RICOLLOCAZIONE: PARTE L’ESPERIMENTO-PILOTA PER ALITALIA, MA SOLO PER POCHI

PERCHÉ SOLTANTO UNO SU SEI DEI NUOVI LICENZIATI HA ACCETTATO LA PROPOSTA DI AVVALERSI DEL NUOVO STRUMENTO PER IL REINSERIMENTO NEL TESSUTO PRODUTTIVO, MENTRE CINQUE SU SEI HANNO PREFERITO STARE ALLA FINESTRA, BENEFICIANDO FINO IN FONDO DEL TRATTAMENTO SPECIALE OFFERTO DAL “FONDO VOLO”

Articolo di Claudio Tucci, pubblicato sul Sole 24 Ore del 4 agosto 2015

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Parte ufficialmente il piano per il reinserimento degli ex lavoratori Alitalia collocati in mobilità dopo gli accordi del 12 luglio 2014. Su un totale di 1.199 “esuberi”, che attualmente percepiscono il trattamento di disoccupazione, il 15%, pari cioè a 184 persone, hanno manifestato il proprio interesse a partecipare alle attività di ricollocazione, attraverso la nuova misura di politica attiva prevista anche dal Jobs act e già attuata dalla regione Lazio (è la prima sperimentazione nel nostro paese del contratto di ricollocazione, già praticato, da tempo, nei Paesi Bassi, in Germania, nel Regno Unito, negli Usa).

«Sul sito della regione è pubblicata la manifestazione d’interesse, da inviare entro il 7 settembre, rivolta alle imprese che potranno assumere direttamente questi lavoratori mediante una preselezione delle persone rispetto al proprio fabbisogno professionale – spiega l’assessore  al Lavoro, Lucia Valente -. Per coloro che non verranno assunti direttamente, il passo successivo è la  ricollocazione effettuata dagli enti accreditati presso la regione, tramite il contratto di ricollocazione».

Le risorse per ricollocare i 184 esuberi arrivano dal Fondo per le politiche attive del lavoro (Fpa) che per il 2014 ha  una dote di 15 milioni  (il progetto «Piano Alitalia 2014» è stato collocato dal ministero del Lavoro al primo posto nella graduatoria per l’assegnazione di tali fondi). Oltre al bonus assunzionale per gli over 50 destinato alle imprese, si finanzierà anche l’eventuale “formazione on demand” che ha l’obiettivo, aggiunge l’assessore Valente, «di rafforzare e/o adattare le competenze del lavoratore collocato in mobilità ove l’impresa, interessata ad assumerlo, esprima l’esigenza di un intervento formativo».

Certo, queste misure innovative interesseranno appena 184 lavoratori su un totale di 1.199 ex dipendenti Alitalia: «Il dato può apparire a prima vista esiguo – evidenzia Lucia Valente -. Ma io lo reputo significativo sia perché mostra il coraggio ad aderire, volontariamente, a una nuova misura di politica attiva del lavoro, e poi perché l’indennità di mobilità percepita in questo settore è particolarmente favorevole visto che con l’integrazione erogata dal Fondo Volo il trattamento complessivo arriva all’80% dell’ultima retribuzione percepita in costanza di rapporto. A tali condizioni, quindi, è positivo che circa un sesto dei potenziali interessati abbia aderito al progetto-pilota. E stiamo inoltre vagliando con il ministero del Lavoro la possibilità di coinvolgere nel piano Alitalia 2014 anche i lavoratori licenziati nel 2008».

Lucia Valente è pure professoressa di diritto del Lavoro alla «Sapienza» di Roma e crede molto nel nuovo istituto della ricollocazione lanciato dal Jobs act. Ma chiede al Governo «un’applicazione più rigorosa del principio di condizionalità, che consenta uno stretto collegamento tra misure di sostegno  al

reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al  suo inserimento nel tessuto produttivo. Un principio che esiste sulla carta, ma finora  è rimasto nel cassetto. Adesso va rispolverato».

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