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L’INTELLIGENZA DEL LAVORO

Quando sono i lavoratori a scegliersi l’imprenditore: un rovesciamento del modo di intendere il mercato del lavoro, un mestiere nuovo per il sindacato nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e della globalizzazione

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[1]In Italia ci sono grandi “giacimenti occupazionali” che chiedono solo di essere valorizzati. La globalizzazione consente ai lavoratori, se lo vogliono e sanno farlo, di attirare in casa propria gli imprenditori da ogni parte del mondo, quindi anche di scegliere i migliori. Ma per questo occorrono: un mercato del lavoro innervato da servizi efficienti, relazioni industriali nelle quali modelli sindacali diversi possano davvero competere tra loro, la crescita di un sindacato capace di essere l’intelligenza collettiva dei lavoratori, cioè, di guidarli nella scelta dell’imprenditore e nella negoziazione della scommessa comune sul piano industriale innovativo.

Può sembrare assurdo, al culmine della recessione più grave del secolo, parlare di giacimenti occupazionali inutilizzati. Invece proprio di questo si tratta: per uscire dalla grande crisi è urgente dotare il nostro Paese di servizi di orientamento professionale e di formazione che rendano i lavoratori capaci di rispondere alla fame di personale qualificato e specializzato di cui soffrono le imprese.

Ancora più singolare può apparire oggi l’idea che non siano soltanto gli imprenditori a selezionare i propri collaboratori, ma anche i lavoratori a scegliere e “ingaggiare” l’imprenditore più capace di valorizzare il loro lavoro. Eppure è davvero questo che accade in un mercato del lavoro maturo, anche nella congiuntura peggiore. Proprio per uscirne è importante che i lavoratori si considerino parte di un “mercato dell’intrapresa”, nel quale hanno interesse ad allargare il più possibile la concorrenza tra gli imprenditori indigeni e stranieri sul versante della domanda di lavoro.

Perché tutto ciò accada occorre una nuova “intelligenza”: una capacità che i lavoratori devono saper esercitare sul piano individuale, ma anche su quello collettivo, per conoscere e capire il mercato del lavoro in tutti i suoi meccanismi, in modo da poterlo utilizzare efficacemente a proprio vantaggio. Per questo c’è bisogno anche di un sindacato capace di assumere come proprio il mestiere di intelligenza collettiva dei lavoratori e al tempo stesso di partner dell’imprenditore nella progettazione di nuove forme di organizzazione del lavoro e di spartizione dei frutti dell’impresa. Un rovesciamento della visione tradizionale del mercato del lavoro e una visione in parte nuova del ruolo del sindacato, che può contribuire a trovare la via d’uscita dalla crisi di sistema che stiamo attraversando.

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Pietro Ichino, L’intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l’imprenditore, Rizzoli, 2020, pp. 260, € 18 (clicca qui per l’acquisto online direttamente dall’Editore, a prezzo scontato) [2].

 

L’INDICE DEL LIBRO
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Prefazione [3]

Introduzione

I – La notizia falsa della fine del lavoro e la notizia buona dei giacimenti occupazionali (ancora inutilizzati)

1. L’automazione e l’intelligenza artificiale non ridurranno la domanda di lavoro umano. – 2. Lo scandalo dei giacimenti occupazionali inutilizzati e come li si possono sfruttare. –3. Che cosa rende difficile l’incontro fra la domanda di lavoro e l’offerta, soprattutto giovanile. – 4. I difetti del sistema della formazione professionale. – 5. L’orientamento professionale pressoché inesistente. –6. Come può essere attivato il monitoraggio degli esiti di ciascun corso di formazione. – 7. Come può essere attivato un servizio efficiente per la copertura delle hard to fill vacancies. – 8. La garanzia sociale di nuova generazione nel mercato del lavoro. – 9. Perché è dannosa l’idea di una “minorità” ineliminabile del lavoro subordinato. – Riferimenti bibliografici.

II – Quando sono i lavoratori a scegliersi l’imprenditore

10. Perché è importante la concorrenza tra gli imprenditori nel mercato del lavoro. – 11. Le politiche che riducono e quelle che aumentano la concorrenza sul versante della domanda di lavoro. – 13. Quattro obiezioni di natura giuridica all’idea dei lavoratori che ingaggiano l’imprenditore. – 14. Sei obiezioni di natura socio-economica alla configurabilità di un “mercato dell’intrapresa”. – 15. Breve censimento delle forme possibili dell’ingaggio dell’imprenditore da parte del collettivo dei lavoratori. – 16. La grande contraddizione tra l’insoddisfazione per l’imprenditoria indigena e la chiusura nei confronti delle alternative che si offrono su scala mondiale. – 17. “Alfa” e “omega”: due modelli di sindacato e di politiche del lavoro. – Riferimenti bibliografici.

III – L’ingaggio o rifiuto collettivo dell’imprenditore: alcuni casi recenti

18. Come si scaccia un imprenditore che offre il doppio: il caso delle ferrovie lombarde nel 2005. – 19. La scelta dell’imprenditore compiuta dai lavoratori Alitalia nel 2008 e nel 2017. – 20. La rinuncia dello stabilimento Alfa di Arese a candidarsi per la produzione della Micra Coupé nel 2000. – 21. I casi analoghi verificatisi per la gestione delle autostrade, nel settore bancario, nella vicenda Telecom.22. Quando, invece, i lavoratori ingaggiano l’imprenditore migliore scommettendo sul suo piano industriale: la vicenda Fiat del 2010. – 23. La scelta di fare a meno dell’imprenditore. – 24. La scelta tra rimanere con il vecchio imprenditore e andare alla ricerca di uno nuovo: il caso Almaviva nel 2017. – 25. L’importanza dell’attitudine a valutare il piano industriale. – 26. L’ingaggio della Nissan da parte dei lavoratori di Sunderland nel 1985. – 27. Un modo diverso di guardare alla questione dello sviluppo del lavoro regolare nel Mezzogiorno. – 28. Un caso dei nostri giorni: il disastro dell’acciaieria di Taranto e il difetto di civicness. – Riferimenti bibliografici.

IV – Il sindacato come intelligenza del lavoro

29. Il sindacato 4.0 e l’impresa alla ricerca della propria anima. – 30. Il problematico spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso la periferia: la svolta del 2010. – 31. I cambiamenti recenti del contesto. – 32. Chi rappresenta e difende il “quinto stato”? – 33. Il nuovo sindacato come intelligenza del lavoro nel “mercato dell’intrapresa”. – 34. Il nuovo sindacato come antidoto contro le ansie da globalizzazione (oltre che protezione dai suoi rischi). – 35. Il nuovo sindacato come intelligenza del lavoro dentro l’azienda. – 36. Dalla qualità alla quantità: il problema della misurazione della rappresentatività. – 37. La crepa interna dell’articolo 39 della Costituzione. – 38. Che fare, dunque, oggi sul piano legislativo? – 39. La misurazione della rappresentatività al servizio del pluralismo sindacale. – 40. La rivincita della contrattazione collettiva nei confronti della legge. – Riferimenti bibliografici.

V – Pluralismo sindacale e pluralismo dei modelli di partecipazione nell’impresa

41. Né exitvoice per i lavoratori nelle aziende italiane dopo la Liberazione: dai consigli di gestione alle commissioni interne. — 42. Il non decollo della partecipazione neppure nella stagione della contrattazione articolata, negli anni ’60 e ’70. — 43. Il nuovo lessico della peculiarità italiana: «democrazia economica» vs «democrazia industriale». — 44. Le contrapposizioni in seno al movimento sindacale dopo la caduta del Muro. — 45. Le ragioni economiche di un intervento legislativo. — 46. Il dibattito nella XVI legislatura e la delega nella legge Fornero del 2012. — 47. Le ragioni a sostegno di un sistema pluralista: aumentare l’opzione exit per aumentare l’opzione voice. – 48. Ancora “alfa” e “omega”: i due tipi normativi contrapposti di rapporto di lavoro cui alludono gli articoli 36 e 46 della Costituzione. – 49. Ancora sui due prototipi contrapposti: sindacato “alfa” e sindacato “omega”. – 50. Lo svuotamento di fatto del principio costituzionale del pluralismo sindacale. – 51. Il vero pluralismo sindacale come valore positivo, da promuovere mediante una cornice istituzionale appropriata. – Riferimenti bibliografici.

Scritti citati

Indice dei nomi e degli argomenti

 

SINTESI DEL CONTENUTO DEL LIBRO

Il libro propone un ripensamento radicale delle cause dello squilibrio di potere contrattuale tra lavoratori e imprenditori, che vengono individuate principalmente:

Per quel che riguarda le relazioni industriali, il libro sottolinea la necessità che l’idea dell’antagonismo tra imprenditore e lavoratori, mai del tutto superata nella cultura del movimento sindacale italiano, venda sostituita con quella secondo cui non c’è buon lavoro senza buona impresa, e viceversa. E prospetta un sistema nel quale, per un verso, i lavoratori siano posti dal sindacato in grado di valutare e – soprattutto nelle situazioni di crisi aziendale – scegliere l’imprenditore, per altro verso sia possibile anche una scelta tra modelli diversi di sindacalismo. Dunque:

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PRESENTAZIONI

7 aprile 2020, intervista a cura di Massimo Famularo [5], sul canale YouTube Liberi Oltre; 1° maggio, video sul sito della Fondazione Corriere della Sera [6]; 18 maggio, h. 7.30, su Sky-Tg 24; 20 maggio, h. 7.30, a Buongiorno Regione Lombardia su Rai 3; 21 maggio, h. 9.40, colloquio con Monica Stefinlongo su Radio Lombardia [7]25 maggio, alle 21, colloquio con Luca Monti sul Canale Copernicani [8] YouTube; 27 maggio, alle 20.30, a Stasera Italia con Barbara Palombelli, su Rete 4; 28 maggio, alle 18, webinar AIDAF;  29 maggio, alle 11, incontro online con l’esecutivo Cisl di Verona; 3 giugno, alle 11.30, a Quante storie con Giorgio Zanchini e con la partecipazione di Susanna Camusso, su Rai 3; 4 giugno, alle 21, incontro online con il MEIC-Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale; il 16 giugno alle 8.40 su Radio Lombardia [7]; il 16 giugno alle 19.15 su ControRadio; il 17 giugno alle 8.30 su Radio 24, nella trasmissione 24 mattino; 13 luglio, alle 17, webinar promosso da Confindustria Verona; 15 luglio, alle 18, a Napoli, per iniziativa della Sezione campana del Centro Studi Domenico Napoletano; il 15 luglio alle 21.30 a Pomigliano d’Arco, per iniziativa del Circolo Pd locale; il 26 agosto alle 18.30 al Forte dei Marmi, per iniziativa della Fondazione Villa Bertelli;  il 10 settembre alle 18 a Modena, per iniziativa del Laboratorio Aperto, patrocinato dal Comune; l’11 settembre alle 18 a Vicenza, nell’ambito del Festival Città Impresa; il 29 settembre alle 20 a Carimate, per iniziativa del Club Rotary di Cantù; il 1° ottobre 2020, alle 21, Sul canale YouTube Copernicani [9]; il 6 ottobre a Roma alle 9.30 per iniziativa del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università “La Sapienza”; il 20 ottobre alle 15 nell’ambito della manifestazione online Jobbando; il 3 novembre a Milano alle 20, per iniziativa del Club Rotary Milano Digital;  il 6 novembre alle 21 a Conversano (Bari), nell’ambito del Festival Lector in Fabula; il 18 novembre alle 11.30 alle quinte classi del Liceo Don Gnocchi di Carate Brianza; il 20 novembre alle 20 alla sede di Piacenza dell’Università Cattolica; l’8 febbraio 2021 alle 21 ad Alessandria, su iniziativa del Rotary Club; il 13 febbraio alle 10.30 al Circolo Dossetti di Milano.

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RECENSIONI, CONFERENZE, LEZIONI E INTERVISTE

Serve ancora il sindacato? [10], intervista a cura di Greta Ardito per la rubrica La voce in capitolo, podcast de lavoce.info [11], nella quale espongo i contenuti essenziali del libro, 20 maggio 2020

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Dario Di Vico

Il capitale umano e la selezione degli imprenditori [13], recensione di Dario Di Vico pubblicata sul Corriere della Sera il 20 maggio 2020

A 50 anni dallo Statuto manca ancora totalmente una politica del lavoro [14], intervista a cura di Alessandra Ricciardi, pubblicata su Italia Oggi il 21 maggio 2020

L’intelligenza del lavoro mezzo secolo dopo lo Statuto [15], intervista a cura di Claudio Arlati, online sul canale Youtube della Cisl Emilia Romagna dal 27 maggio 2020

[16]Che cos’è il diritto al lavoro e come lo si rende effettivo [17], slides della lezione Massimo D’Antona, conclusiva del corso di diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Firenze, 27 maggio 20020, nella quale sono esposti i contenuti del libro L’intelligenza del lavoro

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Stefano Folli

È il lavoratore a dover scegliere l’imprenditore [19], recensione di Stefano Folli pubblicata sull’inserto Robinson de la Repubblica il 30 maggio 2020

Da La casa nella pineta a L’intelligenza del lavoro [20], intervista a cura di Luca Telese, pubblicata sul quotidiano la Verità il 2 giugno 2020

Si sbloccano i licenziamenti, ma i lavoratori non hanno gli strumenti per rioccuparsi [21], intervista sul libro a cura di Pietro Senaldi, direttore di Libero,  pubblicata su questo quotidiano il 15 giugno 2020

Dialogo su L’intelligenza del lavoro (e dintorni) [22], intervista a cura di Vincenzo Antonio Poso, pubblicata sul n. 2/2020 della rivista trimestrale Lavoro Diritti Europa, luglio 2020

La sfida della mobilità che un Governo dal fiato corto non sa raccogliere [23], intervista a cura di Alessandra Ricciardi, pubblicata su Italia Oggi il 30 luglio 2020

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Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio

La lunga marcia verso il buon lavoro. Servono sindacati non inchiodati al passato e imprenditori capaci di rischiare [25], recensione a cura di Claudio Cerasa pubblicata sul quotidiano il Foglio il 14 agosto 2020

L’intelligenza del lavoro e la sfida della mobilità [26], intervista a cura di Cinzia Ficco, pubblicata sul magazine tipitosti.it il 16 agosto 2020

La libertà per tutti di scegliersi l’imprenditore [27], intervista a cura di Alice Benatti, pubblicata sulla Gazzetta di Modena il 10 settembre 2020, in occasione della presentazione del libro a Modena, nell’ambito della manifestazione LaboratorioAperto

Una nuova cultura dell’emancipazione del lavoro [28], per una strategia di liberazione delle persone che vivono del proprio lavoro dalla soggezione nei confronti dell’imprenditore: video-intervista sul libro a cura di Nunziante Mastrolia e Antonluca Cuoco per il sito Stroncature2020, 9 settembre 2020

Lavoratori in cerca di imprese (e di un nuovo sindacato) [29], Recensione a cura di Paolo Gubitta, professore di Organizzazione aziendale nell’Università di Padova, pubblicata il 30 settembre 2020 sul Corriere Veneto

[30]Il lavoro indebolito dal difetto dei servizi necessari nel mercato [31], intervista a cura di Massimiliano Rais, pubblicata su l’Unione Sarda il 16 novembre 2020

Il diritto dei lavoratori di scegliersi l’imprenditore (e come lo si rende effettivo) [32], lezione svolta alla sede di Piacenza dell’Università Cattolica il 20 novembre 2020

Il lavoro che ci sarebbe anche oggi e che sprechiamo [33], intervista a cura di Tobia De Stefano pubblicata sul quotidiano Libero il 23 novembre 2020

I lavoratori possono scegliere l’impresa dove lavorare? [34], recensione a cura di Cecilia Gorra pubblicata sul periodico Libertà il 27 novembre 2020

 

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