
{"id":8228,"date":"2010-04-30T17:26:55","date_gmt":"2010-04-30T16:26:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8228"},"modified":"2010-04-30T17:26:55","modified_gmt":"2010-04-30T16:26:55","slug":"sulla-strada-di-ichino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8228","title":{"rendered":"SULLA STRADA DI ICHINO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">&#8220;UN&#8217;AGENDA CHE PARLI ANCHE AL MONDO DEL LAVORO INDIVIDUALE E PRECARIO E CHE SPOSTI IL PD DALLA DIFESA DELL&#8217;ESISTENTE AL CAMBIAMENTO. SE NON CI FOSSERO PROPOSTE COME QUELLA DI ICHINO, IL PD DOVREBBE INVENTARLE&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di fondo, a firma <strong>di Paolo Gentiloni<\/strong>,\u00a0pubblicato su <\/em>Europa<em> il 30 aprile 2010 &#8211; V. anche <a title=\"P. Ichino su Europa - 28.4.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8185\" target=\"_blank\">il mio articolo\u00a0 pubblicato sullo stesso quotidiano il 28 aprile<\/a>, cui P.G. fa riferimento<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->Ha ragione <a href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/gw\/producer\/dettaglio.aspx?id_doc=118104\">Pietro Ichino<\/a> quando su Europa invita il Pd a guardare all\u2019insieme del lavoro dipendente e non solo alle forme storiche di lavoro subordinato. La sfera dei diritti non pu\u00f2 continuare a discriminare milioni di lavoratori, per lo pi\u00f9 giovani precari, che sono privi di tutele perch\u00e9 appartengono solo \u201cdi fatto\u201d al mondo del lavoro dipendente. Allargare i diritti del lavoro: non credo si possa eludere questo obiettivo, posto da Ichino e da altre proposte parlamentari del Pd sul contratto unico in nome di una difesa dello status quo arroccata dietro il paravento dell\u2019articolo 18. In nome del quale si rischia di negare nuove tutele a chi oggi non ne ha alcuna.<br \/>\nNon mi stupisce che sul punto esistano idee diverse tra gli addetti ai lavori, molti dei quali hanno alle spalle prestigiose storie sindacali e posizioni assai radicate nel tempo.<br \/>\nMi stupisce piuttosto che sul piano politico il vertice del Pd non abbia finora fatto di questa questione una nostra bandiera.Siamo in cerca di terapie per curare lo spaesamento che \u00e8 seguito alle elezioni regionali.<br \/>\nIl voto, infatti, ci ha colpiti anche al di l\u00e0 dei numeri perch\u00e9 non ha registrato conseguenze a nostro favore n\u00e9 per le gravi difficolt\u00e0 economiche e sociali del Paese, n\u00e9 per gli evidenti segni di crisi della leadership berlusconiana.<br \/>\nPerfino lo scontro tra i due fondatori del Pdl \u2013 che fa emergere finalmente un\u2019altra idea di destra, pi\u00f9 europea e repubblicana \u2013 contiene il rischio di un\u2019Italia a senso unico, dove i limiti di una proposta alternativa riducono il conflitto politico tutto all\u2019interno del centrodestra.<br \/>\nLa terapia, andiamo dicendo in questi giorni, va cercata innanzitutto in un\u2019agenda del Pd che pi\u00f9 che sui problemi di Berlusconi si concentri sui problemi degli italiani. Un profilo nostro e dell\u2019opposizione che eviti di vederci di volta in volta arruolati come spettatori dello scontro tra finiani e berlusconiani o come tifosi a favore o contro il dialogo sulle riforme istituzionali.<br \/>\nPi\u00f9 di tanti appelli al radicamento territoriale o dei fraintendimenti sul modello leghista \u2013 presentato a torto come un modello di attivismo organizzativo \u2013 conter\u00e0 il nostro profilo.<br \/>\nNon basta, tuttavia, proclamare l\u2019esigenza di una nostra agenda. Anche la ricerca di \u201cparole chiave\u201d per il Pd avviata in questa settimana avr\u00e0 successo se non sar\u00e0 un gioco a mosca cieca o un sondaggio tra slogan. Agenda e \u201cparole\u201d del Pd devono avere un senso di marcia chiaramente indicato, per non ripetere le esperienze delle \u201cconferenze programmatiche\u201d dei partiti del secolo scorso o dell\u2019enciclopedia programmatica del governo Prodi.<br \/>\nIl nostro senso di marcia dovrebbe porsi almeno due obiettivi. Primo, non ridurci al recinto sociale in cui siamo pi\u00f9 insediati \u2013 pubblico impiego, scuola e pensionati \u2013 e rivolgersi alla maggioranza degli italiani, cominciando dal grande universo del lavoro precario, autonomo, individuale, femminile.<br \/>\nSecondo, spostare la nostra azione e la nostra immagine dal binomio difesa-conservazione al binomio cambiamento- innovazione. C\u2019\u00e8 molto da difendere, naturalmente, nei valori e negli assetti della repubblica. Ma una forza progressista, e per di pi\u00f9 all\u2019opposizione, se smarrisce la spinta a migliorare la realt\u00e0 anche trasformandola radicalmente, smarrisce se stessa.<br \/>\nPer questo dubito che Il Pd possa definirsi soltanto come partito del lavoro, della difesa dell\u2019unit\u00e0 nazionale e della Costituzione.<br \/>\nUn\u2019agenda che parli anche al mondo del lavoro individuale e precario e che sposti il Pd dalla difesa dell\u2019esistente al cambiamento. Una strada per garantire un quadro comune di diritti a tutti coloro che lavorano, e non solo a chi gi\u00e0 gode di una posizione stabile a tempo indeterminato.<br \/>\nSe non ci fossero proposte come quella di Ichino, il Pd dovrebbe inventarle.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/gw\/producer\/producer.aspx?t=\/documenti\/author.htm&amp;auth=326\">Paolo Gentiloni <\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;UN&#8217;AGENDA CHE PARLI ANCHE AL MONDO DEL LAVORO INDIVIDUALE E PRECARIO E CHE SPOSTI IL PD DALLA DIFESA DELL&#8217;ESISTENTE AL CAMBIAMENTO. 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