Pur con i suoi errori e difetti, è il solo ad avere posto al centro della propria iniziativa, insieme al processo di integrazione europea, una questione costituzionale ineludibile; e ha il merito di avere reso produttiva una legislatura che pareva nata morta
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Primo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 469, 12 febbraio 2018 – In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del 5 febbraio, Il M5S e la volatilità della sua “buona politica”, e quello del 22 gennaio,
Il cedimento di Forza Italia alla Lega e la posta in gioco del 4 marzo Continua…
“Sono io che ho informato il partito, già da mesi, che non intendevo ricandidarmi: sono uno studioso prestato alla politica e non un politico di professione” – “Ho ancora qualche cosa da offrire alla politica italiana, ma in questa fase posso rendermi più utile tornando al mio mestiere di studioso e opinionista”
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Intervista a cura di Elisa Calessi, pubblicata su Libero il 5 febbraio 2018 – In argomento v. anche l’intervista di Giorgio Tonini pubblicata sul quotidiano Il Dolomiti il 5 gennaio, e la lettera di Antonio Padoa Schioppa dell’8 gennaio con la mia risposta Continua…
Il leader grillino Di Maio, per accreditarsi come candidato affidabile alla guida del Paese, compie una svolta a U rispetto a quanto sempre sostenuto dal suo partito in tema di UE e moneta unica
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Secondo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 468, 5 febbraio 2018 – In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del 24 settembre 2016, Tot sidera, tot sententiae. Ovvero: molta confusione di idee nel M5S Continua…
I rischi di una patologia della democrazia rappresentativa, aggravata dalle scelte della Corte costituzionale in materia di leggi elettorali
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Lettera di Antonio Padoa Schioppa, già preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, 8 gennaio 2018 – Segue la mia risposta – In argomento v. anche la mia intervista al Foglio su I meriti e gli sbagli di Renzi e l’intervista di Giorgio Tonini al quotidiano Il Dolomiti Continua…
Mentre i parlamenti francese e tedesco pongono le basi degli Stati Uniti d’Europa, non solo il M5S ma anche il Centro-destra guidato da Berlusconi propongono l’autoesclusione dell’Italia da questo processo costituente
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Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 466, 22 gennaio 2018 – In argomento v. anche l’articolo di Enrico Morando e Giorgio Tonini sul Foglio del 19 gennaio e il fondo di Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore del 21 gannaio; numerosi altri interventi e documenti su questo tema sono raccolti nel portale Il nuovo spartiacque della politica mondiale Continua…
Sostenere, come si fa nell’accordo di coalizione del Centro-Destra italiano, che occorre reintrodurre “la prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario” vuol dire creare le condizioni per la frantumazione sovranista del sistema europeo
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Estratto dal fondo di Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore del 21 gennaio 2018 – In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico Il cedimento di Forza Italia alla Lega e la posta in gioco il 4 marzo, e l’articolo di Enrico Morando e Giorgio Tonini, Il sovranismo di FI, Lega e M5S, l’europeismo del Pd Continua…
Il PD può e deve tendere a bipolarizzare il confronto elettorale: da una parte gli europeisti, capaci di collocare l’Italia nel concreto processo di costruzione della nuova sovranità europea; dall’altra gli “indipendentisti” o “sovranisti”, che puntano a un ritorno all’indietro rispetto al processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa
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Articolo di Enrico Morando e Giorgio Tonini pubblicato sul Foglio il 19 gennaio 2018 – In argomento v. anche le conclusioni di Enrico Morando all’Assemblea nazionale di LibertàEguale, 3 dicembre 2017 Continua…
Mentre, in nome dell’Europa, l’SPD di Martin Schulz si sta accordando con il Centro-destra di Angela Merkel, qui da noi gli europeisti Bersani e D’Alema non si accordano neppure con il partito che è stato il loro fino a poco fa
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Primo editoriale telegrafico per la Nwsl n. 365, 15 gennaio 2018 – In argomento v. anche il fondo di Sergio Fabbrini Il vero significato delle elezioni del 4 marzo: la sfida tra europeisti e sovranisti; inoltre l’intervista di Giorgio Tonini a RaiNews del 13 gennaio Continua…
Il consenso sull’operato dei nostri Governi in questa legislatura è amplissimo: esso potrà tradursi in consenso al Partito democratico, se esso saprà spostare l’attenzione degli elettori dalle polemiche tra partiti e fazioni e dalle rincorse demagogiche con le opposizioni alla visione europeista che ha guidato il Paese e deve restare la bussola
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Intervista a Giorgio Tonini a cura di Pierluigi Mele per la rubrica Confini di RaiNews, 13 gennaio 2018, che costituisce la prosecuzione ideale del discorso incominciato con l’intervista allo stesso Tonini pubblicata su questo sito la settimana scorsa Continua…
È la stagione politica apertasi nell’estate del 2011, che ha portato alle esperienze montiana e renziana – Quest’ultima ricorda un po’ quel che accadde in Europa ai primi dell’800: anche gli Stati che ristabilirono l’equilibrio precedente alla «tempesta» napoleonica finirono per confermare buona parte delle innovazioni introdotte dall’imperatore deposto
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Articolo di Alessandro Maran, vicepresidente del Gruppo dei senatori Pd, pubblicato sul Foglio del 10 gennaio 2018 – In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico Bilancio di una legislatura – Il mio commento sulla riforma del lavoro oggetto di una ampia citazione nella seconda parte dell’articolo è tratto dalla relazione alla Scuola Superiore della Magistratura su Il Jobs Act tra diritto ed economia Continua…