
{"id":9069,"date":"2010-06-25T11:45:48","date_gmt":"2010-06-25T10:45:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9069"},"modified":"2010-06-27T17:23:45","modified_gmt":"2010-06-27T16:23:45","slug":"risposte-su-pomigliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9069","title":{"rendered":"POMIGLIANO ACCENDE IL DIBATTITO SULLA RIFORMA DEL NOSTRO SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"color: #993300;\">DA ANNI ACCETTIAMO &#8211; PUR POTENDO AGEVOLMENTE IMPEDIRLO &#8211; CHE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI OPERAI LAVORINO IN NERO NEGLI SCANTINATI CONTROLLATI DALLA CAMORRA, CON \u201cDEROGHE\u201d AL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE BEN PI\u00d9 GRAVI DI QUELLE PROPOSTE A POMIGLIANO DALLA FIAT, CHE OPERA ALLA LUCE DEL SOLE E NEL RISPETTO DELLA LEGGE; MA SU QUESTE SIAMO INFLESSIBILI<\/span><\/p>\n<p><em>Quella che segue \u00e8 la <strong>mia risposta<\/strong> (del 24 giugno) ai numerosi\u00a0commenti\u00a0comparsi su <\/em>Lavoce.info\u00a0<em>a seguito del mio <\/em><a title=\"Intervento su Lavoce.info, 18.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8923\" target=\"_blank\"><em>intervento del 18 giugno 2010<\/em><\/a><em>\u00a0&#8211; A questa ha fatto seguito <a title=\"Lettera di L. Mariucci - 27.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9087\" target=\"_blank\">un intervento\u00a0di Luigi Mariucci<\/a>,<strong> <\/strong>nettamente dissenziente\u00a0per la parte relativa all&#8217;applicabilit\u00e0 della clausola di tregua ai singoli lavoratori,\u00a0con la mia replica\u00a0&#8211; In argomento v. anche <\/em><a title=\"Editoriale - 21.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=8948\" target=\"_blank\"><em>il mio editoriale per la Newsletter n. 108, del 21 giugno 2010<\/em><\/a><em>,\u00a0contenente\u00a0i link ad alcuni scritti miei e di altri su questi temi<\/em>\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1. &#8211; Sul primo punto<\/strong> sollevato da Giorgio Conti e da altri lettori. Ho lavorato per quattro anni come sindacalista della Fiom-Cgil (in una zona della Brianza), poi per altri sei anni alla Camera del Lavoro di Milano, in mezzo agli operai e con una retribuzione pari alla loro. Conosco da vicino la fatica del loro lavoro. In seguito, il mio lavoro \u00e8 sempre stato di natura intellettuale e non manuale; ma ho sempre lavorato per sette giorni alla settimana e per almeno dieci ore al giorno: ne \u00e8 prova quello che ho fatto fin qui, e chiunque pu\u00f2 controllarlo direttamente sul mio sito e nell&#8217;Archivio dei miei scritti. Insomma, so che cosa \u00e8 il lavoro.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il dovere dello studioso \u00e8 dire tutto quello che pensa anche quando questo va controcorrente; e dirlo senza asservirsi ad alcun interesse costituito. Nel caso di Pomigliano ho detto e dico ci\u00f2 di cui sono convinto: <strong>il motivo pregiudiziale addotto dalla Fiom per rifiutare l&#8217;accordo \u00e8 indifendibile<\/strong>. E osservo che quel motivo (pretesa contrariet\u00e0 alla Costituzione della clausola sui tassi anomali di assenza per malattia e della clausola di tregua) non ha alcuna attinenza con la faticosit\u00e0 dell&#8217;organizzazione del lavoro proposta dalla Fiat.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D&#8217;altra parte, <strong>i diritti dei lavoratori si difendono prima di tutto combattendone gli abusi<\/strong>. Una regola di tutela del lavoratore che si ammala non pu\u00f2 avere lunga vita, se essa si presta a essere diffusamente utilizzata per assistere alla partita di calcio; una disposizione che, &#8220;chirurgicamente&#8221;, impedisce questo abuso mi sembra il modo migliore per difendere la tutela generale dei lavoratori che si ammalano. La stessa disposizione, peraltro, prevede che una apposita commissione esamini i casi in cui c&#8217;\u00e8 l&#8217;evidenza di una situazione reale di infermit\u00e0 del lavoratore, nonostante la coincidenza con la partita. Mi sembra, questo, un modo molto ragionevole per far fronte alle anomalie gravi che, su questo terreno, nello stabilimento di Pomigliano si registrano da decenni; qualche cosa, comunque, su cui accettare la discussione, non certo da respingere pregiudizialmente.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2. &#8211; Sul secondo punto. <\/strong>La Costituzione attribuisce a ciascun cittadino, oltre al diritto di sciopero, un diritto pi\u00f9 fondamentale ancora: una amplissima libert\u00e0 personale; questo non toglie che, quando il cittadino \u00e8 anche lavoratore, questa libert\u00e0 sia legittimamente limitata per quaranta ore alla settimana, n\u00e9 che un contratto collettivo possa disciplinare questa limitazione, regolando il tempo e le modalit\u00e0 del lavoro con effetti direttamente vincolanti per i singoli lavoratori rientranti nel suo campo di applicazione. Non basta, dunque, affermare che la Costituzione prevede il diritto di sciopero, per trarne la conseguenza che il contratto collettivo non possa regolarne modalit\u00e0 e limiti di esercizio. E il riferimento alla <strong>legge n. 146 del 1990<\/strong> lo conferma; perch\u00e9, se cos\u00ec non fosse, sarebbe incostituzionale la previsione, contenuta in quella legge, di contratti collettivi che regolano modalit\u00e0 e limiti del diritto di sciopero con effetti direttamente vincolanti per i singoli lavoratori, sia pure soltanto in alcuni settori (servizi pubblici) e non in altri. Invece, in vent&#8217;anni <strong>nessuno ha mai sostenuto che quella legge sia incostituzionale<\/strong>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Suicida&#8221; per un sindacato serio non \u00e8 accettare una clausola di tregua rigorosa ed effettivamente vincolante per tutti i lavoratori cui il contratto si applica, ma semmai proprio il suo rifiuto, che priva il sindacato stesso della principale moneta di scambio di cui esso dispone al tavolo negoziale e lo espone al rischio di essere ridicolizzato dai concorrenti opportunisti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>3. &#8211; <\/strong>Lo stesso discorso vale anche per <strong>rispondere a Stefano Liebman<\/strong>, secondo il quale \u00e8 \u201cpura mistificazione\u201d far passare per normale la clausola n. 15 dell\u2019accordo (quella che qualifica come illecito disciplinare la partecipazione individuale a scioperi vietati dalla clausola di tregua). <strong>L&#8217;articolo 40 della Costituzione<\/strong> stabilisce soltanto che &#8220;il diritto di sciopero si esercita nell&#8217;ambito delle leggi che lo regolano&#8221;; <strong>non stabilisce n\u00e9 che la titolarit\u00e0 di questo diritto appartenga al singolo lavoratore piuttosto che al sindacato (questione, peraltro, un po&#8217; &#8220;di lana caprina&#8221;), n\u00e9 che questa materia non possa essere oggetto della disciplina contenuta nel contratto collettivo, applicabile anche ai singoli lavoratori<\/strong>, come lo sono le materie della retribuzione o dell&#8217;orario di lavoro (queste pure oggetto di previsione costituzionale, nell&#8217;articolo 36). Che la titolarit\u00e0 del diritto di sciopero appartenga al singolo lavoratore, e che questa materia non possa essere oggetto della disciplina contenuta nel contratto collettivo applicabile anche ai singoli lavoratori, sono due affermazioni nate da una elaborazione dottrinale risalente agli anni &#8217;50 e &#8217;60; elaborazione che \u00e8 stata messa in crisi dalla legge n. 146\/1990, la quale prevede esplicitamente la negoziazione collettiva di limitazioni anche molto drastiche dell&#8217;esercizio del diritto di sciopero nel settore dei servizi pubblici, con efficacia diretta anche nei confronti dei singoli lavoratori. E&#8217; vero che a Pomigliano d&#8217;Arco si producono automobili e non servizi pubblici; ma diversi giuslavoristi hanno sottolineato come, sul piano logico-sistematico, quella legge del 1990 contraddica la tesi dottrinale secondo cui lo sciopero \u00e8 un diritto individuale di cui il contratto collettivo non pu\u00f2 disporre. A meno che si voglia sostenere che lo sciopero nei servizi pubblici \u00e8 una fattispecie ontologicamente diversa rispetto allo sciopero nell&#8217;industria manifatturiera (ma questo non mi sembra realisticamente sostenibile).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>4. &#8211; <\/strong>Questo per rispondere all&#8217;obiezione strettamente giuridica di Stefano Liebman (al quale consiglierei di usare con maggiore prudenza il termine &#8220;mistificazione&#8221;). Resta poi il problema di capire <strong>se e come un sistema di relazioni industriali degno di questo nome possa reggersi senza la chiave di volta costituita da una clausola di tregua sindacale affidabile<\/strong>: non \u00e8 un caso che in quasi tutti gli altri Paesi europei quella chiave di volta sia pacificamente riconosciuta e rispettata, anzi rivendicata dai sindacati come propria prerogativa essenziale e garanzia del proprio potere contrattuale. Che in Italia questo sia vietato dall&#8217;articolo 40 della Costituzione non mi sembra davvero sostenibile.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>5. &#8211;<\/strong> A tutti gli altri lettori, che ringrazio dei loro commenti, propongo <strong>infine questa considerazione<\/strong>: nel libro <em>Gomorra <\/em>di <strong>Roberto Saviano <\/strong>sono descritte le condizioni impressionanti in cui centinaia di migliaia di operai al nero lavorano nei sottoscala e scantinati delle periferie delle citt\u00e0 campane, senza vedere il sindacato neanche di lontano, senza malattia pagata, senza diritto di sciopero, senza contributi previdenziali, per nove o dieci ore al giorno, per un salario di 700 o 800 euro al mese. Sono tutte \u201caziende\u201d che potrebbero essere individuate immediatamente, anche soltanto confrontando i tabulati dei consumi dell\u2019energia elettrica con quelli dell\u2019Inps o dell\u2019Erario: se non lo facciamo, se il sindacato stesso non lo chiede con convinzione, \u00e8 perch\u00e9 temiamo l\u2019impatto economico-sociale pesante della chiusura di tutti quei posti di lavoro. Ma, cos\u00ec facendo, accettiamo ormai da decenni delle violazioni gravissime alla legge dello Stato, che consegnano alla gestione della camorra interi pezzi di societ\u00e0 civile; e accettiamo delle \u201cderoghe\u201d al contratto collettivo nazionale infinitamente pi\u00f9 rilevanti di quelle proposte a Pomigliano da un imprenditore come la Fiat, cui si potranno imputare durezze e spigolosit\u00e0, ma che opera pur sempre alla luce del sole e nel rispetto della legge. Ha un senso tutto questo? A me non sembra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA ANNI ACCETTIAMO &#8211; PUR POTENDO AGEVOLMENTE IMPEDIRLO &#8211; CHE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI OPERAI LAVORINO IN NERO NEGLI SCANTINATI CONTROLLATI DALLA CAMORRA, CON \u201cDEROGHE\u201d AL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE BEN PI\u00d9 GRAVI DI QUELLE PROPOSTE A POMIGLIANO DALLA FIAT, CHE OPERA ALLA LUCE DEL SOLE E NEL RISPETTO DELLA LEGGE; MA SU QUESTE SIAMO INFLESSIBILI [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,11],"tags":[],"class_list":["post-9069","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9069\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}