“Uno di quegli incontri che ci si porta dentro e che non ci lasciano più” – “Uno sguardo sulla vita che in parte sento appartenermi e che in parte desidero” – “… cose che io riesco solo a intuire e le sono grata per averle condivise, così da poter ‘rubare’ qualche pietra con cui costruire il mio cammino”
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Lettera di Maddalena Brasioli del 25 marzo 2026 – Le recensioni del libro La casa nella pineta e una parte delle altre lettere su questo tema sono agevolmente reperibili attraverso il portale dedicato al libro
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Maddalena Brasioli
spero di non disturbarla con questa mia iniziativa, ma sento un debito di profonda gratitudine nei suoi confronti e volevo dirglielo.
Mio suocero mi ha fatto conoscere tempo fa il suo libro, La casa nella pineta. È stato uno di quegli incontri che ci si porta dentro e che non ci lascia più, tanto che quest’anno ho desiderato presentarlo in un corso di letteratura per l’Università della terza età e alla Biblioteca Vigentina, nell’ambito dell’iniziativa Leggi con me.
Non sono una letterata: mi direi piuttosto un’appassionata, non in grado di trasmettere tutta la ricchezza del suo libro e, più in generale, del suo pensiero e della sua esperienza, che ho potuto conoscere attraverso il suo sito. Ciò non mi impedisce però di parlarne in ogni circostanza che mi si presenta perché sono convinta che rappresenti un’occasione preziosa per chiunque vi si avvicini.
Nell’incontro con le sue pagine ha certamente giocato un ruolo importante il cognome di una delle famiglie che lei cita e che ricordavo nelle storie di famiglia. Ho dunque chiesto a mio padre, data anche la vicinanza dei luoghi frequentati e la coincidenza degli anni, se si potesse trattare della stessa famiglia a cui lui è profondamente affezionato e che avevo sentito nominare spesso nei racconti della sua infanzia. La raggiunta certezza mi ha permesso di arricchire anche la storia di mio papà di nuovi particolari e amici. È stato commovente sentirlo raccontare di quegli anni, delle feste, e anche dell’esperienza dell’ospedale, in cui gli amici non lo hanno lasciato solo.
Ma vi è sicuramente anche qualcosa di più delle conoscenze comuni che mi lega a lei: uno sguardo sulla vita che in parte sento appartenermi e che in parte desidero, perché capisco che sono ancora molto lontana dalla sua consapevolezza. Mi colpisce la chiarezza con cui riesce a descrivere cose che io riesco solo ad intuire e le sono grata per averle condivise, così da consentirmi di “rubare” qualche pietra con cui costruire il mio cammino.
È per questa gratitudine e per la consonanza di questo sguardo che ho chiesto a papà di poterle regalare il suo libro di fotografie Memoria nello sguardo e lui volentieri ha realizzato questo mio desiderio. Mi auguro che possa essere anche per lei un’occasione di incontro.
Come postilla la ringrazio anche per avermi raccontato la storia del nostro paese, sconosciuta ai ragazzi, ma da un certo punto di vista poco conosciuta anche da chi l’ha vissuta, cosa di cui mi sento colpevole, almeno per gli anni in cui c’ero.
Non ho mai avuto simpatia per i sindacati: per certi versi li ritengo responsabili di alcune profonde storture nel mercato del lavoro del nostro Paese. Voglio dire che penso che abbiano finito per penalizzare la competitività del sistema produttivo, con la perdita di grandi aziende e generando, a mio parere, una situazione economica più difficile rispetto ad altri paesi, ma, cosa per me più grave, contribuendo a creare una mentalità diffusa – non solo tra la gente semplice – di contrapposizione più che di collaborazione, e caratterizzata da una marcata attenzione ai diritti non sempre accompagnata da un adeguato senso dei doveri.
Tuttavia, ho condiviso molte delle posizioni descritte nel libro e anche delle sue lotte all’interno del sindacato stesso e ho scoperto in me una certa gratitudine per chi si è coinvolto in questa discussione, ha studiato, ha provato a ragionarci e ad individuare delle strade. Penso che sia importante trasmettere le ragioni di questo tentativo così come emergono bene dalle sue pagine.
Spero di non averla tediata con i miei pensieri e che le possa far piacere ricevere questo libro a cui sono affezionata, come segno della mia profonda gratitudine per lei e, mi permetta di dire, anche del mio affetto.
Maddalena Brasioli
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