SCUOLA: QUEL CHE VOGLIONO GLI OPPOSITORI È “SOLDI TANTI, CAMBIAMENTI ZERO”

L’OPPOSIZIONE PARLAMENTARE AL DISEGNO DI LEGGE SULLA SCUOLA, DAI TONI TRA IL GOLIARDICO E L’APOCALITTICO, DÀ VOCE A UN MOVIMENTO TENDENTE, IN REALTÀ, A IMPEDIRE QUALSIASI CAMBIAMENTO

Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 351, 29 giugno 2015 Continua…

SCUOLA, NON C’È QUALITÀ SENZA VALUTAZIONE

PER MIGLIORARE L’INSEGNAMENTO I PAESI AVANZATI PUNTANO MOLTO SULLA VALUTAZIONE DEL LAVORO DEI PRESIDI E DEI DOCENTI – È LA DIREZIONE IN CUI SI MUOVE LA NOSTRA RIFORMA 

Articolo di Attilio Oliva, Presidente dell’Associazione TreeLLLe, pubblicato sul Corriere della Sera dell’8 giugno 2015

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CHE COSA PENSO DELLA RIFORMA DELLA SCUOLA

CAPISCO LE OBIEZIONI DI CHI CONDIVIDE MA VORREBBE PERSEGUIRE MEGLIO GLI OBIETTIVI DELLA RIFORMA: DARE PIÙ AUTONOMIA AGLI ISTITUTI PER RESPONSABILIZZARNE DIRIGENTI E DOCENTI CIRCA I RISULTATI; MA L’INTENDIMENTO DELL’OPPOSIZIONE DIFFUSA AL DISEGNO DI LEGGE È CONTRARIO PROPRIO A QUEGLI OBIETTIVI

Lettera pervenuta il 6 giugno 2015 – Segue la mia risposta Continua…

LA SCUOLA CHE VOGLIONO I CONTESTATORI DELLA RIFORMA

SOTTO LA BANDIERA DELLA “LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO” RIFIUTANO QUALSIASI VALUTAZIONE: I SOLI INTERESSI CHE VERAMENTE CONTANO, PER LORO, SONO QUELLI DEGLI ADDETTI  

Secondo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 345, 18 maggio 2015 – In argomento v. anche il primo editoriale telegrafico per la stessa NwslSe sono i poveri a pagare per la libertà degli insegnanti di non insegnare Continua…

SE SONO I PIÙ POVERI A PAGARE LA LIBERTÀ DEGLI INSEGNANTI DI NON INSEGNARE

CHI RAPPRESENTANO I SINDACATI, QUANDO DIFENDONO UNA SCUOLA NELLA QUALE LO SVOLGIMENTO DEI PROGRAMMI È GRADITO MA DI FATTO  NON OBBLIGATORIO?

Primo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 345, 18 maggio 2015 – In argomento v. anche il secondo editoriale telegrafico, La scuola che vogliono i contestatori della riforma Continua…

IL BOICOTTAGGIO DEI TEST INVALSI NON È RAGIONEVOLMENTE GIUSTIFICABILE

LE VERIFICHE DI APPRENDIMENTO STANDARDIZZATE HANNO LA STESSA UTILITÀ E GLI STESSI LIMITI CHE HA IL TERMOMETRO CON CUI SI MISURA LA FEBBRE: INDIVIDUANO IN MODO OGGETTIVO UN SINTOMO, UNA VARIAZIONE, SENZA PREGIUDICARE LA DIAGNOSI – RIFIUTARLE SIGNIFICA PREFERIRE CHE SI CHIUDA GLI OCCHI ANCHE SULL’EVENTUALE  SINTOMO

Articolo di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 13 maggio 2015 – In argomento v. anche  il mio primo editoriale telegrafica per la Nwsl n. 345, Se sono i poveri a pagare per la libertà degli insegnanti di non insegnare, del 18 maggio, e il secondo, La scuola che vogliono i contestatori della riforma

Boicottare il test invalsi (come misura per conoscere lo stato di benessere delle scuole) è equivalente a boicottare l’uso del termometro nelle diagnosi mediche. Entrambi sono strumenti imperfetti di misurazione ma relativamente poco costosi rispetto ad altri disponibili. Tanto più che non si tratta di strumenti definitivi ma utili nel caso per avviare indagini più approfondite

Boicottarli, come è avvenuto ieri, non permette quello che in ogni misura è fondamentale: la comparazione confrontabile tra scuole e classi diverse, che altrimenti andrebbe affidata alla soggettività dei docenti o di chissà chi altri. Misurare la temperatura appoggiando la mano sulla fronte del malato, non può ovviamente dare risultati attendibili.

In ogni caso sono misure di cui interessano le variazioni più che i livelli raggiunti (si peggiora o si migliora); e nessuno si sognerebbe di utilizzarle per trarre conclusioni senza tenere nella dovuta considerazione il contesto che ne determina il valore.

Quale sistema di valutazione può prescindere da una misurazione standardizzata che abbia queste caratteristiche? Non avrebbe senso utilizzare solo indicatori di questo tipo per raggiungere una diagnosi, ma chi auspica che se ne possa fare a meno ha l’onere di spiegare quali altri strumenti possono essere utilizzati.

Il sospetto è che il boicottaggio non derivi da una critica a questo specifico strumento di misurazione, ma dal rifiuto di qualsiasi misurazione. Nella migliore delle ipotesi, chi boicotta i test invalsi evidentemente preferisce giudizi soggettivi a indicatori oggettivi anche se imperfetti. Nella peggiore, si vuole evitare qualsiasi giudizio.

 

PIÙ AUTONOMIA NELLA SCUOLA (ALMENO COME NELLA SANITÀ)

GESTIRE IN MODO BUROCRATICO UN’ORGANIZZAZIONE CON QUASI UN MILIONE DI DIPENDENTI NON PUÒ DARE BUONI RISULTATI – UNA MARCATA AUTONOMIA DI CIASCUN ISTITUTO SCOLASTICO, CON PIENA RESPONSABILIZZAZIONE RIGUARDO AL RISPETTO DI LINEE GUIDA ESSENZIALI  E AI RISULTATI, CONSENTIREBBE ANCHE UNA MAGGIORE LIBERTÀ DI VALUTAZIONE E DI SCELTA PER LE FAMIGLIE

Editoriale di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 6 maggio 2015 Continua…

LA SPESA PER LA SCUOLA: TUTTO STIPENDI, NIENTE INVESTIMENTI

L’ORGANIZZAZIONE DELLA NOSTRA ISTRUZIONE PUBBLICA GIRA ANCORA QUASI DEL TUTTO INTORNO AGLI INTERESSI DEGLI ADDETTI, NON A QUELLI DEGLI STUDENTI

Articolo di Alberto Bisin pubblicato su la Repubblica del 16 aprile 2015

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CHARTER SCHOOLS: L’ESEMPIO DI “BUONA SCUOLA” DA SEGUIRE

L’ESPERIENZA DELLE CHARTER SCHOOLS STATUNITENSI (NO PROFIT), CON LA LORO PIENA AUTONOMIA GESTIONALE, MA ANCHE PIENA RESPONSABILIZZAZIONE RIGUARDO AI RISULTATI, INDICA LA VIA CHE DOVREBBE ESSERE SEGUITA ANCHE DAL GOVERNO ITALIANO PER LA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA 

Fondo di Andrea Ichino e Guido Tabellini pubblicato sul Sole 24 Ore del 31 marzo 2015 Continua…

IL BUONO SCUOLA È LA SOLUZIONE MIGLIORE

IL SISTEMA DEL VOUCHER, MESSO A DISPOSIZIONE DELLA FAMIGLIA E SPENDIBILE PRESSO GLI ISTITUTI ACCREDITATI, È QUELLO CHE CONSENTE DI CONIUGARE AL MEGLIO LIBERTÀ DI SCELTA, GIUSTIZIA SOCIALE ED EFFICIENZA

Articolo di Dario Antiseri, pubblicato sul Corriere della Sera il 28 marzo 2015 Continua…

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