
{"id":8981,"date":"2010-06-20T18:16:44","date_gmt":"2010-06-20T17:16:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8981"},"modified":"2011-01-10T12:46:19","modified_gmt":"2011-01-10T11:46:19","slug":"perche-litalia-non-attira-gli-investimenti-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8981","title":{"rendered":"CRONACA IMMAGINARIA DI UN ACCORDO MAI NEGOZIATO (OVVERO: PERCHE&#8217; L&#8217;ITALIA NON ATTIRA GLI INVESTIMENTI STRANIERI)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">COME DOVREBBERO ATTIVARSI IL SINDACATO E LE RAPPRESENTANZE POLITICHE DEI LAVORATORI ITALIANI PER INGAGGIARE IL MEGLIO DELL&#8217;IMPRENDITORIA MONDIALE (HIRE YOUR BEST EMPLOYER!) &#8211; PERCHE&#8217; MARCHIONNE HA RAGIONE QUANDO PONE COME CONDIZIONE CHE L&#8217;ACCORDO PER LA FIAT DI POMIGLIANO SIA FIRMATO DA TUTTI I SINDACATI &#8211; IL CONTENUTO ASSICURATIVO DEL RAPPORTO DI LAVORO E IL &#8220;PREMIO&#8221; CHE I LAVORATORI PAGANO PER QUESTA POLIZZA<\/span><\/p>\n<p><em>Quelli che seguono sono i primi tre paragrafi del terzo capitolo del mio libro <a title=\"A che cosa serve il sindacato?\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=330\" target=\"_blank\">A che cosa serve il sindacato?<\/a> (Mondadori, 2005, ora disponibile anche in edizione economica nella collana Oscar Bestsellers, 2006, introdotto da un dialogo con Eugenio Scalfari)<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h3 class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em><\/em>36. Cronaca immaginaria di un accordo mai negoziato<\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Aprile 2000 \u2013 Negli stessi giorni in cui l<span style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">a Fiat<\/span><span style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"> decide di cessare la produzione nello stabilimento Alfa Romeo di Arese e apre una procedura di licenziamento collettivo, una delegazione formata dal ministro dell\u2019industria del Governo italiano, dal presidente della Regione Lombardia e dai segretari nazionali dei sindacati metalmeccanici parte per Tokyo, dove incontrer\u00e0 i vertici della Nissan. La casa giapponese ha recentemente annunciato di essere alla ricerca di un sito in un Paese europeo, preferibilmente nell\u2019area dell\u2019euro, dove dislocare uno stabilimento per la produzione del suo nuovo modello Omega. Si sono gi\u00e0 candidati lo stabilimento della Renault di Flins, vicino a Parigi, quelli spagnolo e inglese della stessa Nissan, rispettivamente a Barcellona e a Sunderland. La delegazione italiana si propone di promuovere la candidatura di Arese.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Maggio 2000 \u2013 Una convenzione tra Fiat, Regione Lombardia, Fiom Fim e Uilm d\u00e0 atto della decisione della casa torinese di cessare la produzione di auto ad Arese, ponendo a suo carico un cospicuo indennizzo per tutti i lavoratori che verranno conseguentemente licenziati, nonch\u00e9 il costo dell\u2019attivazione da parte della Regione di un servizio di assistenza intensiva per la riqualificazione e ricollocazione per i lavoratori stessi in altre aziende della zona. Un comunicato congiunto del presidente della Regione e dei segretari regionali dei tre sindacati avverte che \u201cnessun lavoratore dell\u2019Alfa Romeo verr\u00e0 abbandonato a s\u00e9 stesso: il dispositivo attivato ad Arese garantir\u00e0 assistenza intensiva per la riqualificazione, mobilit\u00e0 e sostegno del reddito; e rester\u00e0 attivo a pieno regime finch\u00e9 l\u2019ultimo lavoratore interessato non avr\u00e0 trovato una nuova occupazione\u201d. Verr\u00e0 garantito a tutti i lavoratori effettivamente impegnati nel programma un trattamento speciale di disoccupazione pari a quello erogato dalla cassa integrazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>Gennaio 2001 \u2013 Il Governo britannico chiede all\u2019Unione Europea l\u2019autorizzazione per l\u2019offerta di un finanziamento di 58,8 milioni di dollari alla Nissan, destinato a favorire la scelta di Sunderland per la produzione della nuova Omega. La Regione Lombardia risponde offrendo lo stanziamento di 100 milioni di euro per il finanziamento del nuovo insediamento della Nissan ad Arese.(1)<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Febbraio 2001 \u2013 Una delegazione della Nissan \u00e8 a Milano per visitare il sito di Arese e discutere nel dettaglio con le autorit\u00e0 italiane le condizioni del possibile nuovo insediamento. I primi incontri danno esiti molto positivi: i dirigenti giapponesi sono visibilmente impressionati dalle opportunit\u00e0 offerte dal nuovo polo logistico progettato ad Arese in funzione della nuova Fiera di Milano (che \u00e8 in costruzione l\u00ec accanto) e dall\u2019offerta della Regione di attivare collegamenti ferroviari diretti tra l\u2019area industriale, l\u2019aeroporto di Malpensa e la Centrale di Milano. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 li ha colpiti \u00e8 stata la prospettiva, di cui hanno parlato loro i rettori dell\u2019Universit\u00e0 Statale e del Politecnico di Milano, dell\u2019attivazione alla Bovisa, a dieci chilometri da Arese, di un nuovo dipartimento interfacolt\u00e0 dedicato alla ricerca sulle nuove tecnologie dell\u2019automobile e i relativi aspetti ecologici e urbanistici.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Marzo 2001 \u2013 Qualche problema sorge invece sul terreno sindacale. I giapponesi propongono un contratto aziendale del tutto indipendente dal contratto nazionale, della durata di cinque anni; propongono per il primo anno retribuzioni-base pi\u00f9 basse di un quinto rispetto a quelle previste dal contratto nazionale attualmente in vigore, ma con premi di merito individuali e con la prospettiva di consistenti aumenti successivi, in relazione al raggiungimento di determinati obbiettivi aziendali; pi\u00f9 precisamente, propongono un sistema di determinazione dei livelli retributivi individuali basato sulla valutazione delle <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">performances<\/em>;\u00a0(2)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">\u00a0inoltre un sistema di inquadramento professionale diverso da quello previsto dal contratto nazionale italiano: lo vogliono disegnato in funzione del particolare modello di organizzazione del lavoro che intendono attivare nel nuovo stabilimento; chiedono mano libera nella selezione del personale da assumere; infine chiedono una rinuncia dei sindacati stipulanti a proclamare scioperi in relazione alle materie regolate dal contratto, fino alla sua scadenza: qualsiasi controversia collettiva in proposito non risolvibile immediatamente in azienda \u2013 dicono \u2011 dovr\u00e0 essere risolta da un collegio arbitrale precostituito, senza possibilit\u00e0 di impugnazione della decisione da alcuna delle parti. Al termine del secondo incontro la Fiom-Cgil dichiara che le condizioni di lavoro proposte dai dirigenti giapponesi non possono costituire base accettabile per una trattativa e si ritira. La Fim-Cisl e la Uilm, invece, restano al tavolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Aprile 2001 \u2013 Fim e Uilm raggiungono con la Nissan un accordo, che resta per ora condizionato alla decisione finale della casa giapponese circa l\u2019insediamento ad Arese del suo nuovo stabilimento. Due giorni dopo l\u2019accordo viene presentato pubblicamente ai lavoratori ex-Alfa Romeo che sono ancora senza lavoro, con l\u2019avvertenza che nessuno \u00e8 obbligato ad accettare le condizioni concordate con la Nissan e che d\u2019altra parte a nessuno \u00e8 garantita l\u2019assunzione (anche se alla Nissan in quell\u2019area non sar\u00e0 facile trovare in breve tempo i lavoratori di cui avr\u00e0 bisogno senza attingere al personale ex-Alfa Romeo). La retribuzione iniziale \u00e8 effettivamente bassa, ma le prospettive di aumento negli anni successivi sono buone, essendo previsti aumenti rilevanti della retribuzione, fino al raddoppio rispetto al minimo, in relazione ai risultati aziendali e alle <em>performances <\/em>individuali. Ovviamente, l\u2019accordo non viene messo ai voti ora, poich\u00e9 nessun partecipante alla riunione \u00e8 ancora dipendente della Nissan. Se il nuovo insediamento industriale si far\u00e0, l\u2019accordo verr\u00e0 messo ai voti nella prima assemblea dei neo-assunti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">Le reazioni sono discordi: una parte della platea esprime un giudizio nettamente negativo; altri invece considerano la cosa con interesse: la retribuzione iniziale sar\u00e0 anche bassa, ma sar\u00e0 pur sempre meglio della cassa integrazione; e le prospettive di sviluppo successivo \u2013 stando alle notizie che si hanno dagli altri stabilimenti europei della Nissan \u2011 sono promettenti. Circolano tra i partecipanti alla riunione tabelle salariali dalle quali risulta che i dipendenti dello stabilimento della Nissan di Sunderland guadagnano mediamente il doppio rispetto ai metalmeccanici italiani (v. \u00a7 27).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Giugno 2001 \u2013 Durante una <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">tourn\u00e9e<\/em> del Teatro alla Scala in Giappone il vice-presidente della Nissan d\u00e0 l\u2019attesissimo annuncio che la Omega verr\u00e0 prodotta ad Arese. Pochi giorni dopo la neo-costituita S.p.A. Nissan Italia d\u00e0 incarico a una grande agenzia del lavoro multinazionale operante in Italia di procedere alla selezione dei primi 500 lavoratori da assumere per l\u2019attivazione della nuova linea di produzione. Altri 500 verranno assunti, secondo il programma, nel corso del prossimo anno.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Gennaio 2002 \u2013 Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi inaugura il nuovo stabilimento Nissan di Arese, dove le prime squadre di tecnici sono gi\u00e0 all\u2019opera: \u201cla grande tradizione italiana nell\u2019industria dell\u2019auto \u2013 egli dice nel breve discorso augurale \u2013 con questa iniziativa si arricchisce di nuova linfa vitale; e sono certo che anche il sistema italiano di relazioni industriali sapr\u00e0 trarre vantaggio dalla sperimentazione di nuove possibili forme di organizzazione dei rapporti collettivi e individuali di lavoro, in un contesto di sano pluralismo e rispetto reciproco tra le grandi organizzazioni che di quel sistema fanno parte, nel quadro dei principi intangibili fissati dalla nostra Costituzione\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<h3 class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">37. Perch\u00e9 un accordo come quello di Sunderland in Italia non avrebbe potuto funzionare<\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>La realt\u00e0 \u00e8 che la Fim e la Uilm non ci pensano neppure a negoziare e firmare un accordo come quello di cui stiamo fantasticando (per quanto esso ricalchi fedelmente quello sperimentato con successo a Sunderland: v. \u00a7 25). Non perch\u00e9 esso sia irrimediabilmente incompatibile con i loro principi, ma perch\u00e9 esse sanno bene che esso verrebbe bloccato fin dai suoi primi passi, per incompatibilit\u00e0 con il sistema del diritto del lavoro e sindacale oggi effettivamente vigente in Italia. Insomma: qui da noi \u201cnon \u00e8 cosa\u201d (a meno che non si sia d\u2019accordo tutti quanti, Cgil compresa; e anche in quel caso gli ostacoli non mancherebbero). Prima di esaminare dal di dentro il meccanismo giuridico che scoraggia qualsiasi sindacato dal mettersi su questa strada, vediamo quali sarebbero gli effetti pratici pi\u00f9 che probabili di una scelta di questo genere, prolungando la fantasticheria di qualche mese.<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\"><br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Novembre 2002 \u2013 Un gruppo di una decina di dipendenti fa causa alla Nissan rivendicando la differenza tra i minimi retributivi fissati dal contratto collettivo nazionale e le retribuzioni-base previste per il primo anno dall\u2019accordo aziendale che regola la materia nel nuovo stabilimento di Arese.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Gennaio 2003 \u2011 Il Tribunale di Milano accoglie il ricorso. Nella importante sentenza, che viene pubblicata da tutte le principali riviste di diritto del lavoro, si osserva innanzitutto che, per giurisprudenza consolidata, i minimi fissati dal contratto collettivo nazionale costituiscono il parametro cui deve essere commisurata la \u201cgiusta retribuzione\u201d alla quale ogni lavoratore ha diritto, a norma dell\u2019articolo 36 della Costituzione; la motivazione prosegue negando che un accordo aziendale, stipulato per di pi\u00f9 da due soltanto dei sindacati maggiori della categoria, possa incidere sul suddetto diritto costituzionale dei singoli lavoratori; e conclude osservando che non basta la previsione di un possibile premio di risultato, per quanto cospicuo, a sanare l\u2019illegittimit\u00e0 di una riduzione delle garanzie minime. \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d d\u00e0 notizia della sentenza in prima pagina: \u201cL\u2019accordo separato alla Nissan \u00e8 illegale\u201d. \u201cRassegna Sindacale\u201d, settimanale della Cgil, titola: \u201cGli accordi taglia-stipendi hanno le gambe corte\u201d; occhiello: \u201cIl giudice del lavoro rimette le cose a posto ad Arese\u201d. L\u2019azienda annuncia che ricorrer\u00e0 in appello e se necessario anche in Cassazione contro questa sentenza. Ma intanto \u00e8 obbligata a ottemperarvi; e questo crea non pochi malumori nello stabilimento. Nel corso di un\u2019assemblea sindacale alcuni lavoratori strappano ostentatamente le tessere della Fim e della Uilm dichiarando che si rivolgeranno ai servizi legali della Fiom per ottenere anche loro l\u2019aumento di stipendio per via giudiziale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Maggio 2003 \u2013 La Fiom proclama il primo sciopero alla Nissan di Arese. Un gruppo di un centinaio di disoccupati dell\u2019Alfa Romeo facenti capo allo Slai-Cobas si unisce ai lavoratori della Nissan militanti della Fiom per aiutarli a bloccare i cancelli dello stabilimento. Per un\u2019ora viene occupata e paralizzata anche l\u2019autostrada Milano-Laghi, per manifestare solidariet\u00e0 con i lavoratori di Arese in lotta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Giugno 2003 \u2011 La segreteria provinciale della Fiom proclama lo stato di agitazione permanente nello stabilimento di Arese, fino a che la Nissan non accetter\u00e0 di allineare il sistema retributivo e il sistema di inquadramento professionale con quello previsto dal contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici. La maggior parte dei lavoratori non aderisce agli scioperi; ma i blocchi dei cancelli e i blocchi stradali intorno allo stabilimento si rivelano molto efficaci nell\u2019ostacolare \u2011 e a tratti impedire del tutto \u2011 l\u2019attivit\u00e0 produttiva.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Agosto 2003 \u2013 Il Tribunale accoglie un ricorso della Fiom contro la Nissan per condotta antisindacale: tale viene dichiarata l\u2019affissione da parte della Direzione aziendale di un comunicato in cui si avvertivano i lavoratori che lo sciopero violava una specifica clausola di tregua sindacale contenuta nell\u2019accordo aziendale, che la controversia collettiva avrebbe dovuto essere semmai risolta mediante la procedura arbitrale prevista nell\u2019accordo stesso. Nella motivazione del decreto il Tribunale osserva, peraltro, che sull\u2019intero impianto dell\u2019accordo aziendale grava un sospetto di radicale illegittimit\u00e0, in quanto l\u2019accordo stesso esclude programmaticamente l\u2019applicabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale di settore, pretendendo di costituire la sola fonte di disciplina dei rapporti di lavoro, in contrasto con numerose norme legislative che invece intendono promuovere l\u2019applicazione degli standard contrattati a livello nazionale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Maggio 2004 \u2013 Nel corso dell\u2019assemblea di bilancio il presidente della Nissan Italia d\u00e0 conto dei risultati molto deludenti del secondo anno di attivit\u00e0 del nuovo stabilimento, individuandone una delle cause principali nella disapplicazione del programma originariamente negoziato con il sindacato circa l\u2019assetto dei rapporti collettivi e individuali di lavoro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 6pt; mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>In questa vicenda totalmente immaginaria il ruolo attribuito alla Fiom-Cgil pu\u00f2 apparire caricaturale, ingeneroso, non aderente alla realt\u00e0 e ai meriti storici del pi\u00f9 grande sindacato industriale italiano. Nel rileggere queste pagine, la mia stessa prima reazione \u00e8 di disagio e persino di rifiuto. Anche per motivi strettamente legati alla mia storia personale: la Fiom \u00e8 stata il mio primo lavoro, vissuto per anni con passione; conservo ancora con orgoglio la mia tessera di funzionario, di pelle verde scuro, con impresso (originariamente in oro) il glorioso simbolo dell\u2019ingranaggio, del martello e della penna d\u2019oca.(3)<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"> E ancor oggi, nonostante i dissensi, coltivo un rapporto intenso con questa mia prima \u201ccasa\u201d; molti miei studenti vi lavorano come sindacalisti; ho partecipato anche al suo ultimo congresso provinciale, dove sono stato invitato a una tavola rotonda con il segretario nazionale Gianni Rinaldini. Insomma: non provo alcun gusto a criticare la Fiom, \u00e8 come criticare una parte di me stesso. Ma penso che alla stessa Fiom \u2013 come all\u2019intera Cgil, anzi all\u2019intero movimento sindacale italiano \u2011 giovi guardarsi almeno per un attimo \u201cdal di fuori\u201d, senza retorica e senza censure n\u00e9 abbellimenti propagandistici; smettere per un momento di compiacersi della sua grande forza organizzativa e riflettere a fondo sul futuro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">La vicenda descritta \u00e8 immaginaria; ma i comportamenti ivi attribuiti al maggiore sindacato italiano dei metalmeccanici sono del tutto plausibili, poich\u00e9 \u2013 come si \u00e8 visto in dettaglio nel primo capitolo \u2013 sono pi\u00f9 o meno gli stessi che esso ha tenuto nella vicenda (reale, questa) dell\u2019Alfa Romeo, o in quella della Fiat di Melfi dell\u2019aprile 2004, cos\u00ec come, diffusamente, nell\u2019infelice vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del 2003. Non \u00e8 certo una novit\u00e0 per la Fiom la strategia di interdizione nei confronti degli accordi separati stipulati dagli altri due sindacati maggiori, almeno in parte fondata sulla combinazione di forme di lotta ai limiti e oltre i limiti della legalit\u00e0 \u2011 come i \u201cpicchetti duri\u201d ai cancelli e talora anche i blocchi stradali \u2011 con il ricorso alla legge e all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria per ottenere l\u2019inibizione degli effetti degli accordi stessi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Talvolta la guerriglia contro l\u2019accordo separato \u00e8 condotta essenzialmente proprio mediante la minaccia di una pioggia di azioni giudiziarie. Qui il discorso non riguarda la sola Fiom: una minaccia di questo genere formulata pubblicamente dalla Cgil \u00e8 stata una delle cause \u2013 presumibilmente non secondaria \u2013 della scarsit\u00e0 dei risultati prodotti dal \u201cPatto per Milano\u201d stipulato da Cisl e Uil con il Comune ambrosiano nel febbraio 2000 per la promozione del lavoro delle fasce deboli della forza-lavoro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<h3 class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">38. Rapporto assicurativo e rapporto partecipativo:<span style=\"font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\"> <\/span>alfa e omega <span style=\"font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;\">nella scelta dell\u2019assetto del rapporto individuale di lavoro<\/span><\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">In Italia quando si parla di lavoro dipendente il pensiero va subito alla busta-paga che arriva a ogni 27 del mese: per lo pi\u00f9 magra, ma \u2013 finch\u00e9 dura il rapporto \u2013 garantita. In realt\u00e0 il nostro ordinamento non impedirebbe che la retribuzione del lavoro dipendente fosse strutturata anche in modi assai diversi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">Il fatto \u00e8 che fin dagli anni \u201950 si \u00e8 assistito a una forte valorizzazione dell\u2019articolo 36 della nostra Costituzione, nel quale si \u00e8 voluto leggere la sanzione di un diritto universale a una retribuzione fissa pari almeno al minimo previsto dal contratto collettivo nazionale; al tempo stesso si \u00e8 assistito a una netta sottovalutazione della portata dell\u2019articolo 35 della stessa Carta fondamentale, nella parte in cui esso garantisce diritto di cittadinanza al lavoro \u201cin tutte le sue forme e manifestazioni\u201d; e a un sostanziale accantonamento \u2013 sia sul piano teorico, sia sul piano dei fatti \u2011 dell\u2019articolo 46 in materia di partecipazione dei lavoratori nell\u2019impresa. \u00c8 venuto cos\u00ec affermandosi un modello unico di rapporto di lavoro dipendente, quello che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, e l\u2019articolo 36 \u00e8 diventato un ostacolo giuridico alla sperimentazione di modelli diversi. Ci siamo assuefatti a pensare che il rapporto di lavoro dipendente possa essere strutturato solo in quel modo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">\u00c8 invece possibile una lettura di quelle norme costituzionali che valorizzi il loro contenuto di garanzia del possibile pluralismo dei modelli di rapporto di lavoro nell\u2019impresa. Pi\u00f9 precisamente, si pu\u00f2 pensare a una gamma di possibili assetti contrattuali, a un estremo della quale sta il prototipo del rapporto \u2011 quello che nel \u00a7 2 abbiamo contrassegnato con \u03b1 \u2011 in cui la retribuzione del lavoratore \u00e8 compiutamente predeterminata dal contratto in corrispondenza con uno standard fissato dal contratto collettivo e non varia col variare del risultato. \u00c8 questo il rapporto di lavoro nel quale l\u2019imprenditore, che \u00e8 delle due parti quella tipicamente pi\u00f9 sicura di s\u00e9 e intraprendente, si accolla il rischio dell\u2019attivit\u00e0 e quindi mediante il contratto \u201cassicura\u201d il lavoratore, pi\u00f9 avverso al rischio, garantendogli un determinato reddito in cambio della sua rinuncia ai risultati complessivi dell\u2019intrapresa. In questo modello di rapporto il lavoratore non ha un interesse apprezzabile a partecipare alle scelte gestionali e a controllare l\u2019andamento dell\u2019azienda, poich\u00e9 il suo trattamento \u00e8 garantito indipendentemente da tale andamento. (4)<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">All\u2019altro estremo della gamma il prototipo \u00e8 quello del lavoro associato, nel quale il prestatore conferisce il proprio lavoro per l\u2019esercizio di un\u2019impresa comune con altri soggetti, i quali conferiscono a loro volta lavoro e\/o capitale di rischio. Qui la retribuzione non \u00e8 oggetto di un diritto, fino a quando non si siano determinate le condizioni che ne consentano effettivamente la distribuzione tra gli associati: condizioni che possono anche non verificarsi poich\u00e9 il contenuto assicurativo del rapporto \u00e8 nullo o marginale. Per converso, il contratto assicura al lavoratore la partecipazione alla determinazione delle scelte imprenditoriali e\/o il controllo sull\u2019andamento dell\u2019impresa, poich\u00e9 da tale andamento dipende direttamente la remunerazione del suo lavoro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">Fra i due prototipi contrapposti si estende l\u2019ampia gamma dei modelli di rapporto nei quali il contenuto assicurativo va via via decrescendo, fino ad azzerarsi del tutto, mentre corrispondentemente cresce la partecipazione dei lavoratori all\u2019utile dell\u2019impresa e al relativo rischio, quindi anche il loro interesse al controllo sul suo andamento. Secondo l\u2019orientamento giurisprudenziale dominante di cui si \u00e8 detto, deve escludersi la possibilit\u00e0 che nel rapporto di lavoro dipendente il contenuto assicurativo scompaia del tutto: il rapporto di lavoro subordinato deve avere almeno una parte di retribuzione garantita anche quando sia negativo il risultato immediato del lavoro o lo sia l\u2019andamento complessivo dell\u2019impresa. Il problema nasce dal fatto che il contenuto quantitativo di questa garanzia \u00e8 stato collocato dal \u201cdiritto vivente\u201d a un livello molto alto, che lascia pochissimo spazio a una parte della retribuzione variabile in relazione ai risultati. (5)<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\"> Negli articoli 35 e 46 deve invece leggersi una garanzia della possibilit\u00e0 che \u2013 pur nell\u2019area del lavoro dipendente \u2011 il modello assicurativo e il modello partecipativo si combinino tra loro in molti modi diversi, anche con un ampliamento notevole della parte della retribuzione variabile in relazione alla redditivit\u00e0 o alla produttivit\u00e0 dell\u2019impresa, o in relazione alla <em>performance<\/em> del singolo lavoratore (come tipicamente avviene nel rapporto di agenzia). (6)<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: small;\">In questa visione pluralista dell\u2019ordinamento costituzionale del lavoro dipendente anche l\u2019articolo 39 dovrebbe arricchirsi di contenuto, assumendo il valore di garanzia del ruolo centrale della libera associazione sindacale e dell\u2019autonomia collettiva nella scelta tra i numerosi assetti possibili del rapporto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent3\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><\/p>\n<hr size=\"1\" \/><\/span><\/p>\n<div id=\"edn1\" style=\"mso-element: endnote;\">\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: x-small;\">(1)\u00a0Su questa disponibilit\u00e0 della Regione Lombardia v. \u00a7 13.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"edn2\" style=\"mso-element: endnote;\">\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: x-small;\">(2)\u00a0Sul meccanismo di determinazione del <em>rating <\/em>individuale cfr. \u00a7 25 e ivi particolarmente nota 25.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"edn3\" style=\"mso-element: endnote;\">\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">(3)\u00a0Rilasciata il 9 settembre 1968, poco dopo la presa di servizio come funzionario della Fiom nella zona della periferia nord di Milano che si estendeva da Cusano Milanino a Ceriano Laghetto; dalla fine del 1973 il rapporto \u00e8 proseguito alle dipendenze della struttura \u201corizzontale\u201d della Cgil milanese, fino al 1979: v. in proposito <em>La Fiom<\/em><em> di Milano. I funzionari 1945-1985<span style=\"font-style: normal;\">, a<\/span><span style=\"font-style: normal;\"> cura della Fiom di Milano, 1985, pagg. 420-422.<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"edn4\" style=\"mso-element: endnote;\">\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">(4)\u00a0\u00c8 il paradigma proposto \u2013 per la prima volta in forma compiuta, per quel che mi consta \u2011 da F.H. <span style=\"font-variant: small-caps;\">Knight<\/span> (<em>Risk, Uncertainty and Profit<\/em>, 1971 (ed. orig.: 1921): \u00abIn presenza dell\u2019incertezza [circa la domanda futura espressa dal mercato e circa il risultato dell\u2019attivita` produttiva], il fare le cose &#8230; diventa &#8230; una parte secondaria della vita; il problema o ruolo primario consiste nel decidere che cosa fare e come farlo\u00a0\u00bb (pag. 268); donde \u00ab&#8230; il sistema nel quale il soggetto piu` sicuro di se\u00b4 e intraprendente \u2018\u2018si accolla il rischio\u2019\u2019 o \u2018\u2018assicura\u2019\u2019 il piu` timido e dubbioso garantendogli un determinato reddito in cambio della cessione dei risultati effettivi\u00bb (pag. 269-270; trad. mia; l\u2019intero testo di K. puo` leggersi in traduzione italiana: <em>Rischio, incertezza e profitto<\/em>, Firenze, 1960). Sul modello <em>principal\/agent<\/em>, con cui gli economisti analizzano la transazione fra creditore e prestatore di lavoro circa la ripartizione del rischio delle sopravvenienze, nella letteratura in lingua italiana di <em>law and economics<\/em> v. <span style=\"font-variant: small-caps;\">F. Sartori<\/span>, <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Il modello economico dell\u2019<\/em><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">agency<\/span><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"> e il diritto: prime riflessioni<\/em><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">, in \u201cRivista critica del diritto privato\u201d, 2001, pp. 607-661.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"edn5\" style=\"mso-element: endnote;\">\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman; font-size: x-small;\">(5)\u00a0V. in proposito nota 14.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"font-size: x-small;\">(6)<span style=\"font-size: x-small;\">\u00a0Nella dottrina giuslavoristica italiana la concezione del contratto di lavoro come rapporto di natura associativa \u00e8 stata sostenuta da Aldo <span style=\"font-variant: small-caps;\">Cessari:<\/span> v. soprattutto la sua monografia <em>Fedelt\u00e0, lavoro, impresa<\/em>, Milano, Giuffr\u00e9, 1969, e ivi particolarmente le pagg. 116-123, sulla dialettica tra momento conflittuale e momento collaborativo nelle relazioni di lavoro. Dalla sua costruzione non emergeva, per\u00f2, l\u2019idea di una possibile gradazione del contenuto associativo del rapporto, in ragione inversa del contenuto assicurativo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoEndnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME DOVREBBERO ATTIVARSI IL SINDACATO E LE RAPPRESENTANZE POLITICHE DEI LAVORATORI ITALIANI PER INGAGGIARE IL MEGLIO DELL&#8217;IMPRENDITORIA MONDIALE (HIRE YOUR BEST EMPLOYER!) &#8211; PERCHE&#8217; MARCHIONNE HA RAGIONE QUANDO PONE COME CONDIZIONE CHE L&#8217;ACCORDO PER LA FIAT DI POMIGLIANO SIA FIRMATO DA TUTTI I SINDACATI &#8211; IL CONTENUTO ASSICURATIVO DEL RAPPORTO DI LAVORO E IL &#8220;PREMIO&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,11],"tags":[],"class_list":["post-8981","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8981","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8981"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8981\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}