
{"id":9645,"date":"2010-07-30T10:57:09","date_gmt":"2010-07-30T09:57:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9645"},"modified":"2010-07-30T21:12:42","modified_gmt":"2010-07-30T20:12:42","slug":"tutti-eguali-di-fronte-al-concorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=9645","title":{"rendered":"TUTTI EGUALI DI FRONTE AL CONCORSO"},"content":{"rendered":"<div class=\"cms_widget\">\n<div class=\"block\">\n<div class=\"cms_widget_header\">\n<p><span style=\"color: #993300;\">LA RIFORMA UNIVERSITARIA APPROVATA DAL SENATO E&#8217; UN PRIMO PASSO IMPORTANTE NELLA DIREZIONE GIUSTA, PER QUEL CHE RIGUARDA SIA I MECCANISMI, LE FORME DI RECLUTAMENTO E LA VALUTAZIONE DEI RICERCATORI E DOCENTI, SIA IL GOVERNO DEGLI ATENEI &#8211; MANCA SOLO L&#8217;APERTURA INTERNAZIONALE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Irene Tinagli<\/strong> pubblicato su <\/em>la Stampa<em> il 30 luglio 2010<\/em><\/p>\n<p><!--more-->Dopo tante polemiche e dopo tanta pazienza, Mariastella Gelmini finalmente esulta. E ha molte ragioni per farlo.<br \/>\nLa sua Riforma \u00e8 stata approvata ieri in Senato, con un impianto sostanzialmente integro, non stravolto dalle centinaia di emendamenti che rischiavano di snaturarlo completamente. Ma l&#8217;approvazione del ddl non \u00e8 solo un ottimo successo per il ministro, ma anche, nel complesso, un buon passo avanti per l&#8217;Universit\u00e0 Italiana.<br \/>\nAlcune delle misure introdotte rappresentano delle innovazioni \u00abculturali\u00bb sicuramente di rilievo, perch\u00e9 per la prima volta si introduce l&#8217;idea di valutazione sia sulle attivit\u00e0 degli Atenei che sulle attivit\u00e0 dei singoli docenti, anche i professori quelli gi\u00e0 inseriti nel sistema. Le valutazioni non sono drastiche e mieteranno forse meno vittime del previsto, ma intanto viene introdotto nel sistema il \u00abgerme\u00bb della valutazione, del \u00abmerito\u00bb, quel cambiamento culturale che per anni \u00e8 stato oggetto di tanta retorica e annunci, ma rarissime azioni concrete.<br \/>\nIl decreto prevede numerose novit\u00e0 anche nella gestione e nella governance accademica, ma il punto che ha suscitato maggiori polemiche e che pi\u00f9 tende a rompere vecchie logiche di funzionamento \u00e8 quello che riguarda la figura dei ricercatori, che diventano a tempo determinato, per un massimo di 6 anni (quindi niente pi\u00f9 ricercatori a vita), e le procedure di assunzione dei nuovi professori, che passeranno tutte attraverso un concorso di abilitazione nazionale (con commissione tirata a sorte) di fronte al quale ogni concorrente sar\u00e0 trattato alla pari. Nessun favoritismo o priorit\u00e0 per chi \u00e8 gi\u00e0 nel sistema, magari da anni, nessuna ope-legis: tutti uguali di fronte al concorso. Certo, una volta ottenuta l&#8217;abilitazione, si entra in una lista unica e le Universit\u00e0 sono libere di chiamare e dare priorit\u00e0 a chi vogliono all&#8217;interno di tale lista, ma per facilitare la mobilit\u00e0 \u00e8 l&#8217;immissione di \u00abesterni\u00bb il decreto prevede che tra i nuovi assunti di ciascuna Universit\u00e0 ci sia una quota minima (un terzo per i professori di prima fascia) di persone che non erano gi\u00e0 nell&#8217;Ateneo in questione.<br \/>\nL&#8217;introduzione di queste \u00abquote outsider\u00bb mette forse un po&#8217; di tristezza, facendoli apparire quasi come specie da proteggere, ma visto come sono andate le cose fino ad oggi, appare l&#8217;unico modo per arginare vecchie pratiche di assunzioni \u00abincestuose\u00bb dentro gli Atenei. Queste regole sull&#8217;assunzione saranno ancora pi\u00f9 efficaci se saranno veramente abbinate a tutte le misure citate dall&#8217;articolo 5 del decreto, in cui si prevedono valutazione e premi per le universit\u00e0 che avranno effettivamente seguito criteri aperti e internazionali nell&#8217;assunzione dei nuovi docenti, nonch\u00e9&#8217; valutazioni regolari delle attivit\u00e0 dei docenti anche dopo che sono stati assunti. Tali misure purtroppo sono solo citate nel decreto e demandate a successivo decreto attuativo del Governo, ma, se attuate secondo le modalit\u00e0 e gli indirizzi indicati nel decreto, rappresenterebbero una mezza rivoluzione e renderebbero molto pi\u00f9 completa la Riforma.<br \/>\nNel complesso, questo insieme di nuove regole, se riuscisse a passare indenne anche l&#8217;approvazione della Camera e venire poi supportata da buoni decreti attuativi, potrebbe davvero incoraggiare gli studenti pi\u00f9 bravi a perseguire la carriera accademica e forse anche a convincere molti \u00abcervelli\u00bb italiani emigrati all&#8217;estero a tentare la strada del rientro.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un solo pezzo che manca, di cui nessuno parla, ovvero l&#8217;apertura del sistema non solo ai giovani italiani, ma anche a quelli stranieri. Su quel fronte la nuova riforma difficilmente potr\u00e0 far fare grossi progressi. Il sistema ancora in piedi dei concorsi nazionali (in quale lingua?), con relativi iter burocratici, gazzetta ufficiale e cos\u00ec via, per non parlare dei salari ancora bassi, assai poco competitivi nel panorama internazionale, cos\u00ec come i fondi di ricerca ridotti all&#8217;osso non renderanno il nostro nuovo sistema universitario particolarmente attraente per gli stranieri. Quindi, anche se gli Atenei avranno incentivi all&#8217;internazionalizzazione del loro corpo docenti, difficilmente riusciranno ad attrarre docenti dall&#8217;estero, soprattutto i pi\u00f9 bravi. Ad ogni modo, c&#8217;\u00e8 da sperare che, una volta create le condizioni di un mercato interno pi\u00f9 funzionale, meritocratico e trasparente, il resto si possa costruire su su. Insomma, un passo forse non totalmente sufficiente, ma certamente necessario.\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RIFORMA UNIVERSITARIA APPROVATA DAL SENATO E&#8217; UN PRIMO PASSO IMPORTANTE NELLA DIREZIONE GIUSTA, PER QUEL CHE RIGUARDA SIA I MECCANISMI, LE FORME DI RECLUTAMENTO E LA VALUTAZIONE DEI RICERCATORI E DOCENTI, SIA IL GOVERNO DEGLI ATENEI &#8211; MANCA SOLO L&#8217;APERTURA INTERNAZIONALE Editoriale di Irene Tinagli pubblicato su la Stampa il 30 luglio 2010<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-9645","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9645"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9645\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}