I NUOVI REBUS SPIEGATI

La soluzione dei rebus pubblicati ogni lunedì di luglio e agosto sul Corriere della Sera (inserto di Milano) fornisce lo spunto per una rassegna delle regole che governano questo “gioco” e per alcuni suggerimenti circa il suo possibile uso didattico per qualche esercizio di analisi logica

1. Rebus pubblicato il 12 luglio 2021:
il grafema come apposizione o come pronome

Il fumetto in bocca a uno dei due bagnanti al centro dell’immagine ci dice che i due bei giovanotti P intenti a spalmarsi di crema solare sono “attori molto famosi”. Abbiamo dunque la certezza che – in applicazione di una regola rebussistica inderogabile – nella soluzione non potrà comparire nessuna di queste parole (proprio perché esse sono scritte nell’immagine), ma dovrà comparire un’espressione che ad esse equivalga: in questo caso, “star” o “divi”. Sappiamo che la soluzione non lascia spazio per parole lunghe; e il solo attributo breve che indica l’essersi spalmati di crema è “unti”. Dobbiamo dunque mettere in fila tutte le combinazioni possibili tra queste parole, precedute o seguite dal grafema P, per individuare la combinazione che meglio corrisponde alla struttura della soluzione, le cui prime tre parole sono rispettivamente di 5, 2 e 5 lettere. Dunque: “P star unte”, “P unte star”, “P divi unti”, “P unti divi”, oppure  “star unte P”, “unte star P”, “divi unti P”, “unti divi P”. Di queste otto combinazioni, l’unica che si concilia bene con la struttura della soluzione è “P unti divi”, da cui si traggono due parole che potrebbero essere le due prime della soluzione stessa, e fornire le due prime lettere della terza: “Punti di vi…”. Che già ci indirizza verso la locuzione “punti di vista”.

Si osservi come la lingua italiana – a differenza di altre, come per esempio quella inglese – consenta di collocare l’aggettivo prima o dopo il sostantivo; e come questo raddoppi la possibilità di combinazione tra aggettivo e sostantivo in sede di prima lettura, ampliando le opzioni ammissibili per l’ideatore del rebus e conseguentemente anche le combinazioni che devono essere esaminate dal solutore.

La seconda componente dell’immagine – procedendo, come è sempre obbligatorio nella soluzione dei rebus, da sinistra a destra – è costituita da un tizio senza particolari qualità S che sta chiaramente “tarando” la bilancia D. Questa seconda chiave ci offre lo spunto per mettere a fuoco un’altra regola rebussistica molto importante: nella prima lettura ciascuna chiave può comparire (preceduta o seguita dal grafema che la individua),
– con un sostantivo,
– con il sostantivo e un aggettivo, come qui nel caso della prima chiave (“P unti divi”),
– con il sostantivo e un verbo indicante l’azione che sta compiendo,
– ma anche con il solo verbo indicante l’azione; in questo caso il grafema che individua la chiave non compare nella prima lettura del rebus come apposizione, ma come una sorta di pronome costituente la sola indicazione del soggetto;
– talvolta, infine, la chiave compare in prima lettura con il solo grafema che la indica nell’immagine, senza alcun sostantivo, alcun attributo né alcun predicato verbale.

Quando, come in questo caso, il soggetto che compie l’azione rappresentata nell’immagine non ha alcuna caratteristica particolare rilevante, può essere che nella prima lettura esso compaia soltanto con il grafema, il quale allora funziona come un pronome in funzione logica di soggetto, seguito dal predicato verbale. Il complemento (oggetto, di termine, di luogo, o di altra natura) può anche comparire soltanto con il grafema che indica la chiave. Nel nostro caso, dunque, il fatto che un soggetto piuttosto anodino S compia un’operazione di taratura sulla bilancia D, in sede di prima lettura del rebus può essere espresso con “S tara D” (ma in altri casi la stessa chiave potrebbe essere espressa con “S tara bilancia D”, oppure “S tara D bilancia”; così come, in un altro caso ancora, se S fosse stato caratterizzato dal disegnatore come un professionista specializzato nell’operazione, “S tecnico tara bilancia D”; e così via).

La terza chiave, facilissima, è costituita dalle “ali” del gabbiano, contrassegnate dai grafemi I e C: “IC ali”.

Così abbiamo risolto il rebus: P unti divi; S tara D; I C ali → Punti di vista radicali.

 

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