto pi\u00f9 importante in un contesto editoriale perennemente afflitto dalla scarsit\u00e0 di lettori, privo cio\u00e8 di quel superiore metro di giudizio in fatto di gusto offerto dal gradimento di chi i giochi \u00e8 chiamato a risolverli. E mentre <em>La Settimana Enigmistica<\/em> ha ben chiara l\u2019idea di una tradizione edipea di riferimento, tanto \u00e8 vero che la sua redazione di classica ospita da sempre una rubrica che nel nome, antologia, evoca il concetto (<em>anthos<\/em>) di selezione di opere meritevoli di una ripubblicazione, non \u00e8 sicuro che sul fronte dei periodici riservati ai sottoscrittori ci si preoccupi ugualmente di non lasciar cadere nell\u2019oblio ma anzi garantire lunga vita a prodotti idonei per il livello qualitativo espresso a costituire un modello per quelli a venire.<\/p>\n<p>La quasi coincidenza in tali riviste tra le due figure dell&#8217;abbonato e dell\u2019autore, il possibile peso economico, la notoriet\u00e0 o il prestigio culturale di quest\u2019ultimo, possono poi condizionare in parte a suo favore i rapporti di collaborazione colle redazioni, pi\u00f9 libere dall\u2019obbligo di dover rendere conto delle loro scelte a un pubblico di lettori, come dicevo sopra, non molto pi\u00f9 esteso degli addetti ai lavori, meno obbligate perci\u00f2 ad esercitare la dovuta severit\u00e0 di valutazione sui lavori ricevuti. In una realt\u00e0 editoriale in cui quasi tutti gli abbonati, chi pi\u00f9 chi meno, \u201cpesano\u201d, si \u00e8 indotti a dubitare che i giochi pubblicati nelle riviste di cui si parla siano tutti di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di chi scrive pu\u00f2 attestare che non pochi giochi (rebus nel suo caso) rifiutati per un motivo o l\u2019altro dalla <em>Settimana Enigmistica<\/em>, sono stati in un secondo momento da lui riproposti e pubblicati su altri periodici, facendogli sorgere l\u2019intimo dubbio sul valore di un\u2019operazione a conti fatti vana, dato che nessuno dei giochi \u201cripescati\u201d ha poi ricevuto un qualche riconoscimento o menzione particolare. E un dubbio ancora maggiore si insinua nell\u2019autore di questo articolo ogni qual volta si trovi nella situazione contraria, di dover decidere se proporre in prima battuta alla rivista di classica un gioco da lui ritenuto, a torto o a ragione, di grande spessore: egli allora, da ingrato, si chiede in segreto se non finisca cos\u00ec per destinare all\u2019irrilevanza un lavoro che sulla <em>Settimana<\/em>\u00a0 godrebbe di ben altro risalto. Si accresce in lui ogni giorno di pi\u00f9 il senso di inutilit\u00e0 di una collaborazione con periodici senza eco, sempre pi\u00f9 impegnati a indire un diluvio di concorsi a tema tirati a forza fuori dal cilindro con cui attirare l\u2019attenzione dei collaboratori presenti e venturi e incassare cos\u00ec nuovi abbonamenti.<\/p>\n<p>Bisogna sempre domandarsi per quale motivo un elaborato proposto \u00e8 stato rifiutato dalla migliore rivista in circolazione, che ospita lavori di differente livello di complessit\u00e0 per ogni lettore, dal neofita incuriosito al solutore pi\u00f9 smaliziato, ma sempre ispirati a quel <em>fair play<\/em> che impone la massima considerazione per chi si accinge alla sfida enigmistica; considerazione che nelle riviste di classica si stenta a volte a riconoscere in pari misura, quasi che la lambiccata difficolt\u00e0 di un gioco sia un valore in s\u00e9 e il solutore, figura diventata di contorno, un disperato cercatore d\u2019oro. Se quanto sopra argomentato \u00e8 vero, allora sarebbe saggio per un autore evitare di riproporre il lavoro scartato ad altri editori al solo scopo di vederselo disegnato e pubblicato ad ogni costo. Coerenza vorrebbe che ad esso fosse riservato il cestino.<\/p>\n<p>Quando infine il confronto si estenda alla qualit\u00e0 della cura redazionale dei giochi proposti allora esso rischia di diventare impietoso per le riviste di \u201cclassica\u201d: sempre il sottoscritto pu\u00f2 annoverare pubblicazioni colla propria firma cos\u00ec di rebus irrispettosi delle regole del gioco e quindi da scartare come di altri invece pregevoli rovinati da pesanti interventi del redattore, per giunta gravati da errori grammaticali; in tali casi il filtro o \u00e8 mancato o si \u00e8 rivelato arbitrario.<\/p>\n<p>Se le riviste di enigmistica \u201cclassica\u201d per abbonati vogliono giustificare il costo dell\u2019abbonamento o addirittura la loro necessit\u00e0 nel panorama dell\u2019editoria enigmistica, devono convincere i futuri abbonati e collaboratori che affideranno le loro fatiche in buone mani.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un noto rebussista, figlio d&#8217;arte, argomenta la propria scelta di assumere come benchmark\u00a0di qualit\u00e0 dei propri giochi la loro idoneit\u00e0 per la pubblicazione sulla Settimana Enigmistica,\u00a0ovvero la\u00a0rivista del settore pi\u00f9 diffusa in Italia (e, a quanto risulta, nel mondo intero) . 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