
{"id":64793,"date":"2026-06-08T15:53:24","date_gmt":"2026-06-08T14:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64793"},"modified":"2026-06-08T16:04:41","modified_gmt":"2026-06-08T15:04:41","slug":"destra-sinistra-e-riflessi-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64793","title":{"rendered":"DESTRA, SINISTRA E I RIFLESSI SULL&#8217;EUROPA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Oggi in Italia e negli altri Paesi dell&#8217;Europa occidentale il crinale destra\/sinistra \u00e8 intersecato ortogonalmente da quello che divide i sovranisti dai fautori di una accelerazione dell&#8217;integrazione europea &#8211; Finch\u00e9 il sistema politico non ne prender\u00e0 atto anche gli elettori resteranno disorientati<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Editoriale del <strong>prof. Sergio Fabbrini<\/strong>\u00a0pubblicato sul quotidiano <\/em>Il Sole 24 Ore<em>\u00a0il 7 giugno 2026 &#8211; Tutti gli interventi, miei e di altri Autori, sullo stesso tema sono facilmente accessibili per mezzo del portale su<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41749\">Il nu<em>ovo <\/em>spartiacque della politica mondiale<\/a><em>\u00a0\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_45769\" style=\"width: 251px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45769\" class=\" wp-image-45769\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sergio-Fabbrini.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><p id=\"caption-attachment-45769\" class=\"wp-caption-text\">il prof. Sergio Fabbrini<\/p><\/div>\n<p>Il sistema partitico italiano \u00e8 in strutturale disequilibrio, sia sulla destra che sulla sinistra (uso questi termini in senso spaziale). Un nuovo partito si \u00e8 formato sulla destra, esponenti politici di rilievo hanno messo in discussione le appartenenze partitiche sulla sinistra. Il fenomeno non \u00e8 solamente italiano. Altre democrazie consolidate stanno sperimentando instabilit\u00e0 e frammentazione. Vale la pena di capire quali siano le cause strutturali di tale squilibrio politico.<\/p>\n<p>I partiti sono stati stabili fino quando hanno rappresentato divisioni permanenti della societ\u00e0. Studiosi come Stein Rokkan, Arend Lijphart e Giovani Sartori hanno elaborato il concetto di frattura (<em>cleavage<\/em>) per spiegare il loro ruolo storico. Il compito dei partiti \u00e8 stato quello di dare rappresentanza a sezioni distinte delle societ\u00e0 nazionali, generalmente caratterizzate da divisioni di classe e (in alcuni casi) di religione. La divisione tra destra e sinistra \u00e8 stata quella pi\u00f9 rilevante, in societ\u00e0 nazionali che hanno conosciuto i processi di industrializzazione e urbanizzazione. Tuttavia, le cose sono cambiate dalla fine della Guerra Fredda. Le societ\u00e0 sono divenute \u201cliquide\u201d (Zigmunt Bauman), le classi sociali si sono internamente disaggregate, la condizione materiale non ha pi\u00f9 condizionato gli orientamenti elettorali. La divisione tra destra e sinistra ha registrato una trasformazione interna, ma \u00e8 rimasta un mito da alimentare per i rispettivi gruppi dirigenti. Pi\u00f9 incerta \u00e8 divenuta la collocazione sociale degli attuali partiti, pi\u00f9 forte \u00e8 stata la spinta dei loro gruppi dirigenti a definirsi in termini identitari. La sinistra italiana costituisce un esempio eclatante di ci\u00f2. Se si considera il cosiddetto Campo largo (AVS, Cinque Stelle e Pd), la sua aggregazione \u00e8 il risultato di quel mito (non gi\u00e0 di un programma). Un mito giustificato interamente dalla politica interna. Ci si aggrega sulla base di rivendicazioni sociali (raramente sulla base di un programma economico) derivate da una lettura nazionale dei problemi della societ\u00e0 e del mercato. La politica europea (confinata nella politica estera) \u00e8 secondaria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-63576\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/The-new-political-divide-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/The-new-political-divide-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/The-new-political-divide-114x150.jpg 114w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/The-new-political-divide.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/>Ma le cose non stanno cos\u00ec. Una nuova divisione (<em>cleavage<\/em>) si \u00e8 affermata, quella tra chi vuole difendere la sovranit\u00e0 nazionale e chi promuovere l\u2019Europa integrata. Una frattura che si intreccia con quella precedente, tra sinistra e destra, cos\u00ec da cambiarne la forma. La politica europea non \u00e8 politica estera, ma un\u2019altra faccia della politica nazionale. E sulla politica europea il Campo largo ha poco che ne giustifichi l\u2019aggregazione. Non c\u2019\u00e8 consenso sul sostegno militare e finanziario dell\u2019Ucraina, persino sull\u2019interpretazione delle cause dell\u2019aggressione russa ad essa. Eppure, l\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina \u00e8 una condizione dell\u2019indipendenza europea. Tra simpatie per Putin (considerato un eroe antiimperialista) e fondamentalismi pacifisti (se l\u2019Ucraina disarmasse, la guerra finirebbe), il Campo largo \u00e8 un campionario di ambiguit\u00e0 e inconsistenze. La segretaria del suo maggiore partito (il Pd) non \u00e8 mai andata a Kiev, per portare solidariet\u00e0 ad un popolo aggredito, per non disturbare i suoi alleati. Nel febbraio scorso, AVS e Cinque Stelle (con non poche simpatie tra i parlamentari del Pd) hanno votato contro l\u2019aiuto finanziario all\u2019Ucraina da parte del nostro Paese, come se un\u2019Ucraina indebolita fosse la condizione per giungere ad un accordo di pace con Putin. E lo stesso \u00e8 avvenuto nel Parlamento europeo. Ma anche sulla difesa europea, il Campo largo balbetta. Come se non ci fosse Trump alla Casa Bianca, viene sostenuto che i fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati per spese sociali e non militari. Cos\u00ec, si trasferisce ad altri il compito di provvedere alla nostra sicurezza, ieri l\u2019America e oggi (magari) la Germania. Ma nessuno ci protegge gratis. La questione non \u00e8 \u201cse difendersi oppure no\u201d ma \u00e8 \u201ccome difendersi\u201d. Il programma \u201cReadiness 2030\u201d pone (giustificatamente) il tema della difesa ai primi posti dell\u2019agenda europea, ma affronta quel tema in modo (ingiustificatamente) sbagliato. Quel programma incentiva la nazionalizzazione delle difese, con l\u2019esito di creare gerarchie tra stati membri, per via dei loro differenti margini fiscali da utilizzare per gli investimenti. Cos\u00ec, il Campo largo \u00e8 assente dalla discussione sulle politiche industriali per sostenere la difesa e, pi\u00f9 generalmente, per favorire un salto di qualit\u00e0 europeo nelle nuove tecnologie, finora monopolizzate da America e Cina. Il Campo largo non c\u2019\u00e8 nel dibattito sull\u2019indipendenza energetica europea, se non per ripetere la sua ostilit\u00e0 di principio all\u2019energia nucleare. Se esso vuole combattere le diseguaglianze sociali, come \u00e8 giusto che faccia, non pu\u00f2 pensare di farlo con \u201cil socialismo in un solo Paese\u201d. L\u2019Europa non \u00e8 l\u00e0, ma \u00e8 qui.<\/p>\n<p>Insomma, le fratture sociali non sono pi\u00f9 quelle del secolo scorso. La frattura europea si \u00e8 intersecata con quella tra destra e sinistra, dividendo le forze politiche e le coalizioni al loro interno. Fino a quando la destra e la sinistra non avranno interiorizzato l\u2019interdipendenza tra politica europea e nazionale, fino a quando non riconosceranno che, sulle grandi questioni, la soluzione va costruita a Bruxelles prima che a Roma, fino a quando non avranno dato vita ad organizzazioni capaci di accomodare la complessit\u00e0 dell\u2019interdipendenza al loro interno, il sistema partitico continuer\u00e0 ad essere in disequilibrio, indebolendo la nostra democrazia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi in Italia e negli altri Paesi dell&#8217;Europa occidentale il crinale destra\/sinistra \u00e8 intersecato ortogonalmente da quello che divide i sovranisti dai fautori di una accelerazione dell&#8217;integrazione europea &#8211; Finch\u00e9 il sistema politico non ne prender\u00e0 atto anche gli elettori resteranno disorientati &nbsp; Editoriale del prof. 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