Si avvia a compiere il primo millennio un eremo sperduto sul versante marino della Pania della Croce e del Monte Forato, ancora ignorato da turisti e alpinisti, ma non dagli “Uomini della Neve”
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Una nuova puntata del Gitario, 19 agosto 2026 – Sulle imprese degli Uomini della Neve v. anche, ultimamente, Il “Posatoio dei pensieri” alla Foce di Valli [1]; e in precedenza Alla Pania della Croce attraverso il Passo degli Uomini della Neve [2] – Tutte le puntate precedenti sono reperibili attraverso il portale Il Gitario [3]
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Tra i miracoli delle Alpi Apuane va annoverato anche questo: puoi aver passato una vita a percorrerle a piedi e in bici in lungo e in largo e poi scoprire che c’è ancora un gioiello straordinario di cui neppure sapevi l’esistenza e che non è segnalato nelle guide turistiche.
Probabilmente non lo conoscevi perché eri un giovane appassionato di montagna e come i tuoi simili consideravi soltanto le mete che richiedessero il superamento almeno di 1000 metri di dislivello. Col passare degli anni e dei decenni si incomincia invece a prestare più attenzione alle mete più basse. Così può accadere di accorgersi che a soli 520 metri sul livello del mare e a 150 da dove si può arrivare agevolmente in auto o in bicicletta, nascosta nella parete della montagna coperta da un fitto bosco di castagni, la stessa che si attraversa percorrendo i molti sentieri che portano alle vette circostanti – la Pania della Croce, il Forato, il Monte Croce -, c’è una chiesetta la cui prima struttura vien fatta risalire addirittura al’XI secolo secolo d.C. (foto qui sopra, dove un “Uomo della Neve” conversa con due visitatori)!

Il bassorilievo (copia moderna di originale del ‘600) di San Leonardo affisso su una parete esterna del Santuario – si nota a sinistra in basso il simbolo delle manette
È dedicata a San Leonardo da Noblac, un eremita francese del V secolo, cui – si dice – il re Clodoveo avrebbe attribuito la prerogativa di liberare i prigionieri ritenuti innocenti: per questo è considerato il santo protettore dei briganti e lo si raffigura solitamente con catena e manette come simbolo di quella prerogativa. Ma è considerato anche protettore delle partorienti.
Dagli abitanti della conca di Cardoso e non solo da loro questa chiesetta è considerata un santuario, dove ogni anno alla Festa di Pentecoste gli Uomini della Neve [2] rinnovano quello che ormai è un rito secolare di cui essi sono i custodi: qui essi scendono dalla Buca della Neve, un anfratto collocato a quota 1680 sulla parete nord della Pania della Croce, avendo riempito le gerle della neve lì accumulata dal vento durante l’inverno, che viene prontamente trasformata in granite per tutti i cardosini in festa.
Al Santuario si arriva da Cardoso (m. 225 s.l.m.), frazione di Stazzema: arrivati alla chiesa del paese si gira a destra e si percorre per un tratto breve la strada che costeggia il torrente Vezza in direzione est fino al bivio, dove si prende a destra, in direzione della località La Colombetta. Si percorre la ripida strada asfaltata fino al termine (circa m. 420 s.l.m.).

L’abside della chiesetta di San Leonardo, visto dal sentiero che ad essa sale dal dietro
Da questo punto si dipartono tre stradelli sterrati: si prende quello di mezzo, lasciando sulla destra una cava di lavagna dismessa e il sentiero n. 12 che sale al Monte Forato. Lo stradello raggiunge in breve una condotta d’acqua coperta, sulla quale si procede verso sinistra (è agevolmente percorribile anche in mountain bike). La si percorre per qualche centinaio di metri, finché essa arriva nei pressi di una bella casa immersa nel bosco: poco prima della casa si prende a destra (qui il solo segnavia per il Santuario) il sentiero tutto a scalini che, con qualche zig zag, consente di raggiungere la meta in 10-15 minuti.
Davanti alla chiesetta si trova il bel piazzale coperto da un grande platano, dove a giugno si svolge la festa tradizionale degli Uomini della Neve. Da qui si ha una bella vista su tutta la conca di Cardoso sovrastata, da una parte, dai monti Nona e Procinto, dall’altra dalla Pania della Croce (curiosamente, da qui invece non si vede l’arco del Monte Forato, che sovrasta il Santuario).
La prossima puntata del Gitario è dedicata alle incisioni rupestri che si possono ammirare al sito di Trogna (m. 460 s.l.m.), poco sotto il Santuario, e al percorso straordinario di moutain bike che da lì consente di raggiungere la frazione di Orzale (m. 370 s.l.m.), restando sulla condotta d’acqua che corre nel bosco quasi in piano per più di un chilometro , traversando due torrenti raggiungendo il sentiero 7 che scende da Collemezzana.
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