INTERVISTA A GINO GIUGNI

IN QUESTO DIALOGO DEL 1993 IL GRANDE GIUSLAVORISTA, BRACCIO DESTRO DEL MINISTRO BRODOLINI NEI LAVORI PREPARATORI DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, RACCONTA LA SUA VITA E PARLA DELLE PROSPETTIVE DI EVOLUZIONE DEL NOSTRO DIRITTO DEL LAVORO

Intervista a cura di Pietro Ichino, pubblicata sulla Rivista italiana di diritto del lavoro, I, 1993 – Gino Giugni è morto a Roma il 5 ottobre 2009 a 82 anni Continua…

IL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE A UN REGIME DI FLEXSECURITY

IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA – LE OBIEZIONI PIU’ RECENTI E LE RISPOSTE

Pubblicato sul Quaderno n. 3/2009 della rivista ItalianiEuropei, settembre 2009

I. Contenuto della proposta

1. Il cammino di un progetto ‑ Nel numero 4 di ItalianiEuropei dello scorso anno ho dato conto, a grandi linee, del progetto a cui avevo lavorato negli anni immediatamente precedenti con l’aiuto di alcuni colleghi del Dipartimento di Studi del Lavoro dell’Università di Milano. Da allora quel progetto è venuto affinandosi attraverso più di cento incontri pubblici in ogni parte di Italia, promossi dalle organizzazioni più diverse: università, confederazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) e sindacati di categoria di livello centrale o periferico, associazioni imprenditoriali di tutti i settori, circoli e federazioni del P.D., circoli del P.D.L. (sì: a Milano e a Mantova anche il maggior partito del centro-destra ha manifestato in questo modo un qualche interesse per questa iniziativa), associazioni religiose, centri culturali, e altre ancora. Il progetto è venuto affinandosi, soprattutto, attraverso una sorta di “negoziato” informale tra parlamentari P.D. provenienti dal mondo delle imprese e provenienti dalle confederazioni sindacali maggiori. Col risultato che i termini dello scambio politico, nel quale il progetto si concreta, hanno subìto un progressivo aggiustamento, giungendo a esprimersi in parametri in parte diversi rispetto a quelli iniziali. Continua…

M. CRIPPA: “LUCI E OMBRE DELLA FLEXSECURITY DI PIETRO ICHINO”

Articolo di Marco Crippa pubblicato nel Bollettino ADAPT, organo della Fondazione Marco Biagi, il 16 marzo 2009. Segue una mia breve nota di replica.

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LE QUESTIONI APERTE IN MATERIA DI GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO DI LICENZIAMENTO

IL DIBATTITO TRA I GIUSLAVORISTI SUL CONTROLLO GIUDIZIALE DELLE SCELTE IMPRENDITORIALI IN MATERIA DI LICENZIAMENTO

Intervento al convegno di Venezia dell’Associazione Italiana di Diritto del Lavoro – 25 maggio 2007

            1. ‑ Delle tre belle relazioni introduttive, mi sollecita a intervenire soprattutto quella sulla disciplina del licenziamento e soprattutto la parte di essa in cui Luca Nogler si propone di definire l’ambito e i limiti del controllo giudiziale sul recesso per motivo oggettivo. Secondo questa costruzione il giudice deve, innanzitutto, controllare che l’atto non contrasti con un divieto posto da una legge speciale; deve inoltre controllare che esso sia “veritiero”, cioè veramente motivato da scelte organizzative effettive, corrispondenti a quelle enunciate.

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UN SISTEMA DI MISURAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI IN FUNZIONE DELLA VALUTAZIONE DELLA SCUOLA

Una proposta per la valutazione delle scuole e degli studenti presentata all’INVALSI – Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione – da Daniele Checchi (Università degli Studi di Milano), Andrea Ichino (Università degli Studi di Bologna), e Giorgio Vittadini (Università degli Studi di Milano-Bicocca) l’8 dicembre 2008.

<br />  Progetto Invalsi

CHE COSA INSEGNA LA SOCIOLOGIA DEL LAVORO SU VALUTAZIONE E MISURAZIONE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

IL SAGGIO PRESENTATO DA LORENZO BORDOGNA, UNO DEI MASSIMI ESPERTI ITALIANI DELLA MATERIA, QUANDO E’ STATO CONSULTATO DALLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO
SENATO DELLA REPUBBLICA

COMMISSIONE 1 – AFFARI COSTITUZIONALI
AUDIZIONE 10 settembre 2008

Intervento di Lorenzo Bordogna, Professore Ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro – Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Milano, Presidente del Corso di Laurea in Management Pubblico – Università degli Studi di Milano

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IL FUTURO DEL WELFARE NEL “LIBRO VERDE” DEL MINISTRO SACCONI

UN DISIMPEGNO STRISCIANTE RISPETTO AL SISTEMA DI PROTEZIONE SOCIALE VIGENTE, IN DIREZIONE DI UN SISTEMA CENTRATO SULL’AUTORESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI

Commento del prof. Maurizio Cinelli (studio@mauriziocinelli.it), destinato alla rivista Diritto della Sicurezza Sociale

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SCENARI DI RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO

LE STRATEGIE DELL’ULTIMO QUINDICENNIO A CONFRONTO – UNA VERSIONE RAFFINATA DELLA STRATEGIA DEL “CONTRATTO UNICO”

Relazione introduttiva al seminario della Scuola di Politica che si è tenuto a Bertinoro il 4 settembre 2008, pubblicata nella rivista ItalianiEuropei, n. 4/2008. Seguono gli interventi sul di Pierpaolo Baretta e di Paolo Nerozzi (pubblicati anch’essi nella stessa rivista).

Sommario ‑ 1. Chi vuole il superamento del mercato del lavoro duale e chi no. ‑ 2. Le strategie che lasciano inalterata la disciplina attuale del rapporto di lavoro subordinato ordinario. A) L’estensione a tutti della protezione forte. ‑ 3. B) La strategia dello “Statuto dei Lavori”. ‑ 4. Un inciso sul contenuto assicurativo del rapporto di lavoro e i suoi costi. ‑ 5. Le strategie che prevedono la modificazione della disciplina attuale perché la sua applicazione possa essere generalizzata. Il possibile ruolo del PD nella promozione del new deal. ‑ 6. Ipotesi riconducibili all’idea del “contratto unico”. A) Il progetto Boeri-Garibaldi. B) Il progetto Leonardi-Pallini. – 7. Segue. C) Una soluzione più radicale, sulla linea della flexicurity. ‑ 8. Alcune obiezioni e le relative repliche. Alcuni esempi di come opera il firing cost. ‑ 9. Considerazioni conclusive: due enormità contrapposte che possono sorreggersi a vicenda.

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UN CONTESTO RIFORMATORE PER UNA PROPOSTA RIFORMISTA

Intervento di Pier Paolo Baretta – deputato del PD, già Segretario nazionale della Cisl – pubblicato sulla rivista Italianieuropei, n. 4/2008 

C’è urgente bisogno di un nuovo diritto del lavoro che garantisca pari opportunità in ingresso e superi il dualismo attuale del nostro tessuto produttivo. E a questo scopo la proposta di riunificazione dei rapporti di lavoro in un unico tipo legale capace di soddisfare le esigenze di flessibilità del sistema e quelle di sicurezza dei lavoratori è convincente. Ma la riforma deve coniugarsi con un rilancio del modello partecipativo e con un rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva; e non deve sottovalutare i rischi di scollatura tra il nuovo disegno legislativo e il Paese reale, con le sue dinamiche talvolta perverse.

   Scarica l’intervento di P. Baretta in formato pdf

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PRECARIATO E FLESSIBILITA’ IN ITALIA: RAGIONI E SOLUZIONI.

Intervento di Paolo Nerozzi – senatore del PD, già Segretario nazionale della Cgil – pubblicato sulla rivista Italianieuropei, n. 4/2008 

Un PD che scelga di coltivare fino in fondo l’ambizione di un soggetto a vocazione maggioritaria dovrà necessariamente declinare questa sua ambizione in un incontro fecondo con il mondo del lavoro, dovrà entrare davvero in sintonia con il malessere profondo che lo attraversa e farsi portatore di un’idea unificante, che comprenda la difesa delle garanzie acquisite e la loro estensione, il recupero del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e, più in generale, una rinnovata strategia per lo sviluppo dell’Italia.

 Scarica l’intervento di P. Nerozzi in formato pdf

 

LA QUESTIONE DELL’INEFFETTIVITA’ DEL NOSTRO DIRITTO DEL LAVORO

AUMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE E SCOLLATURA TRA SISTEMA DELLE PROTEZIONI E REALTA’ DEL TESSUTO PRODUTTIVO, NELL’ERA DELLA POLARIZZAZIONE PLANETARIA DELLA FORZA-LAVORO

     Intervento di Pietro Ichino al congresso annuale dell’Associazione Italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale, Modena, 19 aprile 2008. E’ in corso di pubblicazione nel n. 3/2008 della Rivista italiana di diritto del lavoro.

      Abstract – Il contributo muove dalla constatazione della grave scollatura tra ordinamento giuslavoristico statuale e realtà del tessuto produttivo, per sottolineare la necessità di una semplificazione del diritto del lavoro al fine di aumentarne l’effettività. Si osserva come l’ineffettività del diritto del lavoro sia destinata ad aumentare per effetto del fenomeno – di dimensioni planetarie ‑ della polarizzazione della forza-lavoro; e si propone la prospettiva di un diritto del lavoro dedicato a contrastare efficacemente questo fenomeno.


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Sommario: 1. Il diritto del lavoro di fronte alla polarizzazione del tessuto produttivo e all’aumento della disuguaglianza. – 2. La scollatura tra ordinamento statuale e realtà del tessuto produttivo. ‑ 3. La strategia del Governo Prodi contro il diritto del lavoro duale e il suo limite. – 4. Il rischio dell’eccesso della pretesa regolatoria: la nuova disciplina del recesso del lavoratore. – 5. Segue. L’ineffettività della disciplina inderogabile del mercato endo-aziendale dell’elasticità o flessibilità del tempo di lavoro. ‑ 6. Necessità di semplificazione del diritto del lavoro al fine di aumentarne l’effettività. Il requisito della “copertura conoscitiva” delle riforme legislative. – 7. La prospettiva di un diritto del lavoro dedicato a contrastare efficacemente la polarizzazione della forza-lavoro.

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CHE COSA IMPEDISCE AI LAVORATORI DI SCEGLIERSI L’IMPRENDITORE

Le nuove frontiere delle politiche del lavoro nell’era della globalizzazione
Relazione di Pietro Ichino al convegno su “Il lavoro: valore, significato, identità, regole”
Bologna, 20-21 giugno 2007

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SOMMARIO ‑ 1. La protezione migliore contro lo sfruttamento e l’arbitrio del più forte. – 2. Rovesciare la regola di Marshall-Hicks. – 3. Una nuova chiave di lettura del mercato del lavoro nella quale sono (anche) i lavoratori a scegliere e “ingaggiare” l’imprenditore. – 4. Le obiezioni all’idea dei lavoratori che ingaggiano l’imprenditore. Il limite del divieto di concorrenza. Il tramonto del divieto dello storno di dipendenti. – 5. Breve censimento delle forme possibili dell’“ingaggio” dell’imprenditore da parte dei lavoratori. ‑ 6. La grande contraddizione tra l’insoddisfazione per l’imprenditoria indigena e la chiusura nei confronti delle alternative che si offrono su scala mondiale. – 7. Alfa e omega: due modelli di sindacato e di politiche del lavoro. – 8. Quando i lavoratori si precludono l’ingaggio dell’imprenditore migliore: il caso delle ferrovie. – 9. Segue. Il caso Alitalia. ‑ 10. Segue. Il caso dell’Alfa Romeo di Arese. – 11. Segue. I casi analoghi verificatisi di recente per la gestione delle autostrade, nel settore bancario, nella vicenda Telecom. – 12. Importanza della volontà e dell’attitudine a valutare il piano industriale e, se del caso, a scommettere su di esso. – 13. Poter negoziare a 360 gradi anche al livello aziendale, per poter “ingaggiare” l’imprenditore migliore. – 14. I “paletti” a difesa del vecchio modello standard nazionale contro i modelli nuovi di impresa. ‑ 15. Un modo diverso di guardare alla questione dello sviluppo del lavoro regolare nel Mezzogiorno. – 16. Il vero problema: l’enorme aumento delle disuguaglianze di produttività e quindi di reddito tra i lavoratori. – 17. Perché può essere pericolosa l’idea di una minorità ontologicamente propria del lavoro subordinato.

 

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