
{"id":7487,"date":"2010-03-05T12:16:46","date_gmt":"2010-03-05T11:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7487"},"modified":"2010-12-20T15:13:35","modified_gmt":"2010-12-20T14:13:35","slug":"interventi-dei-senatori-pd-e-dibattito-sul-collegato-lavoro-alla-finanziaaria-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7487","title":{"rendered":"GLI INTERVENTI DEI SENATORI PD NEL DIBATTITO SUL COLLEGATO-LAVORO ALLA FINANZIARIA 2010"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">GLI INTERVENTI DI PIETRO ICHINO, ENRICO MORANDO E TIZIANO TREU E IL DIBATTITO CON IL MINISTRO DEL LAVORO, MAURIZIO SACCONI, E CON IL RELATORE DEL D.D.L. N. 1167-B, MAURIZIO CASTRO: LE NUOVE NORME SULL&#8217;ARBITRATO PER EQUITA&#8217; NELLE CONTROVERSIE DI LAVORO\u00a0SONO INCOSTITUZIONALI E LESIVE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Testi tratti dal <a title=\"SEDUTA  POM. DEL SENATO 3.3.2010\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=459747\" target=\"_blank\">resoconto stenografico della\u00a0seduta pomeridiana del Senato del 3 marzo 2010<\/a>, nella quale si \u00e8 svolta la discussione del\u00a0d.d.l. n. 1167-B\u00a0 in quarta lettura. V. anche, in proposito\u00a0il <a title=\"Dibattito al Senato sull'et\u00e0 minima per l'apprendistato - 3.3.10\" href=\"..\/?p=7524\" target=\"_blank\">dibattito al Senato sulla parte dello stesso\u00a0d.d.l.\u00a0relativa alla riduzione dell&#8217;et\u00e0 minima per l&#8217;apprendistato<\/a> e\u00a0la <a title=\"DICHIAR. VOTO PD,  Senato 3.3.2010\" href=\"..\/?p=7478\" target=\"_blank\">dichiarazione finale di voto di Pietro Ichino<\/a> per il Gruppo PD, nella stessa seduta. Inoltre gli <a title=\"Interventi su  Collegato-Lavoro, dic. 09\" href=\"..\/?p=6816\" target=\"_blank\">interventi di Pietro Ichino in Aula e in Commissione del 21 e 22 dicembre 2009<\/a> sui gravi difetti di tecnica normativa di questo\u00a0disegno di legge e della Finanziaria 2010. Per la discussione al Senato dello stesso provvedimento legislativo in seconda lettura, v.\u00a0gli interventi di Pietro Ichino e Tiziano Treu nelle sedute del 24, 25\u00a0e 26 novembre 2009. Seguono gli interventi in aula tratti dal <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=506837\" target=\"_blank\">resoconto stenografico della seduta pomeridiana del Senato del 28 settembre 2010<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p>345a SEDUTA PUBBLICA,\u00a0mercoled\u00ec 3\u00a0marzo 2010 (pomeridiana)<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">Presidenza del vice presidente CHITI<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">Discussione e approvazione del disegno di legge\u00a01167-B, <em>Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l&#8217;impiego, di incentivi all&#8217;occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonch\u00e9 misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro <\/em>(Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dallo stralcio, deliberato il 5 agosto 2008, degli articoli 23, 24, 32, da 37 a 39 e da 65 a 67 del disegno di legge d&#8217;iniziativa governativa n. 1441, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell&#8217;articolo 120, comma 3, del Regolamento)<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stata presentata una questione pregiudiziale. Ha facolt\u00e0 di parlare il senatore Ichino per illustrarla.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">ICHINO\u00a0(PD). Signor Presidente, colleghi, vi chiedo un momento di attenzione perch\u00e9 la questione pregiudiziale che rapidamente illustrer\u00f2 \u00e8 di rilevantissima gravit\u00e0. Essa nasce probabilmente da un equivoco in cui \u00e8 caduta la Camera nell&#8217;introdurre nel testo della legge, tra le norme che si applicano anche in materia di controversie di pubblico impiego, l&#8217;articolo 412 del codice di procedura civile. Probabilmente chi ha inserito l&#8217;articolo 412 pensava ancora al vecchio articolo 412, che tratta di conciliazione; i lavori della Camera sembrano proprio indicare questo. E lo stesso Presidente della Commissione lavoro del Senato sembrava essere caduto in questo equivoco, del tutto comprensibile, perch\u00e9 il riferimento all&#8217;articolo 412 oggi porta nel codice di procedura civile alla materia della conciliazione. Senonch\u00e9 lo stesso articolo 31 del disegno di legge, ora, cambia la numerazione e adesso al 412 sta l&#8217;articolo che regola l&#8217;arbitrato.<br \/>\nQuindi, se la norma venisse approvata cos\u00ec com&#8217;\u00e8, potrebbero essere devolute all&#8217;arbitro, da qualsiasi responsabile di ufficio con qualsiasi suo dipendente, le controversie &#8211; leggo testualmente dall&#8217;articolo 63 del testo unico richiamato &#8211; che riguardino l&#8217;assunzione al lavoro, il conferimento e revoca di incarichi dirigenziali, la responsabilit\u00e0 dirigenziale, l&#8217;indennit\u00e0 di fine rapporto, anche quando vengano in questione atti amministrativi presupposti.<br \/>\nIn questo caso &#8211; dice l&#8217;articolo 63 del decreto legislativo n. 165 del 2001 &#8211; il giudice disapplica l&#8217;atto amministrativo. Quindi, l&#8217;arbitro potr\u00e0 disapplicare l&#8217;atto amministrativo. Questo contrasta in modo plateale innanzitutto con l&#8217;articolo 97 della Costituzione che stabilisce, tra gli altri, il principio dell&#8217;accesso agli uffici pubblici per concorso. Qui l&#8217;arbitrato consentir\u00e0 di eludere ed aggirare la norma sul concorso; ma consentir\u00e0 l&#8217;arbitrato anche su altre cose che sono vistosamente non suscettibili di essere devolute a un arbitro.<br \/>\nA me sembra che la gravit\u00e0 di questo equivoco che si \u00e8 determinato sull&#8217;articolo 412 sia tale, che la legge meriterebbe davvero un ulteriore brevissimo passaggio alla Camera dei deputati, anche solo per correggere questo strafalcione &#8211; ripeto &#8211; involontario, perch\u00e9 se guardate i lavori della Camera sembra proprio che anche i deputati siano caduti in questo equivoco. Altrimenti, mi sembra evidente la fondatezza della censura di incostituzionalit\u00e0, che impone di non procedere all&#8217;esame del provvedimento. <em>(Applausi dal Gruppo PD).<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ricordo che sulla questione pregiudiziale, ai sensi dell&#8217;articolo 93 del Regolamento, si svolge un&#8217;unica discussione, durante la quale pu\u00f2 intervenire un rappresentante per Gruppo, per non pi\u00f9 di dieci minuti.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">MORANDO (PD). Domando di parlare.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">MORANDO (PD). Signor Presidente, intervengo per sostenere la questione pregiudiziale che \u00e8 stata appena illustrata dal senatore Ichino. Chiedo ai colleghi, soprattutto al Governo e alla maggioranza, di prestare qualche minuto di attenzione sul tema che il professor Ichino ha appena sollevato in Aula. Mi riferisco, signor Presidente, all&#8217;innovazione apportata dalla Camera al testo licenziato dal Senato, per quanto riguarda l&#8217;articolo 31, comma 8.<br \/>\nLa sostanza del problema \u00e8 stata gi\u00e0 stata illustrata dal senatore Ichino, ma vorrei leggere all&#8217;Aula il testo del parere della Commissione bilancio, approvato dalla maggioranza della Commissione bilancio stessa con il nostro voto contrario, perch\u00e9 abbiamo chiesto di esprimere parere contrario sull&#8217;articolo 31, comma 8, ai sensi dell&#8217;articolo 81 della Costituzione, quarto comma. La maggioranza non ha accolto tale proposta, signor Presidente, ma se lei esamina il testo del parere della Commissione bilancio trover\u00e0 questa frase: \u00abparere non ostativo sul testo, osservando che dalla modifica contenuta nell&#8217;articolo 31, comma 8, volta a recepire nella pubblica amministrazione la risoluzione arbitrale delle controversie di lavoro, potrebbero determinarsi effetti finanziari negativi\u00bb.<br \/>\nLa maggioranza della Commissione bilancio del Senato, dunque, non ha accolto la nostra proposta di parere contrario, <em>ex <\/em>articolo 81, sull&#8217;articolo 31, comma 8, della disposizione, ma quella stessa maggioranza ha riconosciuto come la questione da noi posta, cio\u00e8 di possibili effetti finanziari negativi sul bilancio determinati da questa innovazione legislativa, sia assolutamente fondata. Vorrei, non avendo la stessa precisione e la stessa padronanza delle tecnicalit\u00e0 che ha il professor Ichino sull&#8217;argomento, andare all&#8217;essenziale.<br \/>\nSignor Presidente, di cosa si tratta? In buona sostanza, l&#8217;innovazione introdotta dalla Camera consente di utilizzare soluzioni arbitrali delle controversie di lavoro nella pubblica amministrazione. Non ricorrer\u00f2 alla cronaca di questi giorni per sostenere la tesi che nella pubblica amministrazione italiana e soprattutto nel comportamento di certa componente della sua dirigenza sono presenti &#8211; chiamiamole cos\u00ec &#8211; vistose anomalie, fonte di particolari preoccupazioni. Ma vorrei andare all&#8217;essenziale. Se questa norma rimane cos\u00ec com&#8217;\u00e8, cosa pu\u00f2 accadere? Ad esempio, io sono un dipendente pubblico e ho intenzione di tentare la scalata ad un ruolo dirigente nell&#8217;amministrazione nella quale lavoro: che cosa faccio? Promuovo una controversia. So benissimo che \u00e8 completamente infondata, so benissimo, in buona sostanza, che non ho alcuna possibilit\u00e0 di risultare prevalente nella controversia che sto promuovendo, ma ho un grande vantaggio: sono amico del dirigente della pubblica amministrazione dell&#8217;ufficio nel quale lavoro.<br \/>\nCosa pu\u00f2 a quel punto accadere, signor Presidente (e non sto esagerando, sto descrivendo quello che secondo me pu\u00f2 accadere e accadr\u00e0 se lasciamo la norma cos\u00ec com&#8217;\u00e8)? Pu\u00f2 accadere che per la soluzione della controversia sia nominato un collegio arbitrale (oggi non si potrebbe fare sulla base della legislazione vigente; domani, con l&#8217;articolo 31, comma 8, sar\u00e0 invece possibile). Ora, \u00e8 del tutto evidente che se mi metto d&#8217;accordo, visto che sono amico, con il dirigente della pubblica amministrazione possiamo far nominare un collegio arbitrale che in partenza d\u00e0 ragione al sottoscritto, anche se la &#8220;ragione&#8221; non la ho. Risultato: chi paga? Il bilancio pubblico, la pubblica amministrazione. Ma vi immaginate cosa accadrebbe se ogni ufficio pubblico d&#8217;Italia fosse interessato da un evento di questo tipo? La finanza pubblica italiana \u00e8 esposta da questa norma ad un rischio veramente molto serio.<br \/>\nCapisco che tornare alla Camera per un quinto esame del testo \u00e8 difficile; ma siamo davvero sicuri, lo dico al rappresentante del Governo, che per non tornare alla Camera ed eliminare dal testo questo riferimento all&#8217;articolo 412 non stiamo facendo entrare in vigore una norma di cui la maggioranza della Commissione bilancio, pur orientata, per ragioni procedurali &#8211; cio\u00e8 non tornare alla Camera &#8211; a non dare un parere contrario ex articolo 81 della Costituzione, ha tuttavia dovuto scrivere nel parere che comporta possibili effetti finanziari negativi? Aggiungo, signor Presidente, conoscendo la pubblica amministrazione italiana, che questi effetti negativi ci saranno sicuramente. Badate, si tratta di poter nominare collegi arbitrali per risolvere controversie che riguardano l&#8217;assunzione nel posto di lavoro. Gi\u00e0 abbiamo una pubblica amministrazione alla quale non si accede pi\u00f9 per concorso; ci rendiamo conto di quello che pu\u00f2 accadere domani mattina all&#8217;interno di una pubblica amministrazione se si d\u00e0 la possibilit\u00e0 ai lavoratori con qualche giorno di lavoro di mettersi d&#8217;accordo con i dirigenti per promuovere collegi arbitrali che risolvano a loro vantaggio le controversie?<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">Guardate che si tratta di una norma potenzialmente devastante dell&#8217;intero impianto della finanza pubblica italiana, dal lato, ancora una volta, dell&#8217;aumento della spesa corrente primaria. \u00c8 qualcosa che merita attenzione, colleghi, al di l\u00e0 della pregiudiziale di costituzionalit\u00e0. Discutiamo una volta senza il velo del preconcetto: sapete che abbiamo ragione, che l&#8217;argomento portato dal professor Ichino \u00e8 giusto. Non volete votare la pregiudiziale? Benissimo, non votatela ma impegnatevi a cambiare il testo ed a riportarlo alla Camera.<br \/>\nQuesto testo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 determina degli effetti che dovrebbero preoccupare, in primo luogo, chi sta esercitando l&#8217;azione di governo e intende esercitarla fino al 2013 con risultati positivi. Ma dove va a finire la riforma della pubblica amministrazione, che io chiamo legge Brunetta-Ichino, se si applica questo principio? Vi rendete conto di quali sono i possibili effetti di annichilimento di quella innovazione, che pure \u00e8 di grande portata?<br \/>\nVi prego, al di l\u00e0 di maggioranza e opposizione, di tener conto di questi argomenti e di accettare di modificare il testo sul punto che riguarda l&#8217;espunzione da questa legge del riferimento all&#8217;articolo 412 del codice di procedura civile. <em>(Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi)<\/em>.<\/p>\n<p class=\"testojustify1\" style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">GIULIANO (PdL). Domando di parlare.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">GIULIANO (PdL). Signor Presidente, mi ricollego immediatamente alle affermazioni del senatore Pardi relative al furioso liberismo che intriderebbe questa norma facendo presente che la clausola arbitrale \u00e8 prevista negli accordi confederali dei contratti collettivi ed \u00e8 uno strumento agevole per risolvere in tempi brevi e accettabili controversie che, se seguissero la strada giurisdizionale ordinaria, prenderebbero un tempo sicuramente maggiore.<br \/>\nTornando alle osservazioni di ordine tecnico svolte dal senatore Ichino e dal senatore Morando, voglio far presente che nel proporre la pregiudiziale di costituzionalit\u00e0 si fa riferimento ad una tecnica di legislazione che attiene alla patologia del fenomeno e non alla sua fisiologia. Quando si legifera si pensa all&#8217;ordinario non a ci\u00f2 che potrebbe accadere addirittura in violazione di norme penali sanzionate severamente. Ci\u00f2 non riguarda, ovviamente, questa tecnica e non riguarda questo ordine.<br \/>\nPerch\u00e9 dividere il pubblico dal privato? Ci lamentiamo sempre che i due settori costituiscono una sorta di sistema duale, spesso confliggente e che spesso non produce quella normale armonia che ci dovrebbe essere. Nel momento in cui si estende l&#8217;istituto dell&#8217;arbitrato anche al settore pubblico, si amplia l&#8217;applicazione di uno strumento assai duttile, veloce, economico e affidabile. Circa il fatto che, in astratto, potrebbe anche accadere qualcosa che violi addirittura la norma penale, ci\u00f2 pu\u00f2 accadere per qualsiasi norma; quindi, non vedo perch\u00e9 questa in particolare debba essere dichiarata incostituzionale. Anzi, \u00e8 una norma che rispetta assolutamente i canoni fondamentali della Costituzione, essendo in essa previsto che la giurisdizione, in alcuni casi, possa essere affidata ai cosiddetti privati. Perch\u00e9 non allargare questo strumento, che per controversie di genere diverso \u00e8 tuttora vigente, anche al settore pubblico?<br \/>\nIo penso che le argomentazioni dei senatori Ichino e Morando in ordine alle conseguenze che potrebbero derivare da questo sistema non siano assolutamente fondate e mi chiedo, in particolare, perch\u00e9 temere che questo possa comportare un onere maggiore e non fare, invece, lo stesso ragionamento nel caso in cui permanesse la competenza dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria ordinaria. <em>(Applausi dal Gruppo PdL).<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Metto ai voti la questione pregiudiziale, avanzata dal senatore Ichino.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">Non \u00e8 approvata.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell&#8217;emendamento 31.2.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">ICHINO\u00a0(PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">ICHINO (PD). Signor Presidente, colleghi, siamo sul punto del disegno di legge di cui abbiamo discusso in apertura di questa seduta: la questione dell&#8217;arbitrabilit\u00e0 delle controversie in materia di impiego pubblico.<br \/>\nVorrei solo ricordare, proprio a proposito dell&#8217;ordine del giorno menzionato adesso dal collega Castro, che ieri in Commissione&#8230; <em>(Brus\u00eco)<\/em>. Chiedo l&#8217;attenzione dei colleghi, dato che stiamo parlando di una cosa di notevole rilievo.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Senatore Ichino, ha ragione e non \u00e8 di conforto che ci sia una confusione bipartisan.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">ICHINO (PD). Vorrei ricordare a tutti i colleghi che ieri, in Commissione, il Governo ha accolto un ordine del giorno che impegna il Governo stesso a emanare disposizioni affinch\u00e9 l&#8217;arbitrato che con la norma al nostro esame stiamo per autorizzare nelle controversie di impiego pubblico non venga attivato dalle amministrazioni. Ne consegue che stiamo per votare una norma che il Governo ieri, in questo Senato, si \u00e8 impegnato a non applicare: si \u00e8 impegnato a dare disposizioni perch\u00e9 non sia applicata. Ditemi voi secondo quale logica ci pu\u00f2 essere chiesto che venga respinto l&#8217;emendamento soppressivo di questa norma. <em>(Applausi dal Gruppo PD)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell&#8217;articolo 31.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">TREU (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">TREU (PD). Signor Presidente, non sono voluto intervenire prima di adesso, ma vorrei fare un breve ragionamento per ripercorrere questa vicenda che \u00e8 da pi\u00f9 di un anno che si trascina, anche per altri versi, ma su questo punto in particolare.<br \/>\nNoi abbiamo sempre denunciato che questa norma \u00e8 pericolosa e addirittura sovversiva in senso tecnico di tutto il diritto del lavoro. Adesso \u00e8 scoppiata la faccenda dell&#8217;articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ma non \u00e8 in ballo soltanto l&#8217;articolo 18; certamente \u00e8 quello che colpisce di pi\u00f9, ma un arbitro libero com&#8217;\u00e8 l&#8217;arbitro in equit\u00e0, cio\u00e8 svincolato da norme inderogabili di legge, potrebbe decidere che per lui le ferie non contino, oppure che possano essere violati i limiti massimi di orario di lavoro o che le norme sulla sicurezza siano un optional. Evidentemente questi sono casi estremi, ma se un arbitro \u00e8 libero, cio\u00e8 non ha il vincolo del rispetto delle norme inderogabili di legge, pu\u00f2 succedere anche questo, senza possibilit\u00e0 che si ricorra al giudice.<br \/>\nBene, un tipo di arbitrato del genere non esiste da nessuna parte, neanche negli ordinamenti pi\u00f9 liberisti. Io ho frequentato a lungo gli Stati Uniti e l&#8217;Inghilterra ed anche gli arbitri di quei Paesi (che, tra l&#8217;altro, sono anche professori universitari, quindi \u00e8 un mestiere che potrebbe essere interessante) e siamo favorevoli all&#8217;arbitrato, lo abbiamo detto pi\u00f9 volte, ed anche a rendere tale istituto pi\u00f9 resistente. Noi, per esempio, avevamo detto che la parte in cui si afferma che l&#8217;arbitrato pu\u00f2 essere fatto secondo le indicazioni dei contratti collettivi pu\u00f2 essere assolutamente utile, anzi, avevamo anche detto che le parti dei contratti collettivi, siccome hanno creato dei diritti propri, possono disporre degli stessi e ritenere che l&#8217;arbitro possa decidere anche, come dire, interpretando liberamente le proprie clausole contrattuali. Questo s\u00ec, e questo \u00e8 quello che si fa negli ordinamenti pi\u00f9 avanti nell&#8217;uso dell&#8217;arbitrato. Tale norma avrebbe avuto il vantaggio di dare all&#8217;arbitro un largo spazio di manovra, che adesso non c&#8217;\u00e8 e a me dispiace perch\u00e9 sono anni che diciamo che vorremmo che tale istituto venisse utilizzato di pi\u00f9. Ma una cosa \u00e8 dire questo, altro \u00e8 affermare che l&#8217;arbitro pu\u00f2 decidere anche senza rispettare le norme inderogabili del diritto del lavoro.<br \/>\nIl richiamo presente nel testo ai principi generali del diritto \u00e8 comunque utile ma \u00e8 una norma generica. Infatti, avevamo detto di precisarlo: cosa vuol dire? Ci sono due argomenti che sono stati avanzati anche qui nel dibattito convulso di questi ultimi giorni che vorrei smontare. Mi si dice che il nostro diritto del lavoro \u00e8 troppo rigido; se \u00e8 troppo rigido e se il lavoratore odierno ritiene di non essere pi\u00f9 un minus habens e di essere in grado di disporre liberamente di se stesso senza la protezione storica del diritto di lavoro, bene, si affrontino &#8211; come si \u00e8 gi\u00e0 fatto, del resto &#8211; le singole norme e si dica, ad esempio: \u00abQuesta norma \u00e8 troppo rigida, la rendiamo pi\u00f9 morbida, la deregoliamo\u00bb. \u00c8 successo negli ultimi anni, noi stessi qualche volta lo abbiamo fatto. Ma altro \u00e8 dire questo, altro \u00e8 affermare che mediante un arbitrato sregolato il singolo pu\u00f2 dare mandato &#8211; perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 anche il singolo nella norma, non solo le parti collettive &#8211; all&#8217;arbitro di fare sostanzialmente strame &#8211; come si dice &#8211; delle norme del diritto del lavoro. Questo \u00e8 assolutamente inaccettabile.<br \/>\nL&#8217;altro argomento che si avanza \u00e8: il lavoratore, in fondo, non \u00e8 cos\u00ec un poveretto. Beh, no, non \u00e8 un poveretto, per\u00f2 tutto il diritto del lavoro, almeno nei suoi aspetti fondamentali, \u00e8 nato sul presupposto che il lavoratore vada protetto in alcuni ambiti fondamentali e lui non pu\u00f2 rinunciare a tale tutela. Se io lavoratore scrivessi che rinuncio alle ferie, all&#8217;orario di lavoro o alla sicurezza, sarebbe un atto nullo contra legem. \u00c8 la stessa cosa in questo caso, perch\u00e9 invece di farlo direttamente si d\u00e0 all&#8217;arbitro la possibilit\u00e0 di stracciare le norme.<br \/>\nQuesto \u00e8 un aspetto che abbiamo richiamato da pi\u00f9 di un anno ed \u00e8 incredibile che in un sistema che non ha mai usato l&#8217;arbitrato, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un eccessiva diffidenza, a mio avviso, nei suoi confronti, adesso si passi da un uso nullo dell&#8217;arbitrato (sbagliato) a un uso selvaggio di tale istituto, che, ripeto, non vedo neanche negli Stati Uniti e nell&#8217;Inghilterra, Paesi notoriamente liberisti. Non \u00e8 accettabile un modo di ragionare cos\u00ec: forse \u00e8 inconsapevole (ma non credo perch\u00e9 \u00e8 passato un anno e mezzo), ma \u00e8 assolutamente devastante per il diritto del lavoro.<br \/>\nNotate che i colleghi Ichino e Morando hanno detto che, per quanto riguarda il pubblico impiego, ci\u00f2 \u00e8 sicuramente incostituzionale, perch\u00e9, al di l\u00e0 del fatto che i direttori generali o i dirigenti del pubblico impiego siano pi\u00f9 o meno collusi, se anche in buona fede un arbitro dicesse che una persona pu\u00f2 essere promossa o assunta senza concorso passando da lavoratore co.co.co a lavoratore a tempo indeterminato ci\u00f2 sarebbe chiaramente contrario all&#8217;articolo 97 della Costituzione, non ci piove.<br \/>\nCredo che una norma del genere &#8211; abbiamo fatto un ordine del giorno, con scarsa coerenza, come ha detto il senatore Ichino &#8211; non resisterebbe cinque minuti dinanzi alla Corte costituzionale. Ma anche la norma relativa all&#8217;arbitrato libero nel diritto privato, cio\u00e8 nel rapporto di lavoro privato, nella quale si prevede che un singolo, da solo e senza l&#8217;assistenza dei sindacati, magari sotto assunzione o sotto rinnovo del contratto, pu\u00f2 firmare un pezzo di carta in cui c&#8217;\u00e8 scritto che l&#8217;arbitro pu\u00f2 fare quello che vuole, credo che difficilmente potrebbe resistere alla Corte costituzionale, perch\u00e9 mi sembra contraria ai principi della Costituzione che dicono che la Repubblica \u00e8 fondata sul lavoro, che tutela il diritto al lavoro e, all&#8217;articolo 35, che tutela il lavoro in tutte le sue forme. Sinceramente credo che anche questo aspetto sia molto opinabile. Per questo motivo abbiamo rivolto appelli reiterati a riconsiderare questa norma e ci sembra un dovere civico fondamentale denunciarla e votare contro l&#8217;approvazione dell&#8217;articolo. <em>(Applausi dai Gruppi PD e IdV)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">SACCONI (Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali). Domando di parlare.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">SACCONI (Ministro del Lavoro). Signor Presidente, colleghi senatori, intervengo molto brevemente soltanto per richiamare le origini di questo provvedimento. Il testo al nostro esame non soltanto \u00e8 il frutto di un intenso lavoro parlamentare durato due anni &#8211; siamo alla quarta e mi auguro ultima lettura &#8211; ma soprattutto ha un&#8217;origine che voglio ricordare all&#8217;Aula per capire quanto ponderate siano state le considerazioni che hanno condotto a quell&#8217;equilibrio. L&#8217;autore fu Marco Biagi, tanto che una prima versione di questo testo faceva parte del cosiddetto disegno di legge Biagi che poi, proprio al Senato, fu stralciato su richiesta delle organizzazioni sindacali di una pi\u00f9 attenta considerazione; quella stessa considerazione che poi ha portato alla novit\u00e0, introdotta nell&#8217;ambito del percorso parlamentare, del rinvio alla contrattazione collettiva, o comunque ad una fase di intensa contrattazione collettiva della quale poi anche il Governo avrebbe dovuto tener conto in caso di conclusione non positiva.<br \/>\nDico questo perch\u00e9, ancora una volta, sento adoperare un linguaggio che per chi come me ha vissuto una certa stagione non pu\u00f2 non indurmi a chiedere di contenere le pur legittime critiche che possono essere rivolte a questo testo entro quella moderazione che si consiglia in presenza di terzi che non hanno mai accompagnato civilmente il nostro dibattito, quei terzi che si sono purtroppo occupati di Marco Biagi.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">MORANDO (PD). Questo cosa c&#8217;entra?<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">SACCONI (Ministro del Lavoro). Un linguaggio che non deve mai portare a far intendere che crollino le difese elementari del lavoro, che l&#8217;arbitrato per equit\u00e0 possa significare deroga a norme che, in quanto inderogabili (lo dice la legge stessa), non potrebbero essere certo non tenute in considerazione dall&#8217;arbitro ed ipotizzare uno scenario che onestamente non sarebbe nell&#8217;ordine delle cose possibili se un domani questo testo venisse approvato.<br \/>\nSolo queste riflessioni volevo rimettere all&#8217;Aula perch\u00e9, ripeto, le pur legittime considerazioni e comprensibili critiche da parte dell&#8217;opposizione tengano conto di un percorso e tengano conto di approfondimenti che, in dottrina e in giurisprudenza, sono stati dati proprio a proposito dell&#8217;arbitrato per equit\u00e0. <em>(Applausi dal Gruppo PdL)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">TREU\u00a0(PD). Domando di parlare.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">TREU (PD). Aggiungo due sole notazioni. In primo luogo, noi abbiamo tutti un grande rispetto per Marco Biagi, ma non credo sia pertinente richiamarlo in questo momento. <em>(Applausi dal Gruppo PD)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">SACCONI (Ministro del Lavoro). Tu conosci quel testo, lo conosci meglio di me.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">TREU (PD). Non c&#8217;entra niente! Per favore, lasciamo state in pace quelli che purtroppo sono morti!<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">Vengo al merito: \u00e8 vero che durante la lunga discussione di questa normativa sono state coinvolte anche le parti sindacali, e infatti per un percorso si \u00e8 cercato di ammettere un arbitrato gestito, controllato delle parti sociali, per\u00f2, non dimentichiamo &#8211; e il Ministro lo sa &#8211; che c&#8217;\u00e8 un altro pezzo della norma in cui l&#8217;arbitrato pu\u00f2 essere fatto anche dal singolo, fuori da qualsiasi contratto e percorso contrattuale.<br \/>\nUn&#8217;ultima considerazione. Sono notoriamente una persona moderata, non ho mai enfatizzato le critiche e credo che persino in questa legislatura, che non \u00e8 proprio tra le pi\u00f9 felici, non ho mai fatto critiche dure. In questo caso mi sento in dovere di rivolgere critiche dure, ma rispettose, a tutti voi della maggioranza, e mi rivolgo sia ai presenti, che non sono certo degli estranei, sia a quelli che stanno fuori da quest&#8217;Aula, perch\u00e9 ne va di mezzo il principio fondamentale della nostra Costituzione e del diritto del lavoro. \u00c8 chiaro che l&#8217;arbitro potrebbe anche comportarsi bene, ma bisogna pure che l&#8217;arbitro abbia delle guide. Noi avevamo proposto che l&#8217;arbitrato si potesse fare liberamente rispetto alle norme contrattuali, ma non rispetto alle norme di legge: \u00e8 il modo normale per controllare e prevenire anche abusi in buona fede. <em>(Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Astore)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">MARCENARO (PD). Chi accusa Treu e Ichino di queste cose \u00e8 un uomo che non ha il senso del limite.<\/p>\n<p class=\"testojustify1\" style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. Passiamo all&#8217;esame dell&#8217;articolo 32, corrispondente all&#8217;articolo 34 del testo approvato dal Senato, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">ICHINO (PD). Signor Presidente, in relazione all&#8217;emendamento 32.3 vorrei soltanto sottolineare che non ha alcun senso introdurre un termine in materia di impugnazione della somministrazione irregolare, dal momento che nella norma manca il <em>dies a quo<\/em>, cio\u00e8 il momento dal quale il termine dovrebbe decorrere. Tale norma, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, generer\u00e0 soltanto un contenzioso infinito e facilmente evitabile.<br \/>\nMi permetto di approfittare dell&#8217;occasione dell&#8217;illustrazione dell&#8217;emendamento 32.3 per far presente al ministro Sacconi che nelle carte e nei documenti che Marco Biagi ci ha lasciato prima di essere ucciso non c&#8217;\u00e8 neanche una riga&#8230;<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">SACCONI (Ministro del lavoro). Il disegno di legge, l&#8217;arbitrato per equit\u00e0. <em>(Commenti dal Gruppo PD)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">ICHINO (PD). Il disegno di legge di Marco Biagi non conteneva le norme che voi avete inserito in questo testo! (<em>Applausi dai Gruppi PD e IdV)<\/em>. Non avete diritto di dare il nome di Biagi a queste norme. La legge Biagi \u00e8 giusto che si chiami cos\u00ec, ma questo testo non ha nulla a che fare con il lascito intellettuale e tecnico di Marco Biagi.<br \/>\nAggiungo un&#8217;altra cosa, ministro Sacconi. Lo stravolgimento dell&#8217;essenza del diritto del lavoro di cui ci ha parlato, in termini ineccepibili, Tiziano Treu, non porter\u00e0 ad una liberalizzazione selvaggia, perch\u00e9 la stragrande maggioranza degli imprenditori italiani non utilizzer\u00e0 queste norme per danneggiare i propri dipendenti.<br \/>\nQueste sono norme che servono per dare lavoro ai faccendieri, per erodere &#8220;al margine&#8221; i diritti dei lavoratori. <em>(Applausi dal Gruppo PD)<\/em>. \u00c8 l\u00ec che queste norme faranno danno. Quindi non ci uniamo al coro di chi dice che qui viene smantellato il diritto al lavoro, ma lamentiamo che questo Governo continua ad intervenire sistematicamente sui lavoratori di serie B e C e magari anche di serie D. \u00c8 a loro che voi togliete i diritti, certo non al dipendente della grande impresa o comunque dall&#8217;imprenditore serio; e l\u00ec nell&#8217;area debole che queste norme mordono.<br \/>\nSu questo mi permetta di dire, Ministro: Marco Biagi non era dalla sua. <em>(Prolungati applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.<br \/>\nInvito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">CASTRO (relatore). Signor Presidente, chiedo scusa per non essere stato pronto nella risposta, ma un grande turbamento personale mi ha colto e soltanto il rispetto che porto a quest&#8217;Aula mi ingiunge a non dare corso ad un&#8217;operazione, che trovo assolutamente impropria, di disappropriazione di una memoria per me personalmente sacra. <em>(Applausi dal Gruppo PdL)<\/em>.<br \/>\nConstato solo &#8211; e non sto parlando di Marco Biagi &#8211; che sono state definite faccendieri le organizzazioni sindacali, le universit\u00e0, perch\u00e9 chi pu\u00f2 certificare i contratti nell&#8217;ambito dei quali pu\u00f2 essere attivata la procedura arbitrale sono soltanto i soggetti certificati e, in base alla legge Biagi, i contratti certificati possono essere resi tali solo dalle universit\u00e0, dalle organizzazioni bilaterali, dalle associazioni sindacali, le quali vengono tutte tacciate di essere faccendieri. <em>(Applausi dal Gruppo PdL)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1.5pt 0cm 1.5pt 1.5pt; background: none repeat scroll 0% 0% white; text-align: justify;\">TREU (PD). No, non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;\">ICHINO (PD). Signor Presidente, poich\u00e9 gi\u00e0 in Commissione il Governo ha espresso parere negativo sull&#8217;emendamento 48.8 che riguarda gli stage, chiedo al ministro Sacconi quali siano le intenzioni del Governo in questa materia.\u00a0In Italia abbiamo 400.000 stage censiti di cui una buona met\u00e0 si svolgono seriamente, mentre gli altri costituiscono una forma di sfruttamento gratuito della manodopera giovanile; chiediamo al\u00a0Governo se ha intenzione di affrontare questa questione o ritiene che questa parte del mercato del lavoro debba essere abbandonata a s\u00e9 stessa, nonostante quanto accade sotto i nostri occhi quotidianamente. <em>(Applausi dal Gruppo PD)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p class=\"testojustify\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">LE DICHIARAZIONI DI VOTO FINALI PER I GRUPPI DEL PD E DEL PDL<\/span><br \/>\n<\/strong><em>(della dichiarazione di voto di P.I. per il gruppo del Partito Democratico \u00e8 disponibile anche <a title=\"Dichiarazione di voto sul   Collegato-Lavoro alla Finanziaria 2010 - 3.3.10\" href=\"..\/?p=7478\" target=\"_blank\">il testo scritto, pi\u00f9 esteso e completo, allegato al resoconto sommario<\/a> della seduta del Senato del 3 marzo 2010)<\/em><\/p>\n<p class=\"testojustify\" style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Il link  apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=11320\">ICHINO<\/a> (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ICHINO (PD). Signor Presidente, il disegno di legge in esame costituisce probabilmente la manifestazione pi\u00f9 clamorosa della grave confusione di idee con cui il Governo si accosta al compito difficile e delicato di riformare il nostro diritto del lavoro. Il vero guaio \u00e8 che il Governo non si limita a non affrontare i veri nodi cruciali della riforma necessaria, ma interviene in modo episodico e disorganico su tutto il resto (il sottosegretario Viespoli lo ha riconosciuto). Non c&#8217;\u00e8 un disegno riformatore chiaro che non sia quello di erodere sistematicamente le protezioni nell&#8217;area del lavoro debole, del lavoro di serie B o di serie C, accentuando il dualismo del nostro sistema, il regime di vero e proprio <em>apartheid<\/em> che separa i lavoratori protetti dai poco o per nulla protetti.<br \/>\nBasta leggere il titolo caotico che \u00e8 stato dato a questo disegno di legge per avere un&#8217;idea della sua disorganicit\u00e0; quella disorganicit\u00e0 che, con notevole senso dell&#8217;umorismo, il relatore Maurizio Castro ha ribattezzato come \u00abstratificazione normativa virtuosa\u00bb!<br \/>\nNell&#8217;autunno scorso, quasi contemporaneamente, l&#8217;11 e il 12 novembre, sono state rivolte al Governo due sollecitazioni per un ripensamento profondo del modo in cui si \u00e8 fin qui legiferato, soprattutto ma non soltanto nella materia del lavoro: una dall&#8217;Unione europea e una dall&#8217;opposizione. L&#8217;Unione europea con il Decalogue for Smart Regulation, emanato a Stoccolma, ha invitato tutti i legislatori nazionali alla sobriet\u00e0 e semplicit\u00e0 nella produzione delle norme legislative, alla cura della loro idoneit\u00e0 ad essere lette e capite da tutti i loro destinatari. L&#8217;opposizione, dal canto suo, ha presentato proprio qui in Senato, per la prima volta da sessant&#8217;anni, un progetto di nuovo codice del lavoro organico in 70 articoli, con abrogazione di centinaia di leggi che oggi compongono la disordinatissima disciplina di questa materia (mi riferisco ai disegni di legge nn. 1872 e 1873 del 2009).<br \/>\nLa maggioranza per un verso si \u00e8 mostrata totalmente indifferente, impermeabile a questi due segnali; per altro verso \u00e8 andata avanti a testa bassa con questo disegno di legge-minestrone, di difficilissima lettura anche per gli addetti ai lavori, che costituisce davvero un esempio di scuola della cattiva qualit\u00e0 della legislazione.<br \/>\nAlcune cose, certo, si leggono e capiscono molto bene in questo minestrone.<br \/>\n\u00c8 chiaro a tutti il modo regressivo in cui avete ritenuto di affrontare il problema della povert\u00e0 dell&#8217;offerta educativa attuale del nostro sistema per i giovani quindicenni che non proseguono gli studi. Invece di adottare misure capaci di allinearci con i Paesi pi\u00f9 progrediti d&#8217;Europa, avete compiuto la scelta rinunciataria di abbassare di nuovo l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;obbligo scolastico, facendo retrocedere ulteriormente il nostro Paese in una graduatoria europea nella quale gi\u00e0 siamo in una posizione per nulla lusinghiera.<br \/>\n\u00c8 ancora chiaro a tutti l&#8217;enorme spazio che si apre a ogni genere di malversazione con la previsione della possibilit\u00e0 di compromettere in arbitri le controversie in materia di pubblico impiego (articolo 31, comma 8), al punto che, nel momento stesso in cui questa norma viene varata, il Governo \u00e8 costretto ad accogliere un ordine del giorno che lo impegna a emanare disposizioni per limitarne drasticamente l&#8217;applicazione.<br \/>\nQuanto all&#8217;arbitrato nelle controversie di lavoro del settore privato, anche un bambino capisce che consentire che vengano compromessi in arbitri sul piano individuale i diritti derivanti da norme inderogabili di legge, per di pi\u00f9 senza il vincolo che vengano applicate le leggi che disciplinano la materia da parte degli arbitri, equivale a eliminare questa inderogabilit\u00e0. Basta scegliere l&#8217;arbitro disposto a disapplicare la legge.<br \/>\nVorrei precisare a tal riguardo, collega Castro, che non \u00e8 vero che l&#8217;arbitrato pu\u00f2 essere attivato soltanto con il contratto certificato, come lei ci ha detto in quest&#8217;Aula. La legge che state approvando prevede l&#8217;attivabilit\u00e0 dell&#8217;arbitrato in qualsiasi momento della controversia. (Applausi dal Gruppo PD). Non \u00e8 vero che il certificatore ha la responsabilit\u00e0 di un controllo di merito sulla clausola compromissoria. Il certificatore ha la sola funzione di certificare la volont\u00e0 negoziale delle parti e, se queste esprimono una volont\u00e0 conforme a quanto previsto in questa legge, il certificatore non pu\u00f2 negare la certificazione. Dunque, che cosa ci viene a dire il relatore a questo proposito?<br \/>\nC&#8217;era una cosa importante che andava fatta in materia di arbitrato e che abbiamo invano proposto e riproposto in sede di emendamento: consentire che i contratti collettivi disponessero la soluzione arbitrale delle controversie relative a diritti nascenti esclusivamente dai contratti collettivi stessi. Questo s\u00ec che avrebbe segnato una svolta virtuosa, dimezzando il contenzioso giudiziale. Tutte le vertenze in materia di retribuzione o di inquadramento professionale avrebbero potuto essere oggetto della clausola collettiva compromissoria. Oggi, in Italia, il 47 per cento delle controversie riguarda proprio questioni retributive, a cui se ne aggiunge un 18 per cento in materia di inquadramento. Quindi, pi\u00f9 della met\u00e0 delle controversie giudiziali avrebbe potuto essere eliminata e passata alla competenza arbitrale. Ma, incomprensibilmente, avete rifiutato questa che sarebbe stata la vera riforma da fare per promuovere l&#8217;arbitrato nel nostro Paese. La cosa curiosa \u00e8 che questa scelta \u00e8 incomprensibile anche per voi, dal momento che non avete saputo indicare alcun motivo per il vostro rifiuto, e avete invece deciso di consentire la clausola compromissoria pattuita al livello individuale, della quale gi\u00e0 detto.<br \/>\nNorme come questa che state varando non verranno utilizzate dagli imprenditori seri, i quali non cercano scappatoie per aggirare i diritti dei loro dipendenti. Norme come questa allargheranno ancora un poco gli spazi marginali di elusione del diritto del lavoro. E questi spazi consentiranno di lucrare qualche rendita a qualche faccendiere in pi\u00f9. Ripeto che con ci\u00f2 non mi riferisco n\u00e9 agli enti bilaterali n\u00e8 alle organizzazioni sindacali, ma a chi organizzer\u00e0 l&#8217;elusione al margine, con gli imprenditori meno seri. Non sono certo queste le riforme di cui il nostro sistema di relazioni industriali ha bisogno.<br \/>\nMa quello che colpisce nel vostro modo di affrontare i mali che affliggono il nostro diritto del lavoro sono gli esiti paradossalmente opposti a ci\u00f2 che voi stessi vi proponete di conseguire, che vengono prodotti da quello che il senatore Castro magnifica come il metodo della &#8220;stratificazione normativa virtuosa&#8221;. Faccio due soli esempi.<br \/>\nIncapaci di affrontare seriamente, organicamente, il problema dell&#8217;equilibrio tra libert\u00e0 di impresa e responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;impresa, vi siete proposti un intervento di surrettizio depotenziamento del controllo giudiziale sulle scelte imprenditoriali in materia di giustificato motivo di trasferimento, licenziamento, organizzazione aziendale. \u00c8 surrettizio: perch\u00e9, altrimenti, non si spiegherebbe il fatto che abbiate preferito nasconderlo sotto una rubrica che dice tutt&#8217;altro, come quella che avete dato all&#8217;articolo 30 che dice: \u00abClausole generali e certificazione del contratto di lavoro\u00bb. Ma avete compiuto questo intervento in modo cos\u00ec maldestro che, nel comma 3 dello stesso articolo 30, siete riusciti a infilare una disposizione che estende oltre ogni limite la discrezionalit\u00e0 del giudice, consentendogli di ergersi a unico interprete nientemeno che dell&#8217;\u00abinteresse oggettivo dell&#8217;organizzazione aziendale\u00bb. In questo modo avete definitivamente espropriato non solo le imprese, ma anche il sistema stesso delle relazioni industriali, di ogni autonomia, attribuendo ai giudici del lavoro un ruolo che non \u00e8 attribuito loro su questo terreno in nessun altro Paese occidentale. Voi lo sapete bene, perch\u00e9 non solo le organizzazioni sindacali, ma anche Confindustria ed altre associazioni imprenditoriali hanno protestato per questo e hanno rilevato l&#8217;assurdo paradosso di questa norma.<br \/>\nChe cosa rispondete alle proteste dei protagonisti del sistema di relazioni industriali?<br \/>\nAncora peggiore \u00e8 il pasticcio che avete fatto a proposito dell&#8217;articolo 32 sui contratti a termine, dove volevate sostituire la sanzione della reintegrazione e della conversione del contratto a tempo indeterminato ed invece avete aggiunto la sanzione indennitaria a quella precedente. ( Brus\u00eco).<br \/>\nColleghi della maggioranza, credetemi, questi 50 articoli che state aggiungendo alle 2.000 pagine del nostro vetusto codice del lavoro non fanno fare al nostro tessuto produttivo alcun passo avanti. Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno per rendere pi\u00f9 organico, credibile e realmente applicabile universalmente il nostro diritto del lavoro per le nuove generazioni, per i nostri figli, che oggi il diritto del lavoro non lo vedono neppure da lontano, non \u00e8 questo che state facendo.<br \/>\nIn attesa che apriate gli occhi noi, ovviamente, non possiamo che votare contro questo ultimo brutto capitolo della stagione delle mancate riforme del nostro mercato del lavoro. <em>(Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore. Congratulazioni).<\/em><\/p>\n<p class=\"testojustify\" style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Il link  apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=16924\">PRESIDENTE<\/a>. Onorevoli colleghi, non ho voluto interrompere il senatore Ichino, ma il fatto che vi siano tante persone in piedi nell&#8217;emiciclo credo sia un problema per tutti, non solo per la Presidenza.<\/p>\n<p class=\"testojustify\" style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Il link  apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=4454\">GIULIANO<\/a> (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GIULIANO (PdL). Signor Presidente, il mio intervento sar\u00e0 brevissimo. Il provvedimento giunge in quarta lettura al Senato. Vi \u00e8 stato un dibattito molto proficuo sia all&#8217;interno delle Commissioni che in Aula. Sono stati trattati temi molto delicati e sono sorte anche polemiche talvolta su presupposti di fatto non veritieri o, addirittura, quando ci si \u00e8 accaniti in modo particolare sull&#8217;arbitrato evocando il problema dell&#8217;equit\u00e0 e paragonandolo ad una sorta di arbitrariet\u00e0. Evidentemente i due concetti sono assolutamente confliggenti e contrastanti, tanto \u00e8 vero che in materia di equit\u00e0 sia il senatore Treu che il senatore Ichino sanno benissimo che ci si uniforma alle norme generali del diritto. <em>(Applausi dai Gruppi PdL e LNP).<br \/>\n<\/em>Le chiedo, signor Presidente, l&#8217;autorizzazione a consegnare il testo integrale del mio intervento. Colgo l&#8217;occasione per ringraziare i colleghi delle Commissioni riunite 1a e 11\u00aa per il grande e proficuo lavoro svolto. <em>(Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).<\/em><\/p>\n<p class=\"testojustify\" style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Il link  apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=16924\">PRESIDENTE<\/a>. La Presidenza l&#8217;autorizza in tal senso, senatore Giuliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=506837\" target=\"_blank\"><em>Dal resoconto stenografico della seduta pomeridiana del Senato, del 28 settembre 2010<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRESIDENTE \u2013 Ha chiesto la parola il senatore Ichino. Ne ha facolt\u00e0.<br \/>\nICHINO (PD). Signor Presidente, colleghi, l\u2019emendamento 30.116, al quale si riferisce il mio intervento, tocca un aspetto particolarmente importante, che cerco di spiegare in breve. In materia di arbitrato, c\u2019e` un punto su cui tutti i sindacati maggiori e le associazioni imprenditoriali sono pienamente d\u2019accordo, un che costituisce addirittura, da sempre, una bandiera di una delle confederazioni sindacali maggiori, la CISL: l\u2019arbitrato deve poter essere, laddove le parti lo decidano, la voce del contratto collettivo. Sulle materie su cui il contratto collettivo dispone in modo sovrano, che non sono oggetto di norma inderogabile di legge, la clausola compromissoria deve poter essere introdotta nel contratto collettivo, affinch\u00e9 su quelle materie sia il contratto stesso, che \u00e8 fonte unica della disciplina, a disporre circa la soluzione delle eventuali controversie in proposito. A questo tende l\u2019emendamento che proponiamo e che inspiegabilmente \u2013 vi chiedo di fare particolare attenzione su questo punto \u2013 inspiegabilmente \u00e8 stato respinto in seconda e in quarta lettura. Chiedo al relatore di spiegarci, almeno in questa sede, per quale motivo su questo emendamento egli abbia espresso parere contrario. In privato, non in Aula, il relatore Castro mi ha detto che questo emendamento \u00e8 superfluo; non mi ha detto che \u00e8 sbagliato, ma che \u00e8 pleonastico, perch\u00e9 l\u2019articolo 412-ter del codice di procedura civile, nel testo che abbiamo riscritto in questo provvedimento legislativo, gi\u00e0 prevede che la conciliazione e l\u2019arbitrato \u00abpossono essere svolti altres\u00ec presso le sedi e con le modalit\u00e0 previste dai contratti collettivi\u00bb. Sennonch\u00e9 questa formulazione non dice affatto che la clausola compromissoria possa essere introdotta nel contratto collettivo sulle materie su cui questo detta una disciplina in modo sovrano, essendo la materia sottratta a norme inderogabili di legge. Dice solo che il contratto stabilisce modi e tempi di svolgimento dell\u2019arbitrato. Se ci limitiamo a questa formulazione, non otteniamo il risultato che invece andrebbe perseguito: cio\u00e8 quello di promuovere l\u2019arbitrato nel modo giusto, l\u00e0 dove esso va veramente promosso, cio\u00e8 sulle materie che sono oggetto esclusivo di contrattazione collettiva. A questo si dovrebbe puntare, ma la disposizione contenuta nel testo al nostro esame non consegue questo risultato. Vi chiedo, allora, perch\u00e9 volete espandere l\u2019arbitrato nella direzione sbagliata, facendo in modo che le parti individuali possano compromettere in arbitri materie che sono disciplinate inderogabilmente dalla legge, e non consentite invece che l\u2019arbitrato svolga la funzione che gli \u00e8 propria in tutti i Paesi pi\u00f9 avanzati e civili del nostro, cioe` la funzione di voce del contratto collettivo sulle materie su cui il contratto collettivo stesso opera in modo sovrano? Chiedo al relatore di spiegarci per quale motivo questo emendamento viene respinto. Se egli non ci dara` una spiegazione, chiedo che l\u2019Aula ne tragga le conseguenze e accolga l\u2019emendamento 30.116. Altrimenti si confermer\u00e0 in pieno la contraddizione di fondo di questa legge, che promette qualcosa che non potr\u00e0 mantenere. L\u2019arbitrato che state qui delineando finir\u00e0 col non avere alcuna applicazione pratica, per le complicatissime procedure di cui lo avete circondato. Quindi, anche nella direzione sbagliata in cui lo avete voluto estendere, non produrr\u00e0 risultato. Per converso, in questo modo non diamo alcun contributo allo sviluppo dell\u2019arbitrato nella direzione giusta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedo che il relatore ci dia spiegazioni su questo punto. Se la spiegazione \u00e8 soltanto che l\u2019articolo 412-terdel codice di procedura civile, nella nuova formulazione che gli abbiamo dato, prevede la stessa cosa che \u00e8 prevista nel nostro emendamento, chiunque pu\u00f2 constatare che le cose non stanno cos\u00ec. Insomma, la spiegazione del vostro voto contrario non pu\u00f2 essere questa: trovatene un\u2019altra. (Applausi dal Gruppo PD).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--[if gte mso 10]>\n<mce:style><!   \/* Style Definitions *\/  table.MsoNormalTable \t{mso-style-name:\"Tabella normale\"; \tmso-tstyle-rowband-size:0; \tmso-tstyle-colband-size:0; \tmso-style-noshow:yes; \tmso-style-parent:\"\"; \tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; \tmso-para-margin:0cm; \tmso-para-margin-bottom:.0001pt; \tmso-pagination:widow-orphan; \tfont-size:10.0pt; \tfont-family:\"Times New Roman\"; \tmso-ansi-language:#0400; \tmso-fareast-language:#0400; \tmso-bidi-language:#0400;}  >\n\n<! [endif] ><a title=\"Il link  apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=25215\" mce_href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=25215\">CASTRO<\/a>, relatore. Signor Presidente, ringrazio i colleghi per l'intelligente pacatezza con cui sono stati sviluppati gli emendamenti.\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\">Non approfitter\u00f2 della vostra pazienza e far\u00f2 solo una breve precisazione metodologica. Non mi sento del tutto persuaso dal ragionamento che ho sentito aleggiare in molti degli interventi svolti prima in quest'Aula, quando si assume il rischio di un arretramento sul piano dei diritti realizzato dall'articolo 30 di questo provvedimento, che indubitabilmente \u00e8 orientato e votato a significativamente rafforzare l'istituto dell'arbitrato.<\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\">Nessuno di noi deve dimenticare come questa regolazione \u00e8 assolutamente in linea con quanto previsto dal protocollo sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009 e del 15 aprile 2009, nel momento in cui, all'articolo 3, viene indicata una traiettoria di valorizzazione dell'arbitrato; soprattutto, non dimentichiamo che l'11 marzo di quest'anno, prima ancora dell'autorevolissimo intervento del Capo dello Stato, tutte le organizzazioni sindacali, salvo una, e tutte le associazioni datoriali, ben 36 complessivamente, avevano firmato una dichiarazione comune nella quale ribadivano l'utilit\u00e0 di un rafforzamento, di una condensazione dell'arbitrato e si impegnavano ad una rapida implementazione della riforma che regolava in modo nuovo l'istituto.<\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo forse immaginare che la CISL, la UIL, l'UGL, la Lega delle cooperative abbiano potuto offrire la loro inerte complicit\u00e0 ad un provvedimento che avrebbe comportato l'indebolimento o l'ingracilimento dei diritti dei lavoratori o non, invece, dobbiamo ritenere che esse si siano sentite chiamate da protagoniste alla modernizzazione delle relazioni industriali e del diritto del lavoro attraverso la valorizzazione dell'autonomia delle parti sociali e contrattuali? Presidente Finocchiaro, la ringrazio con cuore sincero del suo intervento, la mia \u00e8 una sorta di considerazione che svolgo in modo molto sommesso, io stesso per\u00f2 sottoponendola in tutta la sua evidenza alla valutazione dell'Aula.<\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\"><strong>Quanto poi alla sollecitazione che l'amico e collega Pietro Ichino mi rivolge, lo ringrazio innanzitutto di aver narrato gli oggetti delle nostre conversazioni private (essendo favorevole alla trasparenza di tutto quello che dicono e fanno gli uomini pubblici, non posso che compiacermene): in realt\u00e0, non ho timore che quella posizione venga resa pubblica, dal momento che l'avevo gi\u00e0 resa pubblica. Ricordiamo brevemente com'\u00e8 articolata la riforma dell'arbitrato: c'\u00e8 una prima parte, che \u00e8 una ovvia espansione dei tentativi di conciliazione gi\u00e0 previsti dal nostro ordinamento, ed \u00e8 quella che chiamo l'arbitrato espansivo; poi esiste un altro arbitrato, che \u00e8 quello sul quale troppo a lungo si \u00e8 probabilmente concentrata l'attenzione del dibattito politico istituzionale degli stessi media, che \u00e8 quello di un particolarissimo, periferico, residuale tipo di arbitrato che viene attivato all'atto costitutivo del rapporto di lavoro e pu\u00f2 a sua volta essere regolato da un accordo tra le parti sociali o da un accordo individuale tra le parti stipulanti il contratto; in quest'ultimo caso, dopo le indicazioni sollecite del Presidente della Repubblica, dentro un perimetro particolarmente protetto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cuore dell'arbitrato, per\u00f2, \u00e8 esattamente quell'articolo 412-ter del codice di procedura civile, il quale illimitatamente attribuisce alla facolt\u00e0, all'autonomia (e al loro esercizio) delle parti sociali di intervenire, attraverso l'introduzione dell'arbitrato, in qualunque materia, in qualunque condizione, in qualunque circostanza esse ritengano coerente con il loro modello di relazioni industriali e con l'opportunit\u00e0 di regolazione dei loro rapporti. Ribadiamo pertanto che culturalmente \u00e8 a noi affine il contenuto dell'emendamento, ma esso \u00e8 assai pi\u00f9 debole ed assai pi\u00f9 fragile di quella che \u00e8 invece la scrittura scandita, nitida, efficace ed esaustiva del riformulato articolo 412-ter del codice di procedura civile, cos\u00ec come disegnato nel comma 6 dell'articolo 30 che ci accingiamo a votare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\"><strong>Essendo il professor Ichino un giurista insigne e io soltanto un ruvido badilante delle relazioni industriali, nessuno nega che le sue considerazioni possano essere pi\u00f9 perspicue delle mie, ma io, come relatore, tutta la maggioranza e il Governo ribadiamo nitidamente che la nostra formulazione dell'arbitrato \u00e8 assai pi\u00f9 e meglio propulsiva di quella che voi, pur commendevolmente, proponete. <\/strong>(Applausi del senatore Saltamartini).<\/p>\n\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, se lei \u00e8 d'accordo, esprimo complessivamente parere negativo su tutti gli emendamenti all'articolo 30 senza elencarli distintamente.\n[...]\nPRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019emendamento 30.116.\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\" mce_style=\"text-align: justify;\">ICHINO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.\nPRESIDENTE. Ne ha facolta`\nICHINO. Signor Presidente, a titolo personale, in dissenso dal mio Gruppo, intendo annunciare il mio voto favorevole all\u2019emendamento 30.116, presentato dal senatore Ichino e da altri senatori.\nICHINO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.\nPRESIDENTE. Ne ha facolta`.\nICHINO. Signor Presidente, ringrazio il collega Longo per la sua dichiarazione di voto in dissenso dal suo Gruppo. E chiedo se questa dichiarazione, data la provenienza molto qualificata della dichiarazione, non debba far riflettere i colleghi sul punto che ho cercato prima di sottolineare e che induce il Partito Democratico a votare a favore di questo emendamento. Come ho gia` detto, l\u2019articolo 412-ter, primo comma, del codice di procedura civile, nella sua formulazione attuale non consente l\u2019inserimento della clausola compromissoria nel contratto collettivo su materie di competenza esclusiva della contrattazione collettiva. Il nostro emendamento, chiarissimo e leggibilissimo anche per non esperti di diritto, prevede espressamente: \u00abIl contratto collettivo, di livello nazionale, che contenga disposizioni su materie non oggetto di disciplina legislativa inderogabile pu\u00f2 disporre altres\u00ec che tutte le controversie sulla materia stessa siano risolte mediante arbitrato\u00bb. Se votate contro questo emendamento, dunque, impedite che, con l\u2019inserimento della clausola compromissoria direttamente nel contratto collettivo, l\u2019arbitrato diventi la voce del contratto collettivo, disattendendo un\u2019indicazione cui sono favorevoli tutte le parti sociali interessate. Ma allora non potrete pi\u00f9 dire che questa legge mira alla promozione dell\u2019arbitrato: mira solo alla promozione dell\u2019arbitrato in un territorio che non \u00e8 il suo proprio, quello della legge inderogabile. E in questo modo invece tagliate le gambe all\u2019arbitrato sul terreno su cui esso andrebbe favorito. Sul terreno sul quale questo istituto nei paesi civili funziona meglio e si sviluppa, cio\u00e8 sulla materia esclusivamente propria della contrattazione collettiva. Vi ricordo che stiamo parlando essenzialmente quella della retribuzione e dell\u2019inquadramento professionale, che sono le due grandi materie di competenza esclusiva della contrattazione collettiva, sulle quali si registra pi\u00f9 del 50 per cento del contenzioso giudiziale. Tagliare le gambe all\u2019arbitrato come voce del contratto collettivo su queste materie, significa perdere l\u2019occasione di un rilevante decongestionamento dei tribunali del lavoro \u2013 di cui invece ci sarebbe enorme bisogno \u2013 per sviluppare invece l\u2019arbitrato in una direzione sbagliata. In quest\u2019altra direzione, peraltro, non otterrete alcun vero sviluppo dell\u2019istituto, perch\u00e9 le procedure che avete messo in campo sono troppo complesse e costose per produrre quell\u2019effetto. Per questo, oltre a dichiarare il nostro voto favorevole, raccomando alla maggioranza un ripensamento su questo punto. (Applausi dal Gruppo PD).< >< >< >< >< >< >< ><--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GLI INTERVENTI DI PIETRO ICHINO, ENRICO MORANDO E TIZIANO TREU E IL DIBATTITO CON IL MINISTRO DEL LAVORO, MAURIZIO SACCONI, E CON IL RELATORE DEL D.D.L. 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