
{"id":8794,"date":"2010-06-10T16:21:19","date_gmt":"2010-06-10T15:21:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8794"},"modified":"2010-06-20T15:36:46","modified_gmt":"2010-06-20T14:36:46","slug":"i-salari-pubblici-ad-personam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8794","title":{"rendered":"I SALARI PUBBLICI? AD PERSONAM"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA MANOVRA TREMONTI HA RIDOTTO I SALARI PUBBLICI IN MODO INDIFFERENZIATO &#8211;\u00a0OCCORRE INVECE RIDURRE I SALARI DI ALCUNI E AUMENTARE QUELLI DI ALTRI, IN BASE A UNA RIGOROSA\u00a0\u00a0MISURAZIONE INDIPENDENTE, DIFFERENZIADOLI ANCHE IN BASE ALLE DIFFERENZE REGIONALI DI\u00a0COSTO DELLA VITA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Alberto Alesina <\/strong>e <strong>Andrea Ichino <\/strong>pubblicato su <\/em>Il Sdel ole-24 Ore <em>del 6 giugno 2010. Segue <strong>una replica del ministro della Funzione pubblica Brunetta<\/strong>, sullo stesso quotidiano il 15 giugno, e la <strong>contro-replica dei due autori<\/strong>, del giorno successivo.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"background: #e4e1db; margin: 0cm 0cm 0pt;\">Se l&#8217;Italia non ricomincia a crescere, il rapporto debito\/Pil non scender\u00e0 mai e il paese non uscir\u00e0 da quello stato d&#8217;insicurezza fiscale che lo attanaglia ormai da tempo. Il settore pubblico \u00e8 quello in cui \u00e8 pi\u00f9 evidente la difficolt\u00e0 di conciliare gli obiettivi di contenimento della spesa e di stimolo alla crescita.<br \/>\nI costi e l&#8217;inefficienza della pubblica amministrazione pesano sulla produttivit\u00e0 del paese, ma al tempo stesso erogare maggiori risorse a chi le spende male sarebbe controproducente e comunque aggraverebbe il problema del debito, data l&#8217;impossibilit\u00e0 d&#8217;incrementare le tasse. E se anche si riuscisse, come certamente si deve, a recuperare evasione fiscale, queste entrate dovrebbero servire solo a ridurre le aliquote per chi le tasse le paga gi\u00e0.<br \/>\nCome si pu\u00f2, allora aumentare l&#8217;efficienza del settore pubblico senza spendere maggiori risorse? L&#8217;unica soluzione percorribile \u00e8 difficile, ma non ha alternative: si deve contenere la spesa aggregata differenziando al suo interno l&#8217;erogazione di salari e risorse che premino i migliori a svantaggio dei peggiori. La manovra Tremonti ha bloccato la crescita dei salari pubblici (oltre che le assunzioni) che da tempo salivano pi\u00f9 rapidamente di quelli privati, e per la prima volta ha fatto entrare nel lessico politico italiano il concetto di &#8220;riduzione&#8221; dei salari statali, sia pur di poco e per pochi. Questa \u00e8 una novit\u00e0 su cui far leva. Ma ora bisogna usarla e proseguire sulla strada delle differenziazioni a parit\u00e0 di spesa totale. Sono almeno due le dimensioni su cui agire: produttivit\u00e0 e costo della vita.<br \/>\nSul primo punto, il termine &#8220;meritocrazia&#8221; \u00e8 ormai sbandierato da tanti, ma pochi hanno il coraggio di dire che questo implica aumentare i salari di qualcuno e ridurre quelli di altri, visto che la somma totale non deve salire. Per fare questo sono necessari sistemi di valutazione, ma al tempo stesso sarebbe pericoloso collegare meccanicamente le retribuzioni ai pochi indicatori misurabili di performance. Questi criteri, apparentemente oggettivi, sono manipolabili e possono incentivare comportamenti diversi da quelli veramente desiderati se questi ultimi non sono facilmente misurabili. Servirebbe una maggiore autonomia e discrezionalit\u00e0 dei singoli enti pubblici nella gestione delle loro politiche retributive, fatta salva la valutazione <em>ex post <\/em>dei risultati.<br \/>\nNelle scuole americane e inglesi, ad esempio, gli insegnanti migliori hanno stipendi pi\u00f9 alti non per un rigido meccanismo che leghi automaticamente le loro retribuzioni a indicatori misurabili ma parziali del loro valore. \u00c8 il mondo esterno ad indicare chi sono gli insegnanti migliori, ossia quelli pi\u00f9 contesi tra le varie scuole: le maestre piu brave ricevono tante offerte e il loro datore di lavoro deve tenerne conto se non vuole perdere le migliori. Gli uffici pubblici in Italia hanno bisogno di questa medesima autonomia, combinata con una seria valutazione dei risultati.<br \/>\nSulla differenziazione in base al costo della vita, si \u00e8 scritto molto (noi stessi su queste pagine e recentemente Angelo Panebianco sul Corriere della Sera). Ci sono zone del paese (non necessariamente solo al Sud) in cui i prezzi dei beni di consumo sono almeno del 20% inferiori che in altre. Considerando il prezzo delle case, le differenze sarebbero forse ancora maggiori. Quindi il potere d&#8217;acquisto reale di lavoratori con retribuzioni nominali uguali pu\u00f2 differire notevolmente nelle diverse aree del paese. In un mercato del lavoro libero queste differenze reali si aggiusterebbero per tenere conto di quanto diversamente attraenti sono le condizioni di vita e di lavoro nei diversi luoghi. Ma se i salari nominali non possono aggiustarsi e sono dovunque uguali a parit\u00e0 d&#8217;inquadramento, come nel settore pubblico italiano, il salario reale di chi vive in zone a basso costo della vita potrebbe essere ingiustificatamente troppo alto.<br \/>\nNon solo \u00e8 iniquo che, a parit\u00e0 di altre condizioni, il potere d&#8217;acquisto di lavoratori identici debba essere diverso, ma cos\u00ec facendo si danno anche incentivi sbagliati che riducono le potenzialit\u00e0 di crescita del paese. Dove il costo della vita \u00e8 basso si sta in coda per il posto pubblico, che fa concorrenza &#8220;sleale&#8221; agli imprenditori privati. E in generale gli uffici pubblici tendono ad essere sottodimensionati da una parte e sovradimensionati altrove.<\/p>\n<p style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0.4pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"color: #993300;\">LA REPLICA DEL MINISTRO BRUNETTA: PREMIARE IL MERITO? GIA&#8217; FATTO<br \/>\n<\/span>Avere il sostegno di due importanti economisti in un&#8217;azione difficile come quella di fare della pubblica amministrazione un fattore di competitivit\u00e0 e crescita dell&#8217;economia attraverso l&#8217;aumento della produttivit\u00e0 dei pubblici dipendenti mi avrebbe fatto piacere. \u00c8 stata questa la mia prima reazione alla lettura dell&#8217;articolo di Alberto Alesina e Andrea Ichino pubblicato sul Sole 24 Ore del 6 giugno. Ma so anche che appoggiare da ricercatori un&#8217;azione di riforma richiede un minimo di impegno e di coraggio civile. L&#8217;impegno riguarda la fatica di essere informati. Il coraggio \u00e8 quello di sapere schierarsi, che significa esprimere giudizi chiari sugli avvenimenti.<br \/>\nNel loro articolo Alesina e Ichino ribadiscono ci\u00f2 che \u00e8 noto a tutti: il consolidamento fiscale, necessario a uscire dai pericoli della crisi debitoria che colpisce i paesi avanzati e in particolare l&#8217;Europa, e l&#8217;Italia al suo interno, richiede che si agisca sia sul deficit, sia sulla crescita. Essi colgono anche come l&#8217;azione sul settore pubblico sia strategica non solo per contenere il deficit, per controllare e ridurre la spesa pubblica, ma per generare un aumento della produttivit\u00e0 dell&#8217;intero sistema economico.<br \/>\nCome si ottiene questo risultato? Evidentemente attraverso un aumento della produttivit\u00e0 dei dipendenti pubblici, un quinto dell&#8217;occupazione dipendente complessiva, e aumentando la qualit\u00e0 dei servizi che determinano la produttivit\u00e0 del settore privato. Da quando sono diventato ministro non faccio che ripetere questi concetti. Ma un ministro deve tradurre le idee in azione di governo. \u00c8 compito del ministro e del governo nel suo complesso, non degli <em>opinion maker<\/em> il cui compito \u00e8 tenere vigile l&#8217;opinione pubblica e, se si tratta anche di studiosi, suggerire gli strumenti o criticare quelli adottati.<br \/>\nE qui si viene al motivo della mia reazione all&#8217;articolo. Essenzialmente i due autori affermano che l&#8217;unico modo di incentivare la produttivit\u00e0 \u00e8 introdurre il premio al merito nella pubblica amministrazione e per far questo \u00e8 necessario differenziare i salari. Inoltre poich\u00e9 la massa salariale del settore pubblico in questa fase di consolidamento fiscale non pu\u00f2 crescere, questo obiettivo si pu\u00f2 raggiungere solo riducendo i salari di chi non merita e aumentando quelli di chi merita.<br \/>\nAggiungerei che questo principio, cio\u00e8 quello che i salari possono essere anche ridotti a chi non merita, \u00e8 valido sempre non solo in tempi di vincoli di bilancio. D&#8217;altra parte i salari devono essere legati alla produttivit\u00e0, nel settore pubblico come in quello privato, e questo implica che essi possano essere anche ridotti laddove la produttivit\u00e0 decresce. Il vero problema non \u00e8 infatti comparare la dinamica dei salari, ma compararli in rapporto alla dinamica della produttivit\u00e0. Il problema \u00e8 che la produttivit\u00e0 nel settore privato \u00e8 misurata, seppur indirettamente, dal mercato. Nel settore pubblico non c&#8217;\u00e8 la selezione del mercato e deve intervenire un\u00a0 sistema di valutazione severo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Mi sto accorgendo che sto illustrando la riforma della pubblica amministrazione da me voluta e che \u00e8 divenuta legge nell&#8217;autunno 2009. In particolare sto spiegando le ragioni per le quali in questa legge si preveda l&#8217;istituzione di un sistema di valutazione e di una commissione indipendente che assicuri la correttezza del sistema e perch\u00e9, proprio per rompere un tab\u00f9, la differenziazione salariale debba essere applicata per legge con un criterio secondo il quale il 25% dei dipendenti, quelli che hanno avuto la valutazione pi\u00f9 bassa, perdano i premi di produttivit\u00e0, e quindi vedano il loro salario ridotto. Si \u00e8 trattato di rompere il tab\u00f9 di cui parlano i due articolisti anche se il metodo pu\u00f2 essere criticato e affinato. Non \u00e8 stato facile e abbiamo avuto coraggio. Ora si tratta di applicare la legge ed \u00e8 necessario altrettanto coraggio.<br \/>\nMi avrebbe fatto piacere annoverare anche Alesina e Ichino tra coloro che aiutano ad attuare, a migliorare o anche a cambiare la riforma se ritengano che contenga degli errori. Purtroppo c&#8217;\u00e8 un &#8220;ma&#8221;, o meglio due. Il primo: essi ignorano l&#8217;esistenza di questa legge (decreto legislativo 150\/2009) anche se conoscono il sistema scolastico inglese. Ma posso aumentare le loro informazioni con tanti altri esempi internazionali perch\u00e9 quando si vara una legge si studia prima di formularla, e forse bisogna farlo anche prima di scrivere articoli. Il secondo &#8220;ma&#8221; riguarda il coraggio, quello di riconoscere, o almeno valutare, quello altrui.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"color: #993300;\">LA CONTROREPLICA DI ALBERTO ALESINA E ANDREA ICHINO: LA &#8220;RIFORMA BRUNETTA&#8221; PER ORA C&#8217;E&#8217; SOLTANTO SULLA CARTA, BOICOTTATA DALLO STESSO GOVERNO DI CUI BRUNETTA FA PARTE<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Il Ministro Brunetta ci accusa di non aver riconosciuto i suoi meriti. \u00c8 vero: lui \u00e8 una delle\u00a0 voci di questo governo, con il Ministro Gelmini, che a parole hanno proposto una differenziazione delle retribuzioni nel settore pubblico. Ma lui stesso ci ricorda che compito di un ministro \u00e8 &#8220;tradurre le idee in azioni di governo&#8221;: ossia fatti non parole.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul tema della tanto sbandierata meritocrazia abbiamo sentito molte parole ma visto pochi fatti. Gli spiragli positivi aperti dal D.L 150\/2009 (che ben conosciamo!), sono stati chiusi dalla manovra: per tre anni almeno, le retribuzioni sono bloccate per tutti, buoni e cattivi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Ministro Gelmini aveva preso l&#8217;impegno di restituire agli insegnanti in forma premiale il 30% dei risparmi conseguiti, ma non si sa ancora se l&#8217;impegno sar\u00e0 mantenuto nonostante sia stato trovato il modo per farlo.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nell&#8217;universit\u00e0 ci sono professori che non fanno ricerca e non insegnano, a fianco di precari pi\u00f9 meritevoli. Ma il governo non ha il coraggio di prendere provvedimenti e potrebbe benissimo farlo senza alcuna nuova legge. \u00a0L&#8217;unica cosa che ha saputo fare, \u00e8 stato tagliare nella scuola tutti i precari indiscriminatamente, sia quelli bravi sia quelli incapaci, salvando invece gli insiders con il posto fisso, senza eccezioni e senza meritocrazia.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stiamo ancora aspettando una riforma che dia autonomia agli atenei nell&#8217;offerta formativa e nella gestione delle risorse umane (licenziamenti, retribuzioni e avanzamenti di carriera), a cui faccia seguito un&#8217;erogazione differenziata dei fondi sulla base della qualit\u00e0 (e magari la chiusura\u00a0 degli atenei che non meritano). Di nuovo, molti annunci mediatici ma pochi risultati concreti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il ministro cita come cosa fatta l&#8217;autorit\u00e0 indipendente (Civit) istituita un anno fa \u00a0per\u00a0 garantire e coordinare la valutazione delle amministrazioni pubbliche. \u00a0La realt\u00e0 \u00e8 che il governo non ha ancora emanato i decreti necessari per il suo funzionamento. N\u00e9 ha risposto ad un&#8217;interpellanza urgente presentata in proposito al Senato da oltre un mese.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infine, ed era un punto importante del nostro articolo, nulla \u00e8 stato fatto per tenere conto delle differenze di costo della vita nel paese. Ministro Brunetta, siamo pronti a riconoscerle i suoi meriti, e avremmo dovuto scriverlo.\u00a0 Ma vorremmo vedere piu fatti e meno parole dal governo in tema di meritocrazia nell&#8217;amministrazione pubblica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA MANOVRA TREMONTI HA RIDOTTO I SALARI PUBBLICI IN MODO INDIFFERENZIATO &#8211;\u00a0OCCORRE INVECE RIDURRE I SALARI DI ALCUNI E AUMENTARE QUELLI DI ALTRI, IN BASE A UNA RIGOROSA\u00a0\u00a0MISURAZIONE INDIPENDENTE, DIFFERENZIADOLI ANCHE IN BASE ALLE DIFFERENZE REGIONALI DI\u00a0COSTO DELLA VITA Articolo di Alberto Alesina e Andrea Ichino pubblicato su Il Sdel ole-24 Ore del 6 giugno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-8794","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8794\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}