CHE COSA ACCADE SE L’ACCORDO NON SI FA E COME SI PUO’ EVITARE IN EXTREMIS QUESTO ESITO
Articolo pubblicato nel numero di settembre della rivista Arel – Europa Lavoro Economia
Una parte della Cgil è convinta che sia sbagliato proprio l’obiettivo di fondo della trattativa aperta nel maggio scorso dai sindacati confederali con la Confindustria: cioè l’aumento del ruolo della contrattazione aziendale, della porzione di retribuzione negoziata al livello dell’impresa, con corrispondente riduzione della porzione negoziata al livello centrale. Così stando le cose, qualsiasi accordo venga raggiunto con questo negoziato, esso sembra destinato a essere considerato da quella corrente sindacale come una sconfitta. Per evitare la spaccatura tra le due anime della Cgil, la sua segreteria è andata alla trattativa indicando questo obiettivo: occorre aumentare il ruolo della contrattazione aziendale, senza però ridurre il ruolo del contratto collettivo nazionale, che anzi va difeso. Ma come si fa a dare più spazio alla contrattazione aziendale se non a spese di quella nazionale? Continua…
QUANDO E’ IL GOVERNO AD APPOGGIARE IL SINDACALISMO DETERIORE, CHE PRODUCE SOLTANTO SCIOPERI E NESSUN ACCORDO
Questo mio articolo è stato pubblicato sul Corriere della Sera il 22 agosto 2005
Prima di bollare come “inaudita” la scelta di Alitalia di interrompere le relazioni sindacali con il sindacato autonomo Sult (1) – come ha fatto sabato ‑ il ministro del lavoro Maroni avrebbe fatto bene a chiedersi se non ci sia qualche cos’altro di inaudito nel nostro panorama nazionale delle relazioni sindacali. Continua…
LE RESPONSABILITA’ DEL MANAGEMENT E QUELLE DEL SINDACATO NELLA CRISI DI ALITALIA
Questo mio articolo è stato pubblicato sul Corriere della sera del 26 agosto 2004
Rischio grave di fallimento, necessità di una ristrutturazione aziendale molto incisiva, incapacità del sistema di relazioni sindacali di produrre un accordo su di una strategia capace di superare la crisi: questa oggi è la sintesi della drammatica situazione in cui versa la nostra compagnia aerea di bandiera. Continua…
I NODI AL PETTINE DI UN DIRITTO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI GRAVEMENTE DIFETTOSO
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 21 settembre 2008
L’applauso dei piloti e degli assistenti di volo, a Fiumicino, alla notizia della rottura della trattativa con la nuova compagnia Cai, col conseguente probabile fallimento di Alitalia, non è un “episodio paradossale”, come qualcuno ha detto: in realtà lo si può spiegare facilmente. Quelli che hanno applaudito fanno conto sull’intervento di una Cassa integrazione guadagni o su di un trattamento di disoccupazione speciale erogato proprio per consentire loro di attendere con calma il nuovo lavoro. Qualcuno dovrà pure, prima o poi, far volare gli aerei sulle nostre rotte al posto di Alitalia; e piloti e personale di volo non si sostituiscono così facilmente.
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QUESTIONI FUTILI E QUESTIONI CRUCIALI PER IL RILANCIO DEL NOSTRO SISTEMA SCOLASTICO
Articolo di Andrea Ichino (andrea.ichino@unibo.it) pubblicato da Il Sole 24 Ore il 12 settembre 2008
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L’ASSENTEISMO ABUSIVO E’ SOLO UN SINTOMO DI INEFFICIENZA, MA NON IL PIU’ IMPORTANTE
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 9 agosto 2008
Quella dell’agosto 2006 fu una vera esplosione che sorprese tutti. Nel giro di pochi giorni il Corriere venne sommerso da migliaia di messaggi che rispondevano ai miei primi articoli sui “nullafacenti” statali, dicendo quasi tutti la stessa cosa: è ora di voltar pagina, è urgente, è indispensabile. La cosa più sorprendente fu che tre quarti di quei messaggi venivano dalle file stesse dell’impiego pubblico: a gridare la propria esasperazione, più ancora che i cittadini vessati dalle amministrazioni inefficienti, erano gli impiegati bravi, quelli che soffrono la doppia ingiustizia di essere pagati (poco) esattamente come quelli che non lavorano e di essere accomunati a questi nel discredito generale.
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Pubblicata da Libero il 31 luglio 2008
Caro Giannino,
su “Libero” di martedì 29 luglio Lei mi imputa due peccati gravi, che non mi sembra di avere commesso: uno di esagerazione faziosa e uno di incoerenza.
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IL PD SFIDA IL GOVERNO A UN CONFRONTO SERRATO SULLE LINEE DI UNA VERA RIFORMA DEL DIRITTO DEL LAVORO, ISPIRATA ALMODELLO EUROPEO DELLA FLEXICURITY
Articolo di Enrico Letta, responsabile del Lavoro e del Welfare nel Governo-ombra, e di Pietro Ichino, pubblicato sul Corriere della Sera il 27 luglio 2008
Il primo atto legislativo importante del nuovo ministro del Lavoro e del Welfare consiste in un drastico allargamento della possibilità di assumere lavoratori a termine, probabilmente al di là di quanto consente l’ordinamento comunitario europeo. È un intervento molto incisivo, dunque; ma viene attuato di soppiatto, sotto forma di emendamento aggiuntivo al decreto-legge n. 112 trasmesso dalla Camera al Senato in questi giorni, nascosto in mezzo a cento altre misure diverse. E senza una vera possibilità di discussione in Parlamento, poiché sull’intero provvedimento il Governo ha posto la questione di fiducia.
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SE L’ESAME NON SERVE NE’ AGLI STUDENTI, NE’ AGLI INSEGNANTI, NE’ ALLO STATO CHE VUOL VALUTARE GLI UNI E GLI ALTRI
Articolo di Andrea Ichino pubblicato su Il Sole 24 Ore del 23 luglio
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UN’ANALOGIA TRA L’INIZIATIVA DEL NEO-MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PER L’EFFICIENZA DELLE AMMINISTRAZIONI E QUELLA DI VINCENZO VISCO CONTRO L’EVASIONE FISCALE
Articolo pubblicato su La Repubblica il 22 luglio 2008
Non condivido la drastica svalutazione dell’iniziativa del neo-ministro della Funzione pubblica Brunetta contro i difetti di efficienza e produttività del settore pubblico, che Francesco Merlo fa – non senza qualche punta di snobismo – nel suo articolo di domenica.
È vero: nell’iniziativa di Brunetta si possono e si devono denunciare alcuni errori anche gravi: tornerò sul punto tra breve.
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