
{"id":6853,"date":"2010-01-06T10:57:26","date_gmt":"2010-01-06T09:57:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6853"},"modified":"2010-01-06T22:56:55","modified_gmt":"2010-01-06T21:56:55","slug":"la-generazione-rassegnata-e-il-familismo-amorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6853","title":{"rendered":"LA GENERAZIONE RASSEGNATA E IL FAMILISMO AMORALE"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"color: #993300;\">UN ESEMPIO TRATTO DALLA VITA VISSUTA DI COME IL NOSTRO PAESE PENALIZZA I GIOVANI. E ALCUNE PROPOSTE SUL COME USCIRNE<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><em>Lettera pervenuta il 5 gennaio 2010<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><!--more-->Caro Prof. Ichino,<br \/>\nLe scrivo dopo aver letto le sue proposte sulla <em>flexsecurity<\/em> e i suoi commenti e proposte espressi nella sua <a title=\"Intervista al Riformista - 2.1.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6825\" target=\"_blank\">intervista al <em>Riformista<\/em><\/a> del 2 Gennaio riguardo alla \u2018nuova generazione rassegnata\u2019.<br \/>\nIn questa lettera paragono inizialmente la mia esperienza lavorativa con quella di mio padre; successivamente, le propongo alcune chiavi di lettura sulla mia \u2018generazione\u2019, riallacciandomi al concetto di \u2018familismo amorale\u2019 \u2013 chiave nell\u2019ultimo libro di Andrea Ichino e Alberto Alesina, <em>L&#8217;Italia fatta in casa<\/em>\u00a0&#8211; che lei cita nell\u2019intervista al <em>Riformista<\/em>; infine, le suggerisco alcune \u2018vie d\u2019uscita\u2019 da una situazione che, altrimenti, i futuri neo-laureati italiani dovranno davvero \u2018rassegnarsi\u2019 ad affrontare.<br \/>\nMio padre\u00a0\u00e8 nato nel 1948. Dopo essersi laureato in ingegneria a 24 anni, ha trovato subito lavoro in un\u2019azienda in Italia dove veniva pagato a sufficienza per, come si suol dire, iniziare una famiglia. A 59 anni ha smesso di lavorare; grazie a un\u2019ottima carriera e al generoso sistema pensionistico italiano attuale, ricevera\u2019 una buona pensione per gli anni a venire. [Recentemente, il giornale inglese The Guardian ha definito la vita dei nati subito dopo la seconda Guerra Mondiale \u2018in discesa\u2019 (vedi anche <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/09_novembre_16\/nati_nel_48_be5fc2c8-d27b-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml\">http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/09_novembre_16\/nati_nel_48_be5fc2c8-d27b-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml<\/a>)].<br \/>\nDopo essermi laureato in ingegneria a 24 anni, la mia ricerca di lavoro, durata vari mesi, aveva portato solo a un paio di possibili \u2018stage\u2019 (leggi: lavoro di basso livello non retribuito) e a un possibile contratto di sei mesi per la Hewlett Packard a 300\u20ac al mese (non e\u2019 un refuso: 300\u20ac!). A una societa\u2019 di consulenza franco-olandese, che mi offriva un contratto di un anno a 600\u20ac al mese, avevo chiesto la possibilita\u2019 di lavorare fuori dall\u2019Italia: in risposta, mi avevano dato l\u2019incarico di lavorare come \u2018bassa manovalanza\u2019 per l\u2019Ipercoop situato dietro alla casa dei miei genitori. Queste prospettive mortificanti e altri motivi personali mi spinsero a emigrare in Inghilterra. A distanza di sei anni, ho un lavoro che mi piace moltissimo e attraverso il quale ho fatto una carriera al doppio della velocita\u2019 dei miei colleghi rimasti in Italia, sia in termini di retribuzione, che di \u2018grado\u2019.<br \/>\nChiaramente questa\u00a0\u00e8solo la mia esperienza; credo, per\u00f2 che si dovr\u00e0 far qualcosa molto presto per evitare che i futuri neo-laureati si ritrovino davanti non a una scelta, ma a un\u2019opzione binaria: restare in Italia in una situazione di dipendenza economica dai tuoi genitori almeno per i prossimi 5-10 anni; cercare lavoro all\u2019estero e rimanerci, con una certa probabilita\u2019, per sempre. Quando l\u2019ex-Ministro Padoa-Schioppa descrisse i giovani italiani come \u2018bamboccioni\u2019 dimostr\u00f2 di aver capito ben poco di questa situazione. Certo, ci sono della persone che stanno ben volentieri a casa dei genitori senza affitto da pagare, e con la mamma che cucina, lava e stira. Ma, a guardar bene, questa e\u2019 una condizione, ahime\u2019, spesso inevitabile (cosa ci si pu\u00f2 permettere con 300\u00a0euro al mese?) e alla lunga umiliante, che molti di noi eviterebbero volentieri. Condizione analoga e\u2019 quella dei dipendenti pubblici: ci sono certamente dei \u2018fannulloni\u2019 che stanno volentieri al bar nelle ore di ufficio. Il problema di gran lunga maggiore sono pero\u2019 i \u2018nullafacenti\u2019, cioe\u2019 quelle persone che pur lavorando, spesso anche piu\u2019 del dovuto, non creano valore per l\u2019organizzazione e la collettivit\u00e0 perch\u00e9 non sono messi in condizione di farlo (per motivi strutturali, per carenza di management e leadership, etc.).<br \/>\nInoltre, come lei sa benissimo, chi non sviluppa (in questo caso, \u201ca chi non viene data l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare\u201d) una \u2018cultura del lavoro\u2019 in giovane et\u00e0, lavorer\u00e0 poco, non sar\u00e0 molto produttivo, difficilmente riuscir\u00e0 a valorizzare il lavoro come componente fondamentale della propria vita, ecc.<br \/>\nNella sua intervista al <em>Riformista<\/em> lei dice, a ragione, che c\u2019\u00e8 una disaffezione dei giovani verso la politica. I motivi sono moltissimi e diversi a seconda dei casi. Personalmente, da adolescente avevo partecipato a riunioni e iniziative di un paio di partiti politici, solo per rendermi conto di quanto fossero intrisi di ideologia, autoreferenziali e distanti dalla realt\u00e0. Di partiti e sindacati non se ne vedeva l\u2019ombra quando cercavamo lavoro e ci venivano proposti dei contratti da regime di schiavitu\u2019. Ne\u2019 le aziende sembravano molto interessate a investire in noi e nel nostro potenziale creativo. La nostra giovinezza sembrava un vero e proprio handicap&#8230; E non a livello micro, ma anche macro, basti pensare all\u2019et\u00e0 di alcuni neo-eletti in cariche chiave dello Stato: Berlusconi Presidente del Consiglio a 72 anni, Napolitano Presidente della Repubblica ad 81 anni; Zavoli presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai a 85 anni, etc.<br \/>\nQual\u00a0\u00e8 il messaggio se non: la porta d\u2019ingresso\u00a0\u00e8 chiusa; attendete 30-40 anni e poi, semmai, vi verr\u00e0 aperta?<br \/>\nUn altro fattore cruciale che tiene l\u2019Italia legata a un modello fallimentare, sicuramente a livello economico, e\u2019 quello del \u2018familismo amorale\u2019, che lei cita nella sua intervista. Quando si parla del Sessantotto, delle conquiste sociali sicuramente ottenute dai nostri genitori, etc. ci si dimentica che l\u2019idea di \u2018famiglia\u2019 all\u2019italiana come \u2018unita\u2019 fondamentale d\u2019analisi\u2019 e\u2019 stata appena scalfita. In Italia permane un sistema che, come il libro di A. Ichino e A. Alesina dimostra, non solo\u00a0\u00e8 a bassa produttivit\u00e0 perch\u00e9 le &#8216;risorse economiche e umane&#8217; sono allocate male, ma anche perch\u00e8 il sistema stesso tende a chiudersi e a diventare autoreferenziale. In altre parole, in un contesto in cui la maggior parte dei servizi sociali sono erogati dalla famiglia, per reclutare un eccellente informatico indiano (se mai lo si volesse) sarebbe necessario dotarlo non solo di un salario competitivo, ma anche di una famiglia italiana!<br \/>\nChiudo questa lettera proponendo tre suggerimenti su come uscire da una situazione decisamente difficile:<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211; investire nei giovani italiani mandandoli all\u2019estero e facendoli tornare in Italia con posizioni di responsabilit\u00e0: periodi di studio o di lavoro all\u2019estero (Master e PhD, programmi Erasmus e Leonardo, etc), sono poco valutati in Italia, sia in sede di reclutamento che di \u2018utilizzo\u2019 delle risorse umane. Partiti politici, sindacati e associazioni industriali dovrebbero iniziare a capire che una persona puo\u2019 far la differenza grazie alle proprie skills, capacit\u00e0 e, soprattutto, a un approccio culturale diverso. La Cina e i paesi mediorientali stanno investendo cifre incredibili per mandare persone a studiare e lavorare in UK e US e farle ritornare in patria con delle posizioni di maggiore responsabilita\u2019 per \u2018importare\u2019 buone pratiche sviluppate in altri contesti. Questo approccio potrebbe benissimo esser utilizzato in Italia, tra l\u2019altro contribuendo a scardinare idee assurde come la \u2018difesa del posto\u2019 e la progressione per sola anzianit\u00e0.<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0 Usare la tecnologia per creare valore e coinvolgere i \u2018giovani\u2019: ci si lamenta tanto che l\u2019Italia e\u2019 indietro nell\u2019ambito dell\u2019ICT (information and communication technology); poi si arriva in un aeroporto italiano e la prima cosa che tutti fanno e\u2019 chiamare al telefono, scrivere con il blackberry, etc. Negli ultimi anni, le organizzazioni pubbliche, i partiti e molti politici hanno aperto dei siti Internet. Peccato pero\u2019 che la maggior parte li usi come strumenti di propaganda o come database, piuttosto che come siti in cui generare un dialogo che porti a idee e proposte sviluppate da vari soggetti. E qui e\u2019 l\u2019approccio che fa la differenza, non la semplice tecnologia: avere un blog\/forum al quale non partecipo e che lascio in mano a sostenitori, oppositori e mitomani (vedi sito del Ministro Brunetta) non serve a molto.<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211; Gestire le aspettative: in Italia, purtroppo, si\u00a0\u00e8 creata una situazione per cui\u00a0\u00e8 normale lavorare gratis per mesi, se non anni, fare la \u2018gavetta\u2019 sotto l\u2019ala protettrice di un professionista, prof. universitario, etc. Negli altri paesi europei questo non esiste! Hewlett-Packard non si sognerebbe mai di proporre contratti ai neo-laureati per 300\u00a0euro al mese in UK, in Germania, etc. In UK ci sono degli ottimi \u2018graduate scheme\u2019 per neo-laureati dove si impara moltissimo e si ricevono stipendi sufficienti per andare a vivere fuori casa (un inglese gia\u2019 lontano dai genitori da alcuni anni \u2013 questo per\u00f2 sarebbe un discorso troppo lungo). Se questo fosse reso molto chiaro in Italia, forse non si accetterebbero pi\u00f9 queste condizioni lavorative assurde come \u2018normali\u2019 e si potrebbe avere maggior partecipazione da parte di chi al momento deve tener la testa bassa e aspettare che le cose migliorino.<br \/>\nLa ringrazio molto per la sua attenzione.<br \/>\nE.L.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN ESEMPIO TRATTO DALLA VITA VISSUTA DI COME IL NOSTRO PAESE PENALIZZA I GIOVANI. 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