
{"id":64823,"date":"2026-06-26T18:06:29","date_gmt":"2026-06-26T17:06:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64823"},"modified":"2026-06-26T21:28:36","modified_gmt":"2026-06-26T20:28:36","slug":"faccia-a-faccia-con-giuliano-cazzola-sul-decreto-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64823","title":{"rendered":"FACCIA A FACCIA CON GIULIANO CAZZOLA SUL DECRETO-LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Non pu\u00f2 essere la legge a risolvere il problema di una produttivit\u00e0 del lavoro stagnante: occorrerebbe rendere pi\u00f9 attrattivo il Paese per le multinazionali, incentivare la migrazione della forza-lavoro verso le imprese che la valorizzano meglio e fare in modo che una parte maggiore delle retribuzioni sia legata alla produttivit\u00e0\u00a0\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nInterviste parallele a <strong>Giuliano Cazzola<\/strong> e a <strong>Pietro Ichino<\/strong>, a cura di\u00a0Laura Sala, pubblicate su\u00a0<\/em>Huffington Post<em>\u00a0il 26 giugno 2026 &#8211; Sulla politica del lavoro del Governo v. anche, su questo sito, il mio articolo\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64217\">Quanto c&#8217;\u00e8 di buono nella legge delega<\/a><em>,<\/em>\u00a0<em>pubblicato il 30 settembre 2025 su <\/em>lavoce.info<em>\u00a0\u00a0<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il decreto sul &#8216;salario giusto&#8217; non \u00e8 il toccasana per dare sollievo alle basse retribuzioni di cui il Paese soffre da anni ma secondo l&#8217;ex sindacalista Giuliano Cazzola &#8220;pu\u00f2 aiutare&#8221;. Per Pietro Ichino, professore di diritto del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 di Milano, il problema ha origine nella stagnazione della produttivit\u00e0 ed \u00e8 quindi ben pi\u00f9 ampio. Opinioni a confronto sulle misure del decreto convertito in legge dal Parlamento.<\/p>\n<p><strong>Il livello dei salari in Italia \u00e8 tra i pi\u00f9 bassi in Europa e i giovani, se possono, scappano all&#8217;estero, anche i pi\u00f9 qualificati. I salari reali sono inferiori dell&#8217;8% rispetto al 2020. Le norme sul cosiddetto &#8216;salario giusto&#8217;, previste nel &#8216;decreto Primo Maggio&#8217; e convertito in legge in questi giorni dal Parlamento, sono efficaci per migliorare questa situazione e a favorire il rispetto dell&#8217;articolo 36 della Costituzione?<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-47074\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola.jpg 242w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Giuliano-Cazzola-150x129.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/>Cazzola<\/strong> &#8211; Dipende molto da come si fanno i contratti, perch\u00e9 il trattamento economico complessivo (Tec) a cui il decreto si riferisce \u00e8 quello che viene definito dalla contrattazione collettiva instaurata e sottoscritta dalle organizzazioni comparativamente pi\u00f9 rappresentative. Il decreto di per s\u00e9 non migliora i salari ma d\u00e0 un parametro di riferimento. Adesso anche i sindacati pi\u00f9 critici riconoscono che i contratti si rinnovano qualche punto al di sopra dell&#8217;inflazione, quindi nel lungo periodo i salari reali dovrebbero recuperare.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-47300\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Pietro-Ichino-4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Pietro-Ichino-4.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Pietro-Ichino-4-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ichino<\/strong> &#8211; La stagnazione delle retribuzioni medie nella maggior parte dei settori, nel nostro Paese, \u00e8 un fenomeno che dura ormai da un trentennio ed \u00e8 per gran parte la conseguenza inevitabile della stagnazione della produttivit\u00e0 del lavoro. Non pu\u00f2 dunque bastare una norma che individua il contratto collettivo applicabile per risolvere un problema di questa natura.<\/p>\n<p><strong>Il &#8216;salario minimo&#8217; chiesto dalle opposizioni avrebbe dato maggiori garanzie alle fasce pi\u00f9 basse?<\/strong><\/p>\n<p><strong> Cazzola <\/strong>&#8211; Penso di no, in ogni caso sono due logiche diverse. Il salario minimo legale interviene su una voce della retribuzione che fa parte del trattamento economico minimo, ma il trattamento economico complessivo, il Tec previsto nel decreto, \u00e8 molto pi\u00f9 ricco e contiene altre voci valorizzabili sul piano economico. Considero un passo importante l&#8217;accordo del 17 giugno tra Cgil, Cisl e Uil, che ora dovr\u00e0 essere sottoposto alle associazioni di impresa, in cui, tra l&#8217;altro, sono state definite le voci del trattamento economico complessivo.<\/p>\n<p><strong>Ichino<\/strong> &#8211; Istituire uno standard retributivo minimo orario a carattere universale pu\u00f2 aiutare a risolvere il problema dei salari innaturalmente bassi nei settori \u2013 che ci sono, eccome! \u2013 dove la contrattazione collettiva non riesce ad arrivare e dove dunque i datori di lavoro riescono ancora a lucrare la rendita monopsonistica tipica del mercato del lavoro originario. Ma si tratta soltanto di una parte marginale del tessuto produttivo. E comunque il problema della stagnazione delle retribuzioni non ha l\u00ec le sue radici principali.<\/p>\n<p><strong>Siete d&#8217;accordo con il binomio &#8216;bassa produttivit\u00e0-bassi salari&#8217;?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cazzola<\/strong> \u2013 \u00c8 un dato di fatto, non \u00e8 un problema di essere d&#8217;accordo o no. La bassa produttivit\u00e0 influisce sul livello dei salari. Il problema \u00e8 che in Italia abbiamo degli elementi strutturali che contribuiscono alla bassa produttivit\u00e0, ad esempio la grandissima quantit\u00e0 di aziende al di sotto dei 10 dipendenti, il nanismo della nostra base produttiva, oltre agli investimenti. Diventa difficile chiedere a queste aziende di aumentare la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ichino<\/strong> &#8211; Sono d\u2019accordo sul punto che per ottenere l\u2019aumento dei livelli retributivi medi \u00e8 indispensabile aumentare la produttivit\u00e0 media del lavoro. Per questo occorre innanzitutto favorire la migrazione della forza-lavoro verso le aziende pi\u00f9 capaci di valorizzarla; il che implica smettere di incoraggiare le persone a rimanere attaccate con le unghie e coi denti alle aziende a bassa produttivit\u00e0, o addirittura decotte, come invece facciamo sistematicamente; implica inoltre potenziare molto le politiche attive nel mercato del lavoro, volte a favorire, indirizzare e sostenere concretamente la migrazione necessaria. Occorre, poi, aumentare l\u2019apertura e l\u2019attrattivit\u00e0 del nostro Paese nei confronti delle imprese multinazionali, dove la produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 mediamente superiore del 50 per cento rispetto alle nostre imprese indigene: nel nostro Paese si registra invece una ostilit\u00e0 bi-partisan nei confronti delle imprese multinazionali straniere. E infatti la sua capacit\u00e0 di attrarle \u00e8 la pi\u00f9 bassa d\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Il decreto mette come riferimento i contratti di lavoro firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente pi\u00f9 rappresentative a livello nazionale. Ma se non c&#8217;\u00e8 una norma chiara e concordata sulla rappresentanza, come si fa a stabilire la valenza dei contratti?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cazzola<\/strong> &#8211; Io su questo tema ho forti riserve. Le parti sociali che sostengono una procedura che riconosca la rappresentativit\u00e0, privilegiano un aspetto soggettivo. La logica del decreto \u00e8 che viene privilegiato il fatto oggettivo, cio\u00e8 il contenuto del contratto e non possiamo giocare a nascondino. Quando il 97% dei lavoratori \u00e8 coperto da contratti firmati da Cgil, Cisl e Uil, gi\u00e0 questo dato indica quali sono le organizzazioni maggiormente rappresentative senza dover fare delle leggi o calcoli complicati.<\/p>\n<p><strong>Ichino<\/strong> &#8211; Effettivamente il decreto non affronta la questione cruciale, in questa materia: cio\u00e8 quella della definizione dei \u201cperimetri\u201d delle categorie entro le quali va misurata e confrontata la rappresentativit\u00e0 dei sindacati nel caso di conflitto fra di essi. Per\u00f2 non esagererei il peso effettivo della questione del conflitto tra contratti collettivi: il nodo centrale del problema dei bassi salari non sta qui.<\/p>\n<p><strong> Il provvedimento \u00e8 utile a combattere i contratti pirata?<\/strong><\/p>\n<p><strong> Cazzola<\/strong> \u2013 Io tendo a non sopravvalutare i contratti pirata perch\u00e9 riguardano una minoranza dei lavoratori e secondo me sono contrastabili, non solo con il nuovo decreto. Questo perch\u00e9 se ci sono organizzazioni sindacali diverse che trattano con i datori di lavoro, devono comunque fare contratti che siano compatibili con i trattamenti previsti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, altrimenti i lavoratori sono esclusi dagli incentivi. Ricordo poi che la Procura di Milano ha dato la caccia alle aziende che a suo avviso applicavano trattamenti inferiori a quanto previsto all&#8217;articolo 36 della Costituzione e le ha indotte a rivedere i trattamenti. Ecco, secondo me applicando le leggi sul lavoro il fenomeno si pu\u00f2 combattere.<\/p>\n<p><strong> Ichino<\/strong> &#8211; Per questo aspetto, il decreto qualche utilit\u00e0 ce l&#8217;ha. Ma, come ho appena detto, non \u00e8 questo il nodo centrale del problema: i cosiddetti contratti pirata si applicano a una frazione assai esigua della forza-lavoro italiana; e in molti casi non prevedono minimi retributivi inferiori rispetto ai contratti leader.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-57399\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Rider-1-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Rider-1-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Rider-1-150x114.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Rider-1-768x581.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Rider-1.jpg 810w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il capo III del decreto \u00e8 dedicato alla prevenzione e al contrasto al caporalato digitale. L&#8217;obiettivo \u00e8 chiaro, ma i rider saranno effettivamente pi\u00f9 tutelati da queste misure?<\/strong><\/p>\n<p><strong> Cazzola<\/strong> \u2013 I rider, soprattutto gli stranieri, che operano su piattaforme lamentano di essere soffocati da una sorta di caporalato, di cui hanno responsabilit\u00e0 anche le aziende, con figure che esercitano una specie di controllo sul collegamento e si fanno dare una tangente. Su questo interviene il decreto. Per il resto, bisogner\u00e0 cercare di avviare una forma di contrattazione collettiva, perch\u00e9 questa forma di lavoro moderna su piattaforma coinvolge decine di milioni persone in Europa, non solo i rider. Bene la direttiva Ue, \u00e8 necessario giungere ad una regolamentazione anche legislativa a livello europeo e poi cominciare con le parti sociali ad avviare esperimenti di contrattazione collettiva.<\/p>\n<p><strong>Ichino<\/strong> &#8211; Le nuove norme contenute nel decreto su questa materia sono in parte l\u2019attuazione della direttiva UE n. 2024\/2831. Non \u00e8 facile prevedere quale impatto avranno in questo segmento del tessuto produttivo; in linea generale si pu\u00f2 dire, per\u00f2, che i tentativi fatti fin qui di applicare le categorie del diritto del lavoro del Novecento al <em>platform work<\/em> non hanno dato risultati nettamente positivi. Probabilmente qui occorre un ordinamento radicalmente nuovo, adatto a una forma di organizzazione del lavoro nella quale l\u2019eterodirezione tradizionale e il tempo della prestazione hanno un peso sempre minore e dunque la struttura stessa dello scambio lavoro-retribuzione va interamente ripensata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non pu\u00f2 essere la legge a risolvere il problema di una produttivit\u00e0 del lavoro stagnante: occorrerebbe rendere pi\u00f9 attrattivo il Paese per le multinazionali, incentivare la migrazione della forza-lavoro verso le imprese che la valorizzano meglio e fare in modo che una parte maggiore delle retribuzioni sia legata alla produttivit\u00e0\u00a0\u00a0 . 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