
{"id":64814,"date":"2026-06-24T18:47:41","date_gmt":"2026-06-24T17:47:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64814"},"modified":"2026-06-24T18:47:41","modified_gmt":"2026-06-24T17:47:41","slug":"trasparenza-delle-retribuzioni-non-significa-appiattimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64814","title":{"rendered":"TRASPARENZA DELLE RETRIBUZIONI NON SIGNIFICA APPIATTIMENTO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Tra i criteri per valutare il \u00abpari valore\u00bb del lavoro la direttiva UE indica\u00a0<\/span><span style=\"color: #993300;\">competenze, <em>effort<\/em> individuale, responsabilit\u00e0 e condizioni di lavoro; il decreto\u00a0italiano omette il criterio dell&#8217;<em>effort,<\/em> cos\u00ec negando rilievo\u00a0 a differenze di trattamento di per s\u00e9\u00a0<\/span><span style=\"color: #993300;\">ragionevoli<\/span><span style=\"color: #993300;\">: col risultato\u00a0<\/span><span style=\"color: #993300;\">possibile\u00a0<\/span><span style=\"color: #993300;\">di una tendenza all\u2019appiattimento<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Tito Boeri<\/strong> pubblicato su la Repubblica il 23 giugno 2026 &#8211; Sulla direttiva UE n. 2023\/970 v. anche, su questo sito, la mia intervista pubblicata dal\u00a0<\/em>Corriere della Sera<em>\u00a0il 23 agosto 2023\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62793\">Ma il reddito \u00e8 davvero un dato personale protetto da segreto?<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_41867\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41867\" class=\"size-medium wp-image-41867\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri.jpg 301w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41867\" class=\"wp-caption-text\">Tito Boeri<\/p><\/div>\n<p>L\u2019Italia, com\u2019\u00e8 noto, tende ad applicare le direttive europee in ritardo di mesi, se non di anni. Per una volta ha, invece, voluto comportarsi da alunno modello. Il governo italiano ha, infatti, recepito la direttiva europea sulla trasparenza retributiva addirittura prima della scadenza. Come si spiega tanta solerzia? A pensare bene lo ha fatto perch\u00e9 in Italia i divari retributivi (oltre che nei tassi di occupazione) fra uomini e donne sono particolarmente elevati. A pensare male la solerzia si spiega col fatto che \u00e8 un provvedimento che rimarr\u00e0 in gran parte inapplicato. Non per questo la legge italiana \u00e8 innocua. Sancisce, infatti, un principio pericoloso per un paese a bassa produttivit\u00e0: al contrario della direttiva europea, la legge italiana stabilisce che l\u2019impegno non possa essere considerato come fonte di trattamenti economici differenziati. In altre parole, la paga in base alla performance non ha cittadinanza.<\/p>\n<p>Vediamo pi\u00f9 in dettaglio di cosa si tratta. La direttiva impone alle imprese con pi\u00f9 di 100 dipendenti di garantire parit\u00e0 di trattamento tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, consentendo ai dipendenti di ottenere informazioni sulle retribuzioni medie di lavoratori comparabili. Il tutto ispirato al principio secondo cui le discriminazioni retributive prosperano nell&#8217;opacit\u00e0. Ma chi stabilisce cos\u2019\u00e8 un lavoro di pari lavoro? Per la legge italiana lo fanno i contratti collettivi nazionali di lavoro siglati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Ora, sappiamo bene che la realt\u00e0 italiana \u00e8 quella di un arcipelago di contratti nazionali, di sigle, con pesi equivalenti fin quando non ci sar\u00e0 una legge sulla rappresentanza.\u00a0 In questo contesto, se un&#8217;azienda dimostra di applicare un qualsiasi contratto nazionale di categoria \u00e8 automaticamente in regola? E siamo sicuri che sempre e comunque la contrattazione collettiva nazionale (ivi compresi i cosiddetti contratti privata) siano in grado di trattare valore di pari valore in modo omogeneo?<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un secondo punto su cui il decreto italiano tradisce la direttiva europea. Questa prevede esplicitamente che tra i criteri per valutare il \u00abpari valore\u00bb del lavoro figurino competenze, sforzo, responsabilit\u00e0 e condizioni di lavoro. La voce \u00absforzo\u00bb \u2014 *effort* nel testo inglese, *impegno* nella logica contrattuale italiana \u2014 riconosce che a parit\u00e0 di mansione formale, l&#8217;intensit\u00e0 e la qualit\u00e0 dell&#8217;apporto individuale possono legittimamente differenziare le retribuzioni. \u00c8 il modo in cui la direttiva tiene insieme equit\u00e0 collettiva e incentivi individuali.<\/p>\n<p>La legge italiana omette questo criterio. Il risultato \u00e8 una norma che parla di trasparenza retributiva senza strumenti per apprezzare le differenze legittime dentro categorie formalmente omogenee. La filosofia \u00e8 quella dell\u2019appiattimento verso il basso delle retribuzioni variabili, penalizzando chi performa meglio, nell&#8217;illusione che l&#8217;uguaglianza formale coincida con la giustizia sostanziale. Ma non doveva essere questo il governo del merito?<\/p>\n<p>Di per s\u00e9 la trasparenza retributiva all\u2019interno di una singola azienda, anche quando propriamente applicata, pu\u00f2 avere effetti negativi sulla produttivit\u00e0.\u00a0 Questo quanto ci dicono gli studi basati su esperimenti in cui ai lavoratori sono state comunicate le retribuzioni dei loro colleghi. Chi percepisce di essere pagato meno degli altri si sente svilito nel suo impegno e trattato in modo iniquo, il che riduce la sua aspirazione a fare meglio. La legge italiana fa ancora peggio perch\u00e9 sancisce che l\u2019impegno non debba essere riconosciuto.<\/p>\n<p>Se si vuole davvero scoraggiare le discriminazioni, bene dare ai lavoratori la possibilit\u00e0 di cambiare lavoro se si sentono trattati ingiustamente, sapendo a quali retribuzioni potrebbero accedere se cambiassero datore di lavoro. Nel recepire la direttiva europea, il governo italiano avrebbe dovuto imporre alle aziende di trasmettere il testo integrale del contratto di lavoro al dipendente prima che venga richiesta l\u2019accettazione. Molti lavoratori italiani, infatti, scoprono che il loro contratto \u00e8 soggetto a clausole di non concorrenza che impediscono loro per un certo lasso di tempo di cambiare datore. E se trasparenza ci deve essere, bene che questa ci sia anche tra aziende perch\u00e9 aiuterebbe i lavoratori a indirizzarsi dove sono pagati meglio.<\/p>\n<p>In sintesi, se la legge italiana avr\u00e0 qualche effetto sulle retribuzioni, lo sar\u00e0 nel livellarle verso il basso. In un paese in cui i salari hanno perso quasi il 10% del potere d\u2019acquisto negli ultimi anni non ci sembra una prospettiva allettante.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i criteri per valutare il \u00abpari valore\u00bb del lavoro la direttiva UE indica\u00a0competenze, effort individuale, responsabilit\u00e0 e condizioni di lavoro; il decreto\u00a0italiano omette il criterio dell&#8217;effort, cos\u00ec negando rilievo\u00a0 a differenze di trattamento di per s\u00e9\u00a0ragionevoli: col risultato\u00a0possibile\u00a0di una tendenza all\u2019appiattimento &nbsp; Articolo di Tito Boeri pubblicato su la Repubblica il 23 giugno 2026 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-64814","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64814"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64814\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}