PERCHÉ L’ITALIA RESTI DALLA PARTE GIUSTA DELLO SPARTIACQUE

Dopo le prossime elezioni la crepa che divide entrambi i nostri schieramenti maggiori sulla politica estera ed europea inevitabilmente spaccherà quello di essi che avrà conquistato la maggioranza

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Editoriale telegrafico per la
Nwsl n. 609, 14 settembre 2026 – In argomento, su questo sito, oltre al portale specificamente dedicato al tema v. ultimamente Destra, sinistra e i riflessi sull’Europa 

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Sul Corriere di ieri Angelo Panebianco sottolineava la crepa profonda che corre all’interno di entrambi gli schieramenti, di centro-destra e di centro-sinistra, tra “sovranisti” ed europeisti; e osserva come a questa linea di divisione corrisponda molto nitidamente la linea di divisione tra i filo-putiniani e chi vede nell’invasione russa dell’Ucraina un rischio gravissimo per l’intera UE. L’editorialista conclude avvertendo che questa crepa inevitabilmente minerà alla base la maggioranza destinata a nascere dalle prossime elezioni, che esse siano vinte dall’uno o dall’altro degli attuali schieramenti.

È questa, a ben vedere,  soltanto l’“ultima edizione” di un discorso che qui proponiamo ormai da almeno un quindicennio, e non soltanto in riferimento alla politica italiana.

Ora, Giorgia Meloni può anche presentarsi agli elettori facendo questo discorso: “Come sono riuscita a barcamenarmi con la UE e a non tradire l’Ucraina, tenendo insieme la Lega di Salvini con Forza Italia di Taiani e Berlusconi in questa legislatura, ci riuscirò anche nella prossima”. Ignorando il dettaglio che nella prossima, se tutto andrà bene per lei, per restare al Governo le sarà probabilmente indispensabile imbarcare nella maggioranza anche Vannacci: che è tutt’un altro discorso. Ma Elly Shlein, a mettere insieme su una linea schiettamente europeista e di nitido appoggio a Kiev Gentiloni con Conte, il duo Fratoianni-Bonelli con Renzi, e persino – all’interno del suo partito – Provenzano con Gori o Del Rio, non ci ha neanche provato.

Stando le cose così, siamo costretti a sperare che all’interno di ciascuno dei due schieramenti escano rafforzate dalle prossime elezioni le componenti che si collocano dalla parte giusta dello spartiacque che più conta: nel centro-destra quelle che si riconoscono nei Crosetto, Giorgetti, Tajani o Lupi; nel centro-sinistra quelle che si riconoscono nei Gentiloni, Renzi, Morando, Gori, Picierno o Del Rio. E che in mezzo si rafforzi Azione, possibilmente in joint venture con +Europa. Così, quando inevitabilmente i nodi verranno al pettine, ci sarà in Parlamento la maggioranza necessaria per eleggere un Capo dello Stato e sostenere un Governo che stiano, in modo netto, dalla parte giusta dello spartiacque.

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