
{"id":8418,"date":"2010-05-15T22:53:52","date_gmt":"2010-05-15T21:53:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8418"},"modified":"2010-05-19T14:26:40","modified_gmt":"2010-05-19T13:26:40","slug":"il-decalogo-di-stefano-fassina-per-la-politica-del-lavoro-del-pd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8418","title":{"rendered":"IL &#8220;DECALOGO&#8221; DI STEFANO FASSINA PER LA POLITICA DEL LAVORO DEL PD"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL DOCUMENTO AZZERA L&#8217;ELABORAZIONE COMPIUTA DAI GRUPPI PD DI SENATO E CAMERA NELL&#8217;ULTIMO BIENNIO PER IL SUPERAMENTO DELL&#8217;<em>APARTHEID<\/em> FRA PROTETTI E NON PROTETTI NEL MERCATO DEL LAVORO: RESTA LA DISTINZIONE TRA I SUBORDINATI REGOLARI, DEL CUI SISTEMA DI PROTEZIONE NON CAMBIA UNA VIRGOLA, E GLI ALTRI, CUI VIENE ESTESA SOLTANTO QUALCHE PROTEZIONE, MA CHE RESTANO ESCLUSI DALL&#8217;APPLICAZIONE DELLA MAGGIOR PARTE DEL\u00a0DIRITTO DEL LAVORO\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><em>Bozza di documento sulla politica del lavoro proposta da <strong>Stefano Fassina<\/strong>, responsabile nazionale dell&#8217;economia, per l&#8217;Assemblea programmatica del Pd del 21 e 22 maggio 2010 &#8211; Il documento \u00e8 introdotto da una <strong>mia nota critica<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><!--more-->NOTA CRITICA &#8211;\u00a0UN &#8220;DIRITTO DEL LAVORO UNICO&#8221; PER I SOLI &#8220;SUBORDINATI&#8221; TRADIZIONALI O PER TUTTI I LAVORATORI IN POSIZIONE DI DIPENDENZA ECONOMICA?<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00a0\u00a0 Nel decalogo di Stefano Fassina considero positivamente diversi punti, maturati nell&#8217;ultimo biennio\u00a0di elaborazione collettiva in seno al Pd.\u00a0Mi sembra per\u00f2 che esso compia\u00a0un passo indietro su di un capitolo rilevantissimo:\u00a0quello del superamento del regime di <\/em>apartheid<em> che oggi nel nostro mercato del lavoro divide i protetti dai non protetti. Fassina parla di un &#8220;diritto del lavoro unico&#8221;; ma quello che\u00a0egli propone \u00e8 <strong>un diritto del lavoro che continua ad applicarsi soltanto al lavoro subordinato <\/strong>tradizionalmente inteso, lasciando fuori milioni di persone &#8211; in prevalenza giovani &#8211; in posizione di sostanziale &#8220;dipendenza economica&#8221; dall&#8217;impresa per cui lavorano.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il dibattito in seno ai gruppi Pd di Senato e Camera sul\u00a0modo\u00a0migliore per superare\u00a0questo dualismo del nostro mercato del lavoro,\u00a0nei primi due anni\u00a0 di quest&#8217;ultima legislatura,\u00a0ha portato alla presentazione di quattro progetti di legge (<\/em><a title=\"D.d.l. Ichino n. 1873\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4896\" target=\"_blank\"><em>Ichino<\/em><\/a><em> e <\/em><a title=\"D.d.l. Nerozzi n. 2100\/2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7306\" target=\"_blank\"><em>Nerozzi<\/em><\/a><em> al Senato, <\/em><a title=\"P.d.l. Madia n. 2630\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7216\" target=\"_blank\"><em>Madia<\/em><\/a><em> e <\/em><a title=\"D.d.l. Nerozzi-Bobba - febbraio 2010\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=7216\" target=\"_blank\"><em>Bobba<\/em><\/a><em> alla Camera) centrati su <strong>due scelte fondamentali<\/strong> che\u00a0 li accomunano:\u00a0<strong>a) <\/strong>la scelta di individuare la nozione di &#8220;lavoro in posizione di dipendenza economica&#8221;: una nozione assai pi\u00f9 ampia rispetto a quella di lavoro subordinato, perch\u00e9 ricomprende anche (e in modo molto semplice e immediato) gran parte delle collaborazioni continuative, dei &#8220;lavori a progetto&#8221;, dei lavori &#8220;a partita Iva&#8221; in condizioni di monocommittenza, dei rapporti di &#8220;lavoro in partecipazione&#8221; e di altri tipi legali oggi largamente utilizzati in funzione di elusione del diritto del lavoro;\u00a0<strong>b)<\/strong> la scelta di delineare un nuovo diritto del lavoro destinato ad applicarsi,\u00a0per i rapporti che si costituiranno d&#8217;ora in poi,\u00a0non pi\u00f9 soltanto nell&#8217;area del lavoro subordinato, ma in tutta l&#8217;area del lavoro &#8220;economicamente dipendente&#8221;. Ciascuno dei quattro progetti di legge, dunque, delinea davvero un &#8220;diritto del lavoro unico&#8221;, destinato a una applicazione universale.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 il rilevantissimo punto di arrivo del dibattito interno al Pd, rispetto al quale mi sembra che <strong>il &#8220;decalogo&#8221; di Stefano Fassina<\/strong> segni un passo indietro: esso infatti <strong>propone un diritto del lavoro che, per la sua parte\u00a0pi\u00f9 rilevante, continuer\u00e0 ad applicarsi soltanto nell&#8217;area del lavoro subordinato tradizionale, lasciando fuori tutte le forme di lavoro &#8220;economicamente dipendente&#8221;<\/strong>. Le sole nuove norme che dovrebbero applicarsi\u00a0in questa area sono quelle &#8211; entrambe condivisibilissime &#8211; relative al salario minimo e alla parificazione della contribuzione previdenziale; ma <strong>rimarrebbe non applicabile tutto il resto del diritto del lavoro (orari, malattia, permessi, ecc.) e in particolare la disciplina della continuit\u00e0 del rapporto e del licenziamento<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0 <\/em><\/span><\/span><em>La spiegazione di questo passo indietro non \u00e8 difficile. Individuare un campo di applicazione del diritto del lavoro molto pi\u00f9 ampio di quello attuale, cio\u00e8 quello che comprende tutto il lavoro \u201ceconomicamente dipendente\u201d, impone di chiedersi, per ciascuna parte del diritto del lavoro stesso, se essa sia realisticamente applicabile in tutta questa area. E se non la si ritiene applicabile a un co.co.co. o a un lavoratore a progetto, occorre spiegare perch\u00e9 la si ritiene invece applicabile a un lavoratore (riconosciuto come) subordinato. \u00c8 un vaglio non facile; ma di qui si deve passare se si vuole davvero superare il regime attuale di<\/em> apartheid.<span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #000000;\"><em><br \/>\n\u00a0\u00a0 Per superare l&#8217;<\/em>apartheid<em>, a differenza di quel che pensa Fassina, non \u00e8 affatto sufficiente\u00a0pareggiare i livelli retributivi e contributivi minimi: cos\u00ec facendo si lasciano sopravvivere enormi differenze di disciplina in materia di\u00a0orari di lavoro, malattia del lavoratore, altre cause soggettive od oggettive di sospensione della prestazione, e &#8211; soprattutto &#8211; in materia di licenziamento. Finch\u00e9 queste enormi differenze rimarranno, rimarr\u00e0 anche un rilevantissimo incentivo per le imprese a mantenere i nuovi assunti fuori dall&#8217;area di applicazione del diritto del lavoro: un incentivo assai pi\u00f9 potente di quanto non sia la differenza dell&#8217;aliquota di contribuzione previdenziale, che ormai si \u00e8 ridotta al 5 per cento della retribuzione lorda.<br \/>\n\u00a0\u00a0 Osservo, infine, che aumentare la <strong>contribuzione\u00a0previdenziale per gli iscritti alla Gestione separata dell&#8217;Inps<\/strong> senza distinguere tra i lavoratori assimilabili ai subordinati e quelli assimilabili ai liberi professionisti o agli artigiani, significa compiere, in riferimento a questi ultimi,\u00a0l&#8217;operazione\u00a0opposta a quella che sarebbe necessaria (perch\u00e9\u00a0per questi ultimi il fatturato \u00e8 molto pi\u00f9 alto\u00a0rispetto al reddito di lavoro effettivo).<br \/>\n\u00a0\u00a0 Il Pd, se\u00a0si propone davvero superare l&#8217;<\/em>apartheid<\/span><\/span><em>, non pu\u00f2 esimersi dall&#8217;affrontare le due\u00a0questioni che la vecchia sinistra finora ha rifiutato di affrontare (e che anche il &#8220;decalogo&#8221; di Fassina elude): <strong>1.<\/strong> quale possa essere il criterio universale di distinzione tra lavoro economicamente dipendente\u00a0e lavoro libero-professionale e <strong>2.<\/strong>\u00a0quale possa essere davvero un &#8220;diritto del lavoro unico&#8221; realisticamente applicabile in ogni sua parte all&#8217;intera l&#8217;area del lavoro economicamente dipendente.\u00a0 (p.i.)<\/em><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<div><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #993300;\"><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><strong><span style=\"color: #993300;\">IL DOCUMENTO DI STEFANO FASSINA:\u00a0&#8220;SVILUPPO, LAVORO, WELFARE: IL DECALOGO DEL PD PER IL &#8216;DIRITTO UNICO&#8217; DEL LAVORO&#8221;<br \/>\n<\/span><\/strong>Due problemi fondamentali attanagliano il lavoro italiano: la precariet\u00e0 ed il bassissimo tasso di occupazione delle donne e dei giovani, in modo drammatico nel Mezzogiorno.\u00a0 La profonda crisi in corso ha pesantemente aggravato i nostri mali storici: quasi 700.000 occupati in meno da Aprile 2008 e quasi un milione di lavoratori a reddito tagliato dalla collocazione in cassa integrazione nel 2009. Soffrono, in particolare, i giovani per i quali il tasso di disoccupazione si \u00e8 impennato di oltre 7 punti percentuali (dal 20,5% del Febbraio \u201908, al 28% del Gennaio scorso) e per i quali sono spesso assenti sostegni al reddito (circa 300.000 disoccupati provenienti da contratti di collaborazione e simili sono senza alcun sostegno al reddito).\u00a0 Il tasso di occupazione \u00e8 caduto di quasi 3 punti negli ultimi 18 mesi (dal 59% al 56%). Diventa sempre pi\u00f9 intensa la rassegnazione di quanti, soprattutto giovani e donne, soprattutto al Sud, non trovano lavoro e smettono di cercarlo. Le previsioni per il 2010 indicano ulteriore aumento della disoccupazione. Alle storiche categorie \u201cescluse\u201d dal mercato del lavoro, si sono aggiunti negli ultimi mesi anche gli ultracinquantenni di tutte le qualifiche.<br \/>\nInoltre, siamo di fronte ad un mercato del lavoro partecipato da italiani e \u201cnuovi italiani\u201d. I lavoratori e le lavoratrici migranti sono diventati una componente strutturale della nostra societ\u00e0. Oltre 4 milioni di persone, di giovani, di bambini. La transizione demografica in corso in Italia pi\u00f9 che altrove e la crescente domanda di servizi alla persona richiedono la presenza strutturale di immigrati. Le politiche di integrazione degli immigrati sono politiche per la crescita.<br \/>\nOggi, tra i problemi prioritari, oltre alla precariet\u00e0 e all\u2019assenza di lavoro, si inserisce l\u2019insicurezza di quanti hanno il lavoro a tempo indeterminato, ma hanno perso, sul terreno economico, la prospettiva di stabilit\u00e0, nonostante le \u201cforti\u201d garanzie giuridiche godute: i 150 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo per affrontare il futuro di aziende medie e grandi sono esempi chiari dell\u2019insicurezza dei cosiddetti \u201cgarantiti\u201d. Infine, sofferenze sempre pi\u00f9 acute colpiscono tanti lavoratori e lavoratrici migranti, in particolare nell\u2019agricoltura. Non \u00e8 solo conseguenza della crisi, dipende anche dalla patologica politica del Governo Berlusconi nella regolazione degli accessi e delle permanenze.<br \/>\nLe condizioni del lavoro sono connesse con le situazioni di disagio sociale e di povert\u00e0, in particolare estrema e minorile. Nel 2008, il 5% della popolazione residente in Italia era in condizioni di povert\u00e0 assoluta. Le famiglie in condizione di povert\u00e0 relativa sono 2.737.000 e rappresentano l\u201911,3% del totale, mentre gli individui poveri sono oltre 8 milioni, pari al 13,6 della popolazione. Sono dati tra i peggiori di Europa. In particolare, soffrono le famiglie con figli minori.<br \/>\nNell\u2019ultimo quarto di secolo, si sono prodotti cambiamenti epocali a livello mondiale e anche il lavoro \u00e8 cambiato in tutta l\u2019area dei Paesi pi\u00f9 sviluppati. Tenere conto delle diversit\u00e0, spesso subite, qualche volta scelte, delle condizioni del lavoro e riconoscere la molteplicit\u00e0 dei rapporti tra tempi di vita e tempi di lavoro per valorizzarle vuol dire superare i tanti dualismi del mercato del lavoro e del tessuto produttivo. Alcuni Paesi additati in questi anni a modello di <em>performance<\/em> economica (Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Spagna), caratterizzati dalla liberalizzazione estrema del mercato del lavoro, hanno conosciuto ritmi di crescita intensi grazie, soprattutto, a politiche macroeconomiche espansive, ossia al colossale indebitamento delle famiglie, compensando col debito privato le difficolt\u00e0 della domanda interna derivanti dalla crescente precariet\u00e0 delle condizioni e dei redditi da lavoro. La drammatica crisi in corso \u00e8 stata innanzitutto conseguenza della svalutazione del lavoro e dell\u2019insostenibilit\u00e0 della crescita a debito.<br \/>\nPer contro, altri paesi (Svezia, Danimarca in prima fila), caratterizzati da politiche coraggiose di ricomposizione delle diversit\u00e0 del mercato del lavoro attorno a valori e principi comuni e da strategie di crescita di qualit\u00e0 (dagli investimenti in R&amp;S ed in infrastrutture, alla regolazione concorrenziale dei mercati, alla qualit\u00e0 delle pubbliche amministrazioni, al sistema fiscale, ecc) hanno conosciuto dinamiche di espansione sostenute e stabili nella produzione e nell\u2019occupazione.<br \/>\nIn sintesi, la regolazione del mercato del lavoro non \u00e8 variabile indipendente. I mercati globali, le caratteristiche del paradigma tecnologico diffuso e la \u201cforza\u201d del consumatore richiedono flessibilit\u00e0 nelle unit\u00e0 produttive. Tuttavia, il punto \u00e8, in particolare in Italia, l\u2019utilizzo delle forme contrattuali precarie per la riduzione del costo del lavoro. Un utilizzo improprio che ha disincentivato, in tanti casi, l\u2019investimento delle imprese in innovazione e l\u2019innalzamento della produttivit\u00e0.<br \/>\n<strong>Per combattere la precariet\u00e0 e per innalzare il tasso di attivit\u00e0 femminile e giovanile, in primo luogo nel Mezzogiorno, per far salire le retribuzioni, per contrastare la povert\u00e0 \u00e8 decisiva la crescita economica<\/strong>. Infatti, le condizioni del mercato del lavoro dipendono innanzitutto e soprattutto dalle crescita economica. Per migliorare le condizioni del mercato del lavoro, l&#8217;Italia deve tornare a crescere. Per crescere deve intervenire, sulla produttivit\u00e0 totale dei fattori e sulla produttivit\u00e0 del capitale, in particolare nei servizi pubblici e privati, servizi alle imprese e alla persona, secondo i principi della sussidiariet\u00e0. Per crescere deve disegnare una coerente politica industriale. Soprattutto, deve riformare la scuola, l\u2019universit\u00e0 ed il <em>welfare<\/em>, investire in ricerca ed innovazione, i veri motori della crescita sostenibile in termini sociali ed ambientali.<br \/>\n<strong>Per sconfiggere la precariet\u00e0 del lavoro, la variabile decisiva \u00e8 la convenienza economica, non la convenienza giuridica dei contratti precari<\/strong>, ossia l\u2019assenza di vincoli alla conclusione del rapporto di lavoro. I dati disponibili indicano, infatti, che i rapporti di lavoro precari sono concentrati (circa il 20% degli occupati) nelle imprese con meno di 9 occupati, \u201clibere\u201d dai vincoli dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, mentre diminuiscono al crescere della dimensione occupazionale dell\u2019impresa. Insomma, la precariet\u00e0 si \u00e8 diffusa in quanto i contratti precari costano al datore di lavoro, in termini di contribuzione sociale e di retribuzione o compenso (definiti al di fuori dei contratti nazionali di lavoro ed in assenza di una legge sul salario minimo), molto meno dei contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In un Paese abituato a competere drogato dalle svalutazioni della Lira, l\u2019avvento dell\u2019euro, i ritardi nelle riforme strutturali e nella politica industriale e gli scarsi investimenti in R&amp;S [ricerca e sviluppo &#8211; <em>n.d.r.<\/em>] da parte delle imprese sono stati in parte compensati dall\u2019abbattimento del costo del lavoro mediante i contratti precari e la stagnazione delle retribuzioni dei lavoratori a tempo indeterminato.<br \/>\nLa politica del lavoro del Governo dall\u2019inizio della legislatura ha aumentato la precariet\u00e0 e penalizzato, in particolare, i giovani e le donne. Le misure introdotte dal Ministro Sacconi, da ultimo nel \u201cCollegato lavoro\u201d rinviato dal Presidente Napolitano alle Camere, tendono a far regredire il livello minimo condiviso ed universale di tutele, diritti e retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici ed a corporativizzare sul piano territoriale e settoriale i nuclei pi\u00f9 forti di lavoratori.\u00a6lt;br \/&gt; <strong>La strategia del PD per il \u201cdiritto unico\u201d del lavoro<\/strong>. Il PD \u00e8 \u201cil partito del lavoro\u201d, \u201cfondato sul lavoro\u201d. Per il PD, il nesso tra diritti di cittadinanza e diritti sociali e del lavoro \u00e8 indissolubile. Il lavoro \u00e8 fonte di identit\u00e0 della persona umana e, al tempo stesso, come indicato all\u2019art 1 della nostra Costituzione, fonte di cittadinanza democratica. Il PD intende rappresentare il lavoro \u201cin tutte le sue forme\u201d, dal lavoro (relativamente) stabile a tempo indeterminato, al lavoro precario e parasubordinato, dal lavoro degli artigiani a quello autonomo e professionale, dal lavoro nell\u2019impresa al lavoro dell\u2019impresa.<br \/>\nInnalzare il potenziale di crescita dell\u2019economia italiana \u00e8 condizione necessaria per migliorare le condizioni del lavoro, aumentare il tasso di occupazione e l\u2019inclusione sociale e combattere la povert\u00e0. Nella fase in corso, \u00e8 decisivo rilanciare la domanda effettiva in Europa e nella nostra economia.<br \/>\nIl circolo virtuoso della crescita va riavviato, innanzitutto, nell\u2019Unione Europea e nell\u2019area dell\u2019euro, attraverso la costruzione di una <em>governance<\/em> economica comune adeguata ad aggredire gli squilibri esistenti in termini non solo di disavanzi pubblici, ma anche di avanzi (Germania, Olanda) e disavanzi (Grecia, Spagna, Portogallo) delle bilance correnti, ossia gli squilibri dei potenziali di crescita dei Paesi euro. A tal fine, \u00e8 decisivo attuare un Piano Europeo per il Lavoro, finanziato con eurobonds.<br \/>\nSul versante \u201cinterno\u201d, l\u2019Italia deve qualificare la crescita. Dobbiamo inscrivere le riforme del <em>welfare<\/em> e della regolazione dei rapporti di lavoro dentro una pi\u00f9 generale strategia &#8220;alta&#8221; di crescita dell&#8217;Italia. Insomma, non \u00e8 sostenibile una proposta radicalmente alternativa alla strategia del Ministro Sacconi sul mercato del lavoro senza una strategia radicalmente alternativa per il futuro dell\u2019Italia.<br \/>\nPer promuovere crescita e lavoro, oltre al piano della politica macro-economica nazionale ed europea, sono necessarie riforme del welfare, investimenti pubblici e privati nell&#8217;innovazione, nella ricerca, nella scuola e nell&#8217;universit\u00e0, investimenti nelle infrastrutture per la green economy e green society, liberalizzazione dei mercati dei servizi alle persone e alle imprese, riorganizzazione del fisco, riforme delle pubbliche amministrazioni, in particolare della giustizia civile, riforme della rappresentanza politica, economica e sociale e dell\u2019efficienza delle istituzioni democratiche e, non ultimo in termini di rilevanza per la crescita economica, innalzamento del capitale sociale, della legalit\u00e0 e del civismo.<br \/>\nPer la ricomposizione del mondo del lavoro, non solo delle sue tutele, ma anche delle sue opportunit\u00e0, nel riconoscimento delle specificit\u00e0 delle attivit\u00e0 lavorative e delle oggettive esigenze di flessibilit\u00e0 e di competitivit\u00e0 delle imprese, non vi solo soluzioni semplici. L\u2019unificazione dei contratti di lavoro \u00e8 un obiettivo da collocare in un quadro di elevata e consolidata dinamica della produttivit\u00e0, condizione necessaria a compensare il connesso aumento di costo per l\u2019impresa. Oggi, data la difficile fase dell\u2019economia europea, considerata l\u2019anemia della produttivit\u00e0 italiana e l\u2019aumento strutturale della disoccupazione, \u00e8 necessario attivare un ventaglio di interventi per superare il mercato del lavoro duale.<br \/>\n<strong>La strategia del Pd per promuovere il \u201cdiritto unico\u201d del lavoro, si articola lungo alcuni principi di fondo: la migliore <em>flex-security<\/em> europea; l\u2019universalit\u00e0 dei diritti fondamentali di cittadinanza<\/strong>, in particolare il <em>welfare<\/em> orientato a promuovere il benessere di tutto il nucleo famigliare, anche attraverso misure di conciliazione lavoro-famiglia. I capisaldi della strategia del Pd, da portare avanti in modo graduale al fine di evitare ogni onere aggiuntivo per la finanza pubblica, sono i seguenti:<\/div>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1;\">1. <strong>incentivazione del contratto a tempo indeterminato<\/strong>, definito dall&#8217;UE &#8220;forma normale del rapporto di lavoro&#8221;, attraverso il minor costo della stabilit\u00e0 rispetto alla precariet\u00e0. In particolare:<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">a.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 graduale <strong>convergenza\u00a0degli oneri sociali complessivi sul lavoro intorno ad un livello intermedio<\/strong> tra quanto oggi versato per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e per i lavoratori impigliati in contratti low cost (misura da considerare come primo tassello di una complessiva riforma del sistema fiscale per alleggerire il carico sui redditi da lavoro ed impresa);<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">b.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>maggiorazione degli oneri contributivi per indennit\u00e0 di disoccupazione e indennit\u00e0 di fine rapporto sui contratti a tempo determinato e sui contratti precari<\/strong> al fine di internalizzare nelle imprese il costo della flessibilit\u00e0 scaricato su lavoratori e fiscalit\u00e0 generale;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">c.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>introduzione di un salario o compenso minimo<\/strong>, determinato in riferimento agli accordi tra le parti sociali, per i lavoratori e le lavoratrici escluse dai contratti collettivi nazionali di lavoro, per i contratti a progetto, partite Iva, stage;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">d.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>eliminazione del contratto di lavoro accessorio e dell\u2019associazione in partecipazione con solo apporto di lavoro<\/strong>; delimitazione degli spazi di applicazione dei contratti a progetto, dei contratti a chiamata, dello <em>staff leasing<\/em>, del <em>voucher<\/em>;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">e.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>restrizione della durata complessiva e delle causali dei contratti a tempo determinato<\/strong> ed introduzione di \u201ctetti\u201d in ogni azienda per la quota, sul totale degli occupati, di lavoratori e lavoratrici occupati con contratto a tempo determinato;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">f.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>incentivazione fiscale e contributiva alla stabilit\u00e0<\/strong> legata alla effettiva formazione (vedi punto 8);<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">2.\u00a0<\/span>graduale introduzione di <strong>una base di \u201cdiritti di cittadinanza\u201d per tutte le forme di lavoro<\/strong>, comprese le imprese individuali (vedi punto 7), in materia di garanzia del reddito, malattia, infortuni, riposo psicofisico, maternit\u00e0; in particolare, universalizzazione dell&#8217;indennit\u00e0 di disoccupazione, anche nei confronti del lavoro autonomo e professionale, saldamente ancorata alla formazione e a politiche attive per il lavoro; introduzione di un&#8217;indennit\u00e0 di disoccupazione means tested (a carico della fiscalit\u00e0 generale, in coda all&#8217;indennit\u00e0 assicurativa); riforma in senso universalistico delle CIG anche al fine di consentire la ricollocazione dei lavoratori in relazione alla riorganizzazione dell&#8217;apparato produttivo ed eliminazione dell&#8217;indennit\u00e0 di mobilit\u00e0; potenziamento degli incentivi fiscali per i contratti di solidariet\u00e0;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">3. <strong>integrazione delle pensioni delle future generazioni di lavoratori e lavoratrici attraverso una quota a carico della fiscalit\u00e0 generale<\/strong>, determinata in relazione alla contribuzione versata; posticipazione del limite minimo e massimo per la scelta dell&#8217;et\u00e0 di pensionamento e allineamento di tali limiti per uomini e donne;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">4. \u00a0introduzione di un <strong>reddito minimo di inserimento<\/strong> sul modello del \u201cReddito di Solidariet\u00e0 Attiva\u201d per combattere la povert\u00e0 e l\u2019esclusione sociale, in particolare la povert\u00e0 estrema e minorile;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">5. <strong>trasformazione dell&#8217;indennit\u00e0 di maternit\u00e0 in diritto di cittadinanza e relativo finanziamento a carico della fiscalit\u00e0 generale<\/strong>; per incentivare l\u2019occupazione femminile, introduzione di una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori; superamento degli assegni famigliari e della detrazione per figli a carico ed introduzione di un bonus famiglia di 3000 euro all\u2019anno per ogni figlio, a cominciare dalla fascia 0-3 anni, esteso anche ai lavoratori autonomi e professionisti; introduzione del <em>part-time<\/em> agevolato e volontario, innalzamento dell\u2019indennit\u00e0 per i congedi parentali, incentivazione del rientro al lavoro delle donne ultra-quarantenni; potenziamento, secondo i principi della sussidiariet\u00e0, dei servizi alla famiglia (dagli asili nido all\u2019assistenza agli anziani non-autosufficienti); avvio del \u201cConto personale di cittadinanza\u201d, forma di risparmio agevolata per favorire l\u2019autonomia ed il lavoro dei giovani;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">6. rafforzamento delle misure legislative ed amministrative (incluse le risorse finanziare ed umane per i controlli) <strong>per il contrasto al lavoro nero e per il miglioramento della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro<\/strong>, con particolare attenzione al lavoro degli immigrati anche attraverso il recepimento della direttiva europea che prevede sanzioni per i datori di lavoro che impiegano cittadini di paese terzi il cui soggiorno \u00e8 irregolare; revisione della normativa sull\u2019immigrazione per promuovere l\u2019ingresso regolare per lavoro creando canali d\u2019ingresso legali dal datore di lavoro al lavoratore e viceversa. Nell\u2019immediato, prolungamento del permesso di soggiorno per i lavoratori migranti disoccupati entrati in modo regolare;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">7. introduzione dello <strong>Statuto dei Lavoratori Autonomi e dei Professionisti<\/strong> per definire un denominatore di tutele e di incentivi rispondente alle esigenze comuni di artigiani, commercianti, professionisti;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">8. <strong>riforma del contratto di apprendistato<\/strong> per incentivare formazione effettiva ed adeguata ai fabbisogni delle imprese ed allungamento del \u201cperiodo di prova\u201d in rapporto alla natura delle mansioni assegnate; introduzione del diritto alla formazione permanente come diritto soggettivo nella societ\u00e0 della conoscenza;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">9. <strong>potenziamento delle politiche attive per il <\/strong>lavoro, quindi integrazione delle politiche sociali e del lavoro con le politiche della formazione per favorire l\u2019inserimento lavorativo dei soggetti in difficolt\u00e0; valorizzazione e potenziamento dei Servizi per l\u2019impiego in ottica di complementariet\u00e0 tra pubblico e privato in un quadro regolativo di controllo pubblico;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">10. approvazione, in relazione all&#8217;accordo interconfederale tra le parti sociali, di una <strong>legge quadro per la democrazia sindacale per disciplinare rappresentanza<\/strong>, rappresentativit\u00e0 e validazione dei contratti, condizione necessaria, tra l\u2019altro, per ridefinire la <strong>regolazione democratica del diritto di sciopero nei trasporti<\/strong>, impossibile per delega legislativa.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 54pt; text-indent: -17.85pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-list: l0 level2 lfo1;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL DOCUMENTO AZZERA L&#8217;ELABORAZIONE COMPIUTA DAI GRUPPI PD DI SENATO E CAMERA NELL&#8217;ULTIMO BIENNIO PER IL SUPERAMENTO DELL&#8217;APARTHEID FRA PROTETTI E NON PROTETTI NEL MERCATO DEL LAVORO: RESTA LA DISTINZIONE TRA I SUBORDINATI REGOLARI, DEL CUI SISTEMA DI PROTEZIONE NON CAMBIA UNA VIRGOLA, E GLI ALTRI, CUI VIENE ESTESA SOLTANTO QUALCHE PROTEZIONE, MA CHE RESTANO [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-8418","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8418"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8418\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}