N. 570 – 18 luglio 2022

COSA SIGNIFICA LA RIDUZIONE DELLE CAUSE DI LAVORO
Si conferma la tendenza ormai almeno decennale al superamento dell’ipertrofia del contenzioso giudiziale in questa materia, che ha costituito per decenni un’anomalia italiana. E tramonta l’idea secondo cui la protezione delle persone che lavorano non sia veramente tale se non passa per le aule dei tribunali: leggi il mio editoriale telegrafico per la Nwsl n. 570. È online sullo stesso argomento anche il mio articolo pubblicato martedì su lavoce.info, che riporta i dati impressionanti forniti dal ministero della Giustizia sulla diminuzione dei procedimenti giudiziali in materia di licenziamenti e di contratti a termine. Continua…

N. 569 – 27 giugno 2022

APPUNTI SUL PARTITO DI CENTRO CHE STENTA A NASCERE
In attesa di un leader dotato di un carisma più forte della spinta a dividersi propria dei liberal-democratici, il loro compito sarà di impegnarsi dentro i partiti maggiori al fine di rafforzarne l’impegno europeista e per la società aperta: leggi il mio editoriale telegrafico comparso ieri come fondo sulla Gazzetta di Parma.
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N. 568 – 13 giugno 2022

UN REFERENDUM INSENSATO
Perché è assurda la pretesa che 50 milioni di italiani capiscano significato e implicazioni di cinque quesiti complessi e al tempo stesso di dettaglio, come quelli che ci sono stati sottoposti. Nell’editoriale telegrafico di oggi il motivo per cui, tuttavia, non mi sono astenuto per protesta e sono andato a votare i miei preannnunciati due “sì” e tre “no”.
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N. 567 – 30 maggio 2022

LA GUERRA E GLI SCHERZI DELLA GLOBALIZZAZIONE
Nonostante i comportamenti e i proclami reciprocamente aggressivi, ciascun Paese, Russia per prima, ha bisogno dello scambio commerciale con gli altri come dell’aria che respira. E lo scambio presuppone un ordinamento giuridico funzionante, che c’è e continua a funzionare nonostante lo scontro distruttivo in atto fra le parti contendenti. Leggi il mio fondo pubblicato ieri sulla Gazzetta di Parma.
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N. 566 – 16 maggio 2022

LA “SANTA MADRE RUSSIA” E L’OVEST DEMONIACO
Una pagina de L’idiota di Dostoevskji spiega la diffidenza radicata nella cultura russa contro il progresso che viene dall’ovest e la tendenza conseguente dei russi all’isolamento; ma è una scelta che essi oggi non possono compiere isolandosi anche dalla Cina, la quale intende invece mantenere saldi i propri legami commerciali col resto del mondo.  È online il mio fondo pubblicato ieri sulla Gazzetta di Parma.
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N. 565 – 2 maggio 2022

IL 1° MAGGIO NON È ANCORA UNA FESTA DI TUTTI GLI ITALIANI
Sarà davvero la festa di tutti quando il sistema dell’educazione, quello dell’orientamento e (soprattutto) quello della formazione professionale saranno più capaci di prendere per mano i più deboli e guidarli sui percorsi giusti verso una domanda di lavoro che resta in gran parte insoddisfatta. Leggi il mio fondo pubblicato ieri sulla Gazzetta di Parma.
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N. 564 – 19 aprile 2022

SE IL MONDO CAMMINA A VELOCITÀ DIVERSE
Una chiave di lettura di due tra gli eventi catastrofici maggiori di questo secolo, come forme di resistenza alla globalizzazione da parte dei sistemi socio-culturali meno evoluti. È online il mio editoriale telegrafico del 12 aprile scorso.
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N. 563 – 4 aprile 2022

SE PUTIN NON PUÒ FARE A MENO DELLO SCAMBIO COMMERCIALE
Per la Russia vendere il suo gas e il suo petrolio ai Paesi occidentali è una necessità vitale, più di quanto lo sia per noi comprarli: per questo la nostra disponibilità a rinunciarvi può essere decisiva nel braccio di ferro in corso. Leggi  il mio editoriale telegrafico per la Nwsl n. 563.
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N. 562 – 21 marzo 2022

L’AUTOCOSCIENZA DELL’UE SI FORGIA NELLA RESISTENZA UCRAINA
Stiamo scoprendo all’improvviso il privilegio di appartenere al XXI secolo; le posizioni euroscettiche si annichiliscono; si registra l’unanimità su misure che anticipano il processo di integrazione europea sul piano fiscale, della politica estera e militare: leggi il mio primo editoriale di oggi.
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N. 561 – 7 marzo 2022

IL CRINALE STRETTO SU CUI DEVONO MUOVERSI USA E UE
Nel dosare la reazione all’aggressione russa, le nazioni occidentali devono non solo evitare il rischio di una escalation ancora più catastrofica, ma anche costruire i presupposti perché sia possibile, poi, una solida pace. Leggi il mio editoriale telegrafico di oggi.
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