
{"id":8732,"date":"2010-06-06T12:04:27","date_gmt":"2010-06-06T11:04:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8732"},"modified":"2010-06-06T12:04:27","modified_gmt":"2010-06-06T11:04:27","slug":"irene-tinagli-un-patto-sociale-da-riscrivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8732","title":{"rendered":"IRENE TINAGLI: UN PATTO SOCIALE DA RISCRIVERE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LE DONNE DOVREBBERO ESSERE LE PRIME AD APPOGGIARE LA PARIFICAZIONE DELL&#8217;ETA&#8217; PENSIONABILE, RIVENDICANDO CHE OGNI EURO RISPARMIATO IN QUESTO MODO VENGA REINVESTITO IN SERVIZI ALLA FAMIGLIA: L&#8217;INIQUITA&#8217; (COME LO SPRECO CONSEGUENTE) DEL REGIME ATTUALE DI DISCRIMINAZIONE VA ELIMINATA <em>EX ANTE<\/em>, NON COMPENSATA <em>EX POST<\/em> CON MISURE CHE CONFERMANO LA DISCRIMINAZIONE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Irene Tinagli<\/strong> pubblicato su <\/em>la Stampa <em>del\u00a04 giugno 2009. Per comprendere il mutamento di equilibrio sistemico auspicato dall&#8217;economista italiana (che insegna a Madrid) \u00e8 molto utile il libro di Alberto Alesina e Andrea Ichino, <\/em><a title=\"L'Italia fatta in casa, Mondadori, 2009\" href=\"http:\/\/www2.dse.unibo.it\/ichino\/ifc\/ifc_index.htm\" target=\"_blank\">L&#8217;Italia fatta in casa<em> (Mondadori, 2010)<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more-->L\u2019Unione Europea riporta alla ribalta la questione dell\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile delle donne. Questione che il governo pensava di aver risolto con un provvedimento \u00abgraduale\u00bb da realizzarsi da qui al 2018. Talmente graduale da sembrare non sufficiente all\u2019Ue a risolvere la situazione iniqua e anomala dell&#8217;Italia, dove le donne possono andare in pensione ben 5 anni prima degli uomini (pur avendo, tra l&#8217;altro, un&#8217;aspettativa di vita superiore di 6 anni).<br \/>\nPu\u00f2 sembrare strano che il governo, che da quando \u00e8 in carica si \u00e8 mostrato cos\u00ec deciso su tagli assai pi\u00f9 critici (da quelli all\u2019istruzione, alla ricerca, fino a quelli ai Comuni e alle Regioni), sia stato e sia ancora cos\u00ec cauto nell\u2019implementare una misura che in fondo allineerebbe l\u2019Italia agli altri Paesi europei e che porterebbe peraltro grossi benefici economici.<br \/>\nMa non \u00e8 poi cos\u00ec strano se si pensa allo scontro quasi ideologico che per molto tempo ha caratterizzato questo argomento. E\u2019 uno dei pochissimi temi su cui non solo sono d&#8217;accordo tutti i sindacati, ma persino significativi pezzi di maggioranza e opposizione.<br \/>\nQuando Brunetta, pochi mesi dopo il suo insediamento, afferm\u00f2 la necessit\u00e0 di alzare l\u2019et\u00e0 pensionabile per le donne, si alz\u00f2 un coro indignato di no, da Epifani a Bonanni alla Polverini, al quale si un\u00ec la contrariet\u00e0 dell\u2019allora segretario del Pd Franceschini e la perplessit\u00e0 di alcuni altri membri del governo. Calderoli e Bossi, per esempio, si sono dichiarati contrari ancora pochi mesi fa. Ed \u00e8 questa reticenza diffusa che spiega la timidezza del governo su questo fronte. Perch\u00e9 l\u2019Italia alla fine \u00e8 un Paese di mogli, mamme e nonne. E di famiglie che si reggono su di loro. E spaventa terribilmente l\u2019idea di mettersi contro il cuore pulsante della societ\u00e0, di rovesciare tutta un\u2019impostazione culturale. Perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 il Paese che magari tratta e presenta le donne come totalmente asservite ai bisogni dei mariti, dei figli, dei nipoti, degli amanti, ma che poi le celebra con canzoni, feste, e le premia consentendo loro di andare in pensione prima.<br \/>\nEd \u00e8 per rompere questo tipo di cultura, pi\u00f9 ancora per gli innegabili e indispensabili risparmi economici che il provvedimento porter\u00e0 alle casse dello Stato, che le donne per prime dovrebbero accogliere a braccia aperte il monito della Ue. E dire ai propri mariti, ai Calderoli, ai Bossi, agli Epifani: grazie mille del pensiero ma da domani ai vecchi e ai nipoti ci pensate un po&#8217; anche voi. Chiss\u00e0 che non sia la volta buona che in Italia cominceremo a vedere un po\u2019 di asili e case di assistenza e senza nemmeno far troppe battaglie. Perch\u00e9 proprio questo \u00e8 stato il tipo di scambio che per anni i governi italiani hanno condotto implicitamente con le famiglie: noi facciamo pochi asili e poca assistenza sociale, per\u00f2 in cambio vi mandiamo le mamme e le nonne in pensione prima. Non \u00e8 un caso se l\u2019Italia, che tanto ama la famiglia, alla fine spende per le politiche per la famiglia e l&#8217;infanzia la met\u00e0 pari pari della media Ocse (1,2% del Pil contro il 2,4%). Rompere questo \u00abaccordo\u00bb significherebbe, per questo governo, doversi poi trovare a fare i conti con una domanda crescente di servizi di assistenza all\u2019infanzia e alla vecchiaia di cui finora si era preoccupato pochissimo.<br \/>\nPurtroppo anche le donne per troppi anni sono state complici di questo gioco. Da un lato rivendicavano, s\u00ec, il diritto di emanciparsi da un ruolo antico che non corrispondeva pi\u00f9 alle loro aspirazioni, e di avere pi\u00f9 asili e servizi, ma intanto continuavano ad assumersi tutta la responsabilit\u00e0 dei doveri familiari e si tenevano i piccoli privilegi che lo Stato gli riservava, per poter assolvere al meglio tali doveri cos\u00ec come la societ\u00e0 si aspettava da loro.<br \/>\nMa in questo modo si sono autocondannate a non emanciparsi mai fino in fondo. E con loro il nostro Paese. Perch\u00e9 se una donna sa che lavorer\u00e0 meno di un uomo per potersi dedicare a vecchi o nipoti, investir\u00e0 di meno nella propria carriera sin dagli inizi. Perch\u00e9 in fondo sapr\u00e0, prima ancora di cominciare a lavorare, che dovr\u00e0 rallentare il passo non solo per il primo figlio, ma poi per il primo nipote e infine per il primo segnale d\u2019Alzheimer del genitore o del suocero. E l\u2019Italia continuer\u00e0 ad avere un tasso di attivit\u00e0 femminile pi\u00f9 basso degli altri Paesi europei, una retribuzione media femminile pi\u00f9 bassa degli uomini e cos\u00ec via.<br \/>\nE continuer\u00e0 ad essere cos\u00ec non perch\u00e9 le donne siano incapaci o gli uomini siano cattivi, ma perch\u00e9 le une e gli altri vivono in un sistema che genera incentivi affinch\u00e9 le cose stiano cos\u00ec. Ma questo circolo vizioso si pu\u00f2 spezzare, cominciando per esempio col rompere questo sciocco e inutile favoritismo nei confronti delle donne e reinvestendo i risparmi che ne deriverebbero alle casse dello Stato per potenziare servizi all\u2019infanzia e alla famiglia.<br \/>\nPer questo le donne dovrebbero essere le prime ad appoggiare questo provvedimento. E capire che non usciranno mai dalla loro vera o presunta inferiorit\u00e0 finch\u00e9 continueranno a voler usare tale inferiorit\u00e0 come scusa per avere trattamenti in qualche modo privilegiati, a mo\u2019 di compensazione per l&#8217;ingiustizia che subiscono. Le ingiustizie si eliminano <em>ex ante<\/em>, non si compensano <em>ex post<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE DONNE DOVREBBERO ESSERE LE PRIME AD APPOGGIARE LA PARIFICAZIONE DELL&#8217;ETA&#8217; PENSIONABILE, RIVENDICANDO CHE OGNI EURO RISPARMIATO IN QUESTO MODO VENGA REINVESTITO IN SERVIZI ALLA FAMIGLIA: L&#8217;INIQUITA&#8217; (COME LO SPRECO CONSEGUENTE) DEL REGIME ATTUALE DI DISCRIMINAZIONE VA ELIMINATA EX ANTE, NON COMPENSATA EX POST CON MISURE CHE CONFERMANO LA DISCRIMINAZIONE Editoriale di Irene Tinagli pubblicato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-8732","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8732\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}