I 500 LAUREATI CALABRESI ECCELLENTI, CHE RISCHIANO DI ESSERE AVVIATI DALLA REGIONE ALLA NULLAFACENZA

COME SPRECARE I FONDI REGIONALI E DEL FONDO SOCIALE EUROPEO, ATTIVANDO NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CENTINAIA DI “STAGE” DELLA DURATA DI DUE ANNI, A MILLE EURO AL MESE, DI NATURA SOSTANZIALMENTE ASSISTENZIALE

Quella che segue è la lettera aperta inviata da me al Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero il 14 gennaio 2009. Segue, nello stesso giorno, la risposta dell’on. Giuseppe Bova, Presidente del Consiglio regionale della stessa Regione, con una mia replica, nella quale formulo una proposta per raddrizzare questa iniziativa, decisamente iniziata male.  A seguito di questo scambio, alla fine della seduta antimeridiana del Senato del 15 gennaio ho presentato una interrogazione parlamentare  recante le firme – oltre alla mia – di Enrico Morando, Paolo Nerozzi, Antonio Rusconi, Marco Follini, Maria Pia Garavaglia e numerosi alrti senatori della Commissione Lavoro del Senato. Nel pomeriggio del 15 gennaio è pervenuta infine una risposta di Agazio Loiero, Presidente della Giunta Regionale, che è pubblicata qui dopo l’interrogazione. Seguono la lettera inviata al Corriere da alcuni dei giovani laureati calabresi partecipanti all’iniziativa e i messaggi su questo tema di uno studente calabrese e di un sindacalista. Numerosi interventi di altri stagisti interessati sul blog “Repubblicadeglistagisti”.

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COME SI SUPERA L’APARTHEID TRA PROTETTI E NON PROTETTI NEL MERCATO DEL LAVORO

IL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE ALLA FLEXSECURITY IN 30O PAROLE

 

Articolo pubblicato sul settimanale Oggi il 13 gennaio 2009

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I GIOVANI E IL FORMICAIO

Intervista a cura di Federico Ferraù, pubblicata dalla rivista informatica il Sussidiario (www.ilsussidiario.net) in data 8 gennaio 2009
Clicca qui per scaricare l’intervista dall’archivio di Pietro Ichino

N. 40 – 12 gennaio 2009

PROSEGUE IL LAVORO SUL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE ALLA FLEXSECURITY
Da ogni parte d’Italia arrivano manifestazioni di forte interesse per il progetto e richieste di federazioni e circoli del Pd per incontri pubblici su questo tema. Nel frattempo, oltre ad alcuni marginali aggiustamenti del testo del disegno di legge, è stata completata la prima bozza di relazione illustrativa dello stesso.
Per il facile accesso a tutti gli altri documenti relativi al progetto e per le F.A.Q., vai al
Portale della flexsecurity, che viene tenuto costantemente aggiornato.

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AVVICENDAMENTI

IL COMMIATO DALLA DIREZIONE DELLA RIVISTA GIA’ DIRETTA DA GIUSEPPE PERA, DOPO VENTICINQUE ANNI ININTERROTTI DI LAVORO IN UN RAPPORTO INTENSISSIMO CON IL MAESTRO

Articolo di apertura dell’ultimo fascicolo della Rivista italiana di diritto del lavoro – dicembre 2008

            Dal prossimo numero questa Rivista sarà diretta da Raffaele De Luca Tamajo e Luigi Montuschi. Un avvicendamento, questo, necessario e anzi obbligato a seguito della mia elezione al Parlamento; ma che sarebbe stato comunque opportuno anche indipendentemente dal presentarsi di questa incompatibilità. Sono ormai ventiquattro anni che, per volontà di Giuseppe Pera e sotto la sua direzione, “faccio” la Rivista: dal 1985, nella veste di caporedattore; poi, dal 1992, in quella di vicedirettore; infine, dal 2002, in quella di “direttore responsabile” affiancato al vero direttore. Sempre sotto la Sua guida vigile e in un rapporto di consultazione continua con un Comitato scientifico straordinariamente attivo e partecipe, ma anche sempre con le redini molto lasche sul collo e con una grande libertà nella scelta dei criteri di selezione del materiale e nella gestione dei rapporti con gli autori. È tempo che la collegialità – vero punto di forza della Rivista – si esprima in una rotazione nella sua direzione, in modo che il suo Dna si arricchisca di nuova linfa e sia evitato ogni possibile rischio di sclerosi o di personalizzazione, ora che è purtroppo venuta meno la garanzia costituita dalla straordinaria figura di Chi della Rivista ha tenuto il timone per quasi un quarto di secolo.

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QUESTIONE GIUSTIZIA: ANCHE QUI OCCORRE INTRODURRE TRASPARENZA, VALUTAZIONE, BENCHMARKING

CIO DI CUI HA URGENTE BISOGNO LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA SONO MECCANISMI DI AUTOGOVERNO CHE NE GARANTISCANO IN MODO PIU’ RIGOROSO L’EFFICIENZA, OGGI CLAMOROSAMENTE INSUFFICIENTE. LA RICETTA E’ IN GRAN PARTE LA STESSA CHE VALE PER LE ALTRE AMMINISTRAZIONI: RILEVAZIONE DEGLI INDICI DI PERFORMANCE DEGLI UFFICI E DEI SINGOLI MAGISTRATI, OBBLIGO EFFETTIVO PER I MENO VIRTUOSI DI ALLINEARSI ALLA MEDIA

Lettera pervenuta il 9 gennaio 2009. Segue la mia risposta.

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GLI STRUMENTI CONTRO LA DISUGUAGLIANZA E L’APARTHEID FRA PROTETTI E PRECARI

DETASSARE I REDDITI DI LAVORO PIU’ BASSI E’ SOLO UN PROBLEMA DI DENARO PUBBLICO E DI VOLONTA’ POLITICA. ESTENDERE A TUTTI I LAVORATORI GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI, INVECE, PUO’ NON COSTARE UNA LIRA ALL’ERARIO, MA RICHIEDE LA PARALLELA ATTIVAZIONE DI SERVIZI EFFICIENTI DI RIQUALIFICAZIONE E RICOLLOCAMENTO, CHE OGGI NON ABBIAMO

Articolo pubblicato su il Riformista – 11 gennaio 2009

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N. 39 – 5 gennaio 2009

BILANCIO DEI PRIMI OTTO MESI DI LAVORO PARLAMENTARE
Sotto ciascuna delle tre schede programmatiche contenute nella pagina “le proposte”, risalenti alla campagna elettorale della primavera scorsa, ho riportato un sinteticissimo bilancio al 31 dicembre 2008 del lavoro che ho svolto nei rispettivi campi in questo inizio di legisaltura, nel Partito e in Parlamento.

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LE QUESTIONI APERTE IN MATERIA DI GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO DI LICENZIAMENTO

IL DIBATTITO TRA I GIUSLAVORISTI SUL CONTROLLO GIUDIZIALE DELLE SCELTE IMPRENDITORIALI IN MATERIA DI LICENZIAMENTO

Intervento al convegno di Venezia dell’Associazione Italiana di Diritto del Lavoro – 25 maggio 2007

            1. ‑ Delle tre belle relazioni introduttive, mi sollecita a intervenire soprattutto quella sulla disciplina del licenziamento e soprattutto la parte di essa in cui Luca Nogler si propone di definire l’ambito e i limiti del controllo giudiziale sul recesso per motivo oggettivo. Secondo questa costruzione il giudice deve, innanzitutto, controllare che l’atto non contrasti con un divieto posto da una legge speciale; deve inoltre controllare che esso sia “veritiero”, cioè veramente motivato da scelte organizzative effettive, corrispondenti a quelle enunciate.

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OCCORRE RILANCIARE L’IMPEGNO CONTRO LE DISUGUAGLIANZE E LA POVERTA’

L’intervista a cura di Giusy Franzese pubblicata sul quotidiano il Mattino del 2 gennaio 2008
Clicca qui per scaricare l’intervista dall’archivio di Pietro Ichino

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