
{"id":8852,"date":"2010-06-13T22:59:36","date_gmt":"2010-06-13T21:59:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8852"},"modified":"2010-06-14T08:04:54","modified_gmt":"2010-06-14T07:04:54","slug":"relazioni-industriali-inviare-un-messaggio-positivo-agli-investitori-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8852","title":{"rendered":"RELAZIONI INDUSTRIALI: COME INVIARE UN MESSAGGIO POSITIVO AGLI INVESTITORI STRANIERI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER PORSI IN CONDIZIONE DI ATTIRARE IL MEGLIO DELL&#8217;IMPRENDITORIA MONDIALE, L&#8217;ITALIA HA URGENTE BISOGNO DI UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI CHE CONSENTA LA SCOMMESSA SUL PIANO INDUSTRIALE INNOVATIVO, MEDIANTE L&#8217;ACCORDO AZIENDALE, ANCHE NELLE SITUAZIONI DI GRAVE DIVERGENZA TRA I SINDACATI MAGGIORI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em>, nella rubrica <\/em>Lettera sul Lavoro<em>, il 14 giugno 2010 &#8211; Sul tema di questo articolo rinvio anche al mio saggio\u00a0<\/em><a title=\"Hire your best employer - 2007\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=305\" target=\"_blank\">Che cosa impedisce ai lavoratori di scegliersi l&#8217;imprenditore<\/a><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Caro Direttore, quale che sia il risultato finale della partita che si sta giocando in queste ore alla Fiat di Pomigliano d\u2019Arco, essa costituisce l\u2019ennesima conferma della grave inadeguatezza del sistema italiano delle relazioni industriali rispetto alle sfide dell\u2019economia globale. L\u2019immagine del sindacato italiano che questa vicenda d\u00e0 al mondo \u00e8 la stessa che diede due anni fa l\u2019inconcludente trattativa con Air France-KLM per il futuro di Alitalia: quella di un sindacato profondamente diviso, ma anche incapace di darsi le regole necessarie per evitare che la divisione generi paralisi.<br \/>\n<!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In un sistema ispirato al principio del pluralismo sindacale, deve considerarsi normale che nella valutazione di un piano industriale a forte contenuto innovativo le associazioni sindacali si dividano. Il problema \u00e8 che il nostro sistema non ha saputo dotarsi degli strumenti indispensabili per dirimere la questione. Accade cos\u00ec che, se non si arriva a un accordo che coinvolga tutti quanti, l\u2019innovazione rispetto allo standard definito dal contratto collettivo nazionale \u00e8 poco praticabile: i lavoratori dissenzienti potranno sempre ottenerne dal giudice la disapplicazione nei propri confronti; e i sindacati dissenzienti \u2013 anche quando rappresentino soltanto l\u2019uno per cento dei lavoratori interessati \u2013 potranno sempre proclamare uno sciopero contro l\u2019accordo, cui potr\u00e0 aderire quell\u2019uno per cento, ma anche il cinquanta o il cento per cento dei lavoratori, ivi compresi quelli aderenti ai sindacati che l\u2019accordo l\u2019hanno firmato. Il risultato \u00e8 che l\u2019imprenditore se ne va altrove con il suo piano industriale innovativo e con la domanda di lavoro che esso porta con s\u00e9 (\u00e8 quello che \u2013 comprensibilmente \u2013 minaccia di fare Marchionne a Pomigliano, se l\u2019accordo non sar\u00e0 firmato da tutti).<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo gravissimo difetto del nostro sistema delle relazioni industriali non \u00e8 \u2013 beninteso \u2013 la sola causa della scarsa attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia per le imprese multinazionali; ma molti osservatori qualificati lo considerano come una delle cause principali, insieme alla complessit\u00e0, ipertrofia e incomprensibilit\u00e0 del nostro diritto del lavoro, per gli stranieri e non solo per loro. Nel momento in cui ci proponiamo di curare il \u201cmale oscuro\u201d che da due decenni impedisce al nostro Paese di crescere, faremmo bene ad affrontare e risolvere questo problema al pi\u00f9 presto. L\u2019Italia \u00e8 da molti anni il fanalino di coda nella graduatoria dei Paesi europei pi\u00f9 capaci di intercettare gli investimenti nel mercato globale dei capitali: nell\u2019ultimo quinquennio precedente alla grande crisi (2004-2008) essa ha saputo attirare sul proprio territorio investimenti stranieri in una misura complessivamente pari al 6,9 per cento del PIL (meno dell\u20191,4 ogni anno), a fronte del 27,3 per cento in Gran Bretagna, del 24,4 in Olanda, del 19,4 in Francia, del 13,6 in Spagna. Peggio di noi ha fatto soltanto la Grecia (5,2). \u00c8 cos\u00ec che il nostro Paese subisce gli effetti negativi della globalizzazione \u2013 cio\u00e8 le delocalizzazioni delle imprese italiane verso i Paesi emergenti e la concorrenza della manodopera straniera nelle fasce professionali pi\u00f9 basse \u2013 senza essere capace di approfittare della pi\u00f9 importante opportunit\u00e0 positiva offerta dalla globalizzazione stessa: ovvero della possibilit\u00e0 di attirare sul nostro territorio il meglio dell\u2019imprenditoria straniera, che porta con s\u00e9 innovazione, quindi maggiore produttivit\u00e0 del lavoro e pi\u00f9 alte retribuzioni.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Certo, perch\u00e9 di questo si tratti e non di \u201c<em>dumping<\/em> sociale\u201d, cio\u00e8 di \u201cconcorrenza al ribasso\u201d, \u00e8 indispensabile che il sindacato sappia (e possa) operare come intelligenza collettiva dei lavoratori nella valutazione del piano industriale che viene proposto e delle alternative disponibili. Di qualsiasi deroga rispetto allo standard posto dal contratto collettivo nazionale \u2013 riguardi essa l\u2019organizzazione del lavoro, il sistema di inquadramento, gli orari, o la struttura delle retribuzioni \u2013 nessuno pu\u00f2 stabilire in astratto se essa sia \u201cmeglio\u201d o \u201cpeggio\u201d per i lavoratori interessati. Ma, cos\u00ec come sarebbe sbagliato un sistema di relazioni industriali che consentisse <em>a priori<\/em> a qualsiasi sindacato di sottoscrivere quella deroga con efficacia generale, altrettanto sbagliato sarebbe un sistema che <em>a priori<\/em> lo vietasse. E il nostro sistema si avvicina molto a quest\u2019ultimo modello, perch\u00e9 la regola dell\u2019unanimit\u00e0 significa di fatto in molti casi impossibilit\u00e0 pratica di sperimentare l\u2019innovazione rispetto allo standard nazionale, buona o cattiva che sia.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec stando le cose, i casi sono due: o il nostro sistema delle relazioni industriali sapr\u00e0 darsi da solo le regole necessarie, in materia di rappresentativit\u00e0, di legittimazione a contrattare e di efficacia del contratto (ivi compresa l\u2019eventuale clausola di tregua sindacale) mediante un accordo interconfederale sottoscritto da tutte le confederazioni maggiori, o dovr\u00e0 farlo il legislatore in via sussidiaria. Molto meglio la prima ipotesi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER PORSI IN CONDIZIONE DI ATTIRARE IL MEGLIO DELL&#8217;IMPRENDITORIA MONDIALE, L&#8217;ITALIA HA URGENTE BISOGNO DI UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI CHE CONSENTA LA SCOMMESSA SUL PIANO INDUSTRIALE INNOVATIVO, MEDIANTE L&#8217;ACCORDO AZIENDALE, ANCHE NELLE SITUAZIONI DI GRAVE DIVERGENZA TRA I SINDACATI MAGGIORI Articolo pubblicato sul Corriere della Sera, nella rubrica Lettera sul Lavoro, il 14 giugno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-8852","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8852\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}