
{"id":8081,"date":"2010-04-18T15:19:53","date_gmt":"2010-04-18T14:19:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8081"},"modified":"2010-04-18T15:21:04","modified_gmt":"2010-04-18T14:21:04","slug":"lincapacita-di-compiere-lultimo-miglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8081","title":{"rendered":"L&#8217;INCAPACITA&#8217; DI COMPIERE L&#8217;ULTIMO MIGLIO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL PD DISPONE DI UN GRANDE PATRIMONIO DI IDEE E COMPETENZE, MA PER ACQUISIRE CHIAREZZA E RICONOSCIBILITA&#8217; AGLI OCCHI DI DECINE DI MILIONI DI ELETTORI DEVE SELEZIONARE LE IDEE-FORZA CRUCIALI, CONVINCERNE SE STESSO USCENDO DAL GUADO TRA IL VECCHIO E IL NUOVO E SOSTENERLE CORAGGIOSAMENTE &#8211; TRE ESEMPI NEL CAMPO DEL LAVORO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento alla Direzione del Pd del 17 aprile 2010<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 21.3pt\"><!--more-->Quello che mi impressiona non \u00e8 tanto lo scarto nel numero assoluto o nelle percentuali dei voti tra noi e l\u2019attuale maggioranza: i consensi elettorali sono diventati sempre pi\u00f9 volatili e, quando il vento come \u00e8 probabile cambier\u00e0, potremo recuperare in fretta anche distacchi grossi come questi, se nel frattempo avremo curato la chiarezza e riconoscibilit\u00e0 della linea politica del partito, delle sue idee-forza. Mi impressiona di pi\u00f9 il contrasto fra la ricchezza del nostro dibattito interno, del patrimonio di idee e di competenze di cui disponiamo (che a me sembra complessivamente superiore a quello del centro-destra), e l\u2019incapacit\u00e0 del partito di compiere l\u2019ultimo miglio indispensabile: estrarre da questo dibattito, da questo grande patrimonio le tre o quattro idee-forza sulle quali rendersi chiaro e riconoscibile per decine di milioni di elettori. Questa incapacit\u00e0 \u00e8 dovuta solo in parte a un difetto di mezzi o tecniche di comunicazione: per la parte maggiore il difetto sta nell\u2019incapacit\u00e0 del Pd di convincere se stesso delle proprie intuizioni migliori; quindi, a maggior ragione, di convincerne la maggioranza del Paese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Faccio soltanto tre esempi, tratti tutti dalle poche materie in cui ho qualche competenza ed esperienza.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul terreno del <strong>miglioramento dell\u2019efficienza delle amministrazioni pubbliche<\/strong>, all\u2019inizio della legislatura abbiamo condotto una bella battaglia in Senato, precedendo il ministro Brunetta con il nostro disegno di legge e ottenendo che i tre principi cardine della nostra proposta \u2013 trasparenza totale, valutazione indipendente e benchmarking, tutti e tre assenti nel desegno di legge originario del ministro \u2013 diventassero i cardini della nuova legge, con l\u2019istituzione della nuova autorit\u00e0 indipendente per la trasparenza e la valutazione. Avremmo potuto e dovuto fare di questi temi, tutti popolarissimi nel Paese, le idee-forza di una grande campagna volta a far conoscere ed esercitare dal maggior numero possibile di persone il nuovo diritto di accesso incondizionato ai dati e documenti delle amministrazioni, a sviluppare la cultura della valutazione indipendente, del confronto pragmatico tra gli indici di performance di tutti i comparti delle amministrazioni pubbliche. Certo, avremmo dovuto mettere in evidenza anche i punti di dissenso, di critica anche dura alla legge Brunetta, per le sue parti sbagliate. Ma avremmo dovuto soprattutto mettere in evidenza le spaccature interne alla maggioranza proprio su questi temi (una conseguenza dello scontro fra Tremonti e Brunetta \u00e8 che a quasi cinque mesi dal suo insediamento la nuova autorit\u00e0 indipendente non ha ancora gli strumenti economici per operare effettivamente). Perch\u00e9 non lo abbiamo fatto? Perch\u00e9 i sindacati della funzione pubblica sparavano a zero su questa legge; e il Pd non se l\u2019\u00e8 sentita di compiere la scelta veramente clamorosa, quella che la maggior parte dell\u2019opinione pubblica avrebbe capito e apprezzato di pi\u00f9: quella cio\u00e8 di fare della parte buona di quella legge la sua bandiera, di diventare il partito dell\u2019opinione pubblica che mette il proprio fiato sul collo della dirigenza pubblica e dei politici al di sopra di essa, esigendo la fissazione di obbiettivi chiari e misurabili, la verifica del loro raggiungimento, la rimozione dei dirigenti incapaci, il riconoscimento e la premiazione di quelli capaci di realizzarli.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per non saper scegliere tra il sindacato della funzione pubblica e l\u2019opinione pubblica, abbiamo fatto il pesce in barile. Brunetta si \u00e8 preso il merito della parte migliore della sua legge, che era originariamente roba nostra. E gli italiani non hanno identificato affatto il Pd come il partito della svolta nelle amministrazioni pubbliche.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul terreno della <strong>riforma delle libere professioni<\/strong> avremmo avuto addirittura un compito pi\u00f9 facile, avendo alle spalle l\u2019ottimo lavoro svolto da Pierluigi Bersani come ministro sul terreno delle liberalizzazioni, per la promozione di una sana concorrenza che abbassi il costo dei servizi, della costruzione di una societ\u00e0 aperta alle nuove generazioni e al meglio che ci si offre nello scenario internazionale. Su questa linea avremmo avuto dalla nostra l\u2019Unione Europea, l\u2019Antitrust e tutte le associazioni imprenditoriali. Invece, per non saperci dare una linea chiara, finiamo per apparire tiepidamente incerti di fronte al Governo Berlusconi che punta decisamente sulla marcia indietro, sul ripristino delle barriere corporative.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infine il tema caldissimo del <strong>dualismo del mercato del lavoro<\/strong>. Qui potremmo quanto meno valorizzare il risultato positivo \u2013 niente affatto irrilevante \u2013 di un biennio di dibattito interno al partito: l\u2019individuazione e definizione precisa della figura del lavoratore \u201ceconomicamente dipendente\u201d come nuovo riferimento di un diritto del lavoro universale, capace veramente di applicarsi a tutta la forza-lavoro e non soltanto a met\u00e0 di essa, come accade oggi. Tutti e quattro i progetti presentati in Parlamento (in ordine cronologico, Ichino, Madia, Nerozzi, Bobba) fanno propria questa idea: cio\u00e8 che si debba scrivere un nuovo diritto del lavoro capace di applicarsi davvero in modo universale a tutta questa grande area, di cui oggi solo met\u00e0 \u00e8 coperta dallo Statuto dei lavoratori: quella del lavoro subordinato regolare a tempo indeterminato. Non siamo ancora riusciti a raggiungere un accordo tra tutti noi sui contenuti del diritto che a questa grande area deve applicarsi; ma non sar\u00e0 difficile compiere in tempi brevi anche questo passo ulteriore, mettendo a confronto al nostro interno gli esponenti del mondo sindacale con quelli del mondo delle imprese. Ora, invece di accelerare in questa direzione, assistiamo all\u2019ennesima frenata.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sull\u2019<em>Unit\u00e0<\/em> di oggi leggiamo che il Pd opta non per il \u201ccontratto unico\u201d, ma per un \u201cdiritto del lavoro unico\u201d, capace di applicarsi a tutti, ai giovani come ai vecchi; ma leggiamo, al tempo stesso, che \u201cl\u2019articolo 18 non si tocca\u201d. Le due affermazioni, lette insieme, possono avere un solo significato: cio\u00e8 che promettiamo a tutti i giovani un rapporto a tempo indeterminato regolato dallo Statuto dei Lavoratori di quaranta anni fa. Se questo \u00e8 il nostro messaggio, i giovani non ci crederanno. E faranno bene a non crederci, perch\u00e9 avremo promesso loro una cosa impossibile: alla rigida stabilit\u00e0 di una met\u00e0 dei rapporti di lavoro dipendente il sistema risponder\u00e0 necessariamente collocando tutta la flessibilit\u00e0 sull&#8217;altra met\u00e0.\u00a0I giovani continueranno a\u00a0percepire quel che percepiscono oggi: cio\u00e8\u00a0che dell\u2019assetto attuale del diritto del lavoro non vogliamo un profondo mutamento e che quindi ci\u00f2 che attende la maggior parte di loro \u00e8 un lavoro di serie B o di serie C.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi beneficer\u00e0 della nostra rinuncia a riscrivere il diritto del lavoro per i nuovi rapporti di lavoro sar\u00e0 soprattutto il ministro del Lavoro in carica, che potr\u00e0 tranquillamente proseguire nella sua politica di accentuazione del regime di <em>apartheid<\/em> tra protetti e non protetti, rinfrancato nella sua inerzia dalla nostra su questo terreno. Intanto, le nuove generazioni possono attendere.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A chi obietta che Cgil e Cisl (ma non la Uil) oggi ci chiedono di \u201cnon toccare l\u2019articolo 18\u201d dobbiamo rispondere che non lo toccheremo per i lavoratori che esse rappresentano: quelli che un lavoro stabile gi\u00e0 lo hanno nelle imprese medio-grandi o nel settore pubblico; ma che almeno nei rapporti di lavoro destinati a costituirsi da oggi in poi ci preoccupiamo anche di superare l\u2019<em>apartheid<\/em> tra protetti e non protetti. Non ce lo chiedono i loro iscritti di oggi, ma ce lo chiedono i giovani, le nuove generazioni che oggi sono escluse dalla cittadella del lavoro regolare, i lavoratori di domani.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sia chiaro: non mi nascondo affatto la difficolt\u00e0 di cambiare linea, dopo un decennio in cui la vecchia sinistra ha indicato nell\u2019articolo 18 un baluardo intoccabile di civilt\u00e0 (e pazienza se di quel baluardo beneficiavano soltanto met\u00e0 dei lavoratori dipendenti italiani). Osservo soltanto che un grande partito moderno, quale il Partito Democratico si propone di essere, deve saper anche condurre le battaglie necessarie per superare le incrostazioni culturali, per sgomberare il campo dai tab\u00f9, per invertire la rotta quando quella che si sta seguendo rischia di portare in un vicolo cieco.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 21.3pt\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PD DISPONE DI UN GRANDE PATRIMONIO DI IDEE E COMPETENZE, MA PER ACQUISIRE CHIAREZZA E RICONOSCIBILITA&#8217; AGLI OCCHI DI DECINE DI MILIONI DI ELETTORI DEVE SELEZIONARE LE IDEE-FORZA CRUCIALI, CONVINCERNE SE STESSO USCENDO DAL GUADO TRA IL VECCHIO E IL NUOVO E SOSTENERLE CORAGGIOSAMENTE &#8211; TRE ESEMPI NEL CAMPO DEL LAVORO Intervento alla Direzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,9,12],"tags":[],"class_list":["post-8081","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-21-lavoro","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8081"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8081\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}