IL PEZZO MANCANTE NEL PROGETTO BRUNETTA

LA TRASPARENZA NON SI IMPROVVISA: OCCORRE UN VALUTATORE INDIPENDENTE CHE GARANTISCA LA LEGGIBILITA’ DEI DATI RILEVANTI

 

Articolo di Pietro Ichino e Pietro Micheli (docente di performance management nell’Università di Cranfield, consulente di alcune agenzie di valutazione delle amministrazioni pubbliche britanniche), pubblicato sul Corriere della Sera il 12 luglio 2008.

 

Molte idee espresse dal ministro della Funzione pubblica Brunetta per il miglioramento delle prestazioni degli enti pubblici sono ampiamente condivisibili. In particolare quelle che si riassumono nelle parole d’ordine “trasparenza”, “misurazione”, “valutazione”, “incentivazione”. Ma abbiamo la sensazione che il ministro sottovaluti la complessità dell’iniziativa necessaria per superare il ritardo dell’Italia rispetto ai Paesi più avanzati. E che egli si avvalga troppo poco delle esperienze di questi per recuperare il terreno perduto.
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DIMISSIONI IN BIANCO: SEMPLIFICARE SI’, MA ANCHE IMPEDIRE LE FRODI

LETTERA APERTA DI CESARE DAMIANO E PIETRO ICHINO AL MINISTRO DEL LAVORO

La lettera è stata pubblicata dal Sole 24 Ore il 28 giugno 2008. Segue un intervento sul tema del Vice-presidente della Commissione Lavoro della Camera Giuliano Cazzola, pubblicato dallo stesso quotidiano il giorno successivo, con una breve replica di P.I.

Il Governo ha preannunciato l’abrogazione della legge n. 188/2007, emanata nella passata legislatura – con il voto favorevole di AN al Senato e voto unanime alla Camera ‑  per stroncare la prassi assai diffusa delle “dimissioni in bianco”: quella lettera che al lavoratore (più sovente alla lavoratrice) si chiedeva di firmare all’inizio del rapporto per consentire di fatto il licenziamento in qualsiasi momento senza bisogno di giustificazione. A quella legge si imputa il difetto di imporre a tutti gli imprenditori un rilevante “costo di transazione” aggiuntivo, al fine di impedire il comportamento illegittimo di pochi. Ora, però, il rischio è che l’abrogazione secca porti di fatto con sé un messaggio inaccettabile: quello secondo cui far firmare le dimissioni in bianco è legittimo, si può tornare a farlo liberamente.

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PERCHE’ I POLITICI LITIGANO CON I GIORNALISTI

UNA RIFLESSIONE SUI RAPPORTI NON FACILI TRA IL PALAZZO E I MEDIA

 

Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 26 giugno 2008

 

            Non c’è da stupirsi se i politici litigano tanto spesso con i giornalisti. I primi hanno fame e sete di “visibilità” sui giornali, ma la vorrebbero su misura per la comunicazione dei loro discorsi complessi, pieni di sottili distinguo che interessano molto agli addetti ai lavori, poco al grande pubblico. I giornalisti, invece, sono interessati a pubblicare dichiarazioni o interviste che “fanno notizia”: quindi senza troppe sfumature, possibilmente sorprendenti nella loro nettezza e novità.

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I DANNI PRODOTTI DALL’EMENDAMENTO SALVA-PREMIER

PARALIZZA IL DIALOGO SULLE RIFORME ISTITUZIONALI, INTRALCIA GRAVEMENTE L’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA, TOGLIE CREDIBILITA’ ALL’INIZIATIVA SUL TERRENO DELL’EFFICIENZA DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

18 giugno 2008

     L’innesto nel decreto-sicurezza dell'”emendamento-Berlusconi”, mirato chirurgicamente a impedire la conclusione del processo in cui il Capo del Governo è imputato di corruzione giudiziaria, al costo di un gravissimo intralcio generale per il funzionamento della giustizia penale, pone un’ipoteca pesante sulla possibilità di un dialogo fecondo tra maggioranza e opposizione circa le riforme istituzionali. Il Paese ne ha pur sempre urgente bisogno, ma ora le difficoltà si raddoppiano. Continua…

LA POLARIZZAZIONE TRA FORTI E DEBOLI NEL MERCATO DEL LAVORO E I COMPITI DI UNA SINISTRA MODERNA

KRUGMAN INSEGNA: LA FASCIA MEDIA NON NASCE DA SOLA, LA CREA UNA POLITICA REDISTRIBUTIVA

Articolo di Marco Leonardi, ricercatore di economia politica presso il Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare nell’Università degli Studi di Milano, pubblicato il 13 giugno 2008 su il Riformista.

     Paul Krugman ha parlato festival di Trento di democrazia e mercato, ma il suo lavoro più interessante di questi ultimi anni è l’ultimo libro, The Conscience of Liberal. È il suo primo libro da commentatore politico più che da economista. Ed è un libro straordinariamente interessante anche per l’Italia. Non per l’argomento, che riguarda l’aumento delle disuguaglianze negli Stati Uniti ma per l’approccio politico ad un tema così importante, ma questo lo vedremo all’ultimo.
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BRUNETTA E GLI SPRECHI: UNA SCOMMESSA BI-PARTISAN

 

Articolo di Luca RICOLFI pubblicato da La Stampa il 15 giugno 2008.
Con la cortese autorizzazione dell’Autore lo propongo qui per mostrare i molti punti di contatto tra il disegno di legge presentato dal PD il 5 giugno scorso e la parte più rilevante del programma annunciato dal neo-ministro della Funzione pubblica. Su questi punti, se ai proclami Renato Brunetta farà seguire fatti coerenti, credo che il difficile impegno in Parlamento e nel Paese possa e debba essere bi-partisan. (p.i.)
 

     Il ministro Brunetta vola nei sondaggi. La sua idea di combattere gli sprechi e le inefficienze della Pubblica Amministrazione piace agli italiani, ed è un bene che sia così: la riduzione della spesa pubblica improduttiva, infatti, è l’unica vera carta che il governo ha in mano per far ripartire la crescita. Se il governo fallisce su questo, non ci saranno risorse né per ridurre le tasse, né per modernizzare le infrastrutture, né per completare lo stato sociale, ossia per asili nido, ammortizzatori sociali, politiche contro la povertà.
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ALITALIA, GATTUSO E LA PARABOLA DEI TALENTI

ABBANDONARE L’IDEA CHE TUTTI DEBBANO ESSERE COPERTI INTEGRALMENTE CONTRO IL RISCHIO DELL’INEFFICIENZA: UN’IDEA CHE DERESPONSABILIZZA LE PERSONE E IMPOVERISCE IL SISTEMA

Articolo di Andrea Ichino pubblicato su il Sole 24 Ore il 6 giugno 2008

Può forse passare inosservato ciò che accomuna le resistenze deI sindacati degli statali alla trattativa sulla riforma del pubblico impiego e il manifesto contro il mercatismo e le globalizzazione del Ministro Tremonti, che ha la sua prima traduzione pratica nella protezione a oltranza dell'”italianità” di Alitalia. Entrambi questi comportamenti proteggono persone e realtà economiche che il mercato non reputa meritevoli di protezione.  Ciò che accomuna queste posizioni ricorda il comportamento del servo pigro nella Parabola dei Talenti (Matteo, 25,14-30).
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ALL’ECONOMIA ITALIANA SERVE DI PIU’ UN FISCO ORIENTATO A INCENTIVARE IL LAVORO DELLE DONNE

Articolo di Alberto Alesina e Andrea Ichino pubblicato su il Sole 24 Ore – 3 giugno 2008

 

Una serie di proposte in discussione e di iniziative fiscali del nuovo governo potrebbe avere conseguenze notevoli dirette ed indirette sull’occupazione femminile. Come sappiamo la bassa partecipazione al lavoro delle donne è una caratteristica dell’economia italiana che molti considerano un handicap grave per il nostro Paese. Il complesso di questo pacchetto di riforme potrebbe allontanare ancora di più le donne dal mercato del lavoro.
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PERCHE’ SPOSTARE LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DAL LIVELLO NAZIONALE A QUELLO MACRO-REGIONALE

L’EFFETTO POSITIVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO TRA AZIENDE DIVERSE PRESUPPONE LA POSSIBILITA’ DI FORTI INTERAZIONI TRA DI ESSE

Articolo di Andrea Ichino pubblicato dal Sole 24 Ore il 24 maggio 2008

Le macro regioni, che a volte travalicano i confini politici degli Stati, hanno ormai identità economiche ben più definite delle Nazioni stesse. Lo dimostra una crescente letteratura economica che prende il nome di New Economic Geography (Overman and Puga, Economic Policy, 2002). Ma mentre in tutto il mondo i sistemi di relazioni industriali si avviano in modo sempre più deciso su questa strada, in Italia resiste una anacronistica contrapposizione tra contrattazione collettiva aziendale e nazionale.
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IL VANTAGGIO DEL GOVERNO-OMBRA NELLA POLITICA DEL LAVORO

PARTE IL NEGOZIATO FRA LA CONFINDUSTRIA E I SINDACATI SULLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA: IL POSSIBILE RUOLO DEL GOVERNO E QUELLO DEL PD, TRA FALCHI E COLOMBE

Pubblicato su l’Unità il 18 maggio 2008

             Giovedì prossimo l’assemblea degli industriali insedierà alla presidenza di Confindustria Emma Marcegaglia. Poco dopo si avvierà il negoziato con Cgil, Cisl e Uil per la riforma della rappresentanza sindacale e della struttura della contrattazione collettiva. Le tre confederazioni proporranno come base di discussione il documento sul quale hanno raggiunto l’accordo nei giorni scorsi e che sarà discusso nei luoghi di lavoro nei giorni prossimi: sul primo punto, nuove regole per una misurazione precisa della rappresentatività di ciascuna organizzazione; sul secondo, più spazio alla contrattazione aziendale, per far crescere i salari legandone una parte maggiore ai risultati. Confindustria si presenterà alla trattativa proponendo uno spostamento ancora più deciso del baricentro della contrattazione verso le aziende.

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