
{"id":7988,"date":"2010-04-08T18:43:30","date_gmt":"2010-04-08T17:43:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7988"},"modified":"2010-04-10T22:31:10","modified_gmt":"2010-04-10T21:31:10","slug":"una-voce-dal-mercato-del-lavoro-duale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7988","title":{"rendered":"UNA VOCE DAL MERCATO DEL LAVORO DUALE"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><span style=\"color: #993300;\">&#8220;IO VEDO IN UN MODELLO DI CONTRATTO UNICO LA SOLUZIONE POSSIBILE: PERCH\u00c9, PER LO STESSO LAVORO, DEVO AVERE UN TRATTAMENTO DIFFERENTE? L\u2019OBIETTIVO CONDIVISO, COMUNQUE, NON PU\u00d2 CHE ESSERE QUELLO DI PERVENIRE AD UN SISTEMA DI <em>FLEXSECURITY<\/em>&#8220;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><em>Lettera pervenuta a Michele Tiraboschi (e a me per conoscenza)\u00a0l&#8217;8 aprile 2010 , pubblicata su <\/em>l&#8217;Unit\u00e0 <em>dell&#8217;11 aprile 2010 con una\u00a0<\/em><a title=\"Articolo sull'Unit\u00e0 - 11.3.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8018\" target=\"_blank\"><em>mia risposta<\/em><\/a>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><!--more-->Gentile dott. Tiraboschi,<br \/>\nsto seguendo con molto interesse il vivace dibattito tra Lei, il professor Ichino e gli economisti de <em>La Voce<\/em>. Non nego di essere idealmente affine ai suoi interlocutori pi\u00f9 che a Lei, anche se trovo sensate e condivisibili molte delle Sue obiezioni (nonostante la sensazione che la proposta Ichino, a differenza di quella Boeri-Garibaldi, gi\u00e0 le consideri e in qualche modo vi dia risposta).<br \/>\nNon sono un giuslavorista, quindi non entro ulteriormente nel merito delle questioni tecniche e giuridiche. Sono per\u00f2 un lavoratore a progetto, uno dei moltissimi laureati della mia generazione che hanno un&#8217;occupazione tramite questa forma contrattuale. Mi sento pertanto &#8220;parte in causa&#8221; del dibattito in corso ed \u00e8 con riferimento alla mia situazione concreta (che \u00e8 poi quella di molti altri divenuti maggiorenni pi\u00f9 o meno nell&#8217;anno dell&#8217;approvazione della riforma Treu) che Le scrivo la presente.<br \/>\nPremetto di essere un co.co.pro. anomalo, come lo sono del resto quasi tutti i co.co.pro che conosco: sono pi\u00f9 o meno all&#8217;ottavo contratto a progetto consecutivo, al quarto anno di lavoro presso la prestigiosa struttura privata presso la quale svolgo le mie attivit\u00e0 con orario 9.30-18.30, 5 giorni a settimana, in maniera subordinata rispetto &#8220;al mio capo&#8221; e occupandomi contemporaneamente di una pluralit\u00e0 di progetti, solitamente diversi da quelli formalizzati nella lettera d&#8217;incarico.<br \/>\nSono fermamente convinto che, quando tutto va bene, il contratto a progetto possa essere anche una discreta opportunit\u00e0: soprattutto, ha ridotto le barriere d&#8217;ingresso, quindi ho potuto iniziare a lavorare senza selezioni particolarmente impegnative e dimostrando sul campo il mio valore e le mie capacit\u00e0.<br \/>\nCi\u00f2 nonostante, in questi quattro anni ho vissuto da lavoratore di serie B. Non tanto per quel che facevo (lavoro esattamente analogo a quello dei dipendenti), quanto per una serie di altri fattori, economici e non solo:<br \/>\n1. se il netto mensile \u00e8 paragonabile a quello che avrei da dipendente, non ho diritto n\u00e9 possibilit\u00e0 di contrattare buoni pasto, tredicesima, trattamento di fine rapporto, premi di produzione etc;<br \/>\n2. in una situazione difficile quale quella attuale, tutti noi &#8220;a progetto&#8221; siamo i lavoratori pi\u00f9 vulnerabili. La Direzione non ha provveduto a nessun licenziamento (la cassa integrazione non \u00e8 contemplata), ma in compenso ha drasticamente ridotto il numero di dipendenti a progetto (o meglio, di persone che lavoravano con quelli che, fino agli inizi della crisi, definivamo &#8220;contratti a rinnovo indeterminato&#8221;), semplicemente smettendo di rinnovare tali contratti. Il ridimensionamento sub\u00ecto in due anni dalla struttura \u00e8 impressionante. Eppure, proprio a causa delle differenze contrattuali, non ha finora seguito una logica razionale e meritocratica, non si \u00e8 trasformato in un&#8217;opportunit\u00e0 per migliorare il funzionamento complessivo: \u00e8 pi\u00f9 facile e meno disdicevole non rinnovare un contratto, piuttosto che licenziare qualcuno; 3. la differenza \u00e8 che i lavoratori con contratti non rinnovati sono finiti nella disoccupazione a zero euro, mentre i dipendenti (oltre al TFR) avrebbero avuto accesso ad ammortizzatori sociali decisamente pi\u00f9 vantaggiosi;<br \/>\n4. tempo fa avevo inviato il mio curriculum ad un&#8217;azienda &#8220;concorrente&#8221;.<br \/>\nSono stato immediatamente richiamato dal selezionatore risorse umane ed abbiamo parlato a lungo, fin quando m&#8217;ha chiesto &#8220;Quindi Lei \u00e8 un dipendente&#8230;&#8221;. Inavvertitamente, avventatamente, ho risposto che &#8220;Beh, in realt\u00e0 lavoro con un contratto a progetto..&#8221; La telefonata si \u00e8 interrotta pochi secondi dopo e non ho pi\u00f9 avuto sue notizie;<br \/>\n5. insieme a mia moglie (precaria pi\u00f9 di me, anche lei laureata con 110 e lode, lei in un ambito d&#8217;eccellenza quale quello delle biotecnologie) paghiamo 1.000 euro al mese d&#8217;affitto, perch\u00e9 col contratto a progetto tutto posso fare fuorch\u00e9 pensare all&#8217;idea d&#8217;un mutuo. Le Poste italiane si son rifiutate di farmi una carta di credito, che pure mi serviva, perch\u00e9 avevo un contratto a progetto. Per un acquisto impegnativo ho recentemente chiesto al negoziante di poter ricorrere al credito al consumo, ma siccome il mio ennesimo contratto scade entro sei mesi non \u00e8 stato possibile e ho dovuto pagare &#8220;tutto e subito&#8221;.<br \/>\nChe dirLe? La sensazione forte \u00e8 che tutto il diritto del lavoro e il welfare di questo Paese siano tarati su un modello che non esiste, su un sistema fondato sull&#8217;industria manifatturiera di medio-grandi dimensioni.<br \/>\nNon \u00e8 questa l&#8217;Italia. L&#8217;Italia \u00e8 il Paese delle micro-imprese con meno di 10 dipendenti, \u00e8 il Paese delle partite-iva e sempre pi\u00f9 \u00e8 il Paese dei contratti a progetto (ah, dimenticavo: durante il Governo Prodi hanno cercato di convertirci da parasubordinati a partite iva, ma ci siamo fermamente opposti: a tutto c&#8217;\u00e8 un limite!).<br \/>\nNon so quale sia la soluzione. L&#8217;idea di denunciare il mio datore di lavoro non la prendo neanche in considerazione, ovviamente: non ho intenzione di rovinarmi la vita. Sperare nella sua benevolenza, in un\u2019assunzione <em>octroy\u00e9e<\/em>, \u00e8 altrettanto fuori discussione. Essere veramente a progetto, lavorando per pi\u00f9 committenti, non \u00e8 fattibile. Per uscirne non mi resta che sperare in un&#8217;iniziativa legislativa. Una proposta che parta da una considerazione banale banale: per la maggioranza degli italiani l&#8217;articolo 18 non esiste, come non esiste la cassa integrazione, come non esistono i sindacati. Esiste solo la flessibilit\u00e0, una flessibilit\u00e0 senza prospettive e senza tutele, che ci spinge a dare il massimo ma soltanto perch\u00e9 se mettiamo un piede in fallo rischiamo di cadere nel baratro.. e comunque il rischio che nonostante tutto qualcuno ci spinga gi\u00f9 \u00e8 sempre attuale.<br \/>\nIo vedo in un modello di contratto unico la soluzione possibile. Per\u00f2 forse sono ingenuo e poco informato, magari esistono delle alternative (non lo so, non credo: perch\u00e9, per lo stesso lavoro, devo avere un trattamento differente?). L\u2019obiettivo condiviso, comunque, non pu\u00f2 che essere quello di pervenire ad un sistema di <em>flexsecurity<\/em>. Per favore, lo chiedo a Lei, a Ichino e a tutti gli altri eredi di Biagi, di D\u2019Antona e dei tanti giuslavoristi che hanno pagato con la vita e continuano a rischiare per migliorare un minimo il diritto del lavoro in questo Paese: sedetevi intorno a un tavolo, seppellite l&#8217;ascia di guerra e i pregiudizi ideologici e trovate un compromesso, una risposta ai problemi reali di quest&#8217;assurda Repubblica, che dovrebbe essere fondata sul lavoro.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 M.M.V.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;IO VEDO IN UN MODELLO DI CONTRATTO UNICO LA SOLUZIONE POSSIBILE: PERCH\u00c9, PER LO STESSO LAVORO, DEVO AVERE UN TRATTAMENTO DIFFERENTE? L\u2019OBIETTIVO CONDIVISO, COMUNQUE, NON PU\u00d2 CHE ESSERE QUELLO DI PERVENIRE AD UN SISTEMA DI FLEXSECURITY&#8220; Lettera pervenuta a Michele Tiraboschi (e a me per conoscenza)\u00a0l&#8217;8 aprile 2010 , pubblicata su l&#8217;Unit\u00e0 dell&#8217;11 aprile 2010 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,7],"tags":[],"class_list":["post-7988","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7988"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7988\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}