LA CULTURA DELLA SPESA PUBBLICA COME VARIABILE INDIPENDENTE

Con i loro atteggiamenti infantili nei confronti del ministro Tria, M5S e Lega invece del “cambiamento” perseguono il ritorno a uno degli aspetti peggiori della prima Repubblica: l’idea che il ricorso al debito possa essere illimitato

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Intervista a cura di Paolo Volonterio, pubblicata con alcuni tagli per ragioni di spazio sul bisettimanale
Il Cittadino di Monza e Brianza, 22 settembre 2018 – Sulla politica del lavoro e del welfare del partito di maggioranza relativa v. pure la mia intervista a Italia Oggi dell’aprile scorso, Ancora sul M5S e la sua battaglia di retroguardia 

 

Il Lions club Seregno Brianza di cui è presidente Massimo Giardina, giovedì 20 settembre, ha organizzato un interessante meeting culturale con Pietro Ichino, 69 anni, giurista, dal 2008 e per 10 anni è stato senatore della Repubblica Italiana fino al 2018 e dal marzo scorso ha ripreso l’insegnamento all’Università Statale di Milano l’insegnamento del diritto del lavoro. L’evento era all’interno di un intermeeting con i Lions club Aid Seregno , Borromeo di Cesano Maderno e Desio.

Professor Pietro Ichino, che cosa l’ha spinta a scrivere il suo ultimo libro, La casa nella pineta (Giunti ed.), che ha presentato giovedì a Giussano?
Ho sentito il bisogno, e al tempo stesso il dovere, di dar conto degli eventi straordinari attraverso i quali sono passato in mezzo secolo di vita adulta, dal ’69 all’ “autunno caldo”, agli anni di piombo nei quali sono stato un bersaglio dei terroristi; e anche degli incontri straordinari che l’hanno segnata, da Don Lorenzo Milani a Bruno Trentin, a Pietro Ingrao e Giorgio Napolitano. Fa parte del “dovere di restituire”.

Un’immagine dell’incontro in margine al quale è stata fatta l’intervista

Venendo all’attualità, qual è il suo parere sul progetto del “reddito di cittadinanza” che il M5S ha posto al centro del proprio programma elettorale e ora si propone di realizzare?
Il nome è sbagliato: con questo termine si intende una rendita che viene erogata dallo Stato a ogni persona, senza altro requisito se non quello della cittadinanza. È una cosa che esiste soltanto in Alaska, per ragioni molto particolari. Quello che propone il M5S è invece uno schema sostanzialmente simile a quello del “Reddito di Inserimento”, condizionato a una situazione di povertà della persona interessata e alla sua disponibilità a partecipare alle iniziative necessarie per l’inserimento o reinserimento nel tessuto produttivo.

Dunque lei è favorevole a questo progetto?
Il M5S propone, sostanzialmente, un notevole aumento dell’entità del sussidio erogato e un ancor più rilevante ampliamento della platea dei beneficiari. Se ci fossero le risorse per farlo, chi potrebbe non essere d’accordo? Il problema è che le risorse sono molto scarse. E quando parlo di risorse scarse non mi riferisco soltanto al denaro, ma anche al know-how operativo per far funzionare davvero la condizionalità dell’erogazione: cioè per rendere effettivo il vincolo della disponibilità del beneficiario alle iniziative necessarie per la rioccupazione.

Cosa pensa del taglio dei vitalizi ai parlamentari definito da Tito Boeri “sistema insostenibile”?
Concordo pienamente con quello che ha detto Tito Boeri. Penso che su questo terreno in passato siano stati commessi degli eccessi gravi, non soltanto dal Parlamento ma anche e forse ancora di più dai Consigli Regionali. Correggere quegli eccessi è giusto, anzi politicamente indispensabile per ricostruire un rapporto di fiducia tra gli elettori e gli eletti. Nelle proposte del M5S vedo però anche qualche cosa di troppo: una volontà di “punizione” indiscriminata di tutti gli ex-parlamentari in quanto tali. Questo intendimento non fa bene né al sistema politico né a quello economico.

A proposito di politica economica, che cosa pensa delle pressioni di Lega e M5S sul ministro Tria perché “trovi i fondi necessari” per attuare i loro programmi a tutti i costi?
Ne penso molto male: con questi atteggiamenti infantili, M5S e Lega invece del “cambiamento” perseguono il ritorno a uno degli aspetti peggiori della prima Repubblica: la cultura della spesa pubblica come variabile indipendente. È la cultura che ha portato ai duemila miliardi del nostro debito attuale.

Sulla legge Fornero vede un certo ripensamento di Salvini?
Non è chiaro se la Lega fa propria la proposta di Alberto Brambilla, consistente in misure che favoriscano la nascita di “fondi di solidarietà” di settore, come quelli dei settori bancario e assicurativo, finanziati principalmente dalle imprese interessate, destinati a consentire il prepensionamento dei sessantenni nelle situazioni di crisi aziendale. Se così fosse, vorrebbe dire che sul terreno pensionistico la Lega ha abbandonato la linea della “soppressione della riforma Fornero”. E sarebbe una gran bella notizia per il Paese: basterebbe questa per abbassare lo spread di una ventina di punti.

Qual è il suo pensiero sulla proposta del ministro di imporre la chiusura domenicale dei negozi?
Ho esposto dettagliatamente in un articolo pubblicato su lavoce.info i nove motivi per cui sono contrario a questa misura. Su questo terreno mi sembra che si debba lasciar operare la contrattazione collettiva. Una eventuale norma legislativa che imponesse la chiusura, del resto, sarebbe comunque derogabile da parte del contratto collettivo aziendale o territoriale.

Problema Olimpiadi invernali , Milano-Cortina, L’Italia può sopportare una simile spesa nelle condizioni in cui si trova, dopo che Roma ha già rinunciato ?
Questi grandi eventi, se gestiti bene, hanno un bilancio complessivamente positivo per l’economia del Paese.

 

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APPUNTI SU IMPROVVISAZIONI E RIPENSAMENTI DI LEGA E 5S

Ora il partito di Salvini sembra riscoprire i fondi di solidarietà di settore regolati dalla legge Fornero come alternativa positiva all’abrogazione della stessa legge: un ripensamento assai opportuno; pessimo invece quello di Di Maio, che sacrifica il progetto di lotta alla povertà in favore della reintroduzione della Cig per le aziende che chiudono

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Intervista a cura di Andrea Carugati, pubblicata su
la Stampa del 17 settembre 2018 – In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico Se Di Maio ripristina la Cig per le aziende che chiudono Continua…

LA SEMPLIFICAZIONE DI CUI IL LAVORO HA DAVVERO BISOGNO

Per togliere sabbia dall’ingranaggio del mercato del lavoro occorrono sia una maggiore chiarezza e facilità di lettura dei testi legislativi, sia una semplificazione dei loro contenuti dispositivi

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Intervista a cura di Maurizio Carucci pubblicata da
Avvenire il 12 settembre 2018 – In argomento v. anche il mio saggio su Il problema della semplificazione del diritto del lavoro Continua…

PERCHÉ LA REINTRODUZIONE DELLA “CAUSALE” PER I CONTRATTI A TERMINE È UN ERRORE

C’è un’ampia gamma di motivi seri, in sé legittimi, che possono indurre un imprenditore a sciogliere un contratto di lavoro, che è pressoché impossibile dimostrare in giudizio

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Intervista a cura di Maria Giovanna Della Vecchia pubblicata da
La Provincia di Como il 16 luglio 2018 – Sul decreto-legge del ministro Di Maio v. anche l’intervista del 21 luglio a Italia Oggi, Il decreto improvvisazione Continua…

IL DECRETO IMPROVVISAZIONE

“Onestà” non è soltanto non rubare, ma anche non usare il potere legislativo a soli fini di propaganda, non produrre leggi che sono fatte solo per poter lanciare qualche slogan, come quello ridicolo della “Waterloo del precariato”

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Intervista a cura di Alessandra Ricciardi, pubblicata da  Italia Oggi  il 21
luglio 2018 – In argomento v. anche la mia intervista al Quotidiano nazionale il 14 luglio, Un decreto destinato produrre effetti scarsi, nel bene e nel male
Continua…

IL LAVORO NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel prossimo futuro il lavoro umano avrà bisogno innanzitutto di un sistema capillare di servizi capaci di offrire ai lavoratori un sostegno e un’assistenza efficace nella transizione dal vecchio al nuovo lavoro, ivi compresa la riqualificazione continua: la sicurezza e la parità di opportunità dovranno essere garantite sempre di più nel mercato e nei suoi percorsi, piuttosto che nel rapporto di lavoro

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Intervista a cura di Giacomo Govoni, pubblicato nell’inserto
Dossier de Il Giornale, giugno 2018 – In argomento v. anche , I diritti del lavoro nella gig economy, del 13 aprile, e Il diritto del lavoro nell’epoca di Internet e dei robot, del 19 settembre 2017
Continua…

NEGLI ANNI ’70 E ’80 LE RADICI DEI MALI DI OGGI

Alle origini delle convulsioni politiche e sindacali attuali le vicende italiane raccontate ne La casa nella pineta – La quantità e la qualità dell’occupazione aumenterebbero se si riducesse il cuneo fiscale e contributivo, e se funzionassero bene i servizi nel mercato del lavoro

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Intervista a cura di Gerardo Marrone pubblicata sul
Giornale di Sicilia il 16  luglio 2018 – Le altre interviste e recensioni su La casa nella pineta, insieme ad altri documenti, lettere e commenti, sono raccolte nella pagina web dedicata al libro
Continua…

UN DECRETO DESTINATO A PRODURRE EFFETTI MOLTO MODESTI, NEL BENE E NEL MALE

Una iniziativa legislativa dettata dall’improvvisazione, con contenuti in parte contraddittori, destinata probabilmente a una scarsa rilevanza effettiva

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Intervista a cura di Elena Polidori pubblicata sul
Quotidiano Nazionale  (Nazione, Giorno, Resto del Carlino) il 14 luglio 2o18 – In argomento v. anche Lavoro: una “dignità” un po’ confusa e contraddittoria  
Continua…

UN DIRITTO PER IL LAVORO DEI RIDER

“Un intervento legislativo è indispensabile […]  Su tutto il resto, mi parrebbe meglio promuovere un processo serio di contrattazione collettiva, che adatti le altre protezioni alle caratteristiche peculiari di questa forma di organizzazione del lavoro, rispettandole”

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Intervista a cura di Oscar Serra pubblicata il 26 giugno 2018 sul sito
Lo Spiffero – In argomento v. anche Un diritto per il lavoro nella terra di mezzo  Continua…

CONSIGLI NON RICHIESTI AL NEO-MINISTRO DEL LAVORO

Bene affidare alla contrattazione l’individuazione delle tecniche di protezione più adatte al lavoro mediante piattaforme digitali; ma sarà comunque necessaria una legge che regoli gli aspetti previdenziali e fissi uno standard retributivo orario minimo, determinato in funzione del costo della vita in ciascuna regione o macro-regione

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Intervista a cura di Nicola Pini, pubblicata su
l’Avvenire del 19 giugno 2018 – In argomento v. anche l’intervista pubblicata il giorno prima su La Stampa  Continua…

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