I dodici punti di un programma per la nuova legislatura che consentirebbe al centro-sinistra di aggregare, oltre a Italia Viva, anche Azione e +Europa; e vincere le prossime elezioni parlando chiaro agli elettori
Articolo di Chicco Testa, pubblicato sul quotidiano Il Foglio il 16 maggio 2026 – Dello stesso Autore v. ultimamente, su questo sito, Il partito del NO [1]
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Chicco Testa
Cari amici del campo largo,
faccio parte di quella larga pattuglia di elettori che si guarda in giro titubante, non sapendo bene a chi darà il suo voto alle prossime elezioni. Dovendo definirmi, ho fatto anche alcuni dei test che girano su internet per sicurezza, mi direi un elettore moderato con uno sguardo rivolto a sinistra e con una bella spruzzata liberale. Robe insomma come mercato , merito, responsabilità, inclusione, ecc. Parole che stavano bene con un campo largo precedente, noto con il nome di “ Ulivo”. All’epoca del primo Governo Prodi per capirci. Per la verità anche di quello del successivo Governo D’ Alema.
Siccome ho letto che il campo largo sarebbe alla ricerca di una gamba moderata ho drizzato le orecchie e cercato di capire con quali punti programmatici si eserciterebbe la capacità di attrazione nei confronti di elettori come me. Che non sono pochi e comunque sufficienti a far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Ma ho letto anche che il programma non c’è ancora. Insomma c’è l’alleanza ma non il programma. Evito la domanda imbarazzante che in questi casi andrebbe fatta, vale a dire : ma per fare che cosa vi sareste alleati? Non lo faccio soprattutto per non avere una risposta altrettanto imbarazzante: per cacciare la destra, per qualcuno i fascisti, dal governo, perché, scusate, ma non mi basta.
Ho pensato quindi di portarmi avanti con il lavoro e aiutarvi a scrivere una programma che abbia un qualche attrattiva per quelli come me. Poi magari non lo prendete tutto, non pretendo tanto, ma intanto anche voi vi portate avanti con il lavoro visto che questa cosa, scrivere il programma, sembra più difficile delle erculee fatiche. Quindi cominciamo.
Punto primo: un saldo ancoraggio atlantico, anche con tutta la libertà di critica all’attuale Presidente USA che le critiche se le merita tutte. Ma gli USA non sono Trump. Secondo punto: con l’ Ucraina senza se e senza ma. Terzo punto: una maggiore autonomia dell’Europa, il che implica anche la capacità di difendersi e quindi di armarsi. Quarto punto: l’impegno a tenere i conti in ordine e ridurre progressivamente il debito pubblico, che non possiamo, immagino siate d’accordo, lasciare in eredità ai nostri figli. Quinto punto: misure straordinarie per fare ripartire la crescita italiana, priorità assoluta, senza la quale si distribuisce solo la povertà e il debito pubblico. Sesto punto: diminuzione della pressione fiscale e lotta all’evasione senza guardare in faccia a nessuno. Settimo punto: la difesa della riforma Fornero ( sempre per non fare pagare le pensioni solo ai nostri figli ) e il suo adeguamento all’invecchiamento della popolazione. Ottavo punto: un miglioramento dei salari lavorando per migliorare la crescita, aumentare la produttività del sistema Italia e potenziando la contrattazione di secondo livello. Sì vabbè, potete metterci anche il salario minimo, ma senza esagerare. Nono punto: far lavorare la concorrenza e liberalizzare i settori prigionieri del potere delle corporazione ( chiedere Bersani e i suoi lenzuoli ) Decimo punto: un ambientalismo pragmatico e realistico, che non scarichi i costi come fino ad oggi è avvenuto sulle fasce più povere per di più indebolendo il sistema industriale italiano. Ai nostri figli dobbiamo dare un ambiente migliore ma anche un posto di lavoro. Undicesimo punto: mettere mano alla sanità italiana, prima di tutto eliminando sprechi ed inefficienza. Perché un posto letto in alcune regioni costa il doppio che in altre? Perché le liste d’attesa sono diverse da Regione a Regione? Dodicesimo punto. Investire sulla scuola italiana, pagando meglio i professori più bravi, dando maggiore autonomia agli istituiti scolastici e puntando soprattutto sulla formazione tecnico – scientifica.
Come vedete ho trascurato alcuni punti più urticanti su cui non saremmo mai d’accordo probabilmente. Ma già questi punti sarebbero un bel punto di partenza. A me sembrano tutte cose di buon senso. Ah, ho dimenticato alcune cosette. Per favore niente riallargamento del reddito di cittadinanza e niente riedizioni della bonanza del 110. Se pigliate spunto da questi suggerimenti, viste le difficoltà a scrivere ex-novo, ne sarei felice . Evitate però se potete di tradurre tutto in quel linguaggio astruso e fumoso, dico e non dico, questo ma anche quest’altro, siamo di qua ma un po’ anche di là, che di solito usate.
Intanto vi mando un caro saluto e un augurio di buon lavoro.
Chicco Testa
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