
{"id":9225,"date":"2010-07-08T12:32:16","date_gmt":"2010-07-08T11:32:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9225"},"modified":"2010-07-10T20:17:34","modified_gmt":"2010-07-10T19:17:34","slug":"licenziabili-e-meglio-che-precari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9225","title":{"rendered":"TUTTI A TEMPO INDETERMINATO, NESSUNO INAMOVIBILE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">QUESTA LA SCELTA DI FONDO INDISPENSABILE PER USCIRE DALL&#8217;ATTUALE REGIME DI APARTHEID NEL MERCATO DEL LAVORO, CHE DISCRIMINA PESANTEMENTE LE NUOVE GENERAZIONI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Monica Ceci, pubblicata su <\/em>Gioia<em> dell&#8217;8 luglio 2010<\/em><\/p>\n<p><!--more-->L\u2019uomo che quindici giorni fa le Brigate Rosse hanno chiamato \u201cassassino\u201d in un\u2019aula del Tribunale di Milano, per avere progettato una riforma del diritto del lavoro, parla con voce bassa e tranquilla da una poltrona del suo studio di Milano. A Pietro Ichino, 61 anni, senatore del Pd, avvocato e docente all\u2019Universit\u00e0\u00a0 di Milano, obbligato a vivere sotto scorta da otto anni, non dispiace descrivere i contratti del futuro con questa formula: tutti assunti a tempo indeterminato, nessuno inamovibile.<br \/>\nPer ora, lavoratori con il contratto \u201cbuono\u201d e lavoratori precari sono caste separate da una barriera invisibile. La casta senza certezze \u00e8 anche la pi\u00f9 giovane.<br \/>\n\u00ab\u00c8 un vero regime di <em>apartheid<\/em>, aggravato da altre prepotenze della nostra generazione\u00bb, dice Ichino. \u00abLo Stato\u00a0spende ogni anno circa 70 miliardi per riequilibrare il bilancio pensionistico dell\u2019Inps, cio\u00e8 per continuare a pagare pensioni ai cinquantottenni o ai sessantenni. E intanto prepariamo un futuro pensionistico poverissimo per i nostri figli. Per la mia generazione era abbastanza<br \/>\nfacile aspettarsi di entrare nel ceto medio, per la loro accadr\u00e0 pi\u00f9 sovente di esserne espulsi\u00bb.<br \/>\n<strong>Come se ne esce?<\/strong><br \/>\nOggi le sole due misure efficaci sono queste: la detassazione di redditi bassi, perch\u00e9 \u00e8 indecente che<br \/>\nsi prelevino 110 euro su una busta paga di mille; e un miglioramento incisivo del servizio scolastico a<br \/>\ntutti i livelli. Comincio dal mio, quello dell&#8217;universit\u00e0, dove paghiamo lauti stipendi anche a migliaia<br \/>\ndi professori e ricercatori che non hanno pubblicato una riga negli ultimi cinque anni.<br \/>\n<strong>Lei ha proposto una riforma del diritto del lavoro ispirata al modello della \u201cflexsecurity\u201d nordeuropea. Come funziona?<\/strong><br \/>\nL\u2019idea \u00e8 che d\u2019ora in avanti tutti vengano assunti a tempo indeterminato, ma nessuno sia inamovibile.<br \/>\nA chi perde il posto per ragioni economiche o organizzative si garantisce un forte sostegno del<br \/>\nreddito e un robusto investimento per la sua riqualificazione professionale. In Danimarca i lavoratori<br \/>\nricevono il 90 per cento dell\u2019ultima retribuzione nel corso del primo anno dopo il licenziamento, l\u201980 per cento il secondo e il 70 per cento il terzo, se non si ricollocano prima.<br \/>\n<strong>Costosetto.<\/strong><br \/>\nAlle imprese italiane costa di pi\u00f9 il regime attuale, che ritarda molto la possibilit\u00e0 effettiva di licenziare i lavoratori in esubero, mentre l\u2019Inps spende per la Cassa integrazione, anche quando \u00e8 senza speranza,<br \/>\nfiumi di denaro che potrebbero essere spesi molto meglio, sotto forma di trattamenti di disoccupazione.<br \/>\nPer offrire un sistema di tipo danese ai nostri lavoratori basterebbe che le imprese si incaricassero<br \/>\ndi coprire il 10 per cento dello stipendio durante il primo anno di disoccupazione, perch\u00e9<br \/>\nl\u201980 per cento lo paga gi\u00e0 l\u2019Inps. Nel secondo e nel terzo anno invece il costo graverebbe tutto sulle<br \/>\naziende, ma gi\u00e0 ora otto licenziati su dieci trovano un altro lavoro nel giro di 12 mesi. Migliorando i servizi di ricollocamento, si potrebbe arrivare facilmente a nove su dieci. Per le imprese sarebbe un costo sostenibile. Inoltre, se sono le imprese a pagare, esse avranno un forte incentivo a controllare la qualit\u00e0 dei servizi di assistenza e ricollocazione professionale e la cooperazione dei lavoratori nella ricerca della nuova occupazione.<br \/>\n<strong>Sembra ragionevole. Perch\u00e9 non si fa?<\/strong><br \/>\nI parlamentari Pd hanno presentato quattro disegni di legge su questo argomento, due dei quali firmati da me. Il consenso trasversale c\u2019\u00e8. Se molti parlamentari del centrodestra non li hanno firmati \u00e8 perch\u00e9 da un anno ormai il ministro Sacconi li ha invitati a soprassedere, preannunciando un suo progetto. Che per\u00f2 finora non si \u00e8 visto.<br \/>\n<strong>La Confindustria? I sindacati?<br \/>\n<\/strong>L\u2019interesse \u00e8 alto, ma le grandi organizzazioni fanno fatica a prendere posizioni innovative. Emma arcegaglia si dichiara d\u2019accordissimo, ma il corpaccione di Confindustria resiste. In un\u2019ottica un po&#8217; miope, il sistema attuale per loro pu\u00f2 anche andar bene: infatti la flessibilit\u00e0 nel sistema c\u2019\u00e8, anche se \u00e8 met\u00e0 della forza lavoro a portarne tutto il peso. Con il sindacato \u00e8 lo stesso: molti dirigenti, anche della Cgil, giudicano\u00a0 ositivamente la mia proposta, le idee si muovono. Per\u00f2 il sindacato nel suo complesso non se la sente di violare il tab\u00f9 dell\u2019articolo 18.<br \/>\n<strong>Quello che rende quasi impossibile licenziare i dipendenti. Diventeremo una societ\u00e0 di licenziabili?<\/strong><br \/>\nSiamo gi\u00e0 per met\u00e0 una societ\u00e0 di licenziabili, senza alcuna garanzia. Gli 800mila che hanno perso il posto durante la crisi lo hanno perso senza preavviso, senza indennizzo e senza alcuna possibilit\u00e0 di ricorso al giudice. Il mio progetto non tocca la posizione di chi oggi \u00e8 protetto dall\u2019art. 18, ma per tutti i rapporti di lavoro che nasceranno da qui in avanti predispone una protezione diversa, che possa veramente applicarsi a tutti.<br \/>\n<strong>Che cosa pensa dell\u2019accordo proposto dalla Fiat a Pomigliano, rifiutato dalla Fiom-Cgil?<\/strong><br \/>\nPenso che quell\u2019accordo non violi affatto le nostre leggi. Ai sindacati \u00e8 stato chiesto di rinunciare a un regime di conflittualit\u00e0 permanente, alla situazione in cui chiunque pu\u00f2 proclamare lo sciopero in qualsiasi momento contro il contratto. Se il contratto prevede 80 ore di straordinario per ciascun dipendente e il sindacato che non l\u2019ha firmato proclama uno sciopero dello straordinario, salta un ingranaggio importante della nuova organizzazione del lavoro. Dovremmo darci una regola di democrazia che consente alla coalizione sindacale pi\u00f9 forte di contrattare con effetti generali. Oggi non si pu\u00f2.<br \/>\n<strong>Il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori \u00e8 il prezzo da pagare per essere competitivi?<\/strong><br \/>\nI carichi di lavoro sono e devono restare una materia di competenza della contrattazione sindacale. La politica non deve interferire. Capirei che la Fiom dicesse: \u201cNon siamo d&#8217;accordo perch\u00e9 non accettiamo il lavoro a ciclo continuo dal luned\u00ec al sabato\u201d. Sarebbe una valutazione opinabile, ma di sicura competenza<br \/>\ndel sindacato. Quello che non mi sembra giusto \u00e8 rifiutare pregiudizialmente l&#8217;accordo solo per le clausole sui picchi anomali di assenze e per la clausola di tregua: sono due clausole legittime e per molti aspetti opportune.<br \/>\n<strong>La pensione a 60 anni per le donne era un ingiusto privilegio?<\/strong><br \/>\nNo: era il risarcimento per gli stipendi pi\u00f9 bassi e per il maggior carico di lavoro casalingo, ma l\u2019Unione europea ci\u00a0chiedeva ormai da 25 anni di voltar pagina rispetto a questo equilibrio sostanzialmente discriminatorio nei confronti delle donne. Invece che lamentarci, dovremmo approfittare di questa sollecitazione per dare un colpo di reni.<br \/>\n<strong>In che modo?<\/strong><br \/>\nPer ogni euro risparmiato con l\u2019equiparazione dell\u2019et\u00e0 pensionabile, dobbiamo stanziarne quattro per i servizi alla famiglia e per detassare il reddito di lavoro femminile. Le donne fanno dei conti molto precisi sul se e quanto conviene loro andare a lavorare o restare a casa: 100 euro al mese di differenza potrebbero, per esempio, spostare una fascia del 10 per cento di donne dalla scelta del lavoro domestico a quella del lavoro di mercato. \u00c8 un investimento pubblico che renderebbe molto.<br \/>\n<strong>Che cosa c\u2019\u00e8 di pericoloso nelle sue idee? Perch\u00e9 lei deve vivere sotto scorta?<\/strong><br \/>\nPer chi desidera che i problemi non si risolvano, che le contraddizioni scoppino in cataclismi palingenetici<br \/>\ncome la rivoluzione proletaria, creare canali di comunicazione e di accordo, fare funzionare delle moderne relazioni industriali \u00e8 un pericolo. Il concetto stesso di relazioni industriali \u00e8 l\u2019esatto opposto di quello che i brigatisti rossi considerano il bene della societ\u00e0. Loro vogliono che i lavoratori prendano le armi contro i padroni.<br \/>\n<strong>\u00c8 ancora questo il progetto?<\/strong><br \/>\nProgetto \u00e8 una parola un po\u2019 troppo nobile. \u00c8 un\u2019utopia, un mito rivoluzionario pi\u00f9 ottocentesco che\u00a0 novecentesco. Se si guarda da dove vengono i brigatisti, otto su dieci vengono dal posto fisso e da famiglie<br \/>\nborghesi, non si pu\u00f2 certo sostenere che siano espressione del disagio sociale, della crisi dei giovani.<br \/>\n<strong>Nel 2003 lei scrisse una famosa lettera aperta ai terroristi, chiedendo di incontrarli e \u201cguardarli negli occhi\u201d.\u00a0 Le ha risposto qualcuno?<\/strong><br \/>\nA parte quelli che mi manifestarono pubblicamente solidariet\u00e0, come Sergio Segio, ho avuto due contatti, ma sotto vincolo del segreto.<br \/>\n<strong>Questi contatti hanno confermato la sua idea che il confronto diretto tra le persone sia capace di disinnescare la minaccia della violenza?<\/strong><br \/>\nDirei di s\u00ec. La maggior parte di loro rifugge dal contatto personale perch\u00e9 sanno che non riuscirebbero a mantenere il loro progetto di aggressione il giorno in cui incominciassero a guardare l\u2019avversario negli occhi e a discutere con lui. Quando si discute con una persona non la si ammazza. Agli imputati del processo<br \/>\nche si \u00e8 concluso nei giorni scorsi, accusati di avere preparato un\u2019aggressione contro di me, l\u2019ho chiesto fin dall\u2019inizio. Ero pronto a rinunciare alla costituzione di parte civile nel processo contro di loro se avessero accettato di stringermi la mano e riconoscere il mio diritto di esistere, ma non hanno mai accettato neppure<br \/>\nquesto. D&#8217;altra parte, il non costituirmi parte civile avrebbe significato acconsentire a una banalizzazione di quanto \u00e8 accaduto.<br \/>\n<strong>Riesce a smettere di pensarci ogni tanto?<\/strong><br \/>\nOh certo, nella vita capitano tegole peggiori. E poi ho un dispositivo di protezione che mi consente di stare tranquillo. Non sono preoccupato. Non per me, almeno. Ma in un Paese in cui chi discute dei problemi del lavoro dev\u2019essere protetto, c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTA LA SCELTA DI FONDO INDISPENSABILE PER USCIRE DALL&#8217;ATTUALE REGIME DI APARTHEID NEL MERCATO DEL LAVORO, CHE DISCRIMINA PESANTEMENTE LE NUOVE GENERAZIONI Intervista a cura di Monica Ceci, pubblicata su Gioia dell&#8217;8 luglio 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-9225","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9225"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9225\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}