MOLTO BENE LA DIFESA DEL BIPOLARISMO E DEL SISTEMA ELETTORALE MAGGIORITARIO, IL RIFIUTO DI UN RITORNO AL PROPORZIONALISMO E ALLA DELEGA IN BIANCO DEGLI ELETTORI AI PARTITI PER LA FORMAZIONE DEI GOVERNI. ALCUNE LACUNE, INVECE, IN MATERIA DI POLITICA ESTERA, DI POLITICA ECONOMICA E DEL LAVORO. MANCA, POI, ANCORA UN INVITO ESPLICITO A TUTTI I RIFORMISTI DEL CENTROSINISTRA A RICONOSCERE NEL PARTITO DEMOCRATICO LA LORO CASA NATURALE
L’editoriale di Francesco Verderami pubblicato sul Corriere della Sera del 17 luglio 2009 mette bene in evidenza gli aspetti positivi del programma esposto da Dario Franceschini. Segue una mia nota nella quale indico le cose che a mio avviso ancora mancano in questo programma, sulle quali credo che l’avversario di Pierluigi Bersani nella corsa alla leadership del partito dovrà essere incalzato nelle prossime settimane.
Il Partito Democratico crede nel bipolarismo? È pronto a difendere la democrazia dell’alternanza e a considerarla un valore? Riconosce che la sovranità risiede nel voto popolare e che il mandato dei cittadini non è un assegno in bianco da usare per successivi accordi in Parlamento? Il Pd, insomma, è disposto a preservare l’unica conquista raggiunta nel marasma della Seconda Repubblica, o intende tornare alla stagione dei governi fotocopia, degli esecutivi balneari, dei gabinetti che duravano pochi mesi, dei presidenti del Consiglio sempre con la valigia in mano nella porta girevole del grand hotel Palazzo Chigi?
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“OCCORRE DARE ATTO AL SEGRETARIO DEL PD DI AVERE PROPOSTO CON RECISIONE UNA RIFORMA MAGGIORITARIA, LIBERALE, ANTIPARTITOCRATICA”
Dichiarazione di Marco Pannella alle agenzie di stampa a seguito del discorso programmatico di Dario Franceschini – 16 luglio 2009
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BIPOLARISMO, DEMOCRAZIA DELL’ALTERNANZA, GOVERNO SCELTO DAI CITTADINI: QUESTO IL QUADRO ISTITUZIONALE DI RIFERIMENTO. E POI: FIDUCIA, REGOLE, UGUAGLIANZA, MERITO, QUALITA’; SONO QUESTE LE PAROLE-CHIAVE SULLE QUALI IL SEGRETARIO USCENTE SI PROPONE DI PROSEGUIRE NELLA COSTRUZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Discorso tenuto a Roma il 16 luglio 2009. Alcuni dei passaggi più significativi sono evidenziati in grassetto. V. anche, in proposito, la dichiarazione “a caldo” di Marco Pannella e il commento di Francesco Verderami sul Corriere della Sera del giorno dopo, seguito da una mia breve nota critica.
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QUALCHE VOLTA IL CONFRONTO TRA IL TESTO SCRITTO E LO SVOLGIMENTO ORALE DEL DISCORSO DI UN POLITICO RIVELA QUALCHE SFUMATURA INTERESSANTE SU CIO’ CHE VERAMENTE PENSA L’ORATORE: QUESTA TRASCRIZIONE OFFRE AI LETTORI LA POSSIBILITA’ DI “SENTIRE” DIRETTAMENTE QUELLO CHE BERSANI HA DETTO ALL’AMBRA IOVINELLI
Trascrizione del discorso effettivamente svolto da Pierluigi Bersani a Roma il 1° luglio 2009, per la presentazione della propria candidatura alla Segreteria del PD. V. anche il testo scritto ufficiale dello stesso discorso, con l’evidenziazione in grassetto dei passaggi più importanti.
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“I PROBLEMI DEL PD NON SONO NATI DA UN TRADIMENTO DELLA SUA ISPIRAZIONE ORIGINALE: SONO NATI DAL NON AVER MESSO ANCORA IL NOSTRO PROGETTO SU BASI CULTURALI, POLITICHE E ORGANIZZATIVE ABBASTANZA SOLIDE”
Testo ufficiale del discorso tenuto in occasione della presentazione della sua candidatura alla Segreteria del P.D., il 1° luglio 2009 a Roma, all’Ambra Iovinelli. E’ disponibile in questa stessa sezione del sito la trascrizione dell’intervento orale con il quale P. Bersani ha presentato lo stesso discorso: il confronto tra “scritto” e “detto” consente di evidenziare le parti che sono state saltate perché evidentemente ritenute meno importanti, nonché alcune marginali sfumature del pensiero dell’ex-ministro delle attività produttive. Alcuni passaggi particolarmente rilevanti, tra i quali quello relativo al superamento del dualismo del mercato del lavoro, sono evidenziati in grassetto.
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LA NORMA STATUTARIA CHE PREVEDE LE ELEZIONI PRIMARIE PER LA SCELTA DEL LEADER DEL PARTITO INCIDE PROFONDAMENTE ANCHE SUI CONTENUTI PROGRAMMATICI
Intervento svolto nel corso della manifestazione promossa da Walter Veltroni al Centro Congressi Capranica, il 2 luglio 2009 (Scarica il video dell’intervento)
C’è un nesso tra la politica del lavoro di cui il Paese ha bisogno e la forma del partito che quella politica sa elaborare e perseguire. Un “partito degli iscritti” conosce e rappresenta gli interessi di chi è organizzato. Un partito che fa scegliere il proprio leader dagli elettori è costretto ad aprirsi anche agli interessi di chi non è organizzato, ad andare oltre il dialoco con le associazioni, i sindacati, le “formazioni intermedie”. La politica del lavoro costituisce un buon punto di osservazione per comprendere la differenza fra le due scelte di metodo.
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“NELLA COMPETIZIONE CONGRESSUALE CHE SI E’ APERTA IN QUESTI GIORNI, LEI CON CHI SI SCHIERA?”
Messaggio del 27 giugno 2009. Segue la mia risposta
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LA NUOVA ALLEANZA TRA MERITO E BISOGNI. IL PARTITO DI CENTROSINISTRA A VOCAZIONE MAGGIORITARIA: PARTITO APERTO, DEGLI ISCRITTI E DEGLI ELETTORI. LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME: QUELLA DEL MERCATO E DEL DIRITTO DEL LAVORO
L’imminente Convenzione nazionale del PD è chiamata a scegliere leader e linea politica del partito, dopo la convulsa fase della sua costituzione (ottobre 2007), della sconfitta elettorale e del primo anno di opposizione al Governo di centro-destra. In questo documento Enrico Morando – senatore del P.D. – prova a riassumere, dal suo punto di vista, i termini essenziali del confronto. Con i primi cinque punti (la nuova alleanza tra merito e bisogni; partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria; partito aperto, degli iscritti e degli elettori; un nuovo internazionalismo democratico; una scelta chiara tra linee alternative) egli si propone di illustrare i cardini del posizionamento politico – funzione, natura e linea politica – che ritiene preferibile per il PD.
La seconda parte del documento non ha la pretesa di essere un programma di governo. Sono solo degli esempi, per orientare la discussione congressuale e mostrare all’opera i principi illustrati nella prima parte.
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COME GLI STRANIERI VEDONO IL NOSTRO PREMIER E IL NOSTRO PAESE
Lettera di uno studioso italiano che da molti anni vive e insegna in Canada – 16 giugno 2009
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PER PENATI: UN VOTO ALLA COMPETENZA E AL PROGETTO. PER IL “SI” AL REFERENDUM: UN VOTO PER LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE (E COMUNQUE PER RENDERE PIU’ FACILE CONTENDERE LO SCETTRO AL PDL)
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