
{"id":7628,"date":"2010-03-13T12:56:11","date_gmt":"2010-03-13T11:56:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7628"},"modified":"2010-03-13T12:58:09","modified_gmt":"2010-03-13T11:58:09","slug":"donne-e-lavoro-unanomalia-tutta-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7628","title":{"rendered":"DONNE E LAVORO: UN&#8217;ANOMALIA TUTTA ITALIANA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"color: #993300;\">IL TASSO DI OCCUPAZIONE FEMMINILE NEL NOSTRO PAESE (46%) RESTA MOLTO LONTANO DALLA MEDIA EUROPEA E DALL'&#8221;OBIETTIVO DI LISBONA&#8221; DEL 60% &#8211; TUTTI I DATI CONFERMANO CHE L&#8217;AUMENTO DELL&#8217;OFFERTA DI ASILI NIDO FA CRESCERE IL LAVORO PROFESSIONALE DELLE DONNE E LA NATALITA&#8217;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Articolo <\/span>di Maurizio Ferrera pubblicato sul<\/em> Corriere della\u00a0Sera <em>del 12 marzo 2010<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"><!--more--><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\">Ormai da qualche tempo il tasso di disoccupazione maschile \u00e8 pi\u00f9 elevato di quello femminile. Secondo gli ultimi dati Eurostat, nella Ue sono senza occupazione il 9,7% degli uomini contro il 9,3% delle donne. Il fenomeno \u00e8 in larga misura un effetto della crisi, che ha colpito in maniera molto intensa settori come l&#8217;edilizia e l&#8217;industria manifatturiera, caratterizzati da forza lavoro soprattutto maschile. Negli Stati Uniti la crisi \u00e8 spesso chiamata <em>man-cession<\/em>, ossia una recessione che distrugge posti di lavoro tipicamente occupati dagli uomini. L&#8217;Italia si trova in una posizione anomala: la disoccupazione fra le donne (9,8%) continua infatti a essere pi\u00f9 alta di quella fra gli uomini (7,7%).<br \/>\nL&#8217;effetto <em>man-cession <\/em>\u00e8 di certo all&#8217;opera anche da noi, ma il divario fra i due tassi era storicamente cos\u00ec alto che il sorpasso (se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare) non \u00e8 ancora avvenuto e non \u00e8 detto che arrivi mai. Da Eurostat proviene inoltre una triste conferma. Il nostro Paese registra il pi\u00f9 basso tasso di occupazione femminile: 46,1% di contro a una media Ue del 58,7%. Il segnale \u00e8 molto sconfortante perch\u00e9 interrompe un timido trend di crescita che durava da qualche anno. Nel 2009 \u00e8 anzi aumentata la distanza che ci separa dagli altri Paesi, evocando preoccupanti scenari da \u00abpasso del gambero\u00bb. La crisi rischia di riattivare le tradizionali dinamiche di scoraggiamento delle donne in cerca di lavoro. A dispetto di bisogni e aspirazioni, ci si rassegna all&#8217;inattivit\u00e0, tornando all&#8217;esclusivo svolgimento di mansioni domestiche. Si ripete spesso che il problema dell&#8217;occupazione femminile riguarda soprattutto il Sud. E\u2019 in parte vero: nelle regioni meridionali i tassi scendono sotto al 40% e in alcuni casi (ad esempio la Campania) sotto al 30%. Ma anche nelle regioni settentrionali c&#8217;\u00e8 un divario da colmare rispetto alla cosiddetta \u00abEuropa\u00bb. L&#8217;Emilia Romagna o la Lombardia non devono infatti paragonare i propri dati (62% e 57% rispettivamente) con la media Ue (58%), mettendosi cos\u00ec la coscienza a posto rispetto agli obiettivi di Lisbona. Il confronto corretto andrebbe fatto con le regioni Ue pi\u00f9 sviluppate, che hanno livelli di ricchezza economica simili a quelli lombardo o emiliano. Nello Yorkshire e nell&#8217;Olanda settentrionale i tassi di occupazione femminile sono vicini al 75%, in Baviera e nella regione di Salisburgo si attestano intorno al 70%. Rispetto a queste realt\u00e0, Emilia e Lombardia sono indietro di dieci o quindici punti, e hanno dunque ancora molto da imparare e da fare. Va peraltro notato che le differenze si attenuano, ma restano visibili anche se isoliamo le generazioni di donne pi\u00f9 giovani. Nell&#8217;Italia pi\u00f9 ricca le donne continuano ad avere insomma meno opportunit\u00e0 di inserimento lavorativo rispetto a quanto avviene in molte regioni centro europee.<br \/>\nLa crisi prima o poi finir\u00e0 e i posti di lavoro torneranno a crescere, persino nel nostro Paese. Che fare perch\u00e9 a trarne vantaggio possano essere anche le donne? ll nodo cruciale restano le politiche di conciliazione, e in particolare i servizi per la prima infanzia. Come hanno recentemente mostrato alcuni lavori di Del Boca e Rosina, negli ultimi quindici anni la partecipazione femminile al mercato del lavoro \u00e8 cresciuta di pi\u00f9 nelle regioni dove \u00e8 aumentata l&#8217;offerta di nidi. In queste stesse regioni \u00e8 cresciuto il tasso di fecondit\u00e0: prova che \u00e8 davvero possibile spezzare il circolo vizioso \u00abdonne a casa, culle vuote\u00bb che caratterizza ormai da troppo tempo il nostro modello sociale. L&#8217;Emilia-Romagna e la Lombardia costituiscono, di nuovo, l\u2019esempio pi\u00f9 emblematico di successo anche sotto quest&#8217;ultimo versante: il loro tasso di fecondit\u00e0 \u00e8 aumentato da l a 1,5 circa negli ultimi dieci anni. Ma attenzione: siamo ancora lontani da regioni come Borgogna o Lancashire, ormai stabilmente attestate sopra il 2.<br \/>\nFra i dati resi noti da Eurostat per la festa della donna, l\u2019Italia si distingue per un primato (uno dei pochi) in positivo. Da qualche anno la speranza di vita alla nascita delle nostre bambine \u00e8 fra le pi\u00f9 alte d\u2019Europa: 84,2 anni rispetto a una media Ue di 82,2 (dato 2008). Speriamo che oltre a un\u2019esistenza longeva le nuove coorti femminili di questo Paese possano godere anche di pi\u00f9 ampie (e pi\u00f9 \u201cpari\u201d) opportunit\u00e0 di realizzare le proprie aspirazioni di autonomia economica e di carriera lavorativa. Nel Sud, innanzitutto, dove \u00e8 necessario un grosso investimento nazionale di sostegno all\u2019occupazione femminile. Ma anche nelle regioni ricche del Centro-Nord, che non possono ancora permettersi di dormire sugli allori.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL TASSO DI OCCUPAZIONE FEMMINILE NEL NOSTRO PAESE (46%) RESTA MOLTO LONTANO DALLA MEDIA EUROPEA E DALL&#8217;&#8221;OBIETTIVO DI LISBONA&#8221; DEL 60% &#8211; TUTTI I DATI CONFERMANO CHE L&#8217;AUMENTO DELL&#8217;OFFERTA DI ASILI NIDO FA CRESCERE IL LAVORO PROFESSIONALE DELLE DONNE E LA NATALITA&#8217; Articolo di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della\u00a0Sera del 12 marzo 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-7628","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7628\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}