LE LEGGI CHE IMPONGONO LA REGOLA DEL “POSTO FISSO” POSSONO GARANTIRE SICUREZZA DELLA CONTINUITA’ DEL LAVORO E DEL REDDITO SOLTANTO A UNA PARTE DEI LAVORATORI, AL PREZZO DELL’ESCLUSIONE DELL’ALTRA PARTE. QUELLA SICUREZZA SI PERSEGUE SOLTANTO CAMBIANDO LE REGOLE DI ACCESSO AL LAVORO
Articolo di Tito Boeri e Vincenzo Galasso pubblicato su lavoceinfo il 20 ottobre 2009
CHE TREMONTI FOSSE CONTRARIO ALLA RIFORMA DEL SISTEMA ATTUALE DI PROTEZIONE DEL LAVORO, SI SAPEVA GIA’ DA DUE ANNI (COME QUESTO ARTICOLO MOSTRA). MA L’INDISPENSABILE APERTURA ALL’INNOVAZIONE E LA MERITOCRAZIA SI POSSONO CONCILIARE CON LA PROTEZIONE DELLA CONTINUITA’ DEL LAVORO E DEL REDDITO SOLO NELL’AMBITO DI UN SISTEMA DI FLEXSECURITY
Questo articolo è stato pubblicato su Guida al Lavoro – Il Sole 24 Ore il 12 marzo 2008
IL GRADO DI EFFICIENZA DEI PAESI NON DIPENDE TANTO DALLA LORO RICCHEZZA, QUANTO DALLO STATO DI DISTRIBUZIONE DI QUEST’ULTIMA. PARADOSSALMENTE, UN PAESE RICCO CON UN ALTO LIVELLO DI DISEGUAGLIANZA HA POTENZIALITA’ INFERIORI RISPETTO A QUELLE DI UN PAESE PIU’ POVERO CON UNA PIU’ OMOGENEA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI
Recensione del libro di R. Wilkinson e K. Pickett, The Spirit Level – Why More Equal Societies Almost Always Do Better (Londra, Penguin Books, 2009), a cura di un frequentatore assiduo di questo sito che preferisce mantenere l’anonimato
Nota esplicativa preliminare – Il dato normalmente utilizzato per misurare la differenza di reddito all’interno dei Paesi è il c.d. indice (o coefficiente) di Gini. E’ un numero compreso tra 0 e 1, dove 0 corrisponde a una situazione di uguaglianza perfetta (cioè al caso – puramente teorico – in cui tutti abbiano lo stesso reddito) e 1 corrisponde a una situazione di totale disuguaglianza (cioè al caso – altrettanto puramente teorico – in cui una persona abbia tutto il reddito, mentre tutti gli altri hanno un reddito nullo). Il coefficiente èstato sviluppato dallo statistico Italiano Corrado Gini. In proposito vedi i dati comparativi riportati sul sito della United Nations Development Programme (UNDP), dove sono messi a confronto tutti i Paesi del mondo.
Post per la Newsletter n. 74, 12 ottobre 2009 Continua…
LA MOBILITA’ SOCIALE, ANCHE SOLO QUANDO E’ UN’ATTITUDINE PSICOLOGICA DI SPERANZA NEI CONFRONTI DEL FUTURO, OFFRE PROSPETTIVE DI CRESCITA PERSONALI E PER IL PAESE. QUESTA PROPENSIONE FA GRAVEMENTE DIFETTO AL NOSTRO PAESE.
Articolo di Irene Tinagli, docente di Economia delle Imprese presso l’Università di Madrid, pubblicato su la Stampa il 7 ottobre 2009
L’ITALIA PERDE UN GRANDE MAESTRO DEL DIRITTO DEL LAVORO, MA CONSERVA UN’EREDITA’ SENZA EGUALI. GINO GIUGNI HA RIVOLUZIONATO LA NOSTRA CULTURA GIUSLAVORISTICA LASCIANDOCI UN INSEGNAMENTO FONDAMENTALE: SOLO LA CAPACITA’ DI GUARDARE AVANTI SENZA CRISTALLIZARSI SU POSIZIONI RIGIDE RISPONDE ALLE COMPLESSE ESIGENZE DI UN MONDO SEMPRE PIU’ DINAMICO
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 6 ottobre 2009
Scarica il testo dell’intervista a Gino Giugni citata nell’articolo (a cura di Pietro Ichino, pubblicata sulla Rivista italiana di diritto del lavoro, I, 1992, ora nel libro “Il diritto del lavoro nell’Italia repubblicana”, Giuffrè, 2008).
I MOTIVI PER CUI NON HO ADERITO ALLA MOZIONE FRANCESCHINI, CHE PURE, SECONDO LE PREMESSE AVREBBE DOVUTO COSTITUIRE LA MIA SCELTA NATURALE. E I MOTIVI DEL MIO VOTO PER LA TERZA MOZIONE
Editoriale in esclusiva per questo sito, del 27 settembre 2009
Ho già esposto in questo sito, nel dialogo con Michele Salvati sulle scelte congressuali, le due ragioni che mi hanno impedito di aderire alla mozione Franceschini.
Continua…
IL BILANCIO DELLA CIG NEGLI ULTIMI ANNI HA SEGNATO UN ATTIVO DI OLTRE 12 MILIARDI: PERCHÉ QUESTO DENARO NON VIENE UTILIZZATO PER LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI? IL CONTRIBUTO DEL 2% E’ UNA VERA E PROPRIA TASSA SUL LAVORO, NON COMPENSATA DA UNA PRESTAZIONE CORRISPONDENTE, CHE PENALIZZA SOPRATTUTTO LE IMPRESE MEDIO-PICCOLE
Alla domanda di sostegno del reddito di centinaia di migliaia di lavoratori che perdono il posto nella crisi economica il Governo risponde con il contagocce, come se la Cassa integrazione fosse a secco. Ma le cose non stanno affatto così: il bilancio degli ultimi anni della Cassa, anche computandosi questo periodo di recessione, segna un attivo di oltre 10 miliardi.
PROGETTO SEMPLIFICAZIONE: L’INTERO DIRITTO DEL LAVORO IN 64 ARTICOLI. E APPLICABILE A TUTTI
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 9 settembre 2009. Nella sezione “Progetti di legge” v. la bozza del disegno di legge sui rapporti individuali (artt. 2087-2134) e la bozza del disegno di legge sui rapporti sindacali (artt. 2063-2078), con i link alle rispettive relazioni introduttive.
Tra le molte tare che appesantiscono la nostra economia, ce n’è una che può essere superata in tempi molto rapidi, senza costi per lo Stato e con grande vantaggio immediato per lavoratori e imprese: mi riferisco all’enorme volume e complessità della normativa che oggi regola in Italia il rapporto di lavoro. Questa ipertrofia è causa di “costi di transazione” molto elevati per tutti coloro che stipulano un contratto di lavoro, rendendo la legge difficilissima da leggere e da capire.
LA VICENDA DELL’INNSE DI LAMBRATE COME QUELLA DELL’ALFA ROMEO DI ARESE: E’ MAI POSSIBILE CHE, DOPO MEZZO SECOLO IN CUI LE VICENDE DI QUESTO GENERE SI SONO SUSSEGUITE SEMPRE SECONDO LO STESSO LOGORO SCHEMA, ANCORA NON ABBIAMO IMPARATO AD AFFRONTARE LE CRISI INDUSTRIALI CON METODI UN PO’ PIU’ MODERNI?
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 5 agosto 2009
Sull’esito della vicenda Innse v. l’intervista pubblicata sul Sole 24 Ore il 13 agosto.