
{"id":7834,"date":"2010-03-26T17:05:43","date_gmt":"2010-03-26T16:05:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7834"},"modified":"2010-03-28T22:10:28","modified_gmt":"2010-03-28T21:10:28","slug":"risposta-a-michele-tiraboschi-sulleredita-di-marco-biagi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7834","title":{"rendered":"LETTERA APERTA A MICHELE TIRABOSCHI, CHE MI ACCUSA DI &#8220;AVVELENARE I POZZI&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NESSUNO DI NOI E&#8217; L&#8217;EREDE ESCLUSIVO DEL PENSIERO E DEL PROGETTO DI MARCO BIAGI; E QUANTO ABBIAMO TUTTI EREDITATO DA LUI NON E&#8217; UNA SORTA DI &#8220;SACRA SCRITTURA&#8221;, DALLA QUALE POSSANO DISTILLARSI PRINCIPI E LINEE IMMUTABILI DELLA RIFORMA NECESSARIA DEL DIRITTO DEL LAVORO<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera aperta pubblicata sul <\/em>Bollettino Adapt<em> del 29 marzo 2010, in risposta all&#8217;<\/em><a title=\"M. Tiraboschi sul Bollettino Adapt, 22.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7795\" target=\"_blank\"><em>intervento di Michele Tiraboschi<\/em><\/a><em>, professore di diritto del lavoro all&#8217;Universit\u00e0 di Modena e consigliere del ministro del Lavoro Sacconi,\u00a0pubblicato sullo stesso periodico il 22 marzo. Questo intervento commentava il <\/em><a><em>mio articolo pubblicato dal <\/em>Corriere della Sera<\/a>\u00a0<em><a title=\"L'eredit\u00e0 di Marco Biagi - Corriere, 19.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7714\" target=\"_blank\">il 19 marzo<\/a> scorso, nell&#8217;ottavo anniversario della morte di Marco Biagi,\u00a0imputandomi, insieme ad alcune altre colpe, anche quella\u00a0di &#8220;avvelenare i pozzi&#8221; con le mie critiche alle riforme del Governo.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Caro Michele,<br \/>\nhai ragione quando, sul numero di luned\u00ec scorso del <em>Bollettino Adapt<\/em>, \u00a0chiedi che tutti, a destra e a sinistra, smettiamo di usare il nome di Marco Biagi come bandiera, come scudo o come bersaglio, nelle discussioni di politica del lavoro. Se nel <a title=\"L'eredit\u00e0 di Marco Biagi - Corriere, 19.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7714\" target=\"_blank\">mio ultimo articolo sul <em>Corriere della Sera<\/em><\/a> posso avere dato \u2013 certo, involontariamente \u2013 l\u2019impressione di fare questo, ne chiedo scusa. E tanto pi\u00f9 la cosa mi dispiace, in quanto quell\u2019articolo era destinato a onorare Marco nell\u2019anniversario della sua morte. Rispondo dunque alle tue osservazioni critiche cercando di chiarire come vedo le cose, in particolare con riguardo al dibattito sul pensiero di Marco e alla sua attualit\u00e0, ma al tempo stesso cercando di evitare che questa mia replica alimenti una <em>querelle<\/em> astiosa tra di noi, che \u00e8 fuori delle mie corde e in ogni caso non ci farebbe fare alcun passo avanti.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">Seguo l\u2019ordine in cui gli argomenti compaiono nel tuo intervento.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">1. \u2011 Mi imputi di avere rimproverato \u201calla destra &#8230; il torto di aver coltivato la progettualit\u00e0 di Marco\u201d. Nel mio <a title=\"L'eredit\u00e0 di Marco Biagi - Corriere, 19.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7714\" target=\"_blank\">articolo sul <em>Corriere<\/em><\/a> mi sembra di aver rimproverato alla destra una cosa molto diversa: ho osservato che essa ha coltivato solo una parte del progetto di Marco, dimenticandone una parte essenziale: il suo disegno complessivo comprendeva anche la riforma organica del sistema degli ammortizzatori sociali e della disciplina dei licenziamenti. Tu sai quanta importanza io attribuisca a questa riforma, per il superamento del dualismo del nostro mercato del lavoro (la &#8220;frontiera della modernit\u00e0&#8221; non \u00e8 per me l&#8217;abolizione dell&#8217;articolo 18, come tu scrivi, ma l&#8217;invenzione di una forma di protezione decente contro le discriminazioni e contro la disoccupazione che possa applicarsi davvero a tutti i lavoratori dipendenti, e non soltanto a met\u00e0 di essi, come oggi l&#8217;articolo 18). Non ho alcuna pretesa di farmi interprete privilegiato del pensiero di Marco; non vedo, per\u00f2, alcun motivo per cui oggi non dovremmo discutere apertamente anche di questa parte assai rilevante del suo pensiero, nonostante che essa sia oggi esplicitamente squalificata dai ministri Tremonti e Sacconi.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">2. \u2013 Mi imputi di attribuire alla legge Biagi uno \u201cspirito conservatore\u201d; non lo ho mai pensato e non riesco a capire quale mio scritto possa essere interpretato in questo modo. Ho invece sostenuto \u2011 questo s\u00ec, e non sono il solo a dirlo \u2011 che la legge Biagi ha introdotto nuove rigidit\u00e0 nel nostro diritto del lavoro: soprattutto in riferimento alle due figure di gran lunga pi\u00f9 importanti di rapporto di lavoro flessibile esistenti in precedenza, ovvero i contratti di collaborazione coordinata continuativa e i contratti di formazione e lavoro (sostituiti rispettivamente con il \u201clavoro a progetto\u201d e il nuovo apprendistato, disciplinati entrambi in modo assai pi\u00f9 rigoroso rispetto a prima). Il punto \u00e8 che nel progetto di Marco, proprio in funzione della riunificazione del mercato del lavoro, entrambi questi irrigidimenti della protezione erano destinati a essere compensati da un alleggerimento della disciplina generale del licenziamento, con la riforma dell\u2019articolo 18. Venuta meno questa seconda parte del suo progetto, sono rimasti solo i due elementi di maggiore rigidit\u00e0. Non capisco perch\u00e9 dovrebbe essere considerato inopportuno riproporre\u00a0questa constatazione proprio nel giorno dedicato alla memoria di Marco.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">3. \u2011 Mi imputi, poi, di avere in Senato \u201ctenacemente sostenuto che Marco fosse contrario all\u2019arbitrato\u201d. Non riesco a trovare alcun mio intervento, nel <a title=\"Dibattito al Senato in 4a lettura sul ddl n. 1167-B - 3.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7487\" target=\"_blank\">dibattito sul d.d.l. n. 1167<\/a> o altrove, che possa essere interpretato in questo senso. Ma soprattutto ti chiedo: perch\u00e9 mai avrei dovuto sostenere questa sciocchezza, dal momento che io stesso e Tiziano Treu, in entrambe le occasioni in cui il disegno di legge n. 1167 \u00e8 stato discusso in Senato, abbiamo presentato alcuni emendamenti volti a rilanciare vigorosamente l\u2019arbitrato nelle controversie di lavoro, facendone \u201cla voce del contratto collettivo\u201d? Oggetto dello scontro in Senato non era l\u2019idea \u2013 che fu anche di Marco \u2011 del rilancio del ruolo dell\u2019arbitrato per la soluzione delle controversie di lavoro: su questo punto c\u2019era un largo consenso <em>bi-partisan<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">4. \u2011 Oggetto dello scontro in Senato erano le singole scelte di tecnica normativa adottate, la previsione della possibilit\u00e0 di inserimento della clausola compromissoria gi\u00e0 nel contratto individuale di lavoro, l\u2019incongruenza tra la qualificazione dell\u2019arbitrato come \u201cirrituale\u201d e il suo assoggettamento a una complessa procedura tipica dell\u2019arbitrato rituale, il comportamento ondivago tenuto dal Governo, nel corso del lungo <em>iter<\/em> della norma, nella definizione del rapporto tra autonomia collettiva e individuale su questa materia. Di tutto questo sono evidentemente responsabili soltanto il ministro e coloro che lo hanno affiancato nella vicenda parlamentare; e converrai con me che tra questi non poteva annoverarsi Marco. Ora, invece, alle critiche di natura tecnico-giuridica che Treu e io muovevamo, il ministro Sacconi ha risposto attribuendo la paternit\u00e0 della norma a Marco Biagi (<a title=\"Dibattito al Senato sul ddl n. 1167-B - 3.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7487\" target=\"_blank\">Senato, 3 marzo 2010<\/a>). \u00c8 stato dunque lui, non io, a usare il nome di Biagi come uno scudo, a fare ricorso all\u2019<em>ipse dixit<\/em> per troncare il discorso. Io mi sono limitato a contestare questo, che mi appare \u2013 e credo che anche tu concordi \u2013 come un cattivo servizio fatto alla memoria di Marco.<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">5. \u2013 Veniamo alla questione delle \u201cleggi mal fatte\u201d. Qui ti do ragione: \u00e8 molto pi\u00f9 difficile il compito di fare le nuove leggi, proprio della maggioranza, che quello di criticarle, proprio dell\u2019opposizione. In un testo legislativo \u00e8 sempre facile trovare difetti. Per\u00f2 converrai con me che,\u00a0per questo stesso motivo, chi si trova a esercitare il potere legislativo farebbe bene ad aprirsi al confronto con l\u2019opposizione, e in generale al contributo che pu\u00f2 venire dagli esperti, di qualsiasi orientamento. Ora, invece, su questa nuova legge di cui stiamo discutendo, in Parlamento Governo e maggioranza hanno sbarrato porte e finestre alle critiche e alle proposte dell\u2019opposizione, anche a quelle di carattere puramente tecnico. E fuori del Parlamento il Governo non ha coinvolto nella discussione sulla importante riforma che stava promuovendo neppure la parte dei giuslavoristi che pi\u00f9 avrebbe potuto contribuire a una buona riforma dell\u2019arbitrato. Non ha neppure aperto un tavolo di confronto tra le parti sociali (le quali, pure, avrebbero avuto molto da dire in proposito; e si sono affrettate a dirlo il giorno dopo l\u2019emanazione della legge, in senso significativamente discordante dal contenuto della legge stessa e limitativo della sua portata). Non pensi che, procedendo in questo modo fortemente autoreferenziale, il Governo abbia aumentato di molto il rischio di incorrere in errori nella sua produzione legislativa?<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">6. \u2011 Non ho alcuna pretesa di paragonare il mio umile e poco rilevante lavoro di <em>peon<\/em> a quello del ministro e dei suoi consiglieri. In proposito, per\u00f2, una cosa voglio dire, anche a costo di sentirmi dare da te della \u201cprima donna\u201d: prima di presentare i miei disegni di legge per la riforma del diritto del lavoro ho sempre messo <em>on line<\/em> con mesi di anticipo le relative bozze, ne ho discusso il contenuto\u00a0in innumerevoli incontri pubblici in giro per l\u2019Italia, ho sollecitato tutti i colleghi giuslavoristi e chiunque altro vi fosse interessato a interloquire, proporre integrazioni o correzioni anche incisive, rispondendo sempre pubblicamente a ciascuna critica e a ciascuna proposta e accogliendone molte, anche talvolta provenienti da persone di orientamento molto diverso dal mio sulla specifica questione. Se lo pu\u00f2 fare un <em>peon<\/em> con i suoi modestissimi mezzi, perch\u00e9 non pu\u00f2 farlo anche il ministro? Al contrario, il ruolo del Parlamento nella redazione di questa legge, come di molte altre, \u00e8 stato azzerato dalla chiusura ermetica del Governo al contributo critico dell\u2019opposizione: al Parlamento si \u00e8 consentito solo di ratificare passivamente, a colpi di voto, testi che erano stati stesi, poi sostituiti, poi riveduti e corretti, sempre soltanto tra le quattro pareti del ministero. La maggioranza ha respinto all\u2019ingrosso, per lo pi\u00f9 senza una parola di motivazione, tutti i gli emendamenti, anche quelli che l\u2019opposizione aveva proposto come correttivi di difetti di chiarezza o di errori tecnici (su uno di questi torno nel capoverso che segue). Possibile che nemmeno uno solo di quegli emendamenti meritasse qualche attenzione? Essendo, poi,\u00a0andate cos\u00ec le cose, secondo te un parlamentare dell\u2019opposizione non pu\u00f2 nemmeno dire che, a suo giudizio, la legge \u00e8 \u201cmal fatta\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">7. \u2011 Veniamo infine all\u2019accusa pi\u00f9 grave che mi muovi: quella di \u201cavvelenare i pozzi\u201d. Tu attribuisci questo intendimento malvagio alla mia denuncia dell&#8217;inciso contenuto nel terzo comma dell\u2019articolo 30 della nuova legge, in materia di controllo giudiziale sul giustificato motivo di licenziamento, che consente al giudice di ergersi a interprete dell\u2019\u201cinteresse oggettivo dell\u2019impresa\u201d (<a title=\"Dibattito al Senato in 2a lettura sul ddl n. 1167-B - 24, 25, 26.11.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6342\" target=\"_blank\">intervento in Senato<\/a>\u00a0e <a title=\"Una legge per il posto fisso - Corriere, 29.11.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6385\" target=\"_blank\">articolo sul <em>Corriere della Sera<\/em><\/a>, del 25 e 29 novembre 2009). In sostanza, mi imputi di dare di questa norma un\u2019interpretazione che allarga artificiosamente il ruolo del giudice, alimentando cos\u00ec un orientamento giurisprudenziale dannoso. Di questa norma \u2011 il cui campo di applicazione non \u00e8 affatto limitato alla materia disciplinare, bens\u00ec si estende a tutti i casi di licenziamento \u2011 senti che cosa dice nel dibattito alla Camera (seduta di gioved\u00ec 28 gennaio 2010) Giuliano Cazzola, Pdl, relatore di maggioranza sulla stessa legge: <em>\u201c\u2026 al giudice, con questa norma, non si limitano gli ambiti di intervento, ma si apre un\u2019autostrada. [\u2026] Vorrei chiamare a testimonianza gli illustri avvocati e giuristi che sono presenti in quest\u2019Aula. Infatti, quando si dice che un giudice tiene conto [\u2026] dell\u2019oggettivo interesse dell\u2019organizzazione, mi sembra che, sostanzialmente, gli si dica: caro giudice, puoi benissimo agire a tua discrezione nel valutare quali sono i motivi del licenziamento. Quindi, non si tratta di una diminuzione dei poteri del giudice, ma di un ampliamento [\u2026]\u201d<\/em>. Anche Cazzola \u00e8 un avvelenatore di pozzi?<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">8. \u2013 Su questo punto mi accusi addirittura di recidiva: avrei \u201cavvelenato i pozzi\u201d anche nel 2001, all\u2019indomani dell\u2019emanazione della nuova norma sul contratto a termine, quando sostenni, anche allora in un <a title=\"La trappola dei contratti a termine - Corriere, 11.10.01\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/articoli\/view.asp?IDArticle=159\" target=\"_blank\">articolo sul <em>Corriere della sera<\/em><\/a>, che la nuova norma, emanata per liberalizzare la materia, era formulata in modo contraddittorio rispetto a quell\u2019intendimento e previdi che l\u2019effetto pratico prodotto dalla norma sarebbe stato scarso o nullo. Allora, per\u00f2, la stessa critica venne mossa a quella norma da Giuseppe Pera; anche lui voleva \u201cavvelenare i pozzi\u201d? Oggi il Governo \u00e8 ancora l\u00ec a cercar di tamponare gli effetti della giurisprudenza \u00a0successiva al 2001 su questa materia (articolo 32, commi quinto e sesto). Pensi davvero che i giudici del lavoro si sarebbero orientati in un senso pi\u00f9 vicino all\u2019intendimento del legislatore senza quella lettura della norma proposta da Pera e da me? Non pensi, invece, che anche allora una maggiore apertura al contributo critico dei giuslavoristi nella fase di elaborazione del decreto legislativo n. 368\/2001 avrebbe consentito di evitare il contrasto tra intendimento del legislatore ed effetti pratici della norma? E se anche il pensare questo implicasse ammettere un difetto nell\u2019azione svolta da Marco in quella occasione, pensi davvero che il discuterne apertamente costituisca una mancanza di rispetto per la sua memoria?<\/p>\n<p style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">9. \u2013 Chiudo questa lettera con la proposta di un \u201clodo transattivo\u201d: diamoci reciprocamente atto che nessuno di noi \u00e8 l\u2019erede esclusivo del pensiero e del progetto di Marco; e che quanto abbiamo tutti ereditato da lui non \u00e8 una sorta di \u201csacra scrittura\u201d, dalla quale possano distillarsi principi e linee immutabili della riforma necessaria del diritto del lavoro. Credo che Marco non avrebbe mai approvato l\u2019uso del suo progetto come corpo contundente nel dibattito politico; ma ancor meno avrebbe approvato la trasformazione di quel progetto in un idolo, in un nuovo tab\u00f9 da sostituire ai vecchi, che tanto danno hanno fatto e ancora fanno alla cultura del lavoro e delle relazioni industriali nel nostro Paese.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt; margin: 0cm 0cm 10pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NESSUNO DI NOI E&#8217; L&#8217;EREDE ESCLUSIVO DEL PENSIERO E DEL PROGETTO DI MARCO BIAGI; E QUANTO ABBIAMO TUTTI EREDITATO DA LUI NON E&#8217; UNA SORTA DI &#8220;SACRA SCRITTURA&#8221;, DALLA QUALE POSSANO DISTILLARSI PRINCIPI E LINEE IMMUTABILI DELLA RIFORMA NECESSARIA DEL DIRITTO DEL LAVORO Lettera aperta pubblicata sul Bollettino Adapt del 29 marzo 2010, in risposta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-7834","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7834\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}