UNA SORTA DI SEGUITO DE “LA CASA NELLA PINETA”

Non si arriva mai sufficientemente preparati alle prove, ma nulla si improvvisa, tutto è il frutto di un cammino, di esperienze vissute, di insegnamenti recepiti, che poi arrivano in soccorso

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Articolo di Irene Trentin pubblicato su
Avvenire del 21 giugno 2020 – Gli altri articoli, recensioni, interviste, interventi e documenti relativi a La casa nella pineta sono facilmente raggiungibili attraverso la pagina web dedicata al libro Continua…

IL TESORO NASCOSTO DOVE MAI LO IMMAGINEREMMO

Riguardando indietro a questi ultimi due anni nei quali la malattia ha infierito più duramente su Costanza, e di riflesso su chi la assisteva, non ho solo una memoria di sofferenza: è stato forse il periodo più ricco e intenso di tutto il nostro matrimonio

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Pensieri dell’ultima notte trascorsa accanto a mia moglie, 9 maggio 2020 – Costanza ha sofferto per circa otto anni di una PSP-Paralisi Sopranucleare Progressiva (o sindrome di Richardson), che ne ha lentamente menomato, fino ad azzerarle, tutte le facoltà vitali
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NEL GIORNO DELLA MEMORIA: L’ADDIO DI ETTI HILLESUM

L’ultimo messaggio al mondo di una testimone straordinaria della fede ebraica e cristiana, scritto sul treno che la sta portando ad Auschwitz

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Cartolina indirizzata a Christine van Nooten, che Etty Hillesum lasciò cadere presso Glimmen, nei Paesi Bassi, dal carro-bestiame sul quale era stata caricata con la sua famiglia per la deportazione verso il campo di sterminio, martedì 7 settembre 1943 (la cartolina, forse non ancora affrancata, venne fortunosamente raccolta da qualcuno che la spedì poco dopo alla destinataria) – E.H. morirà ad Auschwitz meno di tre mesi dopo, il 30 novembre dello stesso anno – Ebrea olandese, E.H. avrebbe avuto la possibilità di sottrarsi alla deportazione nazista; ma scelse di non farlo per vivere fino in fondo quell’esperienza insieme al suo popolo, ponendosi fino all’ultimo al servizio dei più deboli e smarriti nel “campo di transito” allestito dalle SS a Westerbork – Il suo diario degli ultimi due anni (1941-1943) costituisce una delle testimonianze più straordinarie della continuità tra fede ebraica e fede cristiana (ancorché mai tradotta, quest’ultima, in un’adesione formale a una chiesa) e della sperimentazione quotidiana, nelle condizioni più difficili e drammatiche, del significato concreto della parola evangelica “salvezza” – In argomento v. anche il post con cui su questo sito è stato celebrato il Giorno della Memoria l’anno scorso: Il lavoro che uccide, il lavoro che salva Continua…

I NOSTRI MORTI

Nell’attenzione sempre manifestata da Giuseppe Pera per le sepolture di coloro che ci hanno preceduto si esprimeva la percezione di un legame con essi che la morte non distrugge, che il tempo non travolge ma talvolta addirittura rafforza – Qui il ricordo del suo omaggio alle tombe dei fratelli Rosselli, di Ernesto Rossi e di Gaetano Salvemini

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Brano estratto, in occasione del Giorno dei Defunti 2019, da
A colloquio con Giuseppe Pera. Il rapporto tra il maestro e i suoi allievi, intervento svolto da Vincenzo Antonio Poso al convegno per il decennale della morte di Giuseppe Pera, nostro comune maestro, 6 ottobre 2017 – Di quel convegno è disponibile su questo sito anche il mio intervento, I vent’anni di Giuseppe Pera alla direzione della Rivista Italiana di Diritto del LavoroIn argomento meritano di essere riportate alcune righe di una pagina molto intensa de La bella degli specchi (Mondadori, 1976), nella quale Mario Tobino racconta del suo amico Giuseppe Pera:
“[…] ogni settimana – mi aveva confidato – andava al cimitero, davanti alla tomba di sua madre.
– Le parli?
– Sì.
– Che le dici?
– Tutto. […]”
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SIANO I CRISTIANI A RIVENDICARE LA RIMOZIONE DEI CROCEFISSI DALLE AULE

Fossi in Papa Francesco, lancerei un appello forte contro l’inflazione dell’immagine del supplizio di Gesù: vedo in essa un vero e proprio peccato contro il secondo comandamento

Primo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 507, 7 ottobre 2019 – In argomento v. pure Anche Giovanni Bachelet invita la Chiesa a rinunciare al crocefisso nelle aule Continua…

IL MIO INCONTRO DA ADOLESCENTE CON DON GIOVANNI BARBARESCHI

Il suo discorso andava sempre a parare sulla grande questione: “qual è il senso che vuoi dare alla tua vita?” – Non mirava a riunirci in una comunità a sé stante, ma ci spronava a impegnarci in tutte le “formazioni sociali” attive a Milano in quegli anni: dalla Gioventù di Azione Cattolica alle Associazioni studentesche di istituto

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Ricordo scritto per una pubblicazione su don Giovanni Barbareschi curata da don Giuseppe Grampa e Pippo Ranci – In argomento v. anche l’omelia pronunciata dallo stesso don Grampa alla messa per il funerale di don Barbareschi, che era morto il 4 ottobre 2018
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LA CASA NELLA PINETA RACCONTATA IN DIRETTA

«[…] Credo che il mio essere sempre stato un po’ un irregolare, dovunque io abbia militato […], nasca da questo ammonimento di padre Acchiappati: “vai, vedi, frequenta, e poi, dove troverai maggiore sintonia, lì impegnati; però stai attento, perché ti proporranno di trasformare in chiesa il partito. Tu rifiuta sempre questa pretesa”. […]»

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Trascrizione di due miei interventi nel corso della presentazione de
La casa nella pineta, svoltasi al Centro Culturale Milanese il 10 dicembre 2018 – È online anche l’intervento svolto da Elio Franzini, Rettore dell’Università degli Studi di Milano, nel corso dello stesso incontro -La trascrizione dell’intero incontro sarà presto disponibile sul sito dello stesso Centro Culturale – Tutti gli altri interventi sul libro svolti in altre occasioni,  miei ma soprattutto di altri, recensioni e documenti, sono facilmente reperibili attraverso la pagina al libro stesso dedicata
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IL DEBITO ICI DELLA CHIESA: GIUSTIZIA EUROPEA, PROBLEMA ITALIANO

Dalla sentenza della Corte di Giustizia una spinta a riconsiderare un’ipotesi molto seria: se si assegnasse a ciascuno studente una borsa da 3000 euro da poter spendere in istituti parificati e questo raddoppiasse il numero di alunni di questi istituti, non ci sarebbero “oneri aggiuntivi per lo Stato” e aumenterebbe la concorrenza

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Articolo di Alessandro De Nicola pubblicato su
la Repubblica il 7 novembre 2018 – In argomento v. anche gli articoli e documenti raccolti nel portale Il finanziamento indiretto degli atenei mediante il sistema degli income contingent loans Continua…

AMORE E LIBERTÀ: L’ADDIO DI DON GIOVANNI BARBARESCHI

“[…] Ricordate sempre che la vita, questa nostra umana e banale vita di tutti i giorni, è un dono meraviglioso, perché è una possibilità infinita di amore e di libertà […] Quando intuisci la grandezza e la profondità di un Amore che ha generato una creatura libera, allora senti nascere la gioia di essere una persona libera […]”

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Testo che don Giovanni Barbareschi, morto il 4 ottobre scorso, ha chiesto che venisse letto nel corso della sua messa funebre, preceduto da una nota biografica – Segue il testo dell’omelia di don Giuseppe Grampa nella stessa messa
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NON NEL RECINTO DEL TEMPIO

I nostri incontri con Silvano Fausti, parlando della vita e della morte

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Contributo di Costanza e Pietro Ichino al libro Con tutta franchezza, senza impedimento – Ricordando padre Silvano Fausti (Ed. Ancora, Milano, 2018, € 12) – Lo scritto era datato 10 aprile 2017, ma il libro è uscito soltanto in questi giorni – In tema di malattia e non autosufficienza v. anche, su questo sito, l’editoriale telegrafico del 9 settembre 2018, L’illusione dell’autosufficienza  Continua…

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