
{"id":9168,"date":"2010-07-04T16:37:04","date_gmt":"2010-07-04T15:37:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9168"},"modified":"2010-07-06T18:57:22","modified_gmt":"2010-07-06T17:57:22","slug":"pomigliano-la-clausola-di-tregua-e-le-lenticchie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9168","title":{"rendered":"POMIGLIANO, LA CLAUSOLA DI TREGUA E LE LENTICCHIE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PROSEGUE IL DIBATTITO SUL CASO DELL&#8217;ACCORDO PROPOSTO DALLA FIAT PER IL TRASFERIMENTO DELLA PRODUZIONE DELLA NUOVA PANDA NELLO STABILIMENTO ALLA PERIFERIA DI NAPOLI &#8211; DAVVERO ACCETTARE UN PATTO DI TREGUA SINDACALE EFFICACE E&#8217; COME RINUNCIARE ALLA PRIMOGENITURA PER UN PIATTO DI LENTICCHIE?<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera <strong>di Luigi Mariucci<\/strong>, ordinario di diritto del lavoro all&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari di Venezia e Responsabile Lavoro Pd Emilia Romagna, 3 luglio 2010\u00a0&#8211; Segue <strong>la mia risposta<\/strong>\u00a0 &#8211; Questo scambio fa seguito a <\/em><a title=\"Botta e risposta con L. Mariucci - 27.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9087\" target=\"_blank\"><em>un altro scambio di opinioni sullo stesso tema<\/em><\/a><em> della settimana scorsa e a un mio precedente <\/em><a title=\"Intervento su lavoce.info - 24.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9069\" target=\"_blank\"><em>intervento su <\/em>lavoce.info<\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><!--more-->Caro Pietro, nel mio ultimo intervento ho cercato di suscitare la tua sensibilit\u00e0 su un punto estremamente delicato e cruciale. Non ho avuto successo. Ma non mi rassegno e ci riprovo. La discussione tra noi prende spunto dal caso di Pomigliano. \u00c8 una vicenda certamente rilevante, anzitutto per le persone coinvolte, poi per la drammatica situazione del Meridione e dell\u2019area campana in particolare. Ma il problema che l\u00ec viene posto \u00e8 pi\u00f9 ampio. Non attiene a vaghe questioni di principio, ma all\u2019idea che noi abbiamo dello Stato di diritto. Non mi riferisco allo Stato di diritto in generale ma alla concreta situazione dell\u2019Italia di oggi. Non ti nascondo che il versante pi\u00f9 rilevante del tema per me non riguarda le questioni lavoristiche, ma altro: proprio l\u2019assetto \u201ccostituzionale\u201d della Repubblica italiana. Ma, per stare ai temi lavoristici, faccio due osservazioni alla tua replica. La prima \u00e8 che tu, in partenza, <strong>usi argomenti cavillosi e persino causidici, storpiando il pensiero di Giorgio Ghezzi, il che mi dispiace veramente, e penso anche quello di Giuseppe Pera<\/strong>. Ma della dottrina parleremo un\u2019altra volta. Subito dopo invece ricorri a <strong>un gigantesco argomento di sostanza: dici che, in ogni caso, \u201cl\u2019<em>ipse dixit<\/em> non pu\u00f2 bastare contro un mondo intero\u2026\u201d<\/strong>. Qui ti obietto decisamente. Intanto non si tratta di un <em>ipse dixit<\/em>: ma di una\u00a0 affermazione razionale, che consiste nel ribadire che la titolarit\u00e0 individuale del diritto di sciopero, salvo limiti, anche penetranti, alle modalit\u00e0 di esercizio (come nel caso dei servizi pubblici essenziali) \u00e8 parte essenziale del nesso che la Costituzione italiana ha stabilito tra diritti civili e diritti sociali. Questo nesso ha la sua radice, a mio avviso, nel principio di libert\u00e0 sindacale di cui all\u2019art. 39 Cost., ancora prima che nell\u2019art. 40 Cost. sul diritto di sciopero. Perci\u00f2 non possiamo fare come Esa\u00f9: vendere una primogenitura, vale a dire un patrimonio valoriale di fondo, per un piatto di lenticchie, vale a dire per esigenze puramente contingenti. Tu oggi, secondo me, rischi di fare un po\u2019 la parte dell\u2019Esa\u00f9 del diritto del lavoro italiano. Sperando di potere ancora chiarire il nostro reciproco punto di vista, ti saluto cordialmente.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Luigi<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em>Caro Luigi, ti rispondo punto per punto,<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0 1. Mi accusi di \u201cusare argomenti cavillosi e persino causidici\u201d; qui davvero non so che cosa rispondere, se non con questa definizione tecnica del concetto di \u201cargomento giuridico cavilloso\u201d tratta dal dizionario universale del diritto: \u201cdicesi tale l\u2019argomento dell\u2019avversario quando non si sa come rispondere\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0 2. Dici che storpio il pensiero di Giorgio Ghezzi e quello di Giuseppe Pera;\u00a0ma\u00a0anche qui, se non precisi in che cosa precisamente consista il travisamento che mi contesti, mi poni nell\u2019impossibilit\u00e0 di replicare.<br \/>\n\u00a0\u00a0 3. Alle citazioni degli scritti Ghezzi e di Pera, comunque, aggiungo quella della trattazione organica pi\u00f9 recente sull&#8217;argomento di cui stiamo discutendo: la monografia del 2006 (<\/em>La titolarit\u00e0 sindacale del diritto di sciopero<em>) nella quale Antonello Zoppoli dimostra \u2013 a mio avviso in modo molto convincente \u2013 sia la tesi della titolarit\u00e0 sindacale del diritto di sciopero, sia quella dell\u2019idoneit\u00e0 della clausola di tregua a vincolare anche i singoli lavoratori cui il contratto collettivo si applichi. Sto travisando anche questo libro? Se non lo sto travisando, mi concederai che questa tesi \u00e8 ragionevolmente sostenibile, e non soltanto <\/em>de iure condendo<em>, ma anche in riferimento al nostro ordinamento attuale.<br \/>\n\u00a0\u00a0 4. Sostieni che \u201cla titolarit\u00e0 individuale del diritto di sciopero [\u2026] \u00e8 parte essenziale del nesso che la Costituzione italiana ha stabilito tra diritti civili e diritti sociali\u201d e che \u201cquesto nesso ha la sua radice [\u2026] nel principio di libert\u00e0 sindacale di cui all\u2019art. 39 Cost.\u201d. Ora, non voglio aprire una parentesi, che sarebbe troppo lunga, per mostrare quali e quanti diritti civili siano posti dalla nostra Costituzione, anche in materia di lavoro,\u00a0senza alcun nesso con la libert\u00e0 sindacale; ma quand\u2019anche potesse ravvisarsi un nesso indissolubile tra i diritti civili pi\u00f9 strettamente collegati al rapporto di lavoro e il principio di libert\u00e0 sindacale, resterebbe ancora tutto da dimostrare che questo principio implichi necessariamente sia la titolarit\u00e0 individuale del diritto di sciopero, sia la non opponibilit\u00e0 al singolo lavoratore della clausola di tregua, pur se contenuta in un contratto collettivo pacificamente applicabile al suo rapporto di lavoro. Antonello Zoppoli sostiene il contrario e dedica 204 pagine a dimostrarlo; vuoi dedicare almeno dieci righe a confutare la sua tesi e ad argomentare la tua? Finch\u00e9 non lo fai, e non lo fa nessun altro che la pensa come te su questo punto, e tutti continuate a portare come unico argomento la citazione di una monografia di Giorgio Ghezzi del 1963, sarete poco convincenti: il vostro argomento si chiama tecnicamente \u201c<\/em>ipse dixit<em>\u201d e come tale vale assai poco.<br \/>\n\u00a0\u00a0 5. Quello che indichi come il mio \u201cgigantesco argomento di sostanza\u201d, peraltro, mi sembra rimanga senza risposta nella sua seconda parte. Nel resto del mondo occidentale, la libert\u00e0 sindacale convive benissimo con clausole di tregua che vincolano sia i sindacati firmatari del contratto, sia i singoli lavoratori cui il contratto stesso si applica. Perch\u00e9 solo da noi questo dovrebbe essere impossibile? Forse che non ci pu\u00f2 essere libert\u00e0 sindacale se non in un regime di conflittualit\u00e0 permanente?<br \/>\n\u00a0\u00a0 6. Veniamo alle lenticchie. Mi imputi di incoraggiare i lavoratori italiani, novelli Esa\u00f9, affamati di posti di lavoro, a rinunciare alla &#8220;non negoziabilit\u00e0&#8221; del\u00a0proprio diritto di sciopero (la primogenitura) in favore di Marchionne-Giacobbe, in cambio di un piano industriale da 700 milioni (il piatto di lenticchie). Ma ti sei mai chiesto se ai lavoratori italiani serve di pi\u00f9 un diritto di sciopero non negoziabile, o un diritto di sciopero che possa essere usato come moneta di scambio utile al tavolo della negoziazione collettiva? Quella che tu consideri la \u201cprimogenitura\u201d, ovvero l\u2019irrinunziabilit\u00e0 dello sciopero, \u00e8 funzionale a un sistema di relazioni industriali caratterizzato dalla conflittualit\u00e0 permanente; ti sembra che questo regime di relazioni industriali, dove \u00e8 stato applicato,\u00a0abbia mai portato grandi benefici ai lavoratori? In particolare, ti sembra che l\u2019esperienza dei nostri trasporti pubblici, con il loro immancabile sciopero mensile, sia un\u2019esperienza particolarmente positiva per i lavoratori del settore? Perch\u00e9 mai dovrebbe essere \u201cmeglio\u201d per i lavoratori questo regime, rispetto a uno nel quale le controversie circa l\u2019applicazione del contratto, finch\u00e9 esso \u00e8 in vigore, vengono risolte da un buon collegio arbitrale? (In altre parole: stanno davvero meglio ferrovieri italiani\u00a0rispetto ai ferrovieri svizzeri?). Infine: se questa pretesa regola \u2013 vigente soltanto in Italia \u2013 dell\u2019inefficacia del patto di tregua nei confronti dei singoli lavoratori fosse una (e non ultima) tra le cause dell\u2019incapacit\u00e0 grave dell\u2019Italia di attirare investimenti stranieri,\u00a0cio\u00e8 fosse\u00a0un <\/em>handicap<em> negativo per i lavoratori italiani nel mercato del lavoro globale, continueresti a considerare quella regola come una preziosa \u201cprimogenitura\u201d?<br \/>\n\u00a0\u00a0 7. Il mio <a title=\"Replica su lavoce.info - 24.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9069\" target=\"_blank\">ultimo intervento su <\/a><\/em><a title=\"Replica su lavoce.info - 24.6.10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9069\" target=\"_blank\">lavoce.info<\/a><em> si concludeva con un altro argomento, al quale continui a non rispondere. Osservavo che centinaia di migliaia di cittadini campani lavorano senza alcuna libert\u00e0 sindacale e senza alcuna protezione di altro genere nei sottoscala controllati dalla camorra. E chiedevo come si concilia l\u2019intransigente severit\u00e0 nei confronti del piano proposto da Marchionne con la generosissima indulgenza che pratichiamo nei confronti di quelle aziende operanti al nero (che sarebbe facilissimo, sul piano amministrativo, individuare e chiudere, se davvero lo volessimo). Su questo punto non hai nulla da dire?<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pietro<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROSEGUE IL DIBATTITO SUL CASO DELL&#8217;ACCORDO PROPOSTO DALLA FIAT PER IL TRASFERIMENTO DELLA PRODUZIONE DELLA NUOVA PANDA NELLO STABILIMENTO ALLA PERIFERIA DI NAPOLI &#8211; DAVVERO ACCETTARE UN PATTO DI TREGUA SINDACALE EFFICACE E&#8217; COME RINUNCIARE ALLA PRIMOGENITURA PER UN PIATTO DI LENTICCHIE? 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