IL GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO E LA FUNZIONALIZZAZIONE DELL’IMPRESA

La questione circa la compatibilità dell’art. 2085 cod. civ. con il principio costituzionale della libertà d’impresa – La funzionalizzazione, cacciata dalla porta sul piano dottrinale, rientra dalla finestra sul piano giurisprudenziale – Necessità di una maggiore coerenza logica e trasparenza nella motivazione delle sentenze in materia di g.m.o.

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Testo integrale della relazione svolta oralmente in una versione ridotta al Congresso dell’AGI-Associazione Giuslavoristi Italiani, svoltosi a Lecce dal 22 al 24 ottobre 2026, per l’introduzione della tavola rotonda su “Il giustificato motivo oggettivo e la funzionalizzazione dell’impresa” – In argomento v. anche, su questo sito,
Intervista sulla disciplina del licenziamento per giustificato motivo oggettivo Continua…

IL LAVORO E LA LIBERTÀ DI IMPRESA TRA CONTROLLO GIUDIZIALE E PARTECIPAZIONE

La “dipendenza economica” nel lavoro dell’era digitale – La regola del giustificato motivo e la “funzionalizzazione” dell’impresa – La parità di trattamento e l’obbligo di verbalizzazione delle differenze  – La partecipazione dei lavoratori nell’impresa: verso un nuovo modello di ripartizione del rischio tra l’impresa e chi in essa lavora?

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Slides della relazione introduttiva svolta al congresso dell’AGI, Associazione Giuslavoristi Italiani, a Lecce il 23 ottobre 2026 – In argomento su questo sito v. anche, in relazione ai quattro capitoli della relazione, rispettivamente Il diritto del lavoro nell’era digitale, Il g.m.o. di licenziamento come perdita attesa,  Se il “merito” scompare dallo stipendio, Partecipazione dei lavoratori: un passo avanti limitato Continua…

IL DIRITTO DEL LAVORO NELL’ERA DIGITALE

Per individuare l’area del lavoro che richiede la protezione forte, il criterio novecentesco della “eterodirezione” si rivela sempre meno adatto nel contesto in cui dominano l’informatica e la telematica: qui il criterio distintivo più appropriato è quello – già ben noto al diritto commerciale – della dipendenza economica 

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Articolo, pubblicato sul
Sole 24 Ore il 20 ottobre 2026, è una anticipazione parziale della relazione introduttiva che svolgerò al congresso dell’Associazione Giuslavoristi Italiani il 23 ottobre prossimo – In argomento, su questo sito, v. anche la mia relazione al seminario ALSEA del 20 settembre  scorso, L’appalto labour intensive nell’era digitale Continua…

L’IMMIGRAZIONE NON BASTA: OCCORRE ATTIVARE DI PIÙ GLI ITALIANI

Contro la crisi demografica e la carenza di manodopera che ormai si registra in tutte le Regioni e in tutte le fasce professionali, è urgente adottare le misure di politica attiva adatte ad aumentare il tasso di attività femminile e giovanile

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Articolo di Gianni Bocchieri,  Direttore dell’Area Formazione della Regione Piemonte, pubblicato sul quotidiano
Il Foglio il 15 ottobre 2026, qui ripreso, per gentile concessione dell’Autore, al fine di portare argomenti e dati ulteriori a sostegno della tesi più volte esposta su queste pagine (v. da ultimo la mia intervista a La Stampa del 20 dicembre scorso, Welfare: il Governo alle prese con il rischio di un collasso: ivi il link agli interventi precedenti in argomento) secondo cui per ovviare alla riduzione della base attiva conseguente alla crisi demografica occorre attingere forza-lavoro sia da flussi ben governati di immigrazione, sia soprattutto da politiche tendenti ad aumentare il tasso di attività femminile e giovanil Continua…

ANCORA SULLA MANCATA CRESCITA DEI SALARI

Il problema della stagnazione delle retribuzioni può risolversi solo con un aumento della produttività del lavoro, che richiede la migrazione della forza-lavoro verso le imprese migliori e servizi al mercato del lavoro capaci di indirizzarla e sostenerla efficacemente

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Intervista a cura di Francesca Druidi pubblicata su 
Giustizia, testata del Gruppo Golfarelli, ottobre 2026 – In argomento ultimamente su questo sito  v. anche Faccia a faccia con Giuliano Cazzola sul decreto-lavoro Continua…

IL VALORE DEL LAVORO COME PRODOTTO O x S x E

I tre fattori della produttività, come insegna la scienza economica, sono Organization, Skills ed Effort: basta che uno dei tre sia pari a zero perché si azzeri l’intero risultato (ma l’Effort dipende in parte anche dalla bontà dell’Organization)

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Mia risposta , 7 luglio 2026, all’intervento del prof. Bruno Caruso, La direttiva UE parla di salari o di valore?, che a sua volta faceva seguito al mio articolo pubblicato il 1° luglio sul Corriere della Sera,  Se il merito scompare dallo stipendio – Segue un ulteriore intervento dello stesso prof. Bruno Caruso – Se altri vorranno intervenire in questo dialogo, i loro interventi saranno benvenuti   Continua…

BRUNO CARUSO: “LA DIRETTIVA UE PARLA DI SALARI O DI VALORE?”

Intervento del collega giuslavorista catanese sul tema della trasparenza retributiva e del governo del merito

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Lettera del professor Bruno Caruso, ordinario di diritto del lavoro nell’Università di Catania, 6 luglio 2026, in risposta al mio articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 1° luglio scorso, Se il “merito” scompare dallo stipendio – Sul tema v. anche l’articolo di Tito Boeri pubblicato su la Repubblica del 23 giugno precedente, Trasparenza delle retribuzioni non significa appiattimento – A questo intervento di B.C. hanno fatto seguito una mia replica e una sua controreplica – Eventuali altri interventi nel  dialogo che così si è aperto saranno benvenuti (e molto volentieri ospitati su questo sito) Continua…

SE IL “MERITO” SCOMPARE DALLO STIPENDIO

Al ministero del Lavoro c’è una manina misteriosa che, nel decreto legislativo sulla trasparenza delle retribuzioni, ha soppresso la parola che consente di differenziarle sulla base dell’impegno personale

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Editoriale telegrafico pubblicato dal
Corriere della Sera il 1° luglio 2026 – Sullo stesso argomento v. l’articolo di Tito Boeri pubblicato il 23 giugno scorso su la Repubblica, Trasparenza delle retribuzioni non significa appiattimento Continua…

FACCIA A FACCIA CON GIULIANO CAZZOLA SUL DECRETO-LAVORO

Non può essere la legge a risolvere il problema di una produttività del lavoro stagnante: occorrerebbe rendere più attrattivo il Paese per le multinazionali, incentivare la migrazione della forza-lavoro verso le imprese che la valorizzano meglio e fare in modo che una parte maggiore delle retribuzioni sia legata alla produttività  

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Interviste parallele a Giuliano Cazzola e a Pietro Ichino, a cura di Laura Sala, pubblicate su 
Huffington Post il 26 giugno 2026 – Sulla politica del lavoro del Governo v. anche, su questo sito, il mio articolo Quanto c’è di buono nella legge delega, pubblicato il 30 settembre 2025 su lavoce.info   Continua…

TRASPARENZA DELLE RETRIBUZIONI NON SIGNIFICA APPIATTIMENTO

Tra i criteri per valutare il «pari valore» del lavoro la direttiva UE indica competenze, effort individuale, responsabilità e condizioni di lavoro; il decreto italiano omette il criterio dell’effort, così negando rilievo  a differenze di trattamento di per sé ragionevoli: col risultato possibile di una tendenza all’appiattimento

 

Articolo di Tito Boeri pubblicato su la Repubblica il 23 giugno 2026 – Sulla direttiva UE n. 2023/970 v. anche, su questo sito, la mia intervista pubblicata dal Corriere della Sera il 23 agosto 2023 Ma il reddito è davvero un dato personale protetto da segreto? Continua…

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