
{"id":7116,"date":"2010-02-07T12:11:45","date_gmt":"2010-02-07T11:11:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7116"},"modified":"2010-02-08T10:01:12","modified_gmt":"2010-02-08T09:01:12","slug":"un-nuovo-diritto-del-lavoro-per-la-nuova-generazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7116","title":{"rendered":"UN NUOVO DIRITTO DEL LAVORO PER LA NUOVA GENERAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NOTE IN MARGINE ALL&#8217;ULTIMO INTERVENTO DI BRUNETTA A &#8220;PORTA A PORTA&#8221;: NON TOGLIAMO L&#8217;ARTICOLO 18 AI PADRI, MA RISCRIVIAMO IL DIRITTO DEL LAVORO PER I FIGLI, IN MODO CHE ESSO TORNI CAPACE DI APPLICARSI VERAMENTE A TUTTI I RAPPORTI CHE SI COSTITUIRANNO DA QUI IN AVANTI. E GARANTIAMO A TUTTI NON L&#8217;IMPOSSIBILE &#8220;POSTO FISSO&#8221;, MA PROTEZIONE FORTE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI E SOSTEGNO NEL MERCATO NEL CASO DI PERDITA DEL POSTO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> dell&#8217;8 febbraio 2010<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il ministro Renato Brunetta ha molta ragione quando avverte che il diritto del lavoro, e in particolare l\u2019articolo 18 dello Statuto del 1970, oggi si applica soltanto ai padri e non ai figli. Gli italiani, per\u00f2, hanno diritto di sapere che cosa il ministro propone seriamente \u2013 e non soltanto con una battuta in un talk show \u2013 per superare il regime di apartheid che penalizza la nuova generazione di lavoratori.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00c8 vero: da anni, ormai, a un ventenne o trentenne che cerca lavoro in Italia le aziende offrono di tutto, tranne che un rapporto di lavoro regolare. E anche un rapporto di lavoro di serie B \u2011 \u201ca progetto\u201d, o comunque a termine \u2011 \u00e8 gi\u00e0 considerato, in molte situazioni, un privilegio difficilmente ottenibile, rispetto alla \u201cnormalit\u00e0\u201d, costituita dal lavoro di serie C: stage semigratuiti in azienda tutto lavoro e niente formazione, assunzione con partita Iva per mansioni d\u2019ufficio, di cantiere, di negozio, di call centre, di magazzino, che erano tradizionalmente considerate come lavoro dipendente. Case editrici in cui da anni non si assume pi\u00f9 un redattore o un correttore di bozze con un contratto normale di lavoro dipendente; case di cura private che formalmente non hanno alle proprie dipendenze neanche un solo medico, un solo infermiere, un solo barelliere: tutti a partita Iva, oppure soci di cooperative di lavoro a cui il servizio viene appaltato. Stessa musica nel settore pubblico, dove ormai domina sempre pi\u00f9 diffusamente l\u2019\u201cesternalizzazione\u201d delle funzioni mediante cooperative e altri appaltatori, che utilizzano ogni forma di lavoro atipico.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Accade pure che dopo un periodo pi\u00f9 o meno lungo di anticamera anche un ventenne o trentenne finisca coll\u2019ottenere l\u2019agognato posto di lavoro stabile regolare; ma il punto \u00e8 che il datore di lavoro ha di fatto la possibilit\u00e0 di scegliere che il lavoratore, anche se sostanzialmente dipendente, resti escluso dalla protezione regolare per decenni. In altre parole: il diritto del lavoro sta perdendo la sua natura di standard minimo di trattamento universale, per assumere la natura di un ordinamento eminentemente derogabile: chi vuole lo applica e chi non vuole no. Naturalmente, poi, quando viene la bufera, a pagare per primi sono sempre i non protetti: i 500.000 lavoratori italiani che hanno perso il posto nei mesi passati di recessione sono ovviamente quasi tutti di serie B e C.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dunque: il ministro fa bene ad aprire gli occhi su questa realt\u00e0, a riconoscere che il nostro mercato del lavoro e il nostro sistema di protezione sociale non sono affatto \u201ci migliori del mondo\u201d, come egli stesso ci ha detto solo pochi mesi or sono. Ma deve anche dire quale \u00e8 la sua diagnosi del fenomeno e quale la terapia che propone.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una cosa \u00e8 certa: il problema non \u00e8 soltanto di controlli e di repressione delle frodi. Controllo e repressione servono quando la violazione o elusione delle regole \u00e8 un fenomeno marginale; quando invece \u2013 come oggi accade per il nostro diritto del lavoro \u2013 violazione ed elusione diventano un fatto normale su larga scala, \u00e8 l\u2019ordinamento stesso che deve essere rifondato. La disciplina italiana del rapporto di lavoro regolare \u00e8 vecchia ormai di oltre quarant\u2019anni. \u00c8 stata scritta quando non esistevano n\u00e9 i computer, n\u00e9 Internet, ma neppure i fax e le fotocopiatrici; quando era normale che un giovane entrasse in un\u2019azienda con la prospettiva di restarci per trenta o quarant\u2019anni svolgendo la stessa mansione, pi\u00f9 o meno con gli stessi strumenti e le stesse tecniche. Oggi il tempo di vita di una tecnica produttiva (ma anche di un prodotto o di un materiale) non si misura pi\u00f9 in decenni, ma in anni o addirittura in mesi; le imprese nascono e muoiono con un ritmo incomparabilmente pi\u00f9 rapido rispetto ad allora. Cos\u00ec stando le cose, la sicurezza economica e professionale dei lavoratori non pu\u00f2 pi\u00f9 essere affidata al modello del \u201cposto fisso\u201d. Ed \u00e8 in larga misura inevitabile che le imprese facciano di tutto per eludere, nelle nuove assunzioni, una disciplina della stabilit\u00e0 del lavoro, come quella dettata dall\u2019articolo 18 dello Statuto del 1970, che condiziona lo scioglimento del rapporto di lavoro per motivi economici od organizzativi a un controllo giudiziale che pu\u00f2 richiedere due, quattro o sei anni; e al Sud anche otto o dieci.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La soluzione, allora, non \u00e8 togliere l\u2019articolo 18 ai padri, ma riscrivere il diritto del lavoro per i figli, per le nuove generazioni; in modo che esso torni capace di applicarsi davvero a <em>tutti<\/em> i rapporti che si costituiranno da qui in avanti. E garantire davvero a tutti non l\u2019impossibile \u201cposto fisso\u201d, ma quella protezione contro le discriminazioni e quella rete di sicurezza nel mercato, da cui oggi la nuova generazione dei lavoratori italiani \u00e8 per la maggior parte esclusa.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTE IN MARGINE ALL&#8217;ULTIMO INTERVENTO DI BRUNETTA A &#8220;PORTA A PORTA&#8221;: NON TOGLIAMO L&#8217;ARTICOLO 18 AI PADRI, MA RISCRIVIAMO IL DIRITTO DEL LAVORO PER I FIGLI, IN MODO CHE ESSO TORNI CAPACE DI APPLICARSI VERAMENTE A TUTTI I RAPPORTI CHE SI COSTITUIRANNO DA QUI IN AVANTI. 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