
{"id":8322,"date":"2010-05-07T12:52:56","date_gmt":"2010-05-07T11:52:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8322"},"modified":"2010-05-12T10:22:03","modified_gmt":"2010-05-12T09:22:03","slug":"riforma-dellavvocatura-le-repliche-di-giuggioli-e-dominioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8322","title":{"rendered":"RIFORMA DELL&#8217;AVVOCATURA: LE REPLICHE DI GIUGGIOLI E DOMINIONI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SECONDO IL PRESIDENTE DELL&#8217;ORDINE DI MILANO, &#8220;IL CONTROLLO SUGLI AVVOCATI\u00a0\u00c8 QUOTIDIANAMENTE E CAPILLARMENTE EFFETTUATO&#8221; DALL&#8217;ORDINE STESSO, E LA RIFORMA ALL&#8217;ESAME DEL SENATO VA BENE\u00a0&#8211; VA BENE ANCHE PER IL PRESIDENTE DELL&#8217;UNIONE CAMERE PENALI<\/span><\/p>\n<p>La <a title=\"P. GIUGGIOLI, Corsera 7.5.2010\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/speciali\/2010\/chi-ci-difende-dagli-avvocati\/notizie\/giuggioli_871d9076-587f-11df-b44b-00144f02aabe.shtml\" target=\"_blank\"><em>replica di Paolo Giuggioli<\/em><\/a><em>, Presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati,\u00a0e quella\u00a0<\/em><a title=\"O. DOMINIONI, Corsera 7.5.2010\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/speciali\/2010\/lettera%20Ucpi_41235042-5884-11df-b44b-00144f02aabe.shtml\" target=\"_blank\"><em>di Oreste Dominioni<\/em><\/a><em>, Presidente dell&#8217;Unione Camere Penali Italiane, al <\/em><a title=\"Articolo di P. Ichino, Corsera 3.5.2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8270\" target=\"_blank\"><em>mio articolo del 3 maggio<\/em><\/a><em>, pubblicate, sul sito del <\/em>Corriere della Sera<em>, il 7 maggio 2010 &#8211; Segue la <strong>mia risposta a entrambi<\/strong><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL&#8217;ORDINE DI MILANO<\/span><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"><br \/>\n<\/span>Caro Direttore,<br \/>\nmi sia consentita una replica all\u2019intervento di Pietro Ichino pubblicato sul Corriere di luned\u00ec 3 maggio scorso con il titolo \u00abNuove regole per gli avvocati. Chi difende i clienti dai difensori?\u00bb. Non mi pare, in primo luogo, corretta la premessa con cui apre Ichino e, cio\u00e8, l\u2019etichetta applicata al disegno di riforma dell\u2019ordinamento forense in discussione al Senato, presentato come \u201cdedicato alla promozione degli interessi economici di chi gi\u00e0 appartiene al ceto forense\u201d. Esso nasce, in realt\u00e0, dalla preoccupazione per il futuro della professione che, a causa della crescita ormai fuori controllo degli iscritti, dell\u2019inadeguatezza delle modalit\u00e0 d\u2019accesso e di selezione e, perch\u00e9 no, della ridotta incisivit\u00e0 della vigilanza da parte degli Ordini, rischia di non essere pi\u00f9 in grado di svolgere la funzione che l\u2019ordinamento le attribuisce.<br \/>\nIl fatto che tale preoccupazione sia stata espressa con forza dagli organismi istituzionali e associativi dell\u2019Avvocatura e che il disegno di legge in questione abbia avuto origine, come impulso iniziale, dall\u2019iniziativa dai medesimi soggetti, non pu\u00f2 essere acriticamente inquadrato nella categoria delle azioni corporative. I precitati problemi sono stati oggetto di una nostra costante denuncia e, se non risolti presto, determineranno una degenerazione che ricadr\u00e0 inevitabilmente non tanto su chi oggi ha una carriera ben avviata, ma sui giovani e su chi entrer\u00e0 nella professione nei prossimi decenni. Il conflitto d\u2019interessi che, secondo Ichino, la riforma in discussione \u201cnon affronta neanche di striscio\u201d, viene ricondotto dallo stesso Ichino alla cosiddetta \u201casimmetria informativa\u201d che, non certo per colpa dei professionisti, sta nella realt\u00e0 delle cose. Anzi, proprio a tutela del cittadino, impossibilitato per la mancanza di specifiche cognizioni ad affrontare da solo determinate situazioni o decisioni (malattie, interventi medici, cause in tribunale, progettazioni, ecc.), la legge ha stabilito che egli debba potersi rivolgere a un professionista abilitato a esercitare con l\u2019esame di Stato, come tale iscritto a un albo, tenuto all\u2019osservanza di precise regole deontologiche e sottoposto al controllo e al potere sanzionatorio dell\u2019Ordine di appartenenza. Devo, quindi, sottolineare che, per quanto concerne l\u2019Avvocatura, nonostante le difficolt\u00e0 dovute al numero degli iscritti e a norme ormai obsolete (siamo noi i primi a sostenerne la riforma), il controllo sugli avvocati \u00e8 quotidianamente e capillarmente effettuato sul territorio nazionale; il cittadino pu\u00f2 cos\u00ec rivolgersi all\u2019Ordine per ottenere il sanzionamento del professionista infedele, incapace, disonesto e \u2013 comunque \u2013 pu\u00f2 sempre adire l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria laddove ritenga di essere stato leso nei suoi diritti.<br \/>\nPer contro risulta evidente che il supposto conflitto d\u2019interessi non si risolve, come propone Ichino, con l\u2019introduzione di una second opinion, oltretutto lesiva dell\u2019autonomia del giudizio tecnico di cui si rende responsabile l\u2019avvocato. Se, infatti, si ammettesse la sussistenza di un conflitto d\u2019interessi in capo all\u2019avvocato cui ci si \u00e8 rivolti, non si capisce perch\u00e9 un analogo conflitto non dovrebbe ripresentarsi con il secondo cui si richiede una seconda valutazione. Tanto meno \u00e8 realistico pensare alla creazione di una sovrastruttura che si interponga tra cliente e avvocato e che \u2013 attraverso l\u2019intervento anche di soggetti esterni al sistema ordinistico, i magistrati \u2013 effettui un controllo sull\u2019operato del professionista. Si tratta di una proposta efficace dal punto di vista \u201cmediatico\u201d, ma irrealizzabile in concreto: cosa succede se il parere di questo organismo dovesse contrastare con quanto espresso dal legale che assiste il cittadino? Che oggettivit\u00e0 pu\u00f2 avere tale parere di fronte alla complessit\u00e0 e all\u2019aleatoriet\u00e0 delle circostanze nelle quali normalmente noi avvocati siamo costretti a operare? Quanti avvocati e magistrati dovrebbero essere reclutati per esempio a Milano, dove gli iscritti all\u2019albo sono oltre 15.000, affinch\u00e9 possa essere reso un parere di merito sulle innumerevoli questioni riferite alle pi\u00f9 disparate materie che potrebbero essere portate dai cittadini? Mi pare senza dubbio pi\u00f9 efficace e convincente la risposta che si \u00e8 cercato di dare con la riforma all\u2019esame dell\u2019assemblea del senato, che interviene sulle regole del procedimento disciplinare, potenziando la composizione degli ordini in rapporto al numero di iscritti e assicurando maggiore terziet\u00e0 sia alla fase istruttoria, affidata a un consiglio istruttore estraneo ai consigli dell\u2019ordine, sia alla fase decisionale, nella quale intervengono in maggioranza componenti di consigli dell\u2019ordine diversi da quello cui appartiene l\u2019avvocato sottoposto a giudizio. Inoltre, viene concesso all\u2019autore dell\u2019esposto la facolt\u00e0 di una richiesta motivata di impugnazione della eventuale decisione di proscioglimento dell\u2019avvocato.<br \/>\nPaolo Giuggioli<span style=\"font-size: 12pt; color: #000000; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"><br \/>\n<\/span><em>Presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Milano<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; line-height: normal; mso-margin-top-alt: auto;\"><span style=\"color: #993300;\">DAL PRESIDENTE DELL&#8217;UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE<\/span><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"><br \/>\n<\/span>Caro Direttore,<br \/>\nscrivo in risposta alla lettera del prof. Ichino pubblicata sul vostro giornale luned\u00ec scorso. Il Professore ha molte ragioni nel sostenere che va posto il problema della tutela del cliente dall&#8217;avvocato incompetente o peggio dall&#8217;avvocato cialtrone. Ma le soluzioni proposte sono davvero poco persuasive. Non basta certo (anzi sarebbe foriero di maggiori guasti) prevedere una sorta di <em>second opinion<\/em> da parte di altro avvocato (e chi garantisce che la <em>second opinon<\/em> sia poi pi\u00f9 attendibile o il secondo avvocato non sia lui il cialtrone di turno pronto ad accaparrarsi il cliente?) o la creazione di organismi di controllo <em>in progress<\/em> dell&#8217;operato del difensore (con la presenza di un magistrato, poi, davvero non \u00e8 concepibile) Non si pu\u00f2, lo diciamo senza timore di essere tacciati di corporativismo, non comprendere come le ragioni dell&#8217;attuale crisi dell&#8217;avvocatura vadano individuate nel sistema (assai poco meritocratico) di accesso e nella mancanza di controlli di professionalit\u00e0 per la permanenza negli albi (troppi avvocati moltiplicano i guasti del sistema e fanno perdere credibilit\u00e0 all&#8217;intera categoria forense: lo aveva denunciato gi\u00e0 agli inizi degli anni venti Piero Calamandrei in un suo saggio noto appunto come \u00abTroppi avvocati\u00bb).<br \/>\nOccorre recuperare una adeguata qualificazione professionale dell&#8217;avvocato, qualificazione che \u00e8 garanzia per il cliente ed il cittadino ed \u00e8 garanzia per la legalit\u00e0 ed il rispetto le regole in un giusto processo. La proposta di riforma dell&#8217;ordinamento forense oggi all&#8217;esame del Senato \u00e8 in grado, a nostro avviso, di coniugare entrambe queste esigenze. In particolare, le Camere Penali ritengono che solo attraverso un miglior rigore nell&#8217;accesso, la specializzazione e la formazione continua obbligatoria si consentir\u00e0 all&#8217;avvocatura di essere all&#8217;altezza delle sfide poste dall&#8217;attuale crisi, con professionisti in grado di offrire al cliente, in modo trasparente, prestazioni adeguate e qualificate. Purtroppo, in nome di una mal coniugata idea di liberalizzazione, si sono schierati contro la riforma della professione forense attualmente in esame, non solo i c.d. poteri forti (banche, assicurazioni, industriali) e le lobby che li rappresentano, ma anche settori, molto trasversali, della politica. E va registrata la contraddittoriet\u00e0 &#8211; o meglio la schizofrenia &#8211; di una posizione che da un lato si presenta come ostile ad ogni forma di rigore nell&#8217;accesso e nella permanenza, solleva dubbi sulla specializzazione, si scandalizza dei minimi tariffari richiamandosi ai principi del libero mercato e della concorrenza, dall&#8217;altro invoca originali e stravaganti tutele per il consumatore\/cliente. Vi \u00e8 chi continua a sostenere che l&#8217;avvocatura, con oltre 200.000 iscritti, sia un settore privo di dinamiche concorrenziali.<br \/>\nIl Prof. Ichino \u00e8 studioso troppo attento per non sapere che non esistono soluzioni fuori dalla riqualificazione culturale e professionale della categoria che passi dal rigore nelle pratiche per l&#8217;accesso alla professione, dal potenziamento dei controlli dei Consigli dell&#8217;Ordine sui requisiti per la permanenza, dalla formazione continua e dalla specializzazione. In servizi che investono settori molto delicati, nonch\u00e8 diritti ed interessi che trovano tutela costituzionale (il diritto di difesa, la libert\u00e0 personale, la tutela giurisdizionale dei diritti etc.), le soluzioni non possono fornirle &#8221; il mercato e le sue regole&#8221; in quanto tali, ma un assetto ed una regolamentazione della professione forense che sia in grado da una parte di fornire professionisti adeguati, preparati, responsabili e corretti, dall&#8217;altro che sia in grado di avere, in un sistema interno di regole severe, gli anticorpi necessari a eliminare disonesti e cialtroni ed a ridurre i rischi dell&#8217;inadeguatezza: il mercato, cos\u00ec regolato, far\u00e0 il resto.<br \/>\nOreste Dominioni<br \/>\n<em>Presidente dell&#8217;Unione Camere Penali Italiane<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; line-height: normal; mso-margin-top-alt: auto;\"><span style=\"color: #993300;\">LA MIA RISPOSTA E UNA DOMANDA AI COLLEGHI GIUGGIOLI E DOMINIONI<\/span><br \/>\n<em>Nel mio articolo non ho sostenuto che la situazione di conflitto di interessi costituisca la regola, nel rapporto tra avvocato e cliente. N\u00e9 ho sostenuto che essa costituisca una peculiarit\u00e0 della professione forense: al contrario, ho osservato che essa pu\u00f2 presentarsi in qualsiasi rapporto di consulenza professionale. E ho sottolineato come l&#8217;onest\u00e0 del professionista &#8211; dell&#8217;avvocato in particolare &#8211; costituisca la migliore garanzia per il cliente nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia, come in tutte le categorie, anche in quella degli avvocati si presenta ogni tanto il caso del professionista disonesto (o di quello incompetente). La questione \u00e8 solo questa: riteniamo adeguata l&#8217;assistenza che oggi l&#8217;Ordine professionale offre al cliente che incappi in una di queste situazioni, o anche soltanto abbia il dubbio di esservi incappato? A me sembra che si possa e si debba fare di pi\u00f9. Non sono d&#8217;accordo con il Presidente delle Camere Penali quando afferma che la <\/em>second opinion<em> non pu\u00f2 essere utile (certo, pu\u00f2 non essere risolutiva; ma nella maggior parte dei casi pu\u00f2 fornire al cliente dubbioso un&#8217;informazione aggiuntiva preziosa).<br \/>\nN\u00e9 sono d&#8217;accordo con il Presidente del Consiglio dell&#8217;Ordine di Milano, quando sottolinea l&#8217;impossibilit\u00e0 per l&#8217;Ordine di predisporre un servizio di consulenza sulle&#8221;innumerevoli questioni riferite alle pi\u00f9 disparate materie che potrebbero essere portate dai cittadini&#8221;: il servizio dovrebbe essere <strong>limitato ai casi in cui un cliente ha un dubbio<\/strong> <strong>sull&#8217;onest\u00e0 o sulla competenza<\/strong> del proprio legale.<br \/>\nQui io pongo ai colleghi\u00a0Giuggioli e Dominioni <strong>una domanda <\/strong>(anzi due)<strong>:<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211;<\/strong>\u00a0se i casi di questo genere sono pochi, che cosa impedisce all&#8217;Ordine di offrire assistenza al cliente preoccupato?<br \/>\n\u00a0\u00a0 &#8211; se invece i casi di questo genere sono molti, non \u00e8 forse proprio questo un motivo che dovrebbe indurre l&#8217;Ordine ad attivarsi con urgenza, chiedendo ai migliori e pi\u00f9 disponibili tra i propri iscritti un servizio volontario (che potrebbe essere garantito mediante turni di un paio d&#8217;ore alla settimana)? non\u00a0 sarebbe questa una garanzia che aumenterebbe notevolmente il prestigio del ceto forense e l&#8217;affidamento che in esso pu\u00f2 riporre la collettivit\u00e0?\ufffd<br \/>\nA me sembra che dovremmo essere noi avvocati\u00a0a chiedere questo per\u00a0primi. Insieme a tante altre cose, certo; ma perch\u00e9\u00a0il disegno di legge in discussione al\u00a0Senato non dovrebbe parlare anche di questo?\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; line-height: normal; mso-margin-top-alt: auto;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; line-height: normal; mso-margin-top-alt: auto;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SECONDO IL PRESIDENTE DELL&#8217;ORDINE DI MILANO, &#8220;IL CONTROLLO SUGLI AVVOCATI\u00a0\u00c8 QUOTIDIANAMENTE E CAPILLARMENTE EFFETTUATO&#8221; DALL&#8217;ORDINE STESSO, E LA RIFORMA ALL&#8217;ESAME DEL SENATO VA BENE\u00a0&#8211; VA BENE ANCHE PER IL PRESIDENTE DELL&#8217;UNIONE CAMERE PENALI La replica di Paolo Giuggioli, Presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati,\u00a0e quella\u00a0di Oreste Dominioni, Presidente dell&#8217;Unione Camere Penali Italiane, al mio articolo del 3 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40,7],"tags":[],"class_list":["post-8322","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giustizia","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8322"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8322\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}