COME SI COMBATTE LA POVERTÀ

Un libro necessario per fare chiarezza sulle questioni cruciali in materia di sostegno del reddito delle persone escluse dal mercato del lavoro

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Scheda di segnalazione del saggio di Alessandra Sartori, Non di solo pane… I modelli di reddito minimo in Italia e in Europa (Giappichelli, 2025, pp. 248, € 39) – In argomento v. anche, su questo sito, la mia intervista dell’aprile 2023 all’Huffington Post, La riforma possibile del reddito di cittadinanza  

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Alessandra Sartori

L’autrice del libro che qui si segnala è probabilmente la maggiore conoscitrice degli strumenti di governo del mercato del lavoro sperimentati nei Paesi occidentali, avendo dedicato una parte cospicua della sua attività di ricerca allo studio di questa materia. In Italia ci vuole coraggio per compiere questa scelta, se si vuole diventare professori di diritto del lavoro, perché l’accademia guarda tradizionalmente con diffidenza alla commistione fra lo studio del dover essere giuridico e lo studio dell’essere socio-economico e amministrativo. Ma nella materia del lavoro questa è una scelta sempre più necessaria, perché la protezione del lavoro passa concretamente, molto più che attraverso la disciplina giuridica del rapporto contrattuale fra prestatore e datore di lavoro, attraverso il sostegno della capacità e libertà effettiva della persona di muoversi e di scegliere nel mercato dell’occupazione.

Fatto sta che Alessandra Sartori, è felicemente arrivata al culmine della carriera universitaria – con la recente chiamata alla cattedra di diritto del lavoro alla Statale di Milano – sfidando irriverentemente i pregiudizi dell’accademia e continuando ad approfondire la ricerca, anche in chiave comparatistica, sulle tecniche di sostegno ai più deboli nel mercato, prima ancora che nel rapporto di lavoro: che è, a ben vedere, il modo migliore di sperimentare concretamente nel nostro campo il capabilities approach teorizzato da Amartya Sen e Martha Nussbaum e coltivato nel nostro campo speficico, sul piano teorico, soprattutto da Riccardo Del Punta.

Con il libro da cui queste note prendono spunto, però, A.S. esce dal campo degli strumenti di governo del mercato del lavoro per esplorare un campo contiguo: quello del sostegno dovuto a chi dal lavoro è escluso a causa di una menomazione fisica, psichica o, soprattutto, di natura sociale.

Il libro propone innanzitutto, nelle prime pagine, una sintesi dei risultati del dibattito teorico, che ha coinvolto i filosofi, gli economisti, i sociologi e i politologi prima ancora che i giuslavoristi, sul tema del cosiddetto “reddito di base” e del “reddito minimo”. Chiarisce, tra l’altro, come l’espressione “reddito di cittadinanza”, usata nel 2018-19 dal Governo italiano “giallo-verde” per indicare la misura sociale della quale esso aveva fatto la propria bandiera, non corrispondesse affatto all’idea (originariamente elaborata da Thomas Paine, poi ripresa e variamente declinata da James E. Meade, Christian Arnsperger, Philippe Van Parijs e altri), del reddito di base assicurato incondizionatamente a tutti, solo in quanto cittadini: anche il sussidio ideato dal Movimento 5 Stelle era infatti caratterizzato, almeno secondo la legge che lo aveva istituito, dalla “condizionalità”.

Il secondo capitolo fornisce una panoramica comparatistica dei sistemi di garanzia del “reddito minimo” – che nulla ha a che vedere con il c.d. minimum wage – vigenti in Gran Bretagna, in Germania e in Francia, con una attenzione particolare alla disciplina giuridica e alle modalità di attuazione pratica della condizionalità del beneficio erogato alle persone in difficoltà.

Alla “lunga marcia verso un sistema universalistico di tutela” nel nostro Paese – dal “reddito minimo di inserimento” del Governo Prodi al “sostegno all’inclusione attiva” del Governo Letta, al “reddito di inclusione” del Governo Gentiloni, al “reddito di cittadinanza” del primo Governo Conte, all'”assegno di inclusione” del Governo Meloni – sono dedicati il terzo e il quarto capitolo.

Le conclusioni sono tratte nell’ultimo capitolo, significativamente intitolato “Dobbiamo veramente prenderci cura del surfista di Malibù? Riflessioni e suggestioni per una società operosa e inclusiva”. Dove A.S. osserva come la misura adottata dal Governo Conte I, pur con tutti i difetti che ha fatto registrare sul piano della concreta attuazione della “condizionalità” prevista dalla legge istitutiva, sia quella maggiormente in linea con le indicazioni dell’Unione Europea. L’A., poi, sfida gli strali di Maurizio Landini auspicando un sistema nel quale il valore monetario del sussidio tenga conto delle differenze territoriali del costo della vita, come del resto previsto da una raccomandazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro del 2012. E sottolinea che, sulla scorta delle più recenti esperienze francese e tedesca, il perno del sistema deve essere una “condizionalità ‘dal volto umano’ (o antropocentrica) e capacitante, avulsa da logiche punitive, ma anche da qualsiasi forma di riaffiorante assistenzialismo”.

Matteo Corti

Colgo l’occasione di questa scheda per esprimere la mia partecipazione profonda al dolore di Alessandra, per la recentissima e improvvisa perdita di suo marito, Matteo Corti, giuslavorista anch’egli di grande valore, per quasi due decenni co-autore con lei di una apprezzatissima rubrica sull’attualità legislativa sulla Rivista Italiana di Diritto del Lavoro. A lui il volume è dedicato con queste parole:

A Te, Matteo,
che sei stato casa, mente, rifugio e orizzonte,
con Amore dedico questo libro.
Il vuoto che lasci è immenso, ma la tua luce resta:
proseguo il mio cammino nel mondo
custodendo ciò che abbiamo pensato,
costruito e vissuto insieme.

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