
{"id":9479,"date":"2010-07-25T19:27:40","date_gmt":"2010-07-25T18:27:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9479"},"modified":"2010-07-25T19:35:04","modified_gmt":"2010-07-25T18:35:04","slug":"mandatemi-in-pensione-ma-tutelate-la-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9479","title":{"rendered":"MANDATEMI PURE IN PENSIONE, MA GARANTITE LA QUALIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\">LA QUESTIONE DELL&#8217;ETA&#8217; MASSIMA DEI PROFESSORI LO DIMOSTRA: PER LA RIFORMA DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; NON CI SONO ALTERNATIVE ALL&#8217;ATTIVAZIONE DI UN SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE INDIPENDENTE DELLA PERFORMANCE DEGLI ATENEI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Michele Salvati<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera <em>del 23 luglio 2010<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><!--more-->Chi scrive \u00e8 un professore universitario, oppresso da un intollerabile senso di colpa: ha 73 anni ed \u00e8 ancora in servizio. \u00c8 vero che dovr\u00e0 andare in pensione quest&#8217; anno, ma intanto ha sottratto un posto prezioso a docenti pi\u00f9 giovani di lui e la recente proposta di pensionare gli universitari a 65 anni gli ha fatto venire in mente un vecchio racconto di Isaac Asimov nel quale &#8211; in un povero pianeta di una sperduta galassia &#8211; l&#8217;estrema penuria di risorse aveva indotto a sopprimere gli ultra-sessantacinquenni.<br \/>\nEra l&#8217; unico modo egualitario per garantire la sopravvivenza della specie. Sto scherzando, naturalmente, ma non \u00e8 uno scherzo la proposta del ministro Gelmini e del responsabile per l&#8217;Universit\u00e0 del Pd, Marco Meloni, una volta tanto d&#8217;accordo. Si tratta di una proposta ragionevole?<br \/>\nQuasi tutti i Paesi con cui ha senso confrontarci fissano dei tetti d&#8217;et\u00e0 rigidi per la permanenza in servizio: c&#8217;\u00e8 anche da noi (in passato 72 anni, ora 70: il caso mio e di pochi altri \u00e8 dovuto all&#8217; incrocio di normative speciali) e dunque la discussione verte se anticiparlo. In alcuni Paesi \u00e8 ancor pi\u00f9 basso: alcune Universit\u00e0 italiane, specie quelle situate in luoghi turisticamente gradevoli, hanno potuto impiegare bravissimi professori stranieri costretti alla pensione dai loro ordinamenti (in Gran Bretagna, ad esempio, vale il limite dei 65 anni). Non c&#8217;\u00e8 limite imperativo negli Stati Uniti, cui spesso guardano i riformatori della nostra Universit\u00e0: costringere al pensionamento ad un&#8217; et\u00e0 fissa chi non vuole pensionarsi sarebbe un caso di \u00abage discrimination\u00bb, parente stretta della discriminazione per sesso o per razza.<br \/>\nRiassumendo: se valutata soltanto in riferimento alle pratiche altrui, la proposta Gelmini-Meloni non \u00e8 palesemente anomala. Dati i problemi in cui versa la nostra universit\u00e0, e che il ministro sta coraggiosamente affrontando, si tratta anche di una proposta ragionevole, condivisibile?<br \/>\n\u00c8 opportuno fissare anzitutto l&#8217; unico criterio appropriato per dare una risposta a questa domanda: date le risorse disponibili, \u00e8 ragionevole quella soluzione che lascia in universit\u00e0 i docenti pi\u00f9 capaci, sia in termini di qualit\u00e0 della ricerca che di qualit\u00e0 della didattica, ed esistono oggi indicatori abbastanza affidabili per misurare entrambe. E, quanto alle risorse, mi limito a considerare quelle destinate all&#8217; Universit\u00e0. (Dal punto di vista della spesa pubblica nel suo insieme, un professore in servizio costa poco di pi\u00f9 di un professore in pensione e nei prossimi anni il risparmio sarebbe minimo: si tratterebbe solo di una partita di giro, che sposta l&#8217; onere dal ministero all&#8217; ente previdenziale). Ma pu\u00f2 darsi che il governo voglia risparmiare anche sulla spesa universitaria corrente restringendo l&#8217; organico dei professori, mandando in pensione gli ultra-sessantacinquenni e non sostituendoli, o sostituendoli solo parzialmente: per un governo (e soprattutto per un&#8217; opposizione) che altro non fanno se non proclamare che il destino dell&#8217; Italia si gioca sulla qualit\u00e0 dei suoi giovani, si tratterebbe di un&#8217; azione insensata, ma ci siamo abituati.<br \/>\nSia come sia, fissato l&#8217; organico obiettivo, perch\u00e9 raggiungerlo con questi tagli drastici? A seguito dell&#8217; effetto fisarmonica che \u00e8 prevalso nel passato (ondate di assunzioni, seguite da lunghi periodi di blocco) nei prossimi cinque anni, con le attuali regole, gi\u00e0 andranno in pensione circa 12.000 docenti. Se si impone la regola dei 65 anni se ne aggiungerebbero pi\u00f9 di 7.000. Se non vengono sostituiti si ricade nell&#8217; insensatezza di cui dicevo. Se vengono sostituiti si riprodurrebbe l&#8217; effetto fisarmonica: data la disponibilit\u00e0 di posti, sar\u00e0 molto difficile riempirli con giovani docenti di qualit\u00e0 adeguata.<br \/>\nQuesto \u00e8 un punto critico importante, ma non \u00e8 il principale. Il principale riguarda quello che pi\u00f9 sopra ho definito l&#8217;unico modo appropriato per giudicare sul merito della permanenza in servizio di un docente universitario, la qualit\u00e0 della ricerca e della didattica, valutate secondo criteri che cominciano ad essere disponibili. Chi ci assicura che tutti gli ultra-sessantacinquenni siano peggiori di tutti i docenti al di sotto di questa et\u00e0? Chi ci garantisce che non perderemo risorse preziose? Le regole semplici sono stupide &#8211; ha detto Keynes e ripetuto Prodi a proposito delle percentuali di Maastricht &#8211; e solo la discrezione \u00e8 intelligente. Se applicata, naturalmente, da persone competenti e oneste. Ma non \u00e8 questa la via in cui vogliamo avviarci attraverso una incessante attivit\u00e0 di valutazione? Attraverso incrementi stipendiali legati ai risultati di questa valutazione, e non uniformi secondo l&#8217;et\u00e0? E applicati a tutti, prima e dopo i 65 anni. Se applicassimo seriamente questi criteri ho pochi dubbi che i ranghi dei professori, e non soltanto di quelli pi\u00f9 anziani, si sfoltirebbero notevolmente e senza pregiudizio per l&#8217; Universit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA QUESTIONE DELL&#8217;ETA&#8217; MASSIMA DEI PROFESSORI LO DIMOSTRA: PER LA RIFORMA DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; NON CI SONO ALTERNATIVE ALL&#8217;ATTIVAZIONE DI UN SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE INDIPENDENTE DELLA PERFORMANCE DEGLI ATENEI Editoriale di Michele Salvati pubblicato sul Corriere della Sera del 23 luglio 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-9479","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9479\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}