
{"id":64935,"date":"2026-09-13T19:07:31","date_gmt":"2026-09-13T18:07:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64935"},"modified":"2026-09-16T14:36:27","modified_gmt":"2026-09-16T13:36:27","slug":"ancora-sulla-stagnazione-delle-retribuzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64935","title":{"rendered":"ANCORA SULLA MANCATA CRESCITA DEI SALARI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il problema della stagnazione delle retribuzioni pu\u00f2 risolversi solo con un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro, che richiede la migrazione della forza-lavoro verso le imprese migliori e servizi al mercato del lavoro capaci di indirizzarla e sostenerla efficacemente<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Francesca Druidi pubblicata su\u00a0<\/em>Giustizia<em>, testata del Gruppo Golfarelli, ottobre 2026 &#8211; In argomento ultimamente su questo sito\u00a0 v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64823\">Faccia a faccia con Giuliano Cazzola sul decreto-lavoro<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-61382\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-300x209.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-300x209.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-150x104.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-768x534.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE.png 868w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Professor Ichino, lei insiste sul fatto che la stagnazione delle retribuzioni nel nostro Paese \u00e8 strettamente legata alla stagnazione della produttivit\u00e0 del lavoro, dovuta a elementi strutturali del nostro tessuto produttivo. Come se ne pu\u00f2 uscire?<br \/>\n<\/strong>Per aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro occorre innanzitutto favorire la migrazione della forza-lavoro verso le aziende pi\u00f9 capaci di valorizzarla; il che implica smettere di incoraggiare le persone a rimanere attaccate con le unghie e coi denti alle aziende a bassa produttivit\u00e0, o addirittura decotte, come invece facciamo sistematicamente. Implica inoltre potenziare molto le politiche attive nel mercato del lavoro, volte a favorire, indirizzare e sostenere concretamente la migrazione necessaria.<\/p>\n<p><strong>Ma se la domanda di lavoro manca&#8230;<br \/>\n<\/strong>Oggi il mercato del lavoro italiano si caratterizza per uno squilibrio molto marcato tra domanda di manodopera e offerta, nel senso che le imprese fanno fatica a trovare le persone di cui avrebbero bisogno: met\u00e0 dei posti vacanti resta scoperta per molti mesi ed accade frequentemente che le imprese rinuncino a coprirli. Questo accade in tutti i settori e a tutti i livelli di professionalit\u00e0. Per questo sarebbe di importanza cruciale trasferire drasticamente risorse dal mantenimento in vita di posti di lavoro di fatto inesistenti, con la Cassa integrazione \u201ca zero ore\u201d senza speranza, alla creazione di percorsi mirati alla riconversione delle persone, mirata in modo preciso a ci\u00f2 che le imprese cercano e non trovano.<\/p>\n<p><strong>Resta il fatto che il nostro tessuto produttivo si caratterizza per la netta prevalenza di imprese di minime dimensioni&#8230;<br \/>\n<\/strong>&#8230; e questo \u00e8 un fattore depressivo ulteriore per la produttivit\u00e0 del lavoro, perch\u00e9 le imprese piccole non investono in ricerca e sviluppo e non riescono ad approfittare tempestivamente dell\u2019innovazione tecnologica. Per correggere questo \u201cnanismo\u201d del nostro tessuto produttivo occorrerebbe aumentare l\u2019apertura e l\u2019attrattivit\u00e0 del nostro Paese nei confronti delle imprese multinazionali, dove la produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 mediamente superiore del 50 per cento rispetto alle nostre imprese indigene: nel nostro Paese si registra invece un\u2019ostilit\u00e0 bi-partisan nei confronti delle imprese multinazionali straniere. E infatti la nostra capacit\u00e0 di attrarle \u00e8 la pi\u00f9 bassa d\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55228\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-96x150.jpg 96w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro.jpg 616w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/>Nel suo libro <em>L\u2019intelligenza del lavoro<\/em> (Rizzoli) lei sostiene che il lavoratore \u00e8 sempre pi\u00f9 capace di scegliere dove lavorare. Questo significa che le imprese dovranno competere anche per trovare le persone di cui hanno bisogno e per attirare le migliori. Pu\u00f2 essere questa una delle strade per migliorare le condizioni di lavoro?<br \/>\n<\/strong>Certo, logica vorrebbe che se il lavoro scarseggia il prezzo del lavoro aumentasse. Effettivamente, in qualche segmento del mercato del lavoro questo accade; ma non accade abbastanza, anche perch\u00e9 il mercato del lavoro italiano \u00e8 ancora un mercato pi\u00f9 vischioso rispetto a quello degli altri Paesi centro- e nord-europei. Il <em>severance cost <\/em>a carico delle aziende \u00e8 mediamente pi\u00f9 elevato e sono mediamente molto meno efficienti i servizi al mercato del lavoro che dovrebbero favorire la mobilit\u00e0 delle persone aumentandone la capacit\u00e0 di scelta dell\u2019impresa pi\u00f9 capace di valorizzare il loro lavoro.<\/p>\n<p><strong>Cosa cambia in concreto con la norma sulla trasparenza retributiva?<br \/>\n<\/strong>La direttiva UE n. 2023\/970, entrata da poco in vigore, impone all\u2019imprenditore, in presenza di una differenza di retribuzione a parit\u00e0 di contenuto delle mansioni, di verbalizzarne il motivo. La cosa curiosa \u00e8 che la direttiva prevede esplicitamente la possibilit\u00e0 che la differenza sia motivata, oltre che in vari altri modi, anche eventualmente con una diversa intensit\u00e0 dell\u2019impegno (\u201ceffort\u201d) delle due persone interessate; nel d.lgs. n. 96\/2026 che ha recepito in Italia la direttiva, invece, la menzione della possibile diversit\u00e0 di impegno individuale inspiegabilmente \u00e8 scomparsa. Con buona pace di tutti i discorsi sul \u201cpremiare il merito\u201d&#8230;<\/p>\n<p><strong>Chi deve avere oggi l&#8217;autorit\u00e0 di stabilire il valore del lavoro e quindi il livello dei salari?<br \/>\n<\/strong>Il decreto-legge del Primo Maggio ha provato a risolvere la questione individuando lo standard retributivo inderogabile nel trattamento economico complessivo previsto dal contratto collettivo stipulato dai sindacati pi\u00f9 rappresentativi. Restano aperti per\u00f2 due problemi. Il primo \u00e8 che in molti settori a bassa produttivit\u00e0, soprattutto nel comparto dei servizi, anche i contratti collettivi stipulati dai sindacati maggiori stentano a essere rinnovati; e talvolta anche dopo il rinnovo i giudici considerano i nuovi minimi tabellari insufficienti rispetto al precetto costituzionale della giusta retribuzione. In realt\u00e0, finch\u00e9 la produttivit\u00e0 del lavoro resta bassa, non c\u2019\u00e8 n\u00e9 contratto collettivo n\u00e9 giudice o ispettore che possa far aumentare i livelli salariali senza causare disoccupazione o lavoro nero.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il secondo problema?<br \/>\n<\/strong>La contrattazione collettiva non arriva dappertutto: alcuni settori marginali sono scoperti, soprattutto, ma non soltanto, nei settori dove sono pi\u00f9 diffuse le collaborazioni autonome continuative. L\u00ec sarebbe indispensabile uno standard minimo orario determinato per legge o in via amministrativa: ma dovrebbe essere determinato in termini di potere d\u2019acquisto reale della moneta, cio\u00e8 modulato in base al costo della vita, che \u00e8 molto diverso da zona a zona. Altrimenti sar\u00e0 sempre o troppo basso per il centro-nord del Paese, con effetti depressivi sui livelli salariali reali, o troppo alto per il Mezzogiorno, producendo disoccupazione e\/o lavoro nero.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema della stagnazione delle retribuzioni pu\u00f2 risolversi solo con un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro, che richiede la migrazione della forza-lavoro verso le imprese migliori e servizi al mercato del lavoro capaci di indirizzarla e sostenerla efficacemente . 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