
{"id":64558,"date":"2026-04-12T09:09:13","date_gmt":"2026-04-12T08:09:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64558"},"modified":"2026-04-12T09:34:22","modified_gmt":"2026-04-12T08:34:22","slug":"la-scelta-che-rida-un-senso-alla-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64558","title":{"rendered":"L&#8217;ALTERNATIVA CHE RID\u00c0 UN SENSO ALLA POLITICA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Oggi la scelta fondamentale non \u00e8 tra destra e sinistra: \u00e8 se accelerare il processo di integrazione nella UE o congelarlo &#8211; Poi, su entrambi i versanti c\u2019\u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 orientato a sinistra e chi pi\u00f9 a destra; ma il vero spartiacque \u00e8 quello che corre tra sovranisti e fautori della nascita degli Stati Uniti d\u2019Europa<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista\u00a0a cura di Claudio Marincola pubblicata sul quotidiano <\/em>L\u2019Altravoce<em> il 2 aprile 2026 &#8211; Sul tema del nuovo spartiacque fondamentale della politica in Europa v. il <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41749\">portale a esso dedicato<\/a><em> su questo sito\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-64560\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/L-Altravoce-2IV26-300x199.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/L-Altravoce-2IV26-300x199.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/L-Altravoce-2IV26-150x99.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/L-Altravoce-2IV26.png 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nC\u2019\u00e8 un riformismo che non alza la voce ma non arretra di un millimetro. E poi c\u2019\u00e8 il rumore di fondo: \u00a0slogan, appartenenze, tifoserie travestite da analisi. Pietro Ichino sta nel primo campo, minoritario e \u00a0scomodo, soprattutto oggi che il riformismo \u00e8 tornato a essere una terra di nessuno: troppo tecnico per infiammare, troppo concreto per nascondersi.<\/p>\n<p>Nella stagione dei referendum sulla giustizia e nel dibattito sulla riforma Nordio, Ichino ha scelto una linea laica &#8211; cio\u00e8 ingrata \u2013 criticando insieme il governo e le corporazioni della magistratura, senza concedere sconti n\u00e9 cercare applausi facili.<\/p>\n<p><strong>Professore, nella stagione referendaria sulla giustizia e il dibattito sulla riforma promossa dal ministro Carlo Nordio lei ha mantenuto una posizione laica, criticando sia il ministro stesso sia l\u2019Associazione Nazionale Magistrati: ritiene che ci siano ancora margini per interventi correttivi su questa materia in futuro?<br \/>\n<\/strong>Il Governo ha sbagliato quando ha chiuso alla collaborazione in Parlamento con una parte dell\u2019opposizione e l\u2019A.N.M. ha sbagliato impegnando l\u2019intera magistratura come tale nella campagna per il No. Il risultato \u00e8 che la riforma del processo penale rimane incompiuta, e ora sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile riaprire il discorso sul suo completamento.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-57559\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Europa-dallo-spazio-3-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Europa-dallo-spazio-3-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Europa-dallo-spazio-3-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Europa-dallo-spazio-3.jpeg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/>In uno scenario politico sempre pi\u00f9 orientato al bipolarismo, quale forza attrattiva in particolare sui giovani vede oggi per una cultura riformista in Italia?<br \/>\n<\/strong>Come \u00e8 dimostrato dalle elezioni politiche in Ungheria, in tutta Europa la scelta politica fondamentale oggi non \u00e8 tra destra e sinistra: \u00e8 se accelerare il processo di integrazione nella UE o rallentarlo, congelarlo. Poi, sia tra gli europeisti sia tra gli euro-scettici, ovviamente, c\u2019\u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 orientato a sinistra e chi pi\u00f9 a destra; ma lo spartiacque di maggior rilievo \u00e8 quello che corre tra sovranisti e fautori della nascita degli Stati Uniti d\u2019Europa. Il problema \u00e8 che questa alternativa cruciale non \u00e8 evidenziata dagli schieramenti politici attuali.<\/p>\n<p><strong>Sia il centro-destra, sia il centro-sinistra, hanno al loro interno sia europeisti sia sovranisti.<br \/>\n<\/strong>Appunto. Ed \u00e8 proprio questo difetto di chiarezza sulla questione cruciale che genera disorientamento e disaffezione dalla politica. Soprattutto tra i pi\u00f9 giovani, che non hanno nel loro DNA le grandi contrapposizioni ideologiche del secolo scorso.<\/p>\n<p><strong>Il Partito Democratico si colloca sicuramente sul versante europeista; ma la posizione del M5S e di AVS su questo che lei indica come discrimine fondamentale \u00e8 molto pi\u00f9 ambigua. Vede in questo un problema per il consolidarsi di un \u201ccampo largo\u201d del centro-sinistra?<br \/>\n<\/strong>Credo che il PD dovrebbe esplicitare in modo molto pi\u00f9 netto la propria opzione europeista, facendo asse su questo punto con +Europa, Italia Viva e possibilmente anche Azione, chiarendo con forza che questa \u00e8 la scelta politica fondamentale. La coalizione del PD con M5S e AVS non pu\u00f2 avere ambiguit\u00e0 su questo discrimine fondamentale: potr\u00e0 comportare sfumature programmatiche pi\u00f9 \u201cdi sinistra\u201d, ovviamente, ma sempre nell\u2019alveo di questa scelta netta.<\/p>\n<p><strong>Il problema \u00e8 che Giuseppe Conte sta di fatto lanciando un\u2019OPA sulla leadership del campo progressista.<br \/>\n<\/strong>Il problema non \u00e8 che Conte lanci la sua OPA; il problema \u00e8 che non \u00e8 abbastanza limpida la posizione di Elly Schlein sulla collocazione del PD rispetto allo spartiacque fondamentale.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-46153\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act.jpg 276w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/>Lei \u00e8 stato tra i sostenitori del Jobs Act: col senno di poi, rifarebbe quella scelta?<br \/>\n<\/strong>Il Jobs Act ha fatto bene al nostro mercato del lavoro e alla nostra economia. In particolare, era necessario il passaggio da un regime di sostanziale <em>job property<\/em>, che avvicinava troppo il modello del lavoro nelle aziende di dimensioni medio-grandi a quello del pubblico impiego, a un regime che riducesse la vischiosit\u00e0 del mercato del lavoro. Anche per combattere il nanismo delle imprese che caratterizza la nostra economia.<\/p>\n<p><strong>Proprio per questo aspetto, per\u00f2, il Jobs Act \u00e8 stato incisivamente depotenziato dagli interventi della Corte costituzionale.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 stato depotenziato, per questo aspetto, pi\u00f9 da un rifiuto diffuso in seno alla magistratura del Lavoro che dagli interventi della Consulta. Ciononostante questa riforma ha comunque inciso profondamente sul funzionamento del tessuto produttivo e del mercato del lavoro italiano, in direzione di una armonizzazione rispetto agli altri Paesi della UE. Quello che sorprende, semmai, \u00e8 che nelle due legislature successive siano state deliberatamente abrogate altre parti importanti di quella riforma.<\/p>\n<p><strong>Quali?<\/strong><br \/>\nPenso soprattutto all\u2019unificazione organica degli ispettorati del lavoro: a ogni infortunio mortale sul lavoro tutti si stracciano le vesti, ma quando nel 2024 il Governo ha abrogato questa parte del Jobs Act \u2013 il d.lgs. n. 149\/2015 \u2013 in omaggio a resistenze corporative, non si \u00e8 alzata alcuna voce di protesta n\u00e9 dal movimento sindacale n\u00e9 dall\u2019opinione pubblica. Penso anche al monitoraggio sistematico dell\u2019efficacia della formazione professionale finanziata con fondi pubblici, previsto dal d.lgs. n. 150\/2015: totalmente disapplicato, nonostante che sia considerato da tutti gli esperti come lo strumento essenziale per il necessario drastico aumento dell\u2019efficacia dei servizi in questo settore strategico fondamentale.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 vero che il mercato del lavoro va verso una crescente precarizzazione?<br \/>\n<\/strong>Questa \u00e8 la percezione diffusa, dovuta al fatto che i contratti a tempo determinato prevalgono nei flussi delle nuove assunzioni. Ma in termini di <em>stock<\/em> i rapporti di lavoro a termine sono da molti anni stabilmente circa un sesto del totale: un dato fisiologico, allineato alla media UE. \u00c8 molto pi\u00f9 preoccupante la stagnazione della produttivit\u00e0 media del lavoro, cui consegue la stagnazione dei livelli retributivi.<\/p>\n<p><strong>Il salario minimo \u00e8 una possibile risposta a questa stagnazione?<br \/>\n<\/strong>Gli studi di economia del lavoro forniscono una forte evidenza empirica del fatto che la fissazione di uno standard retributivo orario minimo universale ben calibrato \u00e8 efficace per correggere le distorsioni del mercato del lavoro nella fascia pi\u00f9 bassa, con effetti positivi anche sulle fasce immediatamente superiori. Il Jobs Act conteneva una delega al Governo su questa materia, che per\u00f2 non fu esercitata, nel 2015, per la drastica opposizione di Cgil e Cisl.<\/p>\n<p><strong>Una delega legislativa su questo punto \u00e8 contenuta anche nel Collegato Lavoro 2025, entrato in vigore nell\u2019ottobre scorso.<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: una vicenda politica, questa, molto curiosa e per certi aspetti misteriosa\u2026<\/p>\n<p><strong>In che senso?<br \/>\n<\/strong>La legge n. 144\/2025 contiene una delega al Governo, su questa materia, di contenuto molto simile a quella contenuta nel Jobs Act, che ha per oggetto la fissazione in via sussidiaria del minimo retributivo nei settori in cui un contratto collettivo applicabile manchi o venga rinnovato con eccessivo ritardo. Senonch\u00e9 il termine semestrale per l\u2019esercizio della delega scade fra pochi giorni e nessuno schema legislativo \u00e8 stato presentato in tempo utile dal Governo alle Commissioni Lavoro delle due Camere, per il parere preventivo previsto.<\/p>\n<p><strong>Vuol dire che il Governo si \u00e8 fatto delegare dal Parlamento, ma poi rinuncia a esercitare la delega?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 quello che sta accadendo. Misterioso non \u00e8 soltanto il comportamento del Governo, ma anche quello dell\u2019opposizione, che non gliene chiede conto in Parlamento.<\/p>\n<p><strong>Crede che il sindacato italiano, anche alla luce delle sue divisioni interne, stia facendo abbastanza?<br \/>\n<\/strong>Penso che in crisi non sia soltanto il sindacato, ma l\u2019intero sistema italiano delle relazioni industriali, di cui sono protagoniste anche le associazioni imprenditoriali. Un sistema che resta inerte di fronte alla situazione di stagnazione delle retribuzioni, se non addirittura di regressione in termini di potere d\u2019acquisto reale; e in questa situazione lascia che la funzione di autorit\u00e0 salariale venga sottratta alla contrattazione collettiva per effetto di un fenomeno di diffusa supplenza giudiziaria.<\/p>\n<p><strong>Come dovrebbe reagire invece il sistema delle relazioni industriali, secondo lei?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto attivandosi per l\u2019attuazione della parte dell\u2019articolo 39 della Costituzione che prevede l\u2019attribuzione dell\u2019efficacia <em>erga omnes<\/em> ai contratti collettivi stipulati dalle associazioni maggiormente rappresentative. Ci sono almeno tre soluzioni possibili a Costituzione invariata: basterebbe che le Confederazioni sindacali e imprenditoriali maggiori ne scegliessero una e inviassero a Governo e Parlamento un avviso comune, magari contenuto in un accordo interconfederale. Lo stesso accordo potrebbe prevedere una innovazione nella struttura delle retribuzioni che favorirebbe l\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-64586\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Premio-di-produzione.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Premio-di-produzione.jpg 226w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Premio-di-produzione-150x123.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/>Come potrebbe funzionare?<br \/>\n<\/strong>L\u2019accordo interconfederale potrebbe istituire un premio di produzione aziendale, applicabile in tutte le aziende, calcolato sull\u2019aumento del Margine Operativo Lordo registrato nell\u2019ultimo anno. E prevedere: <em>a)<\/em> che ogni contratto collettivo di settore determini la percentuale di quell\u2019aumento che deve essere distribuita ai lavoratori; <em>b)<\/em> che il contratto aziendale liberamente possa sostituirlo con un premio calcolato in modo diverso, secondo le caratteristiche peculiari dell\u2019impresa. Questo consentirebbe di spostare una parte rilevante del monte salari su questa voce retributiva, con l\u2019effetto di un forte incentivo all\u2019adozione di piani industriali che consentano il recupero di produttivit\u00e0. E anche di stimolare la migrazione della forza-lavoro verso le imprese pi\u00f9 produttive.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la scelta fondamentale non \u00e8 tra destra e sinistra: \u00e8 se accelerare il processo di integrazione nella UE o congelarlo &#8211; Poi, su entrambi i versanti c\u2019\u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 orientato a sinistra e chi pi\u00f9 a destra; ma il vero spartiacque \u00e8 quello che corre tra sovranisti e fautori della nascita degli Stati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9,12],"tags":[],"class_list":["post-64558","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64558\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}