
{"id":7616,"date":"2010-03-12T12:48:57","date_gmt":"2010-03-12T11:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7616"},"modified":"2010-03-13T11:25:52","modified_gmt":"2010-03-13T10:25:52","slug":"la-disoccupazione-giovanile-e-unemergenza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7616","title":{"rendered":"LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE: UN&#8217;EMERGENZA NAZIONALE"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; mso-line-height-alt: 8.0pt;\"><span style=\"color: #404140; mso-bidi-font-size: 5.0pt;\"><span style=\"color: #993300; font-family: Times New Roman;\">LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE IN ITALIA HA RAGGIUNTO IL DOPPIO DI QUELLA COMPLESSIVA E CONTINUA AD AUMENTARE &#8211;\u00a0QUESTO\u00a0CATTIVO INIZIO\u00a0AVRA&#8217; EFFETTI NEGATIVI SU TUTTA LA VITA LAVORATIVA &#8211;\u00a0NON SI TRATTA DI AFFRONTARE UNA\u00a0&#8220;QUESTIONE GENERAZIONALE&#8221;, MA UNA VERA E PROPRIA QUESTIONE NAZIONALE<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; mso-line-height-alt: 8.0pt;\"><span style=\"color: #404140; mso-bidi-font-size: 5.0pt;\"><span style=\"font-size: small; font-family: Times New Roman;\"><em>Articolo di <strong>Irene Tinagli<\/strong>, pubblicato su <\/em>la Stampa <em>dell&#8217;11 marzo 2010<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; mso-line-height-alt: 8.0pt;\"><span style=\"color: #404140; mso-bidi-font-size: 5.0pt;\"><!--more--><em><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; mso-line-height-alt: 8.0pt;\"><span style=\"color: #404140; mso-bidi-font-size: 5.0pt;\">Mentre l\u2019Italia \u00e8 distratta dai vari pasticci pre-elettorali il resto del mondo si interroga sull\u2019emergenza economica pi\u00f9 drammatica di questi ultimi tempi: la disoccupazione, che non d\u00e0 cenni di miglioramento nemmeno di fronte ai timidi segnali di ripresa. Ma soprattutto si sta accorgendo che esiste un\u2019emergenza dentro l\u2019emergenza: la <a title=\"Nuovo diritto del lavoro per i giovani, 8.3.010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7116\" target=\"_blank\">disoccupazione giovanile<\/a>, che ha raggiunto livelli pi\u00f9 che doppi della disoccupazione complessiva ed \u00e8 in continuo aumento.<br \/>\nMentre nell\u2019ultimo anno la disoccupazione complessiva in Europa \u00e8 passata dall\u20198% al 10%, quella giovanile \u00e8 balzata dal 16,6% al 21,4%. Un aumento di circa il 30% in media, con punte del 50-60% in paesi come la Spagna (+49%), la Grecia (+56%), e persino in un paese tradizionalmente virtuoso su questo fronte come la Danimarca (+49%, anche se il tasso assoluto in questo paese resta tra i pi\u00f9 bassi in Europa). Anche negli Stati Uniti il fenomeno ha assunto proporzioni preoccupanti: nel luglio scorso si contavano 4,4 milioni di giovani senza lavoro, contro un milione del luglio 2008. Questo ha aperto dibattiti serrati in molti paesi. Negli Stati Uniti, cos\u00ec come in Inghilterra o in Spagna, il tema viene costantemente affrontato sui giornali e sui media da economisti e politici, mentre in Danimarca \u00e8 stato appena pubblicato uno studio <em>ad hoc<\/em>, commissionato all\u2019Ocse, in cui viene analizzato il problema e sono valutate una serie di misure, inclusa una possibile revisione del loro <em>Welfare Agreement<\/em>.<br \/>\nIn Italia invece il fenomeno della disoccupazione giovanile non sembra destare troppi allarmi tra i <em>policy makers<\/em>. In parte perch\u00e9 vi \u00e8 spesso la tentazione di attribuire questo fenomeno ad aspetti culturali, legati a scelte specifiche delle nuove generazioni (rimandare volontariamente l\u2019ingresso nel mondo del lavoro, restare a carico dei genitori ecc.) oppure a loro carenze intrinseche (minori competenze, scarsa determinazione o flessibilit\u00e0) che li renderebbero meno appetibili sul mercato del lavoro. In parte perch\u00e9 la disoccupazione giovanile ha minor impatto sociale nell\u2019immediato. I giovani tipicamente non hanno figli a carico, e possono invece contare sulla famiglia di origine come ammortizzatore sociale, quindi la loro inattivit\u00e0 ha, nel brevissimo periodo, effetti meno devastanti di quella di uomini e donne in et\u00e0 adulta. Ma queste considerazioni hanno un orizzonte molto limitato e non valutano fino in fondo la portata e le conseguenze del fenomeno sulla competitivit\u00e0 futura del paese. Siamo di fronte a un\u2019intera generazione che entrer\u00e0 nel mercato del lavoro con gravi ritardi, in condizioni sub-ottimali, sia da un punto di vista economico che psicologico e motivazionale.<br \/>\nGiovani adulti che sono costretti ad accettare posizioni mal retribuite, poco gratificanti e poco formative. Un cattivo inizio che avr\u00e0 ripercussioni su tutta la loro traiettoria professionale, come mostrano anche recenti ricerche condotte negli Stati Uniti.<br \/>\nL\u2019economista di Yale Lisa Kahn, dopo una serie di studi su centinaia di giovani entrati nel mercato del lavoro dagli anni Settanta in poi, dimostra che le generazioni che iniziano a lavorare in periodi di recessione restano penalizzate per tutto il resto della loro vita: carriere pi\u00f9 lente, lavori meno gratificanti, salari significativamente inferiori persino a distanza di anni dal primo lavoro, con gap retributivi rispetto alle generazioni pi\u00f9 fortunate che toccano punte del 25%. Non solo, ma i giovani che hanno dovuto fare i conti con un ingresso nel mondo del lavoro pi\u00f9 difficile sviluppano anche una maggiore avversione al rischio che si portano dietro per tutta la loro carriera, diffidenza nel cambiare lavoro (che \u00e8 invece uno degli strumenti migliori per progredire e guadagnare di pi\u00f9), minori ambizioni. Questo si riflette non solo sulle sorti personali di questi individui, ma avr\u00e0 conseguenze su tutta la collettivit\u00e0, soprattutto nei paesi occidentali. In questi paesi infatti l\u2019invecchiamento costante della popolazione, e con essa i costi crescenti di pensioni, assistenza sociale e sanit\u00e0, richiederanno una forza lavoro sempre pi\u00f9 dinamica, produttiva, capace di generare innovazioni e redditi pi\u00f9 alti, insomma: di contribuire di pi\u00f9 all\u2019economia del paese. Ma la forza lavoro di domani \u00e8 fatta dai giovani di oggi: pi\u00f9 svalutate sono le loro carriere, le loro competenze, i loro salari e le loro motivazioni, e meno saranno capaci di contribuire alla crescita del paese, mettendo quindi a rischio un equilibrio sociale ed economico gi\u00e0 abbastanza fragile. Per questo dovremmo smetterla di trattare il tema della disoccupazione giovanile come una mera \u00abquestione generazionale\u00bb e affrontarlo come vera e propria questione nazionale, cos\u00ec come altri paesi stanno iniziando a fare. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; mso-line-height-alt: 8.0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE IN ITALIA HA RAGGIUNTO IL DOPPIO DI QUELLA COMPLESSIVA E CONTINUA AD AUMENTARE &#8211;\u00a0QUESTO\u00a0CATTIVO INIZIO\u00a0AVRA&#8217; EFFETTI NEGATIVI SU TUTTA LA VITA LAVORATIVA &#8211;\u00a0NON SI TRATTA DI AFFRONTARE UNA\u00a0&#8220;QUESTIONE GENERAZIONALE&#8221;, MA UNA VERA E PROPRIA QUESTIONE NAZIONALE Articolo di Irene Tinagli, pubblicato su la Stampa dell&#8217;11 marzo 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-7616","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7616"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7616\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}