
{"id":64700,"date":"2026-05-08T18:51:24","date_gmt":"2026-05-08T17:51:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64700"},"modified":"2026-05-08T18:51:24","modified_gmt":"2026-05-08T17:51:24","slug":"il-colpo-di-reni-necessario-al-nostro-sistema-delle-relazioni-industriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64700","title":{"rendered":"IL COLPO DI RENI NECESSARIO AL NOSTRO SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La crisi della contrattazione collettiva: chi esercita l&#8217;autorit\u00e0 salariale oggi in Italia? &#8211;\u00a0Il nodo che nessuno affronta: come si stabiliscono i \u201cperimetri\u201d entro cui confrontare la rappresentativit\u00e0 dei sindacati, per l\u2019attuazione dell\u2019art. 39 della Costituzione?<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><em>Articolo\u00a0pubblicato dal Corriere della Sera il 1\u00b0 maggio 2026 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito,\u00a0 la mia relazione introduttiva al convegno promosso dalla Fondazione Anna Kuliscioff sul tema\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64675\">Come uscire da 80 anni di diritto sindacale transitorio<\/a>\u00a0<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-52640\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Primo-Maggio-3.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Primo-Maggio-3.jpg 219w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Primo-Maggio-3-143x150.jpg 143w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/>C\u2019\u00e8 davvero poco da festeggiare. Il sistema della rappresentanza e della contrattazione tra imprese e lavoratori sta perdendo gran parte della capacit\u00e0 di svolgere la propria funzione.<\/p>\n<p>Il salario medio negli altri grandi Paesi europei \u00e8 aumentato, negli ultimi trent\u2019anni, fra il 30 e il 50 per cento; in Italia \u00e8 <em>diminuito<\/em> del 2,4 per cento. Anche perch\u00e9 nello stesso periodo la produttivit\u00e0 del lavoro, aumentata in tutti gli altri Paesi, da noi \u00e8 rimasta ferma. Proprio questa stagnazione \u00e8 la causa principale del fatto che, dall\u2019inizio del nuovo secolo, in Italia pi\u00f9 del 40% dei contratti collettivi nazionali non vengono rinnovati alla scadenza. Accade cos\u00ec che in alcuni settori anche i minimi previsti dai contratti collettivi si collochino al di sotto della soglia di povert\u00e0; donde gli interventi correttivi della magistratura, civile e penale, sempre pi\u00f9 frequenti su questa materia.<\/p>\n<p>Ci si sarebbe potuti attendere che il Governo ponesse mano alla fissazione di uno standard retributivo minimo, come accade nella maggior parte dei Paesi occidentali; viene invece emanato un decreto-legge che si propone di risolvere il problema attribuendo efficacia generale inderogabile su questa materia ai contratti collettivi nazionali stipulati dai sindacati pi\u00f9 rappresentativi. Questa disposizione pu\u00f2 risolvere soltanto una (piccola) parte dei problemi: vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>Anche i minimi previsti dai contratti collettivi stipulati da Cgil Cisl e Uil sono soggetti al controllo giudiziale. Dunque stabilire, come si fa in quest\u2019ultimo decreto, che a nessun contratto collettivo \u00e8 consentito stabilire trattamenti economici inferiori rispetto ai contratti firmati dai sindacati pi\u00f9 rappresentativi pu\u00f2 servire per combattere il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata, obiettivo apprezzabile, ma lascia irrisolto il problema di una contrattazione collettiva che perde colpi anche quando ha come protagonisti i sindacati maggiori. La contrattazione stessa vede ridursi progressivamente quel ruolo di \u201cautorit\u00e0 salariale\u201d che nessuno le aveva conteso fino alla fine del secolo scorso; e che non pu\u00f2 essere assunto dai giudici del Lavoro, ciascuno dei quali esercita il controllo secondo i propri criteri, in relazione al caso singolo.<\/p>\n<p>Dopo la grande crisi economica del 2008-2009 era parso che il sistema delle relazioni industriali fosse tornato in grado di dare vita a una fase di profonda auto-riforma, le cui linee portanti erano contenute nei grandi accordi interconfederali stipulati tra il 2011 e il 2014. Ma di quel progetto \u2013 e in particolare del nuovo sistema di misurazione della rappresentativit\u00e0 dei sindacati \u2013 nel decennio successivo \u00e8 stata attuata solo una parte minima, del tutto insufficiente. Nessuno ha il coraggio e la capacit\u00e0 di affrontare la questione, sulla quale si sono incagliati tutti i progetti di attuazione del disegno contenuto nell\u2019articolo 39 della Costituzione per rafforzare ed estendere l\u2019efficacia dei contratti collettivi; questione sulla quale rischia di incagliarsi anche la nuova norma contenuta in quest\u2019ultimo decreto. Perch\u00e9 si possa misurare la rappresentativit\u00e0 delle associazioni sindacali e imprenditoriali concorrenti occorre che si sia prima definito il perimetro della \u201ccategoria\u201d o \u201csettore\u201d entro il quale il numero dei rappresentati deve essere rilevato; se due associazioni concorrenti stipulano contratti destinati ad applicarsi in aree in parte sovrapposte, in parte no, entro quale area deve essere rilevato il numero dei rappresentati?<\/p>\n<p>Vi sono almeno due soluzioni possibili di questo problema, entrambe ragionevoli e rispettose del principio di libert\u00e0 sindacale: se ne discuter\u00e0 in un <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64675\">convegno promosso a Milano dalla Fondazione Kuliscioff<\/a> per il prossimo 21 maggio. Ma l\u2019ingegneria riformista non basta se tutti e tre i grandi protagonisti del sistema delle relazioni industriali \u2013 sindacati, imprese e governo \u2013 non ritrovano la volont\u00e0 e le idee necessarie per porre fine al suo spappolamento. Volont\u00e0 e idee dovrebbero poi concretarsi in un nuovo accordo fondativo che affidi, innanzitutto, allo Stato il compito di stabilire uno standard salariale minimo universale, espresso in termini di potere d\u2019acquisto reale, per difendere le fasce pi\u00f9 deboli e meno rappresentate dal rischio della povert\u00e0. Alle associazioni sindacali e imprenditoriali, invece, il compito di stabilire mediante accordo interconfederale il criterio di misurazione della rappresentativit\u00e0 e il criterio di determinazione del perimetro entro cui si essa va misurata nel caso di concorso di contratti destinati ad applicarsi in aree solo in parte sovrapposte.<\/p>\n<p>Parallelamente dovr\u00e0 svilupparsi il discorso su una nuova e coraggiosa ripartizione del monte-salari tra la parte fissa e la parte destinata a incentivare l\u2019aumento della produttivit\u00e0 aziendale: che implica stimolare la scommessa comune tra imprenditore e dipendenti sull\u2019innovazione del processo produttivo.<\/p>\n<p>Utopia? Forse. Ma almeno nel giorno della Festa del Lavoro, visto che abbiamo poco da festeggiare, deve esserci consentito almeno di sognare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi della contrattazione collettiva: chi esercita l&#8217;autorit\u00e0 salariale oggi in Italia? &#8211;\u00a0Il nodo che nessuno affronta: come si stabiliscono i \u201cperimetri\u201d entro cui confrontare la rappresentativit\u00e0 dei sindacati, per l\u2019attuazione dell\u2019art. 39 della Costituzione? . Articolo\u00a0pubblicato dal Corriere della Sera il 1\u00b0 maggio 2026 &#8211; In argomento v. anche, su questo sito,\u00a0 la mia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9,11],"tags":[],"class_list":["post-64700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64700"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64700\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}